Presentazione del libro Filosofiana, di Vincenzo Consolo racconto tratto dal libro le “Pietre di Pantalica”. Madrid istituto Cervantes. Il 17 di aprile 2008 Presenta: Manuel Gil Esteve (Cattedratico de Filologia Italiana. Universidad Complutense. Partecipano: Renzo Cremante, Cattedratico de Filologia Italiana Director del Fond de Manuscritos de Autores Contemporaneos. Università di Pavia. Salvatore Trovato, Cattedratico de Linguistica Universidad de Catania. Irene Romera Pintor: Professora Titular de Filologia Italiana. Univesidad de Valencia.

Presentazione del libro Filosofiana, Madrid istituto Cervantes. Vincenzo Consolo. Prima parte.
Presentazione del libro Filosofiana, Madrid istituto Cervantes. Vincenzo Consolo. Seconda parte
Presentazione del libro Filosofiana, Madrid istituto Cervantes. Vincenzo Consolo. Terza parte.

La pasión por la lengua: Vincenzo Consolo

Laureano Núñez García
AA.VV.
(Homenaje por sus 75 años)
a cura di Irene Romera Pintor
Valencia, Generalitat Valenciana Universitat de València
2008
Nell’aprile del 2008 l’Universitá di Valencia organizzò delle giornate internazionali di studio in onore al noto scrittore siciliano Vincenzo Consolo nelle quali si celebrava il suo straordinario apporto creativo al panorama della letteratura italiana e europea per il suo settantacinquesimo anniversario.
L’iniziativa di quest’incontro, così come gli accurati atti delle giornate, sono merito della professoressa Irene Romera Pintor, senza dubbio una delle migliori specialiste nell’opera di Vincenzo Consolo. Il volume La pasión por la lengua: Vincenzo Consolo (Homenaje por sus 75 años) raccoglie gli interventi che ebbero luogo in quest’incontro che contò sulla presenza di notevoli critici e studiosi europei, oltre che dello scrittore celebrato.
Vincenzo Consolo apre il libro con il saggio Due poeti prigionieri in Algeri: Miguel de Cervantes e Antonio Veneziano. Con il suo solito linguaggio preciso e sorprendente, Consolo indaga nuovamente nella memoria del passato storico per capire il presente, recuperando in quest’occasione la relazione istauratasi tra due grandi scrittori, Miguel de Cervantes e il siciliano Antonio Veneziano, nello stato di cattività che entrambi soffrirono in Algeri nella seconda metà del Seicento. Il poeta palermitano Antonio Veneziano fu catturato dalle navi corsare nel 1578 e trasferito ad Algeri, dove Cervantes era già da tre anni. In cattività, entrambi gli scrittori continueranno il loro lavoro letterario e, una volta liberati e rientrati in patria, sia Cervantes sia Veneziano soffriranno nuovamente la crudezza del carcere, fornendo un esempio delle difficoltà di vivere (allora come adesso) sulla rive del Mediterraneo.
In “Filosofiana” o cuando las piedras hablan, Fausto Díaz Padilla analizza sotto svariati aspetti linguistici e narratologici l’edizione e la traduzione spagnola (a cura di Irene Romera) del racconto di Consolo Filosofiana, appartenente all’opera Le pietre di Pantalica. Diaz Padilla conferma la felice intuizione della traduttrice spagnola nell’individuare nello scenario spaziale e la costruzione dei personaggi le chiavi per comprendere il concetto di sicilianità che struttura il testo. Inoltre, Diaz Padilla sostiene che la simbiosi tra il linguaggio regionale, locale e arcaico costituisce il peculiare stilo narrativo dello scrittore siciliano. Per quanto riguarda la traduzione spagnola, considera una felice scelta l’utilizzo del dialetto “murciano” rurale per adattare i termini dialettali equivalenti del testo originale.
Ne L’evidenza del nome nella scrittura di Vincenzo Consolo, Giulio Ferroni intraprende una interessante analisi stilistica per evidenziare l’importanza che acquisiscono nell’opera di Consolo i nomi, o meglio ancora, il legame che unisce i nomi e le cose in un tentativo di evitare la dissociazione tra il linguaggio e la realtà. Prendendone esempi da Il sorriso dell’ignoto marinaio, Le pietre di Pantalica, Nottetempo casa per casa e Retablo, Ferroni arriva alla conclusione che l’insistente ossessione con cui Consolo si afferra alla forza delle parole si fonda sul fatto che per lo scrittore siciliano esse siano, al di sopra di qualsiasi altra cosa, “nomi di cose vere, visibili, concrete”.
Alle relazioni tra storia e romanzo Jean Fracchiolla dedica il suo saggio Vincenzo Consolo: romanzo e storia. Storia e storie. Per Fracchiolla la narrativa di Consolo si nutre della storia della Sicilia e dei luoghi che acquisiscono un’importanza straordinaria nella sua opera, come Cefalú, che unisce due romanzi storici assai rilevanti come Il sorriso dell’ignoto marinaio e Nottetempo casa per casa, dai quali si può estrarre una visione pessimista del mutamento storico dell’isola e una metafora (nel secondo romanzo) sulla volgarità dei tempi presenti. Da parte sua, Vicente González Martín si avvicina in “La Nuova Questione della lingua” en Vincenzo Consolo al difficile compito di definire il modello linguistico ed espressivo dello scrittore in rapporto con il panorama linguistico italiano attuale e alla tradizione letteraria. González Martín conclude che lo sperimentalismo stilistico e formale di Consolo, così peculiare e lontano da qualsiasi altro narratore italiano, si caratterizza per un linguaggio poetico, plurilinguistico e polifonico che unisce la lingua italiana dell’alta tradizione e i contributi del dialetto, dotandolo di una capacità espressiva originalissima che probabilmente allontanerà dalla sua opera il lettore pigro e poco esigente, ma che con il passare del tempo sarà destinato a diventare un classico.
Alla problematica del linguaggio in Consolo anche Salvatore C. Trovato dedica un intervento che approfondisce le motivazioni delle sue scelte dialettali (sia sul piano stilistico sia su quello teorico e ideologico) nella tradizione culturale e letteraria, pienamente siciliana, nella quale si riconosce e dove spuntano, oltre a Verga, Leonardo Sciascia e il poeta Lucio Piccolo. Per ultimo, riflette sulla traduzione allo spagnolo della “regionalità” del racconto Filosofiana, esprimendo un giudizio assai positivo sulle strategie traduttologiche impiegate da Irene Romera.
La seconda parte del libro, raccoglie (sotto il nome generico di Apéndices) i vari interventi e presentazioni di libri che ebbero luogo nel convegno, anche questi di grande interesse. Divise in quattro sezioni, la prima appendice raccoglie n’appassionante intervista di Jean Fracchiolla a Vincenzo Consolo (con interventi di Trovato e Ferroni), dove Consolo ricorda la sua amicizia con Piccolo e Sciascia, e la sua visione di Vittorini, e dove emerge la dura critica dello scrittore siciliano alla degradazione della vita pubblica italiana e alla scandalosa convivenza tra mafia e politica, che serve a spiegare, secondo lo scrittore, l’irreparabile distruzione urbanistica che soffrì Palermo qualche decennio prima. Da parte sua, la seconda appendice raccoglie l’intervento del regista Pasquale Scimeca, che svela i motivi che lo spinsero ad adattare il racconto Filosofiana, uno dei tre episodi che completano il suo film Un sogno perso. Per Scimeca, il testo di Consolo si presentava come un rappresentativo esempio della Sicilia come metafora di una millenaria civilizzazione contadina trascinata da una nuova forma di civilizzazione (il consumismo), che doveva essere portata al grande schermo.
Nella terza appendice sono riportati gli interventi di Dominique Budor, Vincenzo Consolo, Cesare Segre e Renzo Cremante in occasione della presentazione del libro Vincenzo Consolo, éthique et écriture (Presse Sorbonne Nouvelle, París, 2007, a cura di Dominique Budor), che sono gli atti del convegno avuto a Parigi nel 2002 sull’opera dell’autore del Sorriso dell’ignoto marinaio. Gli interventi di Segre e Cremante, che raccontano uno a uno gli apporti dei critici e degli studiosi che partecipano nel volume, servono a dare un’idea globale del suo contenuto, dal quale si evince il vigore e l’interesse internazionale per un’opera letteraria nella quale emergono sia l’importanza degli aspetti etici e civili sia di quelli retorici, formali e linguistici. Infine, la quarta appendice raccoglie gli
interventi attinenti alla presentazione dell’edizione spagnola del racconto Filosofiana (Fundación
Updea Publicaciones, Madrid, 2008).