{"id":83,"date":"2015-03-11T13:26:21","date_gmt":"2015-03-11T13:26:21","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=83"},"modified":"2015-06-21T13:31:30","modified_gmt":"2015-06-21T13:31:30","slug":"rilanciare-limpegno-civile-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=83","title":{"rendered":"Rilanciare l&#8217;impegno civile di Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #666699;\"><\/span><\/p>\n<h2>Rilanciare l\u2019impegno civile di Vincenzo Consolo<\/h2>\n<div class=\"postmeta\"><span class=\"post-author\">di\u00a0<a title=\"Articoli scritti da: Vito Lo Monaco\" href=\"http:\/\/www.articolo21.org\/author\/vito-lo-monaco\/\" rel=\"author\">Vito Lo Monaco<\/a><\/span><\/div>\n<div class=\"entry\"><span class=\"thumbnails\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"attachment-medium wp-post-image alignleft\" src=\"http:\/\/www.articolo21.org\/wp-content\/uploads\/2015\/03\/Vincenzo-Consolo-300x237.jpg\" alt=\"olycom - vincenzo consolo -\" width=\"300\" height=\"237\" \/><\/span>Ricordando a tre anni dalla scomparsa Vincenzo Consolo a S.Agata di Militello, suo paese natale, \u00e8 stato facile sottolineare l\u2019impegno sociale e politico di uno dei grandi scrittori del novecento. Ho avuto modo di conoscere da vicino Consolo negli ultimi anni della sua vita, quando ebbe modo di entrare in stretto contatto con il Centro Studi Pio La Torre e con le sue attivit\u00e0. Grazie a questa frequentazione e alla mia personale insistenza, Consolo nel 2009 ha scritto un atto unico dedicato a \u201cPio La Torre, orgoglio di Sicilia\u201d rimasto tra i pochi testi teatrali dell\u2019autore.<\/p>\n<p>Testo donato al Centro, che lo ha pubblicato e che oggi viene recitato nelle scuole italiane collegate alle attivit\u00e0 educative antimafiose del Centro. Quell\u2019atto unico serv\u00ec all\u2019autore, come ebbe modo di dirmi, per colmare un vuoto che gli pesava. Fino ad allora non aveva avuto modo di scrivere nulla su Pio, suo amico, perci\u00f2 avvertiva un personale debito morale verso l\u2019amico ucciso dalla mafia. L\u2019omaggio reso alle vittime di mafia serv\u00ec a Consolo a ripercorrere il filo del suo impegno antimafia dal dopoguerra sino alle stragi degli anni \u201990. Infatti nell\u2019atto unico, dalla Strage di Portella al Sacco di Palermo, cio\u00e8 dalla storia del movimento contadino alla mafia urbana del boom edilizio, descritti drammaticamente da una voce narrante, Consolo richiama la sua visione storica e democratica della Sicilia contrapposta a quella meccanicistica di Tomasi di Lampedusa, autore de \u201cIl Gattopardo\u201d che ignorava il ruolo della mafia nella difesa del feudo e a quella fatalista di Giovanni Verga.<\/p>\n<p>L\u2019atto unico si chiude infatti nel modo seguente: \u201cI veri nobili non sono, no, i Leoni e i Gattopardi, questi parassiti della storia, ma veri nobili sono stati e sono tutti quelli che hanno lottato e lottano in Sicilia, pagando spesso con la vita il rispetto della democrazia, dei diritti e della dignit\u00e0 umana. I veri nobili sono i Pio La Torre, i Rosario Di Salvo, i Giovanni Falcone e i Paolo Borsellino e tutti coloro che hanno lottato e sacrificato la loro vita per la libert\u00e0, la giustizia e il rispetto dei diritti di tutti\u201d. Nel corso della sua vita e dei suoi scritti, Consolo ha affrontato il tema della mafia. Il tema si rintraccia quando riferisce del soldato italo-americano delle truppe Alleate sbarcate in Sicilia nel luglio 1943 che si presenta a casa dei Consolo presentandosi come fidanzato di una figlia di una loro cugina emigrata negli Usa.<\/p>\n<p>La parente, avuta notizia del fatto, scrive allarmata per avvertire i suoi parenti che \u00e8 tutto falso perch\u00e9 quel soldato \u00e8 un gregario della \u201cMano nera\u201d. Sempre nel 1943, alla fine dell\u2019estate, Consolo ragazzino segue il padre commerciante che va alla ricerca di derrate alimentari sino a Villalba dove potrebbe comprare le lenticchie, pagando il pizzo, solo con il consenso di un signore grasso e ben vestito (Don Cal\u00f2?). Il padre rifiut\u00f2 di pagare, perse la possibilit\u00e0 di guadagno ma diede un esempio di rifiuto della mafia la cui presenza \u00e8 avvertita da Vincenzo per la prima volta. Successivamente ne sentir\u00e0 parlare, ancora giovinetto, dal grande capo dei comunisti siciliani, Girolamo Li Causi, in un comizio qualche anno dopo a Sant\u2019Agata.<\/p>\n<p>Ricordando il suo esser nato in un luogo poco segnato dalla storia, invaso dalla natura, dove non c\u2019\u00e8 stata una forte presenza arabo-normanna con tracce greco-bizantina pi\u00f9 leggibili che sicuramente ha influito sulla identit\u00e0 di scrittore che per tutta la vita \u00e8 impegnato a conciliare i due poli \u2013 quello logico illuminista di Leonardo Sciascia e quello lirico puro di Lucio Piccolo. Sciascia era un illuminista liberale, dice Consolo, mentre di s\u00e9 stesso parla come di uno che aveva creduto nel cambiamento radicale della societ\u00e0, secondo un orientamento marxista. Stimolato dalla lettura di Sciascia, Carlo Levi, Danilo Dolci, Rocco Scotellaro, degli altri scrittori meridionalisti, Consolo entra in conflitto sia con i codici linguistici imposti sia con il \u201cPotere\u201d.<\/p>\n<p>Vincenzo appare un moderno Odisseo in continua ricerca di s\u00e9 stesso, vive la crisi della propria identit\u00e0 e vede i propri miti sfaldarsi, da quello della societ\u00e0 contadina a quello della civilt\u00e0 industriale, in quella Milano, del boom del dopoguerra dove si \u00e8 trasferito attratto dagli inviti dei Vittorini, dei Calvino a esplorare la nuova societ\u00e0 industriale. Il filo conduttore dello scrittore \u00e8 l\u2019ininterrotta riflessione sulla societ\u00e0 siciliana e le sue ingiustizie, le ferite, le umiliazioni sub\u00ecte dalla sua terra.. La narrazione del passato, serve a Consolo per leggere e interpretare il presente.<\/p>\n<p>La Sicilia contadina e umana di una volta \u00e8 rievocata in Retablo e nelle Pietre di Pantalica, mentre nel suo primo libro \u201cLa Ferita dell\u2019Aprile\u201d descrive il viaggio simbolico linguistico del giovane sanfratellano, Scavone, che viene sulla costa dove impara il siciliano e poi, con gli studi, l\u2019italiano. L\u2019olivo e l\u2019olivastro tratteggia la tragedia dell\u2019emigrazione dopo il terremoto del Belice, che richiama quella che stiamo vivendo in questi anni nel Mediterraneo. In tutti i suoi scritti Consolo esplora il mondo degli umili, perch\u00e9 la sua letteratura \u00e8 uno strumento di ragionamento sulla realt\u00e0 concreta interrogandosi alla maniera di Bertolt Brecht, su chi \u201cpaga le spese del nostro progresso\u201d, visto che l\u2019Occidente prospera sulle miserie dei tre quarti del mondo.<\/p>\n<p>Quell\u2019esule errante che cerca la sua Itaca si trova di fronte la grande minaccia della cancellazione della sua identit\u00e0 di cittadino della globalizzazione, \u201cgrande bottega del mondo\u201d. Queste riflessioni esistenziali hanno accompagnato per tutta la vita Vincenzo Consolo, sino alla fine, sino al suo ultimo scritto che il Centro Studi La Torre ha avuto l\u2019onore di pubblicare per espresso suo desiderio, rimanendogli per sempre grato.<\/p>\n<p><span class=\"timestamp\">11 marzo 2015<br \/>\nA<\/span>rticolo21<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Rilanciare l\u2019impegno civile di Vincenzo Consolo di\u00a0Vito Lo Monaco Ricordando a tre anni dalla scomparsa Vincenzo Consolo a S.Agata di Militello, suo paese natale, \u00e8 stato facile sottolineare l\u2019impegno sociale e politico di uno dei grandi scrittori del novecento. 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