{"id":748,"date":"2005-02-01T14:47:31","date_gmt":"2005-02-01T14:47:31","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=748"},"modified":"2015-12-18T09:05:32","modified_gmt":"2015-12-18T09:05:32","slug":"l-islam-dei-nostri-antenati-tahar-ben-jelloun-e-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=748","title":{"rendered":"l&#8217; islam dei nostri antenati  Tahar Ben Jelloun e Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<section id=\"lista-risultati\">\n<article>\n<h1>l&#8217; islam dei nostri antenati<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">COMO &#8211; &#8220;L&#8217; Islam e l&#8217; Europa&#8221;: pochi temi sono tanto all&#8217; ordine del giorno. Rapporto in divenire, sempre pi\u00f9 denso e complesso, sollecita il dibattito a partire da numerosi spunti: integrazione, contrasti e dialoghi tra culture diverse, forme violente di xenofobia, norme giuridiche a favore di regole civili (vedi la legge contro il velo nelle scuole in Francia) legate a una visione laica della societ\u00e0, contrapposte a un sistema di pensiero dove i precetti religiosi determinano i criteri della convivenza sociale. Per parlare de &#8220;L&#8217; Islam e l&#8217; Europa&#8221; si sono incontrati di recente a Como gli scrittori Tahar Ben Jelloun e Vincenzo Consolo: un marocchino emigrato a Parigi, autore tra l&#8217; altro di due libri importanti per capire le difficolt\u00e0 di relazioni tra i due mondi, Il razzismo spiegato a mia figlia e L&#8217; Islam spiegato a mia figlia; e un siciliano che vive a Milano, profondamente consapevole delle trasformazioni antropologiche e sociali che l&#8217; impatto di altre culture ha prodotto sulla realt\u00e0 italiana. Ecco la sintesi della loro conversazione, avvenuta nella sede della Fondazione Antonio Ratti diretta da Mario Fortunato (curatore di una serie di dialoghi dedicati all&#8217; Europa: nel prossimo appuntamento, fissato per il 22 gennaio, parleranno delle prospettive della politica culturale europea Chris Smith, ministro della Cultura nel primo governo Blair, e Giovanna Melandri). TAHAR BEN JELLOUN &#8211; \u00abSono tanti i clich\u00e9 legati all&#8217; idea di Islam, una religione come le altre, che in quanto tale pu\u00f2 produrre irrazionalit\u00e0 e fanatismo, degenerazioni esistenti in ogni societ\u00e0 e cultura. Voglio dire che non \u00e8 l&#8217; Islam, come spesso si \u00e8 portati a credere, la religione che pi\u00f9 propende al fanatismo, anzi. Religione giovane, nel senso che ha &#8220;solo&#8221; 15 secoli, differisce dal giudaismo e dal cristianesimo, gli altri due grandi monoteismi, perch\u00e9 pi\u00f9 temporale che spirituale, concepita per dare una linea di condotta ai cittadini. Perci\u00f2 il profeta Maometto ci appare innanzitutto come un essere umano, con le sue qualit\u00e0, le sue debolezze e una vita sessuale nota, scelto tra gli uomini come portatore del messaggio divino. Un altro pregiudizio diffuso riguarda il fatto che l&#8217; Islam autorizzi il suicidio e i kamikaze, nozione proveniente dall&#8217; Asia, e che non ha niente a che vedere con la religione islamica. Bisogna rendersi conto del vero significato della Jihad, parola che deriva dal verbo arabo &#8220;Igetahada&#8221;, che vuol dire fare uno sforzo su se stessi: la Jihad fu istituita dal Corano per indurre il credente a combattere le proprie mancanze. Quanto alla &#8220;piccola Jihad&#8221;, equivale alla guerra difensiva. Secondo l&#8217; Islam non bisogna offrire l&#8217; altra guancia. Quando il Papa Urbano II part\u00ec alla conquista del Vicino Oriente con le Crociate, i musulmani furono obbligati a difendersi: gli contrapposero appunto la Jihad\u00bb. VINCENZO CONSOLO &#8211; \u00abPerci\u00f2, quando nelle cronache pi\u00f9 violente dei nostri giorni si parla di &#8220;Jihad islamica&#8221;, nel senso di movimento terroristico, si stravolge il significato del termine\u00bb. BEN JELLOUN &#8211; \u00abInfatti. La parola \u00e8 stata fraintesa in quanto la Jihad produce martiri, ovvero coloro che muoiono in difesa della religione. \u00e8 un termine affettivamente emblematico per i credenti, poich\u00e9 un versetto del Corano recita che i martiri continuano a vivere con Dio. Se si crede a questa ricompensa, il martirio pu\u00f2 attirare i giovani\u00bb. CONSOLO &#8211; \u00abUccidersi per uccidere altre persone: il solo pensiero fa inorridire. Due anni fa sono stato in Palestina con una delegazione internazionale di scrittori, e mi ha sconvolto la discrepanza tra i due mondi, l&#8217; israeliano e il palestinese. \u00e8 facile ubriacarsi di esaltazione religiosa quando si raggiunge quel grado di disperazione. Mi sono tornati in mente gli scritti dello storico ebreo Giuseppe Flavio, che racconta l&#8217; assedio di Masada, durante l&#8217; occupazione di Israele da parte dei romani. Per non cedere agli invasori, gli ebrei decisero di uccidere mogli e figli e di suicidarsi. Se all&#8217; epoca ci fosse stato il tritolo, \u00e8 certo che vi avrebbero fatto ricorso\u00bb. BEN JELLOUN &#8211; \u00abFacile trasformare in kamikaze i giovani che vivono nei campi dei rifugiati palestinesi. Per questo la soluzione del conflitto dev&#8217; essere innanzitutto politica. L&#8217; Islam non incita i giovani ad andare a farsi esplodere nei luoghi pubblici, ma pu\u00f2 diventare un rifugio per ragazzi senza futuro. Quanto all&#8217; Europa, il problema va affrontato a partire dalla scuola primaria, informando davvero gli studenti, e dando loro una visione obiettiva dell&#8217; Islam, al di l\u00e0 dei pregiudizi che hanno finito per farne una religione diabolica. E soprattutto bisogna tenere conto di una realt\u00e0 incancellabile: nel continente delle democrazie e delle libert\u00e0 ci sono varie religioni, e tra di esse l&#8217; Islam \u00e8 al secondo posto. Oltre dieci milioni di musulmani vivono in Europa, e molti tra loro non sono europei. In Francia ci sono circa 4 milioni di musulmani, e il 72 per cento sono di nazionalit\u00e0 francese. Prendiamone atto: l&#8217; Islam \u00e8 tra noi e non se ne va. Bisogna ripensare l&#8217; Europa come inclusiva della cultura islamica\u00bb. CONSOLO &#8211; \u00abVengo dalla Sicilia, la regione pi\u00f9 araba d&#8217; Italia e una terra fra le pi\u00f9 arabe al mondo. Mi sembra utile, in quest&#8217; occasione, tracciare in sintesi la storia della conquista araba della Sicilia. \u00e8 Dante, che di solito viene pensato come il creatore della lingua italiana, a riferirci che in realt\u00e0 l&#8217; italiano nacque in Sicilia, alla Corte di Federico II, sovrano che riun\u00ec attorno a s\u00e9 vari esponenti della scuola poetica siciliana: Ciullo D&#8217; Alcamo, Oddo delle Colonne, Jacopo da Lentini. Nel loro modo di poetare era fortissimo il retaggio arabo. Dopo aver preso la Spagna gli arabi, divisi in trib\u00f9, si volsero alla conquista della Sicilia, nodo decisivo nella strategia politica del Mediterraneo. Dalla Fortezza di Susa, l&#8217; attuale Sousse, part\u00ec un centinaio di navi, con diecimila soldati e i cavalli. Nel giugno dell&#8217; 827 dopo Cristo, l&#8217; armata approd\u00f2 a Mazara, e da qui inizi\u00f2 la conquista dell&#8217; isola, durata 75 anni. Gli arabi la trovarono in uno stato di abbandono e miseria a causa delle depredazioni romane e delle varie spoliazioni. L&#8217; obiettivo era la conquista di Siracusa, roccaforte dell&#8217; Impero Bizantino nell&#8217; isola, a cui segu\u00ec la presa di Palermo, eletta capitale dell&#8217; Emirato. Con la civilizzazione araba, durata due secoli e mezzo, la Sicilia attravers\u00f2 una sorta di rinascimento: scopr\u00ec le tecniche dell&#8217; agricoltura, vide fiorire le arti e la scienze e diffondersi princ\u00ecpi di uguaglianza e tolleranza. Quando giunsero i Normanni, che riportarono l&#8217; isola alla cristianit\u00e0, l&#8217; eredit\u00e0 dei vinti fu accolta e inglobata, tanto che sotto il regno di Ruggero il Normanno Palermo contava 300 moschee, oltre a sinagoghe ebraiche e a chiese cristiane dei due riti, romano e bizantino. Nell&#8217; epoca di Federico II iniziano i conflitti, con la conquista turca del mondo arabo-islamico da una parte e l&#8217; invasione cattolica del Mediterraneo dall&#8217; altra. Emergono i fondamentalismi: le guerre si scatenano quando la religione diventa potere politico\u00bb. BEN JALLOUN &#8211; \u00abAnche in Spagna c&#8217; \u00e8 stata una presenza araba molto importante. Eppure, dopo cinque secoli, il paese sembra aver cancellato questa parte della sua storia. E anzi la diffidenza \u00e8 talmente profonda che nella mentalit\u00e0 dello spagnolo la parola musulmano equivale a cattivo. Oggi bisogna ripensare la relazione della Spagna con gli arabi, cos\u00ec come quella della Francia con l&#8217; Algeria, una questione su cui sembra che non si sia ancora riusciti a voltare pagina. Senza il chiarimento storico di certi rapporti, il fanatismo continuer\u00e0 a usare la fede dei credenti per intimorire l&#8217; Occidente e minacciare gli europei. \u00e8 inoltre fondamentale ripensare la politica dell&#8217; emigrazione in Europa. E convincersi del fatto che gli emigrati della vecchia generazione non si integreranno mai. Per i loro figli \u00e8 diverso: un bambino nato in Francia da genitori algerini, marocchini o tunisini \u00e8 gi\u00e0 integrato, perch\u00e9 di fatto \u00e8 francese. Altrettanto decisivo \u00e8 far capire l&#8217; importanza del laicismo. Quando la Francia ha votato una legge contro l&#8217; introduzione dei segni religiosi nella scuola, non ha saputo spiegare agli arabi come i loro antenati si siano fortemente battuti, fin dai primi del Novecento, per separare il potere religioso da quello politico. Il laicismo non equivale all&#8217; ateismo: significa semplicemente che ogni cosa deve stare al proprio posto. Se la religione islamica dettasse le regole dell&#8217; istruzione, a scuola non si potrebbe parlare di Darwin, n\u00e9 riconoscere il valore rappresentativo della pittura\u00bb. CONSOLO &#8211; \u00abVorrei aggiungere che a fine Ottocento ci fu una grande carestia al Sud d&#8217; Italia, e molti lavoratori sardi, siciliani e calabresi emigrarono nel Magreb, soprattutto in Tunisia, Algeria e Marocco, per trovarvi speranza e lavoro. Erano viaggi clandestini, perch\u00e9 quei paesi appartenevano alla Francia, e gli italiani si avventuravano nel Canale di Sicilia con mezzi di fortuna. Spesso avvenivano naufragi disastrosi, proprio come accade oggi, coi tanti sventurati che cercano di raggiungere le coste della Spagna o le isole intorno alla Sicilia. La storia della civilt\u00e0 \u00e8 fatta di immigrazioni, che a societ\u00e0 invecchiate portano nuove memorie ed energie. Dall&#8217; antica Grecia ai giorni nostri, siamo tutti emigrati: \u00e8 un movimento che porta solo ricchezza\u00bb.<br \/>\n<em class=\"author\">Leonetta Bentivoglio<\/em><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img811.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-749 alignleft\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img811-300x218.jpg\" alt=\"img811\" width=\"300\" height=\"218\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img811-300x218.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img811.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img813.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-750 alignleft\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img813-207x300.jpg\" alt=\"img813\" width=\"207\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img813-207x300.jpg 207w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img813.jpg 530w\" sizes=\"(max-width: 207px) 100vw, 207px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img814.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-751 alignleft\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img814-296x300.jpg\" alt=\"img814\" width=\"296\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img814-296x300.jpg 296w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img814.jpg 758w\" sizes=\"(max-width: 296px) 100vw, 296px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img815.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-752\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img815-300x291.jpg\" alt=\"img815\" width=\"300\" height=\"291\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img815-300x291.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/img815.jpg 791w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<\/article>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; l&#8217; islam dei nostri antenati COMO &#8211; &#8220;L&#8217; Islam e l&#8217; Europa&#8221;: pochi temi sono tanto all&#8217; ordine del giorno. 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