{"id":719,"date":"2004-06-01T08:33:45","date_gmt":"2004-06-01T08:33:45","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=719"},"modified":"2015-11-03T08:39:59","modified_gmt":"2015-11-03T08:39:59","slug":"caravaggio-in-sicilia-le-orme-del-maestro-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=719","title":{"rendered":"Caravaggio in Sicilia  &#8221; Le orme del maestro &#8221; Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">CARAVAGGIO IN SICILIA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cE venne l\u2019ora. Arriv\u00f2 il tempo del carosello a mare, giunse il momento dell\u2019annuale torneo navale, la giostrata con le galere da Marsa Grande a Marsamuscetto, per onorare la memorabile vittoria, la pi\u00f9 alta palma regalata da Dio ai cristiani\u201d. Questo \u00e8 l\u2019attacco del romanzo di Pino di Silvestro, <em>La fuga, la sosta \u2013 Caravaggio a Siracusa, <\/em>l\u2019ultima fra lo sterminato numero di opere, di saggistica e di narrativa, dedicate al pittore. Dice, quell\u2019attacco del romanzo, della confusione a Malta per la celebrazione della vittoria di Lepanto. E di quel notturno tripudio, di quel frastuono di festa in cui Michelangelo Merisi, detto Caravaggio, riesce a fuggire dalla prigione di Forte Sant\u2019Angelo, a calarsi con una corda dalla torre, arrivare sulla spiaggia e da l\u00ec, confuso tra un gruppo di marinai fiamminghi, imbarcarsi sulla speronara del ra\u00ecs Leonardo Greco e sbarcare, l\u20198 di ottobre del 1608, a Siracusa, nel porto grande di \u00a0Ortigia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 in prigione, Caravaggio, nell\u2019isola di Malta, dove s\u2019era rifugiato dopo esser fuggito da Roma, inseguito dal \u201cbando capitale\u201d, per condanna in contumacia \u201cin penam ultimi supplitij\u201d,per aver ucciso in Campo Marzio Ranuccio Tomassoni? In prigione, s\u00ec, per aver ferito gravemente, il gran ribelle, il cavaliere di giustizia Girolamo Varays. In prigione, nonostante la sua fama di pittore eccelso, il conferimento della croce di cavaliere di \u201cgrazia\u201d, la committenza di opere\u00a0 come la straordinaria <em>Decollazione del Battista<\/em> per la chiesa di San Giovanni dei Cavalieri, due ritratti del Gran Maestro Alof de Wignacourt. E nonostante soprattutto la protezione di don Fabrizio Sforza, figlio di Francesco e di Costanza Colonna, marchesi di Caravaggio, al cui servizio era stato il \u201cmastro di casa\u201d Fermo Merisi, padre di Michelangelo; nonostante la protezione di don Fabrizio, che era, in quell\u2019anno 1608, ammiraglio della flotta maltese. Ed \u00e8 lo Sforza che aveva dato al fuggitivo asilo nell\u2019isola dei Cavalieri, dopo la prima sosta o rifugio del pittore nei<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">domini dei Colonna, tra Palestrina, Paliano e Zagarolo dopo la sosta a Napoli, dentro una realt\u00e0 teatrale e popolare. Da Napoli Caravaggio s\u2019imbarca per raggiungere Malta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora, ci sono due considerazioni che qui vogliamo fare. E la prima \u00e8 questa. Il geniale pittore, il rinnovatore della pittura, attardata allora nei canoni della Controriforma, colui che dice che la vera realt\u00e0 \u00e8 quella che rivela la luce squarciando la cortina buia del mondo, colui che annulla i due piani separati del divino e dell\u2019umano e afferma che grazia e santit\u00e0 dimorano nell\u2019umanit\u00e0 pi\u00f9 sofferente ed emarginata, che la vita \u00e8 violenza, agone, e morte, questo Caravaggio \u00e8 apprezzato e conteso da cardinali e principi durante la sua stagione romana. Eppure, pur potendo rimanere chiuso e al sicuro nei palazzi del cardinal Del Monte, dei, dei Mattei o dei Borghese, vivere delle loro protezioni e committenze, sono le strade che egli predilige, i quartieri malfamati di bari, prostitute, ragazzi di vita. In un \u201cromanzo nero\u201d \u00e8 immersa la vita del pittore, nella violenta vita secentesca della Roma controriformistica e bigotta di Sisto V, Clemente VIII e di Pio V. Una Roma di scontri armati tra squadre di bravi al servizio delle varie casate nobiliari divise tra partigiani degli Spagnoli e dei Francesi, la Roma della decapitazione dei Cenci e del rogo di G. Bruno. E i nobili dimostravano il loro potere proteggendo le loro \u201csquadre\u201d fino all\u2019ultimo scherano, i loro dipendenti fino all\u2019ultimo servo. \u201cIl mondo cos\u00ec andava nel secolo decimo settimo\u201d scrive Manzoni. Cos\u00ec andava in quel secolo di ingiustizia e di marasma, e dunque cos\u00ec si spiega la costante protezione degli Sforza-Colonna per il figlio di Fermo Merisi, di Michelangelo da Caravaggio, al di l\u00e0 o al di sopra del fatto che egli fosse il geniale pittore conclamato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La seconda considerazione o il secondo quesito che poniamo \u00e8 il seguente. Cosa aveva dentro, il giovane Michelangelo, di dolore e di furore per prediligere i margini, i bassifondi, per essere spinto pi\u00f9 e pi\u00f9 volte a coinvolgersi in risse, ferimenti, per arrivare fino all\u2019omicidio ? Nel nat\u00eco borgo di Caravaggio, nell\u2019aspra natura e nella vita ancor pi\u00f9 aspra e dura dei contadini, e quindi a Milano, presso il pittore Simone Pederzano (aveva allora soltanto undici anni), in giro col maestro, l\u2019apprendista, per la Lombardia, a Bergamo, a Brescia, a Cremona, a Lodi, avr\u00e0 visto miserie, orrori, violenze, e avr\u00e0 forse subito egli stesso una qualche violenza, fanciullo com\u2019era.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La furia del pittore riesplodeva dunque nel rifugio e nel sicuro asilo di Malta. Non si sa per quale motivo il Caravaggio litiga col Varays e lo ferisce gravemente. E ormai qui, a Malta, cupo e furente, lontano dai momenti di serenit\u00e0 romani, lontano dal tempo, sia pure della \u201clibera fame\u201d, presso Lorenzo siciliano, \u201cche di opere grossolane tenea\u00a0 bottega\u201d, lontano dal felice tempo adolescenziale presso la corte del cardinal Del Monte, tempo quello per esempio del <em>Giovane con un cesto di frutta, <\/em>del <em>Suonatore di liuto, <\/em>\u00a0del <em>Concerto,<\/em> de <em>I bari, <\/em>del <em>Ragazzo morso da un ramarro,<\/em> e lontano anche da tutto lo spettacolo di corpi in primo piano di Santi e Madonne per le chiese di Roma. C\u2019\u00e8 qui a Malta e ancor pi\u00f9 dopo in Sicilia qualcosa come la pasoliniana abiura della \u201ctrilogia della vita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Sicilia dunque, a Siracusa, sotto la protezione dei Cappuccini, e con la compagnia di don \u00a0Vincenzo Mirabella, musicista e storico di Siracusa. E\u2019 don Vincenzo a fare da guida a Caravaggio per i vari strati o gironi nella profondit\u00e0 storica di Siracusa. Dalla contemporanea citt\u00e0 controriformistica, di inquisizione e ispanica militarizzazione, di religiosit\u00e0 popolare e di superstizione, fino alla Siracusa della solarit\u00e0 dei templi, dei teatri e degli anfiteatri greci e romani, alla Siracusa delle latomie, tra cui quelle profonde del Paradiso, in cui penosamente lavorano i cordari\u00a0 e in cui \u00e8 l\u2019Orecchio di Dionisio. Ed \u00e8 ancora il Mirabella a convincere il Senato a commissionare al pittore il grande quadro del <em>Seppellimento di Santa Lucia<\/em> per la chiesa di Santa Lucia al Sepolcro nell\u2019antica zona dell\u2019Acradina. In questo quadro, come in quello di Malta della <em>Decollazione del\u00a0 Battista<\/em>, \u00e8 l\u2019ambiente, lo spazio che prevale. I personaggi, clero e fedeli, sono relegati, quasi schiacciati contro l\u2019alta parete di tufo, n ella penombra d\u2019una latomia o catacomba. E il gonfio corpo della fanciulla, di Lucia, Giustiniani steso a terra, s\u2019intravede tra le quinte in primo piano dei corpacci ignudi di due interratori, cordari delle latomie oppure monatti del remoto ricordo della peste del 1576 in Lombardia, in cui morirono il padre Fermo e il nonno\u00a0 Bernardino del pittore. La luce qui non ha i tagli obliqui e forti della precedente pittura caravaggesca, ma \u00e8 come se sorgesse al di qua del quadro, e nel quadro si diffonde rivelando la scena. \u201cContrasti istantanei di misura, sbalzi tra \u2018primi piani\u2019 e \u2018campo lungo\u2019, che solo il Caravaggio seppe escogitare\u2026.\u201d Scrive Roberto Longhi. Non \u00e8 sicuro che a Siracusa Caravaggio abbia rincontrato il pittore siracusano Mario Minniti, gi\u00e0 suo compagno a Roma nella bottega di Lorenzo Carli, noto come Lorenzo siciliano, il Minniti che sembra gli abbia fatto allora da modello per il <em>Suonatore di liuto<\/em> e per altri quadri. Ma il Minniti adulto, in ogni caso, come altri pittori siciliani, da Alonzo Rodriguez a Filippo Paladini, a Pietro Novelli, sub\u00ec il fascino e l\u2019influsso della pittura di Caravaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due mesi rimane a Siracusa Caravaggio, ch\u00e8 gi\u00e0 nel dicembre dello stesso 1608 \u00e8 a Messina. La citt\u00e0, per via del porto e dell\u2019industria della seta, della presenza di una classe di mercanti, \u00e8 pi\u00f9 aperta, pi\u00f9 \u201cliberale\u201d di Siracusa o della capitale, di Palermo, dove risiede il retrivo e superstizioso vicer\u00e9 spagnolo marchese di\u00a0 Villana. A Messina, preceduto com\u2019\u00e8 il Caravaggio da \u201cgrande rumore\u2026ch\u2019egli fosse in Italia il primo dipintore\u201d ha richieste di quadri per chiese e privati. Otto mesi trascorre nella citt\u00e0 dello stretto e qui dipinge vari quadri, sette o otto almeno, ma due soltanto ne rimangono oggi nel Museo Regionale di quella citt\u00e0, <em>L\u2019adorazione dei pastori <\/em>\u00a0e la<em> Resurrezione di Lazzaro.<\/em> Quello della Nativit\u00e0, della nascita di Cristo in una stalla \u00e8 un tema che interpreta il \u201cpauperismo\u201d dei Cappuccini, e Caravaggio lo rappresenta nel modo pi\u00f9 vero, pi\u00f9 radicale. La Madonna, con il Bambinello in braccio, \u00e8 semisdraiata a terra (<em>humus = humilitas, <\/em>hanno osservato i critici), e i pastori sono disposti, come gli apostoli nella <em>Incredulit\u00e0 di San Tommaso, <\/em>a forma di croce. Anche qui un grande spazio, il fondo nero della sconnessa capanna, sovrasta la scena, i personaggi. Siamo qui a Messina nel tempo estremo di un Caravaggio sempre pi\u00f9 cupo, tragico. E il susseguente, o precedente, quadro <em>Resurrezione di Lazzaro<\/em> esprime con pi\u00f9 evidenza il suo stato d\u2019animo. La scena, con quel corpo di Lazzaro appena riesumato dalla tomba, \u00e8 di assoluta tragicit\u00e0, nonostante il braccio teso del Cristo che richiama alla vita. Ma qui\u00a0 \u00e8 la morte in proscenio, la morte con quel<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">corpo rigido e livido di Lazzaro simile a quello gonfio della Santa Lucia di Siracusa. Scrive il barone messinese Nicolao di Giacomo: \u201cHo dato la commissione al sig. Michiel\u2019Angelo Morigi da Caravaggio di farmi le seguenti quatri: Quattro storie della passione di Ges\u00f9 Cristo da farli a capriccio del pittore (\u2026) S\u2019obblig\u00f2 il pittore portarmeli nel mese di Agosto con pagarli quanto si converr\u00e0 da questo pittore che ha il <em>cervello stravolto<\/em>\u201d. Ha il \u201ccervello stravolto\u201d il disperato Caravaggio perch\u00e9 si sente continuamente braccato dagli emissari dei Cavalieri di Malta o della famiglia di Ranuccio Tomassoni, stravolto perch\u00e9 privo come qui in Sicilia della protezione degli Sforza-Colonna; stravolto, perch\u00e9 forse sente la sua fine imminente. Delle quattro storie della passione di Ges\u00f9 Cristo solo una, l\u2019<em>Ecce Homo<\/em>, ora a New York, sembra abbia dipinto, ch\u00e8 nell\u2019agosto 1609 Caravaggio \u00e8 gi\u00e0 a Palermo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Palermo infatti, per l\u2019Oratorio di San Lorenzo, dipinge la <em>Nativit\u00e0 con i santi Lorenzo e Francesco.<\/em>E rientra, anche in questa nativit\u00e0 nei canoni cappuccineschi dell\u2019umile scena, con la Madonna seduta a terra a contemplare il\u00a0 Bimbo sopra la paglia, con un san Giuseppe non vecchio, ma uomo ancor vigoroso, di spalle, con il cocuzzolo o \u201critrosa\u201d imbiancato. Il nero dello spazio in alto \u00e8 rotto questa volta dalla luminosit\u00e0 di uno dei tanti angeli caracollanti in cielo di Caravaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questo quadro, ahi noi, esiste ormai nel ricordo o in qualche riproduzione fotografica perch\u00e9 \u00e8 stato rubato da un mafioso nel 1969 e mai pi\u00f9 ritrovato. La Palermo dell\u2019inquisizione e della nobilt\u00e0 pi\u00f9 retriva e dissennata, del lusso e della miseria, dei loschi traffici di personaggi protomafiosi, da quel\u00a0 Seicento della sosta di Caravaggio ad oggi non \u00e8 mai cambiata, \u00e8 rimasta sempre uguale a se stessa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dello stesso periodo palermitano sembra sia il <em>San Francesco in meditazione sulla morte,<\/em> oggi nella chiesa di San Pietro di Carpineto Romano. E quest\u2019immagine di un fraticello con il teschio in mano ci sembra un ulteriore autoritratto del pittore, non per somiglianza fisica come quella del romano <em>Bacchino malato<\/em> o del Golia del napoletano<em> David<\/em>, ma per\u00a0 somiglianza psicologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La limpida luce mediterranea di Malta e di Sicilia non \u00e8 riuscita a consolare\u00a0 il tetro umore del povero Caravaggio. Ma il suo passaggio per le due isole ha illuminato quel periferico e arretrato mondo, ha rivoluzionato la pittura del tempo suo e del futuro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0Vincenzo Consolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Milano, 10.12.03<\/p>\n<p>In FMR n. 1 giugno\/luglio pag. 18\/24\u00a0 2004\u00a0 in italiano<\/p>\n<p>Col titolo \u201cLe orme del maestro\u201d- pag. 17-24<\/p>\n<p>\u201c col titolo in spagnolo \u201c Las huellas del maestro\u201d pag.17-24<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Caravaggio-La-Decollazione-di-San-Giovanni-Battista.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-720\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Caravaggio-La-Decollazione-di-San-Giovanni-Battista-300x208.jpg\" alt=\"Caravaggio - La Decollazione di San Giovanni Battista\" width=\"300\" height=\"208\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Caravaggio-La-Decollazione-di-San-Giovanni-Battista-300x208.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Caravaggio-La-Decollazione-di-San-Giovanni-Battista-1024x711.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/Caravaggio-La-Decollazione-di-San-Giovanni-Battista.jpg 1152w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CARAVAGGIO IN SICILIA \u201cE venne l\u2019ora. 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