{"id":542,"date":"1994-09-21T09:23:34","date_gmt":"1994-09-21T09:23:34","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=542"},"modified":"2015-09-17T09:25:54","modified_gmt":"2015-09-17T09:25:54","slug":"il-lamento-di-ulisse-per-la-sicilia-tradita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=542","title":{"rendered":"il lamento di Ulisse per la Sicilia tradita"},"content":{"rendered":"<h1>il lamento di Ulisse per la Sicilia tradita<\/h1>\n<h2 style=\"text-align: justify;\">Consolo &#8221; l&#8217; olivo e l&#8217; olivastro &#8221; editore Mondadori<\/h2>\n<div id=\"rectangle right\" class=\"right\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">I Consolo rivisita la sua isola : Il lamento di Ulisse per la Sicilia tradita &#8211;<\/p>\n<p>&#8211; Il libro si apre con queste quattro parole: &#8220;Ora non puo&#8217; narrare&#8221;. E&#8217; una dichiarazione etica, come quella di Adorno: &#8220;Dopo Auschwitz non si puo&#8217; piu&#8217; scrivere poesie&#8221;? O semplicemente un avviso pragmatico al lettore: &#8220;Non aspettarti che questo sia un romanzo&#8221;?. In effetti L&#8217; olivo e l&#8217; olivastro, il nuovo libro di Vincenzo Consolo, partecipa di una natura categoriale ambigua: certo non e&#8217; una narrazione secondo le regole, sebbene la tentazione di raccontare affiori a momenti irresistibile; e&#8217; un&#8217; opera farcita, a strati, in cui si costeggiano rievocazioni letterarie, sdegno civile, descrizioni deformazioni di luoghi in Sicilia. Si puo&#8217; dire che L&#8217; olivo e l&#8217; olivastro sia una sorta di vindicatio ossia la difesa di una terra e di una gente, insomma di una civilta&#8217; un tempo splendida, contro il degrado, l&#8217; umiliazione, la violenza di oggi. L&#8217; opposizione dei termini e&#8217; la forma grammaticale e insieme la forma del giudizio assunta da Consolo, che spezza e ricompone continuamente la memoria mitico storica e quella personale (Consolo e&#8217; nato a Sant&#8217; Agata di Militello in Sicilia nel 1933, e vive e lavora ora a Milano). Il filo logico che collega le trance del libro e&#8217; il filo di un viaggio di ricognizione nell&#8217; isola dopo il disastro antropologico, compiuto da un &#8220;viaggiatore deluso&#8221;, da un &#8220;presbite della mente&#8221; che &#8220;guarda al remoto ormai perduto, si ritrae dal presente&#8230;&#8221;. A questo personaggio narratore e&#8217; conferito lo statuto della terza persona, un po&#8217; per non appiattirsi sull&#8217; autobiografia, molto per connotare, anche linguisticamente, una fuga, un rifiuto. Cosi&#8217; l&#8217; Ulisse omerico diventa una chiave d&#8217; interpretazione . se non una disperata ricerca di identita&#8217; in un libro che registra la disfatta dell&#8217; identita&#8217; di una societa&#8217; intera. L&#8217; olivo e l&#8217; olivastro non si riduce a cio&#8217; che Consolo chiama &#8220;una stanca ecolalia sui mali di Sicilia&#8221;. La struttura per accumulo e ripetizione . che del resto arriva di lontano, dal Sorriso dell&#8217; ignoto marinaio, e da Lunaria . non risponde qui solo alla rabbia civile, alla volonta&#8217; polemica. Dal macrocosmo del volume al microcosmo della frase, l&#8217; eccesso moltiplicatorio sembra piuttosto tradire una disperazione, insieme stilistica e conoscitiva, di fondo. La colata elencatoria travolge oggetti e persone in un&#8217; unica pasta d&#8217; allucinazione. Il pedale insistito di tale prosa si definirebbe barocco . quando si rammenti l&#8217; autodifesa di Gadda: &#8220;barocco e&#8217; il mondo, e il G. ne ha percepito e ritratto la baroccaggine&#8230;&#8221;. Ma accumulo e dissociazione vanno pari passo: dissociazione della sensibilita&#8217; e della memoria, che non riconosce piu&#8217; cio&#8217; che amava. Frammenti di paesi e citta&#8217; s&#8217; incastrano in frammenti di &#8220;storie&#8221;, come si e&#8217; gia&#8217; detto : i Malavoglia, Verga sdegnoso esiliato a Catania, von Platen, Caravaggio&#8230; . In se&#8217; , il dossier d&#8217; un ritorno nell&#8217; isola, come era e come e&#8217; , simbolo deturpato di tutto il Paese, ricalcherebbe decine di libri e inchieste degli ultimi anni. Ma in Consolo, la divergenza fra le due immagini della Sicilia si produce, alla radice, come una lacerazione irrimediabile e direi personale, su cui rincara l&#8217; eccitabilita&#8217; dello stile. Col suo procedere per epifanie veloci, L&#8217; olivo e l&#8217; olivastro sta piuttosto dalla parte delle &#8220;finzioni&#8221; di Vittorini e di Sciascia, che delle testimonianze, anche egregie, su una realta&#8217; sociale e politica. Registro un&#8217; ultima sensazione peculiare che produce il libro: di stare al posto di un altro libro, che possiamo immaginare confusamente, ma che appunto manca. Non e&#8217; questione di incompletezza ma di irraggiungibilita&#8217; . Credo che anche questa sia un&#8217; attrattiva del volume di Consolo. VINCENZO CONSOLO L&#8217; olivo e l&#8217; olivastro Editore Mondadori Pagine 149.<\/p>\n<p class=\"footnotes\" style=\"text-align: justify;\">Gramigna Giuliano<\/p>\n<p class=\"footnotes-archivio\">\n(21 settembre 1994) &#8211; Corriere della Sera<br \/>\n<a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/1994\/09\/download-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-540\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/1994\/09\/download-1-179x300.jpg\" alt=\"download (1)\" width=\"179\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/1994\/09\/download-1-179x300.jpg 179w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/1994\/09\/download-1.jpg 364w\" sizes=\"(max-width: 179px) 100vw, 179px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>il lamento di Ulisse per la Sicilia tradita Consolo &#8221; l&#8217; olivo e l&#8217; olivastro &#8221; editore Mondadori I Consolo rivisita la sua isola : Il lamento di Ulisse per la Sicilia tradita &#8211; &#8211; Il libro si apre con queste quattro parole: &#8220;Ora non puo&#8217; narrare&#8221;. 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