{"id":482,"date":"1999-01-15T13:41:14","date_gmt":"1999-01-15T13:41:14","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=482"},"modified":"2015-09-12T13:46:42","modified_gmt":"2015-09-12T13:46:42","slug":"da-unisola-di-narratori-la-voce-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=482","title":{"rendered":"Da un&#8217;isola di narratori, la voce di Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/00433245_b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-480\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/00433245_b-300x172.jpg\" alt=\"00433245_b\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/00433245_b-300x172.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/09\/00433245_b.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Intervista a Vincenzo Consolo<br \/>\nDa un&#8217;isola di narratori, la voce di Vincenzo Consolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzo Consolo, uno scrittore che ha saputo interpretare e rinnovare la grande tradizione letteraria siciliana, erede di Verga e di Pirandello, un intellettuale che ha nella storia le sue radici e nell&#8217;attualit\u00e0 il suo sguardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nelle sue opere \u00e8 molto importante il rapporto con la Storia. Per uno scrittore oggi in che modo la Storia pu\u00f2 essere una fonte ispirativa ?<br \/>\nC redo che sia importante il contesto storico per scrittori della mia generazione e soprattutto della mia estrazione. Io sono uno scrittore siciliano che ha alle spalle una tradizione altissima, da un punto di vista letterario. La particolarit\u00e0 degli scrittori siciliani, da Verga in poi, per non andare pi\u00f9 lontani, e in genere degli scrittori meridionali, \u00e8 proprio questa attenzione verso il mondo esterno, verso i contesti storico-sociali. Da noi \u00e8 quasi assente il romanzo d&#8217;introspezione psicologica che appartiene ad altre aree letterarie. La Storia \u00e8 importante perch\u00e9 permette, a me e ad altri che hanno usato nelle loro opere il contesto storico, (il nostro archetipo naturale \u00e8 il Manzoni) di operare quella famosa metafora: parlare di eventi, di fatti storici per significare il presente, per cercare di capire il presente.<br \/>\nUn altro elemento presente nella sua scrittura \u00e8 la ricerca sul linguaggio. Una vera sperimentazione linguistica.<br \/>\nI o appartengo proprio a questa linea sperimentale che \u00e8 sempre convissuta nella letteratura italiana, insieme alla linea di tipo razionalistico illuministico. Ci sono questi due crinali che partono dalle origini della nostra letteratura, da Dante, Petrarca e gi\u00f9 gi\u00f9 sino ai giorni nostri, passando per scrittori della grandezza di Manzoni o di Verga, per arrivare fino a Gadda e a Pasolini. Ecco io appartengo proprio a questa linea sperimentale che opera sul linguaggio, sullo sconvolgimento del codice linguistico dato, per cui la scrittura non diventa pi\u00f9 necessariamente comunicativa, ma si complica. Si complica con vari espedienti e con varie sperimentazioni, per arrivare alla polifonia di Gadda, o alla digressione pasoliniana, partendo sempre dalla grande rivoluzione stilistica che ha fatto Verga nei confronti dell&#8217;italiano. Verga \u00e8 stato il primo sperimentatore della letteratura moderna ad aver irradiato di dialettalit\u00e0 quello che era il codice centrale, per intenderci il codice toscano che era stato ipotizzato e praticato da Manzoni. Mi muovo su questa linea sperimentale, cio\u00e8 lungo la linea verghiana, gaddiana, pasoliniana.<br \/>\nLa Sicilia \u00e8 una terra che ha prodotto grandi scrittori. C&#8217;\u00e8 un rapporto particolare tra questa terra e la letteratura?<br \/>\nL a Sicilia \u00e8 caratterizzata da una grande produzione letteraria che va da Verga passando per Pirandello, Vittorini, Brancati, fino a Tomasi di Lampedusa, Sciascia e sicuramente ho dimenticato molti altri nomi. Credo che questo dipenda da due fattori. Il primo \u00e8 la complessa entit\u00e0 della Sicilia, frequentata fin dai tempi pi\u00f9 remoti da diverse civilt\u00e0 che, passando nell&#8217;isola o dominando l&#8217;isola, hanno lasciato la loro cultura, la loro lingua, oltre ai monumenti che conosciamo, dai Fenici in poi. L&#8217;altro motivo credo risieda nel fatto che la Sicilia ha sempre avuto una storia sociale non felice e questo ha portato molti a chiedersi la ragione di questa infelicit\u00e0 sociale e di cercarne una spiegazione attraverso la scrittura. La Sicilia non \u00e8 una terra di grandi poeti, a parte la tradizione dialettale dei poeti sette-ottocenteschi, \u00e8 soprattutto un&#8217;isola di narratori. Attraverso il romanzo si cerca di trovare le ragioni della complessit\u00e0 culturale e linguistica e anche le ragioni di questa perenne infelicit\u00e0 sociale.<br \/>\nOggi si parla di grave crisi della narrativa. Lei \u00e8 d&#8217;accordo?<br \/>\nS i parla spesso di crisi e in particolare di crisi del romanzo.<br \/>\nIl romanzo \u00e8 un genere letterario moderno nato con la nascita della borghesia. Oggi con le trasformazioni nel nostro contesto occidentale, con il postindustrialesimo, con la civilt\u00e0 di massa, soprattutto con la rivoluzione dei mezzi di comunicazione di massa, questo genere letterario \u00e8 stato messo in crisi e io credo che sia una crisi effettiva. La nostra \u00e8 una civilt\u00e0 in cui le radici profonde della memoria e le radici linguistiche si sono quasi esaurite e lo scrittore non sa pi\u00f9 chi \u00e8 il suo referente, qual \u00e8 il contesto a cui si rivolge.<br \/>\nCredo che voci nuove e interessanti si trovino in quelle zone del mondo in cui ancora l&#8217;industrializzazione non \u00e8 passata, dove ancora si conserva una memoria e soprattutto una memoria linguistica. La crisi in poesia non si \u00e8 avverata, infatti ci sono interessanti poeti, premiati anche col Nobel che provengono da zone del mondo non post-capitalistiche.<br \/>\nCrede nell&#8217;utilit\u00e0 dei premi letterari? Oggi anche questo \u00e8 un tema molto dibattuto.<br \/>\nS i parla molto male dei premi letterari, ma credo che in questo nostro Paese siano ancora necessari. L&#8217;Italia \u00e8 un paese dove la lingua \u00e8 circoscritta a una zona molto ristretta, non abbiamo aree italianofone perch\u00e9, grazie a Dio, non abbiamo avuto colonie, quindi non abbiamo l&#8217;estensione linguistica che ha avuto la Francia, l&#8217;Inghilterra o la Spagna: i lettori italiani sono sempre di meno, sono sempre molto pochi. I premi servono a puntare l&#8217;attenzione sulla letteratura, sugli scrittori e anche con le loro storture, con le ingerenze politiche o editoriali, tutto sommato servono a far porre attenzione alla letteratura, alla narrativa o alla poesia italiane.<br \/>\nQuali progetti ha per l&#8217;immediato futuro?<br \/>\nS to lavorando a un libro di saggi, in parte gi\u00e0 scritti, altri ancora da scrivere, di tipo storico-letterario, sociale-letterario, ad esempio sul mondo delle zolfare in Sicilia e sulla letteratura che \u00e8 nata da questo contesto. A questi si aggiungeranno saggi prettamente letterari su Verga, Pirandello, Sciascia e tanti altri. Spero di pubblicare il volume entro l&#8217;anno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Intervista a cura di Grazia Casagrande<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">15 gennaio 1999<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Vincenzo Consolo Da un&#8217;isola di narratori, la voce di Vincenzo Consolo Vincenzo Consolo, uno scrittore che ha saputo interpretare e rinnovare la grande tradizione letteraria siciliana, erede di Verga e di Pirandello, un intellettuale che ha nella storia le sue radici e nell&#8217;attualit\u00e0 il suo sguardo. 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