{"id":47,"date":"2004-03-22T06:55:11","date_gmt":"2004-03-22T06:55:11","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=47"},"modified":"2015-06-20T06:58:06","modified_gmt":"2015-06-20T06:58:06","slug":"intervista-a-vincenzo-consolo-la-sicilia-e-il-meridione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=47","title":{"rendered":"Intervista a Vincenzo Consolo &#8221; La Sicilia e il meridione &#8220;"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a Vincenzo Consolo<\/p>\n<p>a cura di Antonino Musco<\/p>\n<p>La Sicilia ed il meridione dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Le ansie, le battaglie per i diritti, le speranze disilluse.<\/p>\n<p>Un viaggio letterario, sociale e politico, accompagnati dal grande scrittore siciliano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Io sono nato nel 33 in questa plaga della Sicilia, terra dei Nebrodi in una zona di confluenza tra la Sicilia occidentale e quella orientale.<\/p>\n<p>Faccio questa divisione perch\u00e9 c\u2019e\u2019, o meglio, c\u2019era, una profonda differenza tra queste due parti della Sicilia. La parte occidentale era la zona del latifondo dove i segni della storia erano molto pi\u00f9 incisivi, pi\u00f9 profondi. La parte orientale era pi\u00f9 contrassegnata dai segni della natura, vuoi una natura serena, come questa dei Nebrodi, vuoi una natura minacciosa, come pu\u00f2 essere quella intorno all\u2019Etna o sullo stretto di Messina, funestato da terremoti<\/p>\n<p>ricorrenti.<\/p>\n<p>La mia \u00e8 una geografia di tipo umano ma anche di tipo socio-letterario. Nella parte orientale non c\u2019era il latifondo ma la piccola propriet\u00e0 contadina, quindi i segni della storia sono stati meno accesi, meno evidenti che nella Sicilia occidentale, dove da sempre c\u2019e\u2019 stato il conflitto tra i contadini, i lavoratori, e la classe dominante, i feudatari e quella classe intermedia, che si e\u2019 interposta tra i feudatari ed i contadini che erano i gabelloti, i campieri, da cui e\u2019 nata la mafia.<\/p>\n<p>Il nucleo della mafia rurale \u00e8 nato proprio nel latifondo.<\/p>\n<p>Ho pensato che in Sicilia quelli che hanno avuto pi\u00f9 consapevolezza del loro ruolo nella storia sono stati veramente quelli provenienti dalla parte occidentale, nella zona del latifondo, perch\u00e9 hanno preso coscienza della loro condizione di soggezione, di sfruttamento e ci sono stati di tempo in tempo momenti di ribellione, di rivolta nei<\/p>\n<p>confronti degli oppressori, che detenevano il potere. Questo avveniva sia in superficie, con le rivolte contadine, sia in quella parte della Sicilia dove per la prima volta si era affacciato il mondo industriale, sia pure di un\u2019industria particolare quali le miniere di zolfo.<\/p>\n<p>Gli \u201czolfatari\u201d, vivendo in condizioni estreme nel sottosuolo con il rischio continuo della vita, capirono di doversi mettere insieme per poter chiedere i propri diritti e riscattare la propria condizione di sfruttati. Alla fine dell\u2019Ottocento c\u2019\u00e8 stata una presa di coscienza ben chiara, ben evidente, con il messaggio socialista arrivato fin qui<\/p>\n<p>da noi in Sicilia e ci furono i primi moti che vanno sotto il nome di \u201cFasci Siciliani\u201d; ci sono state rivolte, ma tragica \u00e8 stata la repressione da parte dello Stato; i vari governi centrali, prima quelli borbonici, poi subito dopo quelli del Regno d\u2019Italia del 1860 poi la venuta di Garibaldi e\u2019 stato il momento di accensione di queste rivolte di contadini, di braccianti. Ad esempio la rivolta di Bronte o di Alcara Li Fusi. Su quest\u2019ultima ho scritto il romanzo \u201cIl sorriso<\/p>\n<p>dell\u2019ignoto marinaio\u201d cercando di rivisitare questo momento storico attraversato da quasi tutta la letteratura siciliana, da Verga a Pirandello, da De Roberto a Tomasi di Lampedusa, in quanto punto cruciale.<\/p>\n<p>Gli scrittori siciliani si sono chiesti il perch\u00e9 di tanta infelicit\u00e0 sociale partendo proprio dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia, momento che aveva acceso tante speranze. Si pensava che l\u2019unit\u00e0 avrebbe finalmente portato una equit\u00e0 sociale, una sorta di armonia fra le varie classi della societ\u00e0. Tutto questo non e\u2019 avvenuto, perch\u00e9 a Cavour interessava soltanto l\u2019unit\u00e0 politica del paese, consegnandolo alla monarchia Sabauda e le condizioni sociali rimasero quelle che erano, se non addirittura peggiorarono, in quanto ci furono aggravamenti di tasse nei confronti delle classi inferiori, l\u2019obbligo<\/p>\n<p>della leva, ci fu uno scontento generale.<\/p>\n<p>Queste condizioni si protrassero per anni, questa infelicit\u00e0 sociale continu\u00f2 soprattutto nelle plaghe meridionali nell\u2019Italia. E\u2019 nata una letteratura sia di tipo strettamente letterario che di tipo storico-sociologico, che prese il nome di \u201cMeridionalismo\u201d (tra i pi\u00f9 famosi autori Gramsci e Salvemini), perch\u00e9 c\u2019era una discrepanza fra la condizione della popolazione del meridione e quella del nord, dove era avvenuta -soprattutto in Lombardia- la prima rivoluzione industriale.<\/p>\n<p>La letteratura meridionale ha affrontato sempre questi temi, come la condizione della popolazione, cercando di capire le ragioni, le cause di questa perenne infelicit\u00e0 sociale.<\/p>\n<p>Ma l\u2019indipendentismo non e\u2019 stato una soluzione\u2026<\/p>\n<p>L\u2019indipendentismo \u00e8 stato un peggioramento delle condizioni, perch\u00e9 la classe dominante degli agrari, quelli che ci ha raccontato De Roberto nei \u201cVicer\u00e9\u201d e che poi Lampedusa ha ripetuto, coloro che quando c\u2019\u00e8 stato un cambiamento politico hanno adottato il cosiddetto \u201ctrasformismo\u201d.<\/p>\n<p>Erano dominatori prima e, con i cambiamenti politici, hanno continuato ad essere classe dominante. La famosa frase \u201cbisogna che tutto cambi perch\u00e9 tutto resti come prima\u201d \u00e8 molto significativa di questo trasformismo delle classi dominanti meridionali.<\/p>\n<p>Salvo Uzeda, il protagonista de \u201ci Vicer\u00e9\u201d, dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia si presenta alle elezioni ed \u00e8 il primo eletto nel suo collegio. Lui, spiegandolo alla zia reazionaria, dice che loro si adattano perch\u00e9 devono sempre dominare.<\/p>\n<p>Le piaghe siciliane e meridionali rimangono sempre aperte.<\/p>\n<p>Tutte le ansie, le speranze del meridione, sono state soffocate, come ad esempio i Fasci siciliani del 1892\/93, con la repressione; c\u2019\u00e8 stata un\u2019ondata di rivolte popolari dopo la Prima Guerra Mondiale con la crisi economica, con l\u2019avanzare del messaggio socialista, Giuseppe Antonio Borgese ha scritto un grande libro su questo momento storico (il 1918\/19), \u201cLa crisi dei partiti, le rivolte, gli scioperi\u201d.<\/p>\n<p>Gli agrari si sono sempre schierati dalla parte della reazione e della repressione, il fascismo \u00e8 nato proprio per arginare questa ansia di riscatto delle classi popolari, Mussolini ha fatto da baluardo perch\u00e9 si aveva paura delle classi popolari. Si pensava che potesse arrivare qui quello che era avvenuto in Russia con la rivoluzione bolscevica.<\/p>\n<p>Il fascismo ha occultato per ventanni tutte le problematiche popolari con la repressione e la mancanza delle libert\u00e0.<\/p>\n<p>Con la fine della guerra, nel \u201943, sono riemerse quelle che erano le aspettative, le ansie, la richiesta di diritti delle classi popolari e sono incominciate le lotte per la Riforma Agraria, l\u2019occupazione delle terre.<\/p>\n<p>In questo quadro, proprio perch\u00e9 le classi dominanti avevano paura che i contadini potessero ottenere i loro diritti vennero fuori i partiti reazionari, la Democrazia Cristiana di destra da una parte, ed il movimentoIndipendentista Siciliano, che era formato dagli agrari, i fascisti che stavano occultati ma fomentavano la reazione e da questo movimento capeggiato da Andrea Finocchiaro Aprile.<\/p>\n<p>In Sicilia ci furono le prime elezioni regionali nel 1947 con un grande successo del cosiddetto \u201cblocco del popolo\u201d, i partiti popolari di sinistra, comunisti e socialisti insieme. Ci fu la coalizione delle forze reazionarie, forse anche con l\u2019aiuto della CIA e degli americani, spaventati di questa \u201crivoluzione sociale\u201d in potenza, il primo maggio del 1947 ci fu la Strage di Portella della Ginestra.<\/p>\n<p>Dal punto di vista letterario, nel secondo dopoguerra \u00e8 uscita tutta una letteratura chiamata \u201cneorealismo\u201d, che affrontava i temi del riscatto delle classi popolari dei braccianti, ad esempio Antonio Rossello in un suo romanzo \u201cLa luna si mangia i morti\u201d sui temi dell\u2019occupazione delle terre, sul conflitto tra le classi popolari ed i signori, oppure Angelo Petyx con un romanzo chiamato \u201cLa miniera occupata\u201d sul mondo dei minatori, delle zolfare, riprendendo un<\/p>\n<p>tema affrontato da Verga con la piece teatrale \u201cDal tuo al mio\u201d.<\/p>\n<p>La concezione metastorica di Verga si pu\u00f2 spiegare soltanto attraverso la concezione metafisica del fato, dell\u2019impossibilit\u00e0\u2019 da parte degli uomini di intervenire nella storia per cambiare il proprio destino, questa predestinazione che l\u2019uomo ha di essere segnato dalla nascita nella sua condizione, questo avviene ad esempio ne<\/p>\n<p>\u201cI Malavoglia\u201d, avviene in tutti i suoi racconti.<\/p>\n<p>Questa concezione si pu\u00f2 spiegare soltanto in un mondo dove domina la paura della natura, il mondo di Verga era attorno all\u2019Etna, egli pensava che la storia non poteva influire sulla predestinazione dell\u2019uomo.<\/p>\n<p>Una concezione da fato greco, ma anche un po\u2019 coranica.<\/p>\n<p>La conservazione del potere, dinamiche e mezzi.<\/p>\n<p>Tutto parte dall&#8217;immobilit\u00e0. La letteratura del secondo dopoguerra ha rappresentato questo. Tomasi da Lampedusa, con la sua visione positivistica del mondo, dice che le classi sociali hanno una dinamica quasi meccanica. Nascono, si raffinano con la ricchezza ed il benessere, poi tramontano. Un po&#8217; come le stelle, questa era la concezione del principe di Salina. Ma questa \u00e8 una concezione inaccettabile.<\/p>\n<p>Sciascia da illuminista ha cercato di centrare la sua attenzione, la sua tematica prima a quelli che sono i grandi temi illuministici, la pena di morte, la tortura, con i primi romanzi: \u201cIl consiglio d&#8217;Egitto\u201d, \u201cMorte della requisitoria\u201d e poi ha visto quello che era il male profondo della societ\u00e0 siciliana, la mafia.<\/p>\n<p>La mafia del secondo dopoguerra, con l&#8217;avvento della democrazia che stabil\u00ec un legame, un&#8217;alleanza strettissima con il potere politico.<\/p>\n<p>Tutti i suoi romanzi d&#8217;indagine, tutti i polizieschi, dal \u201cIl giorno della civetta\u201d in poi, trattano il tema del connubio, dell&#8217;alleanza tra mafia e politica.<\/p>\n<p>Per quanto mi riguarda, ho cercato di rappresentare questa Sicilia del secondo dopoguerra con un primo romanzo, dal nome \u201cLa ferita dell&#8217;aprile\u201d, dove ho cercato di raccontare questo momento storico che v\u00e0 dal 47 al 48 visto dagli occhi di un ragazzino quale io ero allora, nella ricostituzione dei partiti, nella nuova impostura dei nuovi poteri che si intrecciavano, la strage di Portella della Ginestra ed il fallimento delle speranze che si erano accese.<\/p>\n<p>Poi in una trilogia narrativa che parte dal \u201cSorriso di un ignoto marinaio\u201d, passa attraverso \u201cNottetempo, casa per casa\u201d e arriva a \u201cLo Spasimo di Palermo\u201d ho cercato di rappresentare tre momenti importanti della storia italiana, ma anche siciliana perch\u00e9 parto sempre dalla Sicilia, da momenti storici e ambienti siciliani per poter rappresentare la storia italiana.<\/p>\n<p>\u201cNottetempo, casa per casa\u201d appunto racconta il momento della crisi del primo dopoguerra, della grande guerra, i conflitti sociali, la nascita del fascismo.<\/p>\n<p>\u201cLo Spasimo di Palermo\u201d si svolge nella contemporaneit\u00e0, negli anni che vanno dal 68, con il risveglio politico dei giovani, il terrorismo, il fallimento della generazione dei padri, nutrendo speranze di cambiare questa societ\u00e0 ed il fallimento della generazione dei figli, i ragazzi del 68, ed in questo movimento di speranze disilluse si e&#8217; innestato il terrorismo che ha distrutto tutto.<\/p>\n<p>Quello che e&#8217; nobile in queste generazioni, al contrario di quelli che stono stati latitanti e perci\u00f2 conniventi e colpevoli, \u00e8 che si sono impegnati \u2013 oggi la parola impegno \u00e8 diventata oscena \u2013nella speranza, nel sacrificio, nella lotta. C&#8217;era una nobilt\u00e0 nel tentativo di svecchiare questa societ\u00e0 italiana che \u00e8 disperante nelle sue vicende.<\/p>\n<p>In Italia e&#8217; mancata una rivoluzione borghese, qui da noi, soprattutto in Sicilia, non \u00e8 mai arrivata. L&#8217;illuminismo \u00e8 arrivato fino a Napoli, c&#8217;\u00e8 stato il tentativo della Repubblica Partenopea del 1799 ma anche l\u00ec c&#8217;\u00e8 stata la grande repressione borbonica, con Nelson che ha dato una mano alla reazione.<\/p>\n<p>I capi rivoluzionari, da Caracciolo a tutti gli altri grandi illuministi napoletani, come la poetessa Eleonora Fonseca Pimentel o Mario Pagano, sono stati uccisi.<\/p>\n<p>Le condizioni attuali dell&#8217;Italia le conosciamo, dopo il disfacimento del vecchio potere democristiano e socialista oggi ci troviamo in un Italia berlusconiana, che quanto di pi\u00f9 vergognoso, pi\u00f9 insopportabile, si poteva immaginare.<\/p>\n<p>Quali maestri ha avuto Vincenzo Consolo?<\/p>\n<p>Mi misi da ragazzino a leggere, soprattutto gli autori meridionalisti, gli autori siciliani e incominciai a capire questa realt\u00e0 siciliana. Ero molto curioso, da ragazzo. Quando frequentavo il liceo e nei primi anni di universit\u00e0 mi interessavano le personalit\u00e0 come Nino Pino Ballotta ma anche Danilo Dolci che l\u00ec a Partinico faceva gli \u201cscioperi a rovescio\u201d.<\/p>\n<p>Dopo la pubblicazione del primo libro importante fu l&#8217;amicizia con Leonardo Sciascia, che andavo a trovare a Caltanissetta, e poi anche molte personalit\u00e0 politiche siciliane importanti, da Pompeo Colaianni, Girolamo Li Causi, delle personalit\u00e0 straordinarie.<\/p>\n<p>Ho abbastanza anni per aver vissuto un periodo molto alto della storia siciliana attraverso queste personalit\u00e0. Ho frequentato poi un urbanista che si chiamava Carlo Doglio che era stato prima a Partinico con Danilo Dolci e poi era diventato consigliere comunale del comune di Bagheria, nel momento duro dello scontro per la speculazione delle Aree edificabili. Lui lott\u00f2 molto perch\u00e9 la mafia non s\u2019impossessasse di queste aree che erano tutte di propriet\u00e0 della<\/p>\n<p>nobilt\u00e0 siciliana e i vari principi Alliata piuttosto che altri vendevano questi terreni ai mafiosi e loro facevano speculazioni edilizie.<\/p>\n<p>Ricordo che una volta ho dormito in casa di Carlo Doglio, la mattina siamo usciti ed io, disinvoltamente, varcai la soglia del portone, lui mi prese per la camicia, mi tir\u00f2 indietro, e mi disse che prima di uscire bisogna guardarsi bene; rischiavano la vita, insomma.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 venuta la signora Dacia Maraini ed a distanza di trent&#8217;anni ha scritto il libro \u201cBagheria\u201d scoprendo l&#8217;acqua calda, perch\u00e9 i responsabili erano i suoi parenti, gli Alliata, di questo sacco, insieme agli altri nobili, nutrendo la mafia di Bagheria.<\/p>\n<p>Erano gli anni molto importanti d\u2019impegno civile e politico, gli anni di Buttitta, di Sciascia, di Danilo Dolci, oggi c&#8217;\u00e8 una sorta di sonno della ragione, come di resa nei confronti di questi poteri che ci sovrastano e anche di pessimismo, di rassegnazione.<\/p>\n<p>Lei si e&#8217; trovato a Milano nel &#8217;68. Come ha vissuto un siciliano proveniente da un piccolo paese questa cosa?<\/p>\n<p>Io sono arrivato a Milano il 1 gennaio del 68.<\/p>\n<p>Ho provato una sorta di spaesamento, pur avendo studiato a Milano, in quanto avevo conosciuto una Milano ancora prima del miracolo economico, negli anni 50, una Milano con ancora le ferite della guerra; avevo assistito a tutto l&#8217;esodo dei braccianti meridionali che andavano a lavorare all&#8217;estero perch\u00e9 abitavo in piazza Sant&#8217;Ambrogio dove c&#8217;era un Centro orientamento immigrati, vedevo queste masse che venivano sottoposte alle visite mediche e poi<\/p>\n<p>inviati alle miniere di carbone del Belgio piuttosto che in Svizzera o nelle fabbriche della Francia.<\/p>\n<p>Quando sono ritornato a distanza di anni a Milano mi sono ritrovato dinnanzi una citt\u00e0 che non conoscevo, di fronte ad una realt\u00e0 industriale e nel pieno dello scontro sociale molto acceso fra i lavoratori e gli imprenditori, i grandi scioperi, ecc.<\/p>\n<p>Da questo sono rimasto spiazzato ed ho cercato di capire realt\u00e0 che mi circondava.<\/p>\n<p>Nel 68 tutto era messo in discussione, tutte le certezze che avevamo anche dal punto di vista culturale, c&#8217;erano le riviste che io leggevo, sono stati anni di studio, di meditazione, d\u2019osservazione di questa realt\u00e0.<\/p>\n<p>Se mi posso permettere, senza essere ridicolo, lo stesso spaesamento l&#8217;ha avuto Verga quando \u00e8 approdato a Milano, nel 1872. Egli si trov\u00f2 in una Milano in preda alla prima rivoluzione industriale ed in lui ci fu una specie di regressione ideologica, perch\u00e9 rifiut\u00f2 quel mondo nuovo, quel mondo di scontri, di scioperi, quel mondo industriale; ritorn\u00f2 indietro con la memoria, l\u00ec avvenne la sua conversione, del Verga che noi conosciamo, che ci ha restituito un<\/p>\n<p>grande autore dovuto a questo ripiegamento, a questo ritorno alla memoria dell&#8217;infanzia, alla Sicilia arcaica ed alla sua concezione metastorica.<\/p>\n<p>Per me \u00e8 stato assolutamente diverso, ho cercato di capire questa realt\u00e0 industriale di una metropoli del nord, quali erano le ragioni di questi conflitti sociali, le ansie di rinnovamento. Le avevo vissute in Sicilia con i contadini, l\u00ec mi trovavo di fronte a degli operai che avevano maggiore consapevolezza di classe; le battaglie di Sciascia e di Pasolini, di Franco Fortini di Paolo Volponi, di Calvino, l&#8217;esperienza dell&#8217;Olivetti, avevo cercato di studiare tutto questo.<\/p>\n<p>Per poter scrivere il secondo romanzo stesi 13 anni senza pubblicare, proprio per questo spaesamento che ho provato: \u201cIl sorriso dell&#8217;ignoto marinaio\u201d, ambientato nel 1860, rifletteva il mondo che io stavo vivendo, conflitti sociali, nuove istanze e nuove idee.<\/p>\n<p>Dal punto di vista narrativo non mi sono mai allontanato dalla Sicilia, ho scritto poco su Milano in modo diretto. La letteratura e&#8217; metafora, se parlo della Sicilia parlo del nostro Paese intero, della condizione degli uomini dell&#8217;occidente.<\/p>\n<p>Come vede la letteratura siciliana di oggi?<\/p>\n<p>Vedo che c&#8217;e&#8217; stata dopo la mia generazione una frattura.<\/p>\n<p>Quando sono nato come scrittore, c&#8217;era un senso d\u2019appartenenza, una consapevolezza di appartenere ad una tradizione importante letteraria, un filone con una sua identit\u00e0 ben precisa, infatti si parla di letteratura siciliana perch\u00e9 ha una sua precisa identit\u00e0 e una sua concatenazione e consequenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Quando pubblici il mio primo libro lo mandai a Sciascia con una lettera dove denunziavo il debito nei suoi confronti; Vittorini lo seguivo a Milano attraverso i suoi insegnamenti ed i suoi interventi giornalistici nella rivista Menab\u00f2 insieme a Calvino.<\/p>\n<p>Capivo di appartenere a questa tradizione letteraria siciliana.<\/p>\n<p>Dopo la mia generazione c&#8217;\u00e8 stata come una sorta di frattura da parte dei nuovi autori, i quali non si riconoscono pi\u00f9 in questa tradizione, i loro modelli sono sempre altrove, non c&#8217;e&#8217; il senso di appartenenza a questa storia, i temi che loro scelgono spesso sono contrassegnati dall&#8217;ansia del successo facile, della ribalta, della notoriet\u00e0, quindi<\/p>\n<p>l&#8217;adozione del romanzo poliziesco, il pi\u00f9 facile e di maniera, il tipo televisivo, c&#8217;\u00e8 stato come uno iato, una frattura, i loro riferimenti sono ormai non pi\u00f9 alla tradizione letteraria ma al cinema, ai fumetti, alla canzonetta.<\/p>\n<p>Vivere in Sicilia, adesso.<\/p>\n<p>Con le ultime elezioni nazionali, la Sicilia port\u00f2 questa valanga di consensi alla destra.<\/p>\n<p>61 a zero, ricordo che mi hanno interpellato su questa vicenda ed ho risposto \u201ci siciliani siamo servili, cerchiamo di accontentare l&#8217;ultimo padrone che arriva o per cinismo o per ingenuit\u00e0: gli ingenui ci cascano nell&#8217;illusione, poi ci sono i cinici ed i trasformisti di sempre, come abbiamo visto nella storia, quelli che tentano sempre di salire sul carro del vincitore per avere dei vantaggi. Tutto rimane immobile\u201d.<\/p>\n<p>Oggi siamo in una condizione veramente penosa, con il signor Tot\u00f2 vasa-vasa, con i signori Miccich\u00e8 e con mezzo parlamento siciliano d\u2019inquisiti, taluni condannati conniventi con la mafia, quello che sar\u00e0 poi esiziale sar\u00e0 l&#8217;attuazione di questi progetti megalomani di opere pubbliche. Un disastro, dal ponte sullo stretto di Messina a tutto il resto. Adesso devono pagare le cambiali, le promesse fatte ai poteri oscuri, per non dire mafiosi. I cantieri devono aprire.<\/p>\n<p>La Sicilia e&#8217; quella che offre le truppe d&#8217;assalto al potere d\u2019oggi. Salvemini li chiamava i coco&#8217; o i paglietta, gli avvocaticchi dell&#8217;estrema provincia siciliana che approdano al governo e che sono le macchinette parlanti di Berlusconi, i vari Schifani, Nania, ecc.<\/p>\n<p>Noi abbiamo sperimentato sempre tutto ci\u00f2. Ho abbastanza anni, ho visto gi\u00e0 dal secondo dopoguerra, si mettono sempre in moto queste forze. Quando c&#8217;\u00e8 un&#8217;ansia di rinnovamento, di cambiare questa societ\u00e0 allora arrivano queste forze oscure che fanno alleanze con i politici e stabiliscono dei \u201cpatti diabolici\u201d.<\/p>\n<p>Questa Sicilia, questo meridione, rimane sempre uguale a se stesso.<\/p>\n<p>Adesso viviamo nella menzogna, nell&#8217;impostura, perch\u00e9 adesso si e&#8217; abbattuto su tutto questo il potere mediatico, che e&#8217; un potere di menzogna e d\u2019impostura. Una forza che nessuna dittatura ha mai conosciuto, una forza subdola di persuasione delle masse, di controllo delle masse attraverso la menzogna, la menzogna mediatica.<\/p>\n<p>Nient\u2019altro \u00e8 che il messaggio pubblicitario applicato alla politica.<\/p>\n<p>Pasolini giustamente diceva che il nuovo fascismo \u00e8 la pubblicit\u00e0. Adesso viviamo in questo nuovo fascismo.<\/p>\n<p>Il potere berlusconiano nasce dalla pubblicit\u00e0, volgarit\u00e0, il consumo delle merci. I metodi della menzogna pubblicitaria le hanno applicate alla politica. Viviamo in un paese di gente \u201ctelestupefatta\u201d che vive in una sorta di sogno mediatico.<\/p>\n<p>La vita reale ormai non si distingue pi\u00f9 da quella fittizia televisiva. La vita perde valore, come ogni cosa.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche una politica nell&#8217;emissione della notizia, perch\u00e9 i telegiornali non parlano di temi importanti ma di cronaca nera? Perch\u00e9 cos\u00ec facendo si pu\u00f2 avere pi\u00f9 polizia, pi\u00f9 repressione, loro non si sentono responsabili, non pensano che la responsabilit\u00e0 sia loro quando una societ\u00e0 e&#8217; malata.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 viviamo in una societ\u00e0 malata, alienata. Loro ti danno solo l&#8217;effetto. Il delitto familiare, il massacro, l&#8217;arma a portata di mano per cui si uccide per pochi euro.<\/p>\n<p>Ovviamente loro non ti dicono la loro responsabilit\u00e0, di questa mancanza, di questa svalorizzazione dei valori veri, il valore della vita umana che \u00e8 un valore incommensurabile, e di tutti gli altri valori, l&#8217;onest\u00e0, l&#8217;etica, il rispetto delle regole. Tutti questi valori sono saltati, propinandoti quotidianamente l&#8217;impostura.<\/p>\n<p>Questa societ\u00e0 sembra sempre uguale a se stessa, si e&#8217; tentato tante volte di cambiarla culturalmente, socialmente, politicamente ed ogni volta \u00e8 stato uno smacco, perch\u00e9 le forze che ci sovrastano sono pi\u00f9 potenti ed ogni volta sembra che sia un fallimento.<\/p>\n<p>Non sono un pessimista, sono uno storicista e penso che la storia abbia i suoi momenti alti, momenti di accensione di grande speranza. Parlavo infatti di nobilt\u00e0 d&#8217;intenti.<\/p>\n<p>Per\u00f2 ci sono momenti d\u2019arresto e di regressione, ma la forza della storia non si pu\u00f2 fermare.<\/p>\n<p>Credo che nella generazione come la tua (sono del \u201979, ndr), o nella successiva, verr\u00e0 un desiderio di rinnovare, di cambiare la condizione degli altri, la propria condizione e di rendere questo mondo pi\u00f9 civile e pi\u00f9 umano.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: Erroneo &#8211; Luned\u00ec, 22 Marzo 2004<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista a Vincenzo Consolo a cura di Antonino Musco La Sicilia ed il meridione dall\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia ai giorni nostri. Le ansie, le battaglie per i diritti, le speranze disilluse. Un viaggio letterario, sociale e politico, accompagnati dal grande scrittore siciliano. &nbsp; &nbsp; Io sono nato nel 33 in questa plaga della Sicilia, terra dei Nebrodi &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=47\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Intervista a Vincenzo Consolo &#8221; La Sicilia e il meridione &#8220;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":48,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47\/revisions\/48"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}