{"id":447,"date":"2001-01-17T09:05:56","date_gmt":"2001-01-17T09:05:56","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=447"},"modified":"2015-08-26T09:07:29","modified_gmt":"2015-08-26T09:07:29","slug":"agrigento-barricate-nella-valle-dei-templi-per-fermare-la-demolizione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=447","title":{"rendered":"AGRIGENTO, BARRICATE NELLA VALLE DEI TEMPLI PER FERMARE LA DEMOLIZIONE."},"content":{"rendered":"<p>AGRIGENTO, BARRICATE NELLA VALLE DEI TEMPLI PER FERMARE LA DEMOLIZIONE. ABBATTUTE TRE CASE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Abusivi contro le ruspe in nome di Padre Pio<br \/>\nAbusivi contro le ruspe in nome di Padre Pio Ad Agrigento, nella Valle dei Templi, siamo giunti al dramma pirandelliano, all&#8217; assurda situazione in cui le ruspe del Genio Militare, gi\u00e0 pronte per abbattere le case abusive, sono bloccate perch\u00e9 dentro quelle case si sono asserragliati i proprietari con le famiglie. Siamo alle verit\u00e0 differenti e contrapposte, allo Stato che ha il dovere di ripristinare finalmente, dopo trent&#8217; anni, la legalit\u00e0 violata e che appare ingiusto, impietoso, e ai violatori della legge che ora appaiono povere vittime di un sopruso. UN DRAMMA PIRANDELLIANO Dov&#8217; \u00e8 pi\u00f9, in questa penosa, torturante dialettica la ragione? La ragione, quella, cozzando contro il duro cemento delle case abusive, si \u00e8 frantumata e, tra i suoi cocci, come sempre, \u00e8 fiorita l&#8217; emozione, la commozione. Gli abusivi, di fronte alla \u00abminaccia\u00bb dello Stato, hanno cercato rifugio nella chiesa abusiva di Santa Rosa, conforto e forse anche consiglio nella parola del loro parroco, don Vito Guaragna, hanno pregato e invocato il soccorso di Padre Pio: che veda e interceda almeno lui dal cielo, il Beato, che faccia il miracolo d&#8217; allontanare dalle loro case abusive quelle crudeli macchine della ragione dello Stato, poich\u00e9 gi\u00e0, racconta il parroco, fra gli espropriandi, un uomo \u00e8 morto di crepacuore e una donna, ricevuto l&#8217; avviso di esproprio, \u00e8 entrata in coma&#8230; I bulldozer hanno abbattuto qualche \u00abscheletro\u00bb, qualche casa non completata, ma sono rimasti poi con la terribile lama sospesa a mezz&#8217; aria di fronte alle case occupate. \u00abNon siamo abusivi &#8211; dice uno dei proprietari &#8211; ma costruttori spontanei\u00bb. E il leader della protesta, che ha guidato un corteo reggendo uno stendardo con l&#8217; immagine del frate di Pietralcina, si chiama Nunzio Speranza. Frase e nome che dilatano ancora di pi\u00f9 il gioco pirandelliano, rimandano al paradosso, all&#8217; assurdo della \u00abSagra del Signore della Nave\u00bb. Agrigento, il Caos: in quel luogo empedocleo (il caos in cui i quattro elementi della natura, afferma l&#8217; antico filosofo, per la forza della discordia si scompongono) non poteva che nascere Pirandello, nel teatro della sua Girgenti lo scrittore non poteva non cogliere l&#8217; incessante dialettica, le verit\u00e0 contrastanti. In quell&#8217; antica, classica citt\u00e0, che Pindaro chiama \u00absplendida, la pi\u00f9 bella delle citt\u00e0\u00bb, sembra che a un certo punto la storia si arresti, che in quella opulenta Atene sul mare africano, in quella Sibari siceliota, i cui abitanti, si diceva, si dedicavano ai piaceri come se dovessero morire il giorno dopo e costruivano le case come se dovessero vivere per l&#8217; eternit\u00e0, sembra che sia avvenuta una inarrestabile, infinita decadenza: che l\u00ec sia cessato il campanelliano conato e che vi sia subentrata una stasi metafisica. Ma Agrigento, dopo tanto sonno, dopo tanta antica immobilit\u00e0, all&#8217; improvviso, nei recenti anni Sessanta si scuote, \u00e8 presa da una frenetica febbre costruttoria. Costruiscono prima, gli agrigentini, sull&#8217; antica Rupe, sopra il tufo che occultava il vuoto delle caverne. E avviene il disastro, il crollo dei nuovi palazzi. Quindi il cemento, non trovando pi\u00f9 spazio in alto, scivola e invade la Valle: case e case, prime e seconde, chiese, alberghi, vengono costruiti in mezzo agli antichi templi. Gli amministratori comunali e costruttori, felici, s&#8217; ingrassano, come i devoti della famosa \u00abSagra\u00bb. Ma ora, nell&#8217; attuale situazione di confronto, di contrapposizione, di scontro tra le ragioni o la ragione dello Stato e l&#8217; emozione degli abusivi, siamo al dramma, che \u00e8 s\u00ec pirandelliano, per quel che di umoristico ha in s\u00e9, ma che \u00e8 anche l&#8217; eterno, ricorrente, penoso dramma italiano, quello vale a dire di un Paese che sa che le leggi dello Stato ci sono s\u00ec, ma che si possono bellamente eludere, poich\u00e9 tanto poi qualcuno, uomo politico o Padre Pio, penser\u00e0 a far perdonare, a far assolvere. Racconta il parroco della chiesa abusiva della Valle dei Templi che una volta l&#8217; onorevole Andreotti, ospite a Villa Athena, ammirando la Valle, avrebbe esclamato che l\u00e0 era tutto meraviglioso, che nessuna bruttura urbanistica la deturpava. La Villa Athena, da cui Andreotti avrebbe ammirato quella meraviglia, ricordiamo che fu, negli anni Sessanta, oggetto di dura polemica: era una vecchia masseria trasformata in albergo. E lo slogan, all&#8217; inaugurazione, era stato: \u00abIl tempio nella vostra stanza\u00bb. Era vero. Se aprivi la finestra, ti trovavi \u00abdentro la stanza\u00bb il tempio della Concordia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzo Consolo<\/p>\n<p>(17 gennaio 2001) &#8211; Corriere della Sera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGRIGENTO, BARRICATE NELLA VALLE DEI TEMPLI PER FERMARE LA DEMOLIZIONE. 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