{"id":407,"date":"2015-01-24T16:21:21","date_gmt":"2015-01-24T16:21:21","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=407"},"modified":"2015-08-08T16:25:02","modified_gmt":"2015-08-08T16:25:02","slug":"le-fughe-e-i-ritorni-di-vincenzo-consolo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=407","title":{"rendered":"Le fughe e i ritorni di Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"<header class=\"entry-header\">\n<h1 class=\"entry-title\">Le fughe e i ritorni di Vincenzo Consolo. La Sicilia non \u00e8 solo\u00a0Gattopardo<\/h1>\n<div class=\"entry-meta\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"entry-content\">\n<p><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.lettera43.it\/upload\/wp-content\/blogs.dir\/3577\/files\/2012\/05\/consolo.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<h6>Vincenzo Consolo (fonte: <em>lettera43.it<\/em>)<\/h6>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019irrazionale e la storia s\u2019incontrano, tra riti satanici, licantropia e leggende esoteriche. Allievo di Leonardo Sciascia, era agli antipodi rispetto a Tomasi di Lampedusa. La ribellione di Alc\u00e0ra Li Fusi \u00e8 seguita con una comprensione che diventa crescente orrore. Sul \u201cCorriere della Sera\u201d, l\u2019ultimo intervento critico di Cesare Segre dedicato allo scrittore, di cui esce il Meridiano Mondadori<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/archiviostorico.corriere.it\/2015\/gennaio\/19\/fughe_ritorni_Consolo_Sicilia_non_co_0_20150119_68c02720-9fa5-11e4-ab07-c757f46bca99.shtml\">di CESARE SEGRE, \u201cCorriere della Sera\u201d, 19 gennaio 2015<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Voglio subito enunciare un giudizio complessivo: Consolo \u00e8 stato il maggiore scrittore italiano della sua generazione. La sua scomparsa ha turbato tutto il quadro della narrativa nel nostro Paese, rimasto senza un punto di riferimento alto e, per me, indubitabile. Il romanzo <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em> (1976, iniziato per\u00f2 intorno al 1969 e poi finito pochi mesi prima dell\u2019uscita) fu una rivelazione. L\u2019ignoto di una splendida tavoletta di Antonello da Messina nel museo Mandralisca di Cefal\u00f9 divenne, con il suo sorriso, una specie di doppio di Vincenzo Consolo. Ma accanto alla vera immagine di Consolo sono spesso apparse altre due immagini: quella di Leonardo Sciascia e quella di Giuseppe Tomasi di Lampedusa. Il primo, pur diversissimo nello stile, fu il maestro di Consolo per l\u2019atteggiamento di fronte ai problemi e alle contraddizioni sempre piu laceranti della Sicilia. Il secondo ne fu l\u2019antitesi: tanto \u00e8 lontano il suo <em>Gattopardo<\/em> dal <em>Sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em> , anche se entrambi hanno come oggetto lo stesso momento storico della Sicilia, percorsa da moti risorgimentali, liberata (o occupata) dai Mille a nome dell\u2019Italia da unire, bersaglio infine di <em>jacqueries<\/em> contadine confuse, dai contemporanei, con scoppi di banditismo. \u00c8 comunque da questo confronto \u2013 si disse che <em>Il sorriso<\/em> era l\u2019anti-Gattopardo \u2013 che si pu\u00f2 partire per qualunque discorso su Consolo. Ma sar\u00e0 intanto utile esporre lo schema del romanzo, e di quelli che seguirono. I primi due capitoli del <em>Sorriso<\/em> ci portano in mezzo agli aristocratici e ai borghesi illuminati, fra i quali si stanno diffondendo le idee liberali e mazziniane.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Essi odiano i monarchi borbonici e sono pronti ad affrontare, se occorre, l\u2019esilio e la morte, come accadr\u00e0 dopo la fallita rivolta di Cefal\u00f9 del 1857. Gli altri capitoli, dal III al IX, sono ambientati pochi anni dopo, quando la Sicilia si prepara a passare sotto il governo dei piemontesi. Questi capitoli sono tutti dedicati ai prodromi, agli sviluppi e alla tragica conclusione della rivolta popolare di Alc\u00e0ra Li Fusi, scoppiata alla vigilia dello sbarco di Garibaldi. Dietro Alc\u00e0ra sta forse, per Consolo, il ricordo di Bronte e della spietata repressione di Nino Bixio, descritta da Verga nel racconto <em>Libert\u00e0<\/em> . Il barone Mandralisca, possessore del ritratto di Antonello, segue la rivolta con istintiva comprensione, ma, quando essa degenera, la vede con crescente orrore, e confessa la sua incapacit\u00e0 di comprendere e di giudicare. La narrazione d\u2019autore si alterna a documenti ufficiali, brani di storici locali (come Francesco Guardione) o nazionali (come le <em>Noterelle di uno dei Mille<\/em> di Giuseppe Cesare Abba), che separano tra loro le varie parti d\u2019invenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Consolo aveva gia pubblicato un romanzo, <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em> (1963), che al momento sfugg\u00ec all\u2019attenzione dei critici e dei lettori. Si tratta di un <em>Bildungsroman<\/em> autobiografico, un unicum nella carriera dello scrittore (che, per parte sua, lo definiva un \u00abpoemetto narrativo\u00bb). Il romanzo narra la vita nella Sicilia del dopoguerra, fino all\u2019occupazione dei latifondi e alla repressione ad opera dei governi democristiani.Provando a completare il quadro dei romanzi di Consolo, siamo ben consapevoli di metterci in una posizione contraddittoria, dato che Consolo stesso ha pi\u00f9 volte dichiarato che nel romanzo storico non credeva. Diciamo allora che, bypassando il problema, prendiamo in esame i suoi libri che esibiscono dei personaggi e una narrazione continuata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Venne dunque <em>Retablo<\/em> (1987), con immagini di Fabrizio Clerici; il grande pittore, trasformato in personaggio settecentesco, appare nella seconda parte del romanzo, da milanese appassionato di antichit\u00e0 siciliane. \u00c8 lui, che pure arde di un amore infelice per Teresa Blasco, la futura nonna siciliana di Manzoni, a tentar di risolvere i problemi del fraticello innamorato della prima parte della narrazione; ma intanto Consolo rende omaggio al mitico Illuminismo milanese, visto dal traguardo della contemporaneit\u00e0: per esempio, dalla rivolta, che divenne poco dopo anche giudiziaria, contro il mostro della corruzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si avvicina certo a un vero romanzo <em>Nottetempo, casa per casa<\/em> (1992). Il tema centrale potrebbe essere sintetizzato come \u00abl\u2019irrazionale e la storia\u00bb, e fornirebbe argomenti alla negazione di principio del romanzo che Consolo ha fatto propria. Qui abbiamo, in singoli flash a luce radente, la ricostruzione dell\u2019affermarsi del fascismo, negli anni Venti del secolo scorso, tra Cefal\u00f9 e Palermo. Invece di raccontare questa vicenda, col rischio di ricadere nelle fauci dell\u2019aborrito romanzo storico, Consolo evoca l\u2019irruzione nell\u2019isola di forme pi\u00f9 o meno deliranti dell\u2019irrazionale, dalla licantropia del padre di Petro, il protagonista, alle psicosi della sorella, alle esibizioni di un personaggio storico come l\u2019inglese Aleister Crowley, inventore e officiante di riti satanici in cui alla promiscuit\u00e0 sessuale e alla droga si mescolano le invenzioni pi\u00f9 stravaganti di religioni e leggende esoteriche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma \u00e8 pi\u00f9 tardi Gioacchino Martinez, il protagonista di <em>Lo spasimo di Palermo<\/em> (1998) abbozzato in modo da risultare molto simile a Consolo stesso, a farci quasi toccare con mano, una ad una, tutte le disillusioni di un siciliano che, fuggito disdegnoso dalla sua isola, trova in Lombardia situazioni che generano in lui analoghi sentimenti di rifiuto e di condanna. Tutti i romanzi appena ricordati, se ordinati in base alla cronologia dei fatti descritti o allusi, compongono, per momenti decisivi, una storia della Sicilia degli ultimi 250 anni. Ma dalla mia grossolana rassegna tassonomico-cronologica resta fuori uno dei lavori pi\u00f9 mirabili di Consolo, <em>Lunaria<\/em> (1985). In esso c\u2019\u00e8 un abbandono pieno all\u2019invenzione. Invenzione tematica e invenzione formale. Il libro non \u00e8 certo un romanzo, ma appartiene piuttosto a un \u00abgenere che non esiste\u00bb, a un conato di teatralit\u00e0 divertita fra <em>entrem\u00e9s<\/em> alla spagnola e teatrino delle marionette. Si sa che molta elaborazione di Consolo \u00e8 \u00abletteratura sulla letteratura\u00bb. Ebbene, in <em>Lunaria<\/em> la falsariga \u00e8 costituita da un racconto di Lucio Piccolo, <em>L\u2019esequie della luna<\/em> (1967), con cui Consolo si pone felicemente in gara, non dimenticando naturalmente Leopardi. Voglio evocare un aneddoto sintomatico. Quando Consolo mi mise tra le mani il meraviglioso libretto, e io mostrai di riconoscerne alcune fonti, invece di chiudersi nell\u2019enigma mi procur\u00f2 la fotocopia dei testi cui pi\u00f9 si era ispirato, lieto che io ripercorressi i suoi itinerari. Mai come in questo caso la letteratura cresce su se stessa, e se ne vanta. Il lettore deve partecipare, come in un gioco, all\u2019invenzione dello <span class=\"skimlinks-unlinked\">scrittore.Il<\/span> mio percorso sembrerebbe aver trascurato i molti scritti di Consolo di carattere saggistico o polemico. Ma in fondo no, se pensiamo che molti o moltissimi dei suoi saggi (raccolti in volumi come <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em> , del 1994, <em>Le pietre di Pantalica<\/em> , del 1988, <em>Di qua dal faro<\/em> , del 1999) possono essere visti, per tornare a un\u2019etichetta un tempo di gran moda, come i correlativi oggettivi dei suoi romanzi. Perch\u00e9 al centro dei saggi c\u2019\u00e8 sempre la Sicilia, le sue contraddizioni e i suoi mali visti con disperata frustrante insistenza, con passione e con sarcasmo da un siciliano che fugge e ritorna incessantemente: solo che qui lo stile, non gravato dalla necessit\u00e0 di reggere qualche complesso intreccio finzionale, pu\u00f2 piegarsi a un\u2019evocazione quasi impassibile delle bellezze naturali e delle ricchezze archeologiche e artistiche dell\u2019isola, deva state forse irrimediabilmente.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le fughe e i ritorni di Vincenzo Consolo. La Sicilia non \u00e8 solo\u00a0Gattopardo Vincenzo Consolo (fonte: lettera43.it) L\u2019irrazionale e la storia s\u2019incontrano, tra riti satanici, licantropia e leggende esoteriche. Allievo di Leonardo Sciascia, era agli antipodi rispetto a Tomasi di Lampedusa. 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