{"id":4058,"date":"2026-09-27T18:32:00","date_gmt":"2026-09-27T18:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=4058"},"modified":"2026-09-28T18:45:43","modified_gmt":"2026-09-28T18:45:43","slug":"lamore-domina-il-cuore-dei-siciliani-consolo-e-i-paradossi-dellisola-tra-ironia-e-malinconia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=4058","title":{"rendered":"\u00abL\u2019amore domina il cuore dei siciliani\u00bb: Consolo e i paradossi dell\u2019isola tra ironia e malinconia"},"content":{"rendered":"\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/www.sicilianpost.it\/author\/joshua-nicolosi\/\">Joshua Nicolosi<\/a> <\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1985, il \u201cGiornale di Sicilia\u201d commission\u00f2 allo scrittore una serie di voci enciclopediche che definissero la Trinacria e la singolarit\u00e0 dei suoi abitanti. Ne nacque un \u201cAlfabeto siciliano\u201d, in cui l\u2019autore, limitandosi ad analizzare alcune parole con la \u201ca\u201d, riflette su quanto passionale e contraddittoria sia la natura di chi vive in questa terra. Sospesa tra le pi\u00f9 liriche, le pi\u00f9 nobili ambizioni e un estremismo sentimentale incapace di trovare misura o soddisfazione<\/p>\n\n\n\n<p>Approcciando a quella che sarebbe diventata la sua opera pi\u00f9 riconoscibile \u2013 <em>Frammenti di un discorso amoroso<\/em>&nbsp;\u2013 Roland Barthes sostenne che per trattare certe materie sfuggenti, per tentare di orientarsi nella complessa operazione di definire e categorizzare un sentimento, la via migliore sia proprio quella del frammento. Quella dell\u2019intuizione fulminea, anche incompleta, che sappia rifugiarsi nel non detto, nell\u2019accenno sagace. Nella sincera, obbligata reticenza. <strong>E quale tema, quale ossessione, pu\u00f2 meglio incarnare questa natura erratica, se non l\u2019amore, la pi\u00f9 grande antinomia dell\u2019umano esistere? <\/strong>Vertiginosamente scisso tra la nobilt\u00e0 e l\u2019inganno, tra la purezza e il dolore. \u00c8 un\u2019impresa titanica \u2013 per quanto arte, musica e letteratura gli debbano gran parte della propria sopravvivenza \u2013 persino per chi abitualmente lo canta, lo scrive, lo celebra tracciarne un profilo unitario, una direttrice semantica comunemente accettabile. Districarsi tra le varie sfumature del suo accadere, tra la forma che assume nell\u2019approdo \u2013 o nel respingimento \u2013 verso qualcuno e quella che si determina quando l\u2019oggetto del suo struggimento \u00e8 un luogo, un ideale, un mito eterno. Servirebbe forse, semplicemente, cercare di catturarne qualche riflesso. Osservarlo a lungo con intatto stupore, avanzare delle ipotesi che vanno continuamente verificate, riadattate, come fanno gli astronomi dinanzi al misterioso fascino della materia oscura. Oppure, con consapevolezza quasi socratica, <strong>si potrebbe chiedere soccorso all\u2019ironia<\/strong>, a quel senso di leggerezza che non pretende di definire, di sentenziare, quanto piuttosto di carpire, di interpretare. Di trasformare la propria, naturale impotenza in una chiave di lettura quanto pi\u00f9 accessibile. \u00c8 con questo spirito che Vincenzo Consolo si dedic\u00f2 ad <em>Alfabeto siciliano<\/em>, allorch\u00e9 nel 1985 \u2013 prima che il testo venisse poi convertito in volume nel 2019 \u2013 il <em>Giornale di Sicilia <\/em>gli \u201ccommission\u00f2\u201d la realizzazione di una singolare raccolta di voci enciclopediche sull\u2019isola e sui suoi abitanti. Un\u2019operazione audace, non priva di eccellenti precedenti letterari, che tuttavia, proprio per la sua ambizione onnicomprensiva, possedeva pi\u00f9 i caratteri dell\u2019utopia. Fu cos\u00ec che le voci a conoscere il proprio completamento furono appena nove, tutte inizianti con la lettera \u201ca\u201d. Tutte imbevute di un ironico, eppure malinconico, accento. Tra queste, figurava anche la parola \u201camore\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Che bene, agli occhi di Consolo, si sposava con l\u2019attitudine siciliana al chiaroscuro, all\u2019intensit\u00e0, alla nostalgia. Un sentimento a cui, a suo dire, gli isolani sono sempre stati devoti, fin dagli albori delle loro espressioni culturali: \u00ab<strong>\u00c8 il sentimento che domina in assoluto l\u2019ardente cuore dei siciliani. Quanta poesia, quanta letteratura ha creato l\u2019amore in Sicilia! Ha creato anche una scuola ed una lingua: la Scuola poetica siciliana. Se non ci fosse stato Dante, la lingua siciliana si sarebbe imposta in tutta la penisola e oggi in Italia si parlerebbe e si scriverebbe in siciliano<\/strong>\u00bb. \u00c8, l\u2019amore, la nutrice privilegiata dell\u2019ispirazione, il filtro attraverso cui decifrare la realt\u00e0. \u00c8 l\u2019instancabile desiderio di restare aggrappato a questa terra inimitabile e maledetta, di sognare per lei un futuro che non sempre si \u00e8 meritata. \u00c8 tenerla a mente come unico, invasivo metro di paragone, \u00e8 agognarla nelle notti che trascorrono lontane da lei. \u00c8, per\u00f2, anche il distacco necessario, l\u2019addio che fa crescere, il ricordo che si mescola all\u2019amarezza. Una sensazione che non pu\u00f2 essere confinata, mitigata, nel bene e nel male. Ma, si diceva, dinanzi a una tale, labirintica natura del sentimento amoroso, c\u2019\u00e8 uno spazio di indipendenza, un frangente in cui \u00e8 possibile guardare alle cose con un sardonico sorriso. Con lo sguardo di chi rimprovera pur compatendo, di chi bacchetta senza infierire. Di chi sa che dietro l\u2019elogio, dietro la tendenza tutta siciliana all\u2019autopromozione, c\u2019\u00e8 un\u2019umanit\u00e0 zoppicante, che a volte si lascia travolgere dalla sua stessa singolarit\u00e0: \u00ab<strong>Quante follie, quanti suicidi, quanti omicidi si sono commessi a causa dell\u2019amore! Caterve si contano in Sicilia di ricchi e nobili rovinatisi per amore di bellissime continentali (solo una si rivel\u00f2 carrapipana), danzatrici e cantatrici, caterve si contano di giuliette e romei, di paoli e francesche, di baronesse di Carini. Dell\u2019amore si dice, antifrasticamente: \u201cChi \u00e8, brodu di luppinu?\u201d<\/strong>\u00bb.&nbsp;Un raffinato strale emerge tra le righe: quando la passione \u00e8 forte ma sperticata, quando il concetto di amore viene sottomesso biecamente all\u2019utilitarismo o alla prepotenza, smette di essere tale. Diventa una pulsione distruttiva, impossibile da conciliare. Diventa guerra, sopraffazione, persino odio. Diventa la maschera, la giustificazione di ci\u00f2 che all\u2019amore non somiglia neppure. Diventa una parola su carta stracciata. Si tramuta, parafrasando un altro passaggio dell\u2019alfabeto consoliano, in pirandelliana apparenza.<\/p>\n\n\n\n<p>E, in fondo, non poteva essere che questo il grande affresco dell\u2019amore alla siciliana: un concentrato di ombre e di spiragli, di paradossi e di incongruenze. Una fiamma che consuma s\u00e9 stessa anche quando sembra spenta. Capace di slanci lirici e di fragorose cadute. Lontano da qualsiasi vaga dimensione di rassicurante mediet\u00e0. Nel sublime come nell\u2019infimo.<\/p>\n\n\n\n<p>27 Settembre 2026 Silcilitudine<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-28-at-20.31.36.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"688\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-28-at-20.31.36-688x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-4059\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-28-at-20.31.36-688x1024.jpeg 688w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-28-at-20.31.36-202x300.jpeg 202w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-28-at-20.31.36-768x1143.jpeg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-28-at-20.31.36-1032x1536.jpeg 1032w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/09\/WhatsApp-Image-2026-09-28-at-20.31.36.jpeg 1376w\" sizes=\"(max-width: 688px) 100vw, 688px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Joshua Nicolosi Nel 1985, il \u201cGiornale di Sicilia\u201d commission\u00f2 allo scrittore una serie di voci enciclopediche che definissero la Trinacria e la singolarit\u00e0 dei suoi abitanti. 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