{"id":3959,"date":"2024-06-04T11:00:00","date_gmt":"2024-06-04T11:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3959"},"modified":"2026-04-16T11:08:55","modified_gmt":"2026-04-16T11:08:55","slug":"la-ferita-dellaprile-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3959","title":{"rendered":"La ferita dell\u2019aprile\u00a0di Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p>\u00c8 il romanzo d\u2019esordio di Vincenzo Consolo in cui la potenza visionaria si coniuga con un melodioso linguaggio che, costruito col dialetto, l\u2019accosta a Gadda con l\u2019esito d\u2019una verit\u00e0 poetica che trascende il tardo neorealismo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.sololibri.net\/_Federico-Guastella_.html\"><em>Federico Guastella<\/em><\/a><\/strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.sololibri.net%2FLa-ferita-dell-aprile-Vincenzo-Consolo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer\/sharer.php?u=https%3A%2F%2Fwww.sololibri.net%2FLa-ferita-dell-aprile-Vincenzo-Consolo.html\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>La ferita dell\u2019aprile<\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li><\/li>\n\n\n\n<li>Uscito nella collana del \u201cTornasole\u201d ideata da Vittorio Sereni e Nicol\u00f2 Gallo, viene pubblicato nel 1963 da Einaudi l\u2019affascinante romanzo di\u00a0<strong>Vincenzo Consolo<\/strong>\u00a0dal titolo\u00a0<strong><em>La ferita dell\u2019aprile<\/em><\/strong>.<\/li>\n\n\n\n<li>Un testo d\u2019esordio, di formazione, il cui incipit anticipa il tema del viaggio, reso da metafore suggestive e che sar\u00e0 presente nelle sue opere successive:<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Dei primi due anni che passai a viaggiare mi rimane la strada arrotolata come un nastro, che posso svolgere: rivedere i tornanti, i fossi, i tumuli di pietrisco incatramato, la croce di ferro passionista; sentire ancora il sole sulla coscia, l\u2019odore di beccume, la ruota che s\u2019affloscia, la naftalina che svapora dai vestiti.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Il sentire e i ricordi sono dunque gli ingredienti che connotano il percorso esistenziale dello scrittore che d\u00e0 la parola a un ragazzino \u2013 Scavone di cognome.<br>L\u2019ironia \u00e8 garbatamente sottile, la potenza visionaria ha in s\u00e9 qualcosa di filosofico e il linguaggio, un misto di italiano e di siciliano (anche italianizzato) con le tonalit\u00e0 d\u2019una cantilena, va oltre le scelte stilistiche del tardo neorealismo, accostandolo a&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.sololibri.net\/Carlo-Emilio-Gadda-vita-opere-stile.html\">Carlo Emilio Gadda<\/a>. Siamo nell\u2019immediato secondo dopoguerra del Novecento in un paese \u201cgrande\u201d della costa settentrionale della Sicilia da cui \u00e8 visibile il faro di Cefal\u00f9 e dove le tradizioni sono rituali. Cos\u00ec viene descritto alla fine del capitolo X:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Questo paese \u00e8 una grata, i vicoli incrociati, quelli piani trasversali e gli altri che scendono dritti fino a mare. E uno che fa un vicolo traverso, ad ogni spigolo di casa si trova in faccia, laggi\u00f9, lo specchio d\u2019acqua chiara, un vero azzurro in fondo al vicoletto. Ma verso l\u2019alto c\u2019\u00e8 lo schermo della terra, le colline verdegrige con gli ulivi e gli agrumeti. Questo paese sembra posato tra le zampe d\u2019un cane accovacciato, chiuso com\u2019\u00e8 in questo rettangolo collinoso in riva al mare.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>La prima immagine \u00e8 quella della corriera unitamente a Bitto che l\u2019ha preso a \u201cpicciottello\u201d. La fanciullezza \u00e8 trascorsa in chiesa per la \u201cnovena\u201d e per fare l\u2019 \u201cincensiere\u201d. Don Sergio, nato nella provincia di Agrigento, \u00e8 un reduce, un cappellano militare che torna dalla campagna di Russia:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Era pieno di chiacchiere e tabacchiere, sano sano. Russia e Russia. L\u2019avanzata i cannoni i guastatori i lanciafiamme; la ritirata la steppa il freddo la fame.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Insieme ad altri ragazzi, studia in un istituto religioso che \u00e8 l\u2019orfanotrofio maschile in cui la vita si svolge tra preghiere e grotteschi episodi: per esempio, in occasione della morte del padre di Tano Squillace.<br>La fanciullezza e l\u2019adolescenza, che segnano il passaggio all\u2019et\u00e0 adulta, sono le tappe fondamentali del ragazzo orfano, assistito dallo zio cui \u00e8 dedicato il capitoletto IV in cui si parla del loro rapporto:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>La prima idea fu quella del barbiere, e mi mand\u00f2 al salone a far le saponate, poi il sarto, a infilar le aguglie e levar l\u2019imbastiture, scarparo pittore mastro d\u2019ascia, tutte arti leggere, ch\u00e9 si vedeva che non avevo la possanza per taglialegna e carbonaro, manco l\u2019intelligenza del vinaio.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>La narrazione non trascura l\u2019amore per il paesaggio, una costante nella scrittura di Consolo, reso in questo brano con similitudini corpose:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Verso le Madonie un nuvolone s\u2019era rotto, scomposto in macchie nere come pecore, e una s\u2019era posta avanti al sole, che cos\u00ec mandava lunghi raggi per tutto il cielo, distanti l\u2019uno dall\u2019altro e consistenti da sembrare d\u2019ottone come quelli dell\u2019ostensorio sull\u2019altare. La campagna brillava ancora verde di muschi ed erba acre [\u2026]. L\u2019inverno era gi\u00e0 maturo, che si voleva? Era gi\u00e0 Natale.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Uno scorrere di immagini e di itinerari \u00e8 il motivo portante del romanzo intorno ai quali si svolgono e sviluppano le esperienze di conoscenza e formazione del ragazzo. Consolo, insomma, svolge il romanzo come un seguito di avventure, ricerche, esplorazioni, nuove notizie del piccolo mondo paesano, avendo compreso che il problema dello scrittore \u00e8 di conoscere e raccontare.<br>Nel capitolo VI l\u2019esperienza sentimentale di Caterina e del ragazzo \u00e8 in primo piano, ed egli fantastica coltivando un\u2019idea: che scappi con lei:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>In continente nell\u2019Italia nella Francia o in Argentina, dove mi suoni di notte la chitarra mentre scavo la roccia del tesoro per comprarle a Pasqua una vestina larga quanto una campana di seta e taffet\u00e0.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Siamo a Pasqua, in aprile, ed egli ricorda il giorno della morte di suo padre:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Ogni anno il venerd\u00ec di passione alle tre del pomeriggio, il giorno della frana al mio paese, di dieci pescatori saltati con la mina galleggiante, dello scoppio del colera alla Kalsa di Palermo.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>A casa dello zio, e non all\u2019orfanotrofio, si sente pi\u00f9 sicuro in paese dove c\u2019\u00e8 sempre una componente di teatralit\u00e0: per esempio, spicca nella predica in piazza di un frate toscano (un fiume di parole, il silenzio della gente e battiti di mano e grida). Le elezioni si avvicinano e l\u2019avvocato Sciacchitano, candidato della democrazia cristiana, fa la sua propaganda. La parodia che si legge \u00e8 gustosissima:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Quando sembrava che la processione fosse finita, chi ti spunta a passetti trafelati dal fondo della chiesa? L\u2019avvocato Sciacchitano: il cappello in mano, le scarpe nuove che gli fanno scroscio; piega una gambetta, si china con fatica per la buss\u00edca che gli crescea davanti e bacia pi\u00f9 volte con schiocchetti sonori; si alza rosso fino alla tigna per lo sforzo e, compunto, si va a sedere ai primi banchi, accanto alla moglie e alla figlia, cos\u00ec giovane cos\u00ec vecchia, tanto smunta e bizzocchina.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Consolo ricava il massimo frutto nella rappresentazione della vita della comunit\u00e0 nel momento della processione del venerd\u00ec santo: innumerevoli sono gli scatti di visivit\u00e0 che hanno un\u2019icasticit\u00e0 straordinaria. Lo sguardo non implica mai protesta morale o sociale o politica. Coglie piuttosto in modo quasi divertito la vita paesana, facendone un ritratto come nella descrizione delle usanze il giorno di Pasqua.<br><strong>La ferita d\u2019aprile<\/strong>&nbsp;ha un significato preciso: \u00e8&nbsp;<strong>quella del passaggio d\u2019et\u00e0<\/strong>, come gi\u00e0 s\u2019\u00e8 rilevato. Aprile \u2013 si sa \u2013 \u00e8 il mese in cui il risveglio della natura avanza e ogni mutamento \u00e8 pur sempre una ferita. Il passaggio dall\u2019inverno alla primavera non \u00e8 indolore cos\u00ec come non avviene tranquillamente la trasformazione dalla fanciullezza alla pubert\u00e0. Poi il mese di maggio: si deve preparare l\u2019altarino alla Madonna, intanto una tromba d\u2019aria avanza e una vecchia centenaria vien portata al mare per fare insolito rito d\u2019esorcismo:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>La tromba si ferm\u00f2, s\u2019incrin\u00f2 nel mezzo, s\u2019allarg\u00f2, si sciolse e si disperse come il fumo d\u2019un camino colpito da una raffica di vento. L\u2019acqua cess\u00f2 di ribollire e si distese. Grida si levarono dalla riva, voci alte, battiti di mano.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p><em>La ferita d\u2019aprile<\/em>, oltre alla passione del Cristo, \u00e8 anche il ricordo che il ragazzo fa della&nbsp;<strong>strage di Portella della Ginestra<\/strong>:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>N\u2019ammazzarono tanti in uno spiazzo (c\u2019erano madri e c\u2019erano bambini), come pecore chiuse nel recinto, sprangata la portella. Girarono come pazzi in cerca di riparo ma li butt\u00f2 butt\u00f2 butt\u00f2 riversi sulle pietre una rosa maligna sul petto e nella tempia: negli occhi un sole giallo di ginestra, un sole verde, un sole nero di polvere di lava, di deserto.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Siamo a questo punto nella discesa agli inferi: con la fine della guerra e la caduta del fascismo, s\u2019inaugura in Sicilia la stagione delle stragi; per Consolo la sconfitta che si sta annunciando \u00e8 il tradimento dei valori della Resistenza di fronte allo schieramento agrario e mafioso.<br>Oracolare la conclusione:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Disse una vecchia, ferma, i piedi larghi piantati sul terreno: -Femmine, che sono sti lamenti e queste grida con la schiuma in bocca? Non \u00e8 la fine: sparagnate il fiato e la vestina dei morti che verranno appresso.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Di profondo incanto la descrizione tutta siciliana \u2013 anche greca, omerica dice l\u2019insigne critico letterario Traina&nbsp;-, che si trova nel capitolo XI:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Il carrubo gettava un\u2019ombra grande e fitta ma, a mettersi l\u00e0 sotto, dall\u2019istituto ci avrebbero scoperti. Era vana quella bella frescura, quel riparo in mezzo alla campagna: mi vedevo buttato, la testa vicino al tronco, a stare, a dormire fino al tramonto. Cos\u00ec rugoso e scuro, cos\u00ed contorto, il carrubo l\u2019avevo sempre pensato venuto dall\u2019oscurit\u00e0 del tempo, che affondasse le radici al centro della terra; e il tronco mi pareva di tufo e i frutti di carbone. L\u2019ulivo come il carrubo, la vite e l\u2019asino e le capre, le lancelle di mosto e gli scifi di quagliata, certi vecchi accroccati ma saldi, mi parevano cose antichissime e immortali.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>Sembra quasi l\u2019inizio di un procedimento alchemico dove l\u2019oscurit\u00e0, o la \u201cnigredo\u201d, prelude alla luminosit\u00e0 data dal colore di un popolo sanguigno e fiero. Il romanzo termina con la festa dell\u2019Assunta. Dopo, la fine dell\u2019estate.<br>Don Lucio, il vecchio professore bevitore che scrive poesie e fa il discorso impastato di latino, di francese e di spagnolo (il nuovo insegnante fuori dall\u2019istituto di Filippo, amico del narrante), \u00e8 rivelato nella sua recita: grottesca la sua immagine che inclina alla follia. Anche le bizzarrie e le stranezze fanno parte dello spettacolo della vita contenuto nel libro, colto da Consolo con particolare sagacia.<br>Il capitolo XII conclude il romanzo:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Quella messa dell\u2019otto dicembre, dell\u2019Immacolata, era l\u2019ultima che sentiva all\u2019Istituto, la messa dell\u2019addio.<\/p>\n<\/blockquote>\n\n\n\n<p>\u00c8 una pagina esemplare della satira di Consolo; per il ragazzo l\u2019ingresso nella quotidianit\u00e0 si sviluppa in un lungo viaggio d\u2019assoluta incognita:<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\">\n<p>Cos\u00ec girai tanti anni per i paesi, all\u2019isole, sulle montagne, alle marine, dal comune d\u2019Al\u00ec fino a Messina.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/61iaHaMRQrL._SL1500_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"661\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/61iaHaMRQrL._SL1500_-661x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3960\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/61iaHaMRQrL._SL1500_-661x1024.jpg 661w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/61iaHaMRQrL._SL1500_-194x300.jpg 194w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/61iaHaMRQrL._SL1500_-768x1190.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/61iaHaMRQrL._SL1500_.jpg 968w\" sizes=\"(max-width: 661px) 100vw, 661px\" \/><\/a><\/figure>\n<\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 il romanzo d\u2019esordio di Vincenzo Consolo in cui la potenza visionaria si coniuga con un melodioso linguaggio che, costruito col dialetto, l\u2019accosta a Gadda con l\u2019esito d\u2019una verit\u00e0 poetica che trascende il tardo neorealismo. 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