{"id":3828,"date":"2025-11-02T17:09:00","date_gmt":"2025-11-02T17:09:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3828"},"modified":"2025-11-04T17:23:14","modified_gmt":"2025-11-04T17:23:14","slug":"lillusione-delle-onde-la-speranza-dellorizzonte-consolo-e-la-vita-come-naufragio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3828","title":{"rendered":"L\u2019illusione delle onde, la speranza dell\u2019orizzonte: Consolo e la vita come naufragio"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p><strong><em><a href=\"https:\/\/www.sicilianpost.it\/author\/joshua-nicolosi\/\">Joshua Nicolosi<\/a>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<ul>\n<li>2 Novembre 2025<\/li>\n<\/ul>\n\n\n\n<p>\u00c8 una delle metafore pi\u00f9 belle della scrittura dell\u2019autore di Sant\u2019Agata di Militello. Una di quelle che conferisce presenza visiva, carnale alle parole. E che ritrae il movimento millenario degli uomini, divisi tra passato e futuro, tra gli attimi di rovina e il coraggio di ricominciare. Soli nel deserto di un\u2019isola sconosciuta, ma mai privati della capacit\u00e0 di aggrapparsi alle luci in lontananza. Perch\u00e9 naufragare \u00e8 spesso drammatico: ma pu\u00f2 anche essere necessario<\/p>\n\n\n\n<p>Vorremmo, talvolta, che le nostre parole si tramutassero in cartolina. Che esistesse un condensatore d\u2019emozioni, un modo per plasmare delle immagini che siano cariche di tutto il senso che il linguaggio, inevitabilmente, finisce per diluire. Vorremmo saperle tratteggiare, quelle immagini. Tirarle fuori all\u2019occorrenza dallo scrigno della memoria o inventarle come abili maghi. Accostarci, anche solo per qualche istante, alla sensazione di poter somigliare ad un pittore di idee, ad uno scultore di sentimenti. Ma il compito, di frequente, risulta proibitivo. Ed \u00e8 allora che finiamo costantemente per affidarci agli scrittori. Alle loro intuizioni, alla astratta carnalit\u00e0 del loro comporre. Alla sintesi di pensiero e di anima che contraddistingue il loro fascinoso dettato. Ed ecco che la molteplicit\u00e0 del sentire, la confusione che deriva dall\u2019ansia di definizione, si muta in autenticit\u00e0. Nell\u2019univocit\u00e0 dell\u2019umano sentire, nel riflesso di generazioni che, alternandosi, sono spesso finite a ricalcare le medesime orme, le medesime pagine. Ci affidiamo a qualcun altro, insomma, per spiegare noi stessi. Per scovare in tempi e luoghi disparati quell\u2019icona, quel monumento di carta che altrimenti non avremmo saputo erigere.&nbsp;<strong>Ed \u00e8 forse in accordo a questo bisogno immaginifico che diversi grandi nomi della letteratura hanno affidato ad efficaci metafore l\u2019espressione dei loro concetti pi\u00f9 alti<\/strong>. Vengono in mente, tra gli altri,&nbsp;<strong>Petrarca e Leopardi<\/strong>, con l\u2019immagine del vecchietto canuto e vestito di stracci che si affatica per districarsi tra le sue miserie esistenziali. O&nbsp;<strong>Jack Kerouac<\/strong>, con l\u2019immortale ed efficacissima simbologia della strada da percorrere. Ed \u00e8 forse per rispondere alla stessa esigenza che, a pi\u00f9 riprese, le parole degli scrittori siano scaturite dalla contemplazione di un\u2019opera d\u2019arte. Esattamente come accaduto a&nbsp;<strong>Vincenzo Consolo<\/strong>, che dinanzi ad un dipinto del compianto Franco Mulas, elabor\u00f2 una delle sue pi\u00f9 suggestive metafore. Incluso poi nel volume&nbsp;<em>L\u2019ora sospesa<\/em>&nbsp;(2018), curato da Migel \u00c0ngel Cuevas,&nbsp;<a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?m=201809\">il brano<\/a>&nbsp;si sofferma su quanto&nbsp;<strong>la nostra vita sia assimilabile ad un naufragio<\/strong>. Con le sue accezioni negative, naturalmente. Ma anche, sorprendentemente, in quelle positive.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 il naufragio, di per s\u00e9, dovrebbe rimandare alla rovina. Alla solitudine, al travaglio. Ai capricci della sorte che sospinge verso la deriva. Alle domande che apparentemente non conoscono risposta, se non quella di proseguire a tentoni verso il disvelamento della verit\u00e0. Ed \u00e8 proprio questo il punto di partenza assunto dallo scrittore originaria di Sant\u2019Agata di Militello: \u00ab<strong>Ora avanziamo per pianure acquitrinose, fra balzi, rigagnoli, pozzanghere, ristagni, fra muschi e filamenti, sterpaglie macere, gromme, viscidumi: scivola, schizza la grassa mota sotto il piede o si gonfia e cresce, avvolge, preclude il movimento. Forse siamo fermi, forse sprofondiamo. E dietro \u00e8 la notte senza scampo, il fitto obl\u00eco: nulla sappiamo ormai dei luoghi consistenti, dei solidi sentieri, del cammino che ci port\u00f2 nelle maremme. Avanti \u00e8 la luce. Una frigida luce di riverbero, d\u2019un alba immota, d\u2019una stagione ignota. E avanti s\u2019erge la barriera, il velario d\u2019acque, la perenne cascata ch\u2019erode e che cancella: in quali lontananze, in quale tempo cominci\u00f2 questo diluvio?<\/strong>\u00bb. Ma anche quando lo sprofondo si fa imminente, minaccioso, prossimo, il naufrago sa anche protendersi. Sa gettare lo sguardo sull\u2019orizzonte dell\u2019attesa, sul crinale della speranza. Compiange il proprio stato, ma ne articola mentalmente il ribaltamento. \u00c8 trattenuto, come imprigionato dalla risacca, ma anche intrinsecamente libero di sognare l\u2019impossibile, il mistero. \u00ab<strong>Labili, sfuggenti immagini riaffiorano dalle liquide arche, parole tronche, \u00e0tone, echi di vaste, deserte scalinate, di balaustre, di monche statue, precipiti, d\u2019inseguimenti e fughe e guizzi di metalli: quale mai tragedia s\u2019\u00e8 consumata sopra quegli spalti? E ancora e altrove brani di praterie solarizzate, sfocature, riflessi, traiettorie, immobili sequenze: notturno \u00e8 il mondo o d\u2019una luce traslucida che abbacina e consuma. Ma se appena ci volgiamo, castigo di sale, siamo spinti ancora, per lo scarto d\u2019un riquadro, pi\u00f9 dentro alla cascata, pi\u00f9 presso alla montagna: e troveremo un varco, un passaggio, e cosa ci attende dietro quel sipario?<\/strong>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 sogno e supplizio, la parabola del naufrago. O, fuor di metafora, la vita degli uomini. \u00c8 alternanza ineludibile, filo invisibile tra ricordo e futuro. Altezza d\u2019intento e sprofondo d\u2019illusione. \u00c8 la storia stessa ad essere intessuta di naufragi. Di orme depositate sulla sabbia, che ciclicamente finiamo per ri-formare, per ri-disegnare. Millenari, come le nostre voci, ci sovrapponiamo, ci intrecciamo ai naufraghi che furono e a quelli che saranno. Spesso al di l\u00e0 della nostra consapevolezza: \u00ab<strong>Ma animo, antichi e ricorrenti sono i naufragi, sono d\u2019ogni epoca, d\u2019ogni avventura, sogno, d\u2019ogni frontiera elusa, noi, naufraghi d\u2019una storia infranta, simboli d\u2019un epilogo, involontarie comparse, attoniti spettatori di questa metafisica. Di cui non conosciamo i confini, dimenticammo l\u2019inizio, ignoriamo la fine, ma riferiamo, incauti, il vario apparire nelle luci e nei tempi irriferibili<\/strong>\u00bb. A quelle luci il naufrago deve aggrapparsi. Anche quando, in lontananza, sembrano ignorare la sua richiesta di soccorso. Anche quando il suono ovattato di una vitalit\u00e0 sconosciuta torner\u00e0 a ricordargli il suo isolamento. Per non lasciare che il desiderio di evasione sprofondi insieme al relitto che lo ha condotto su quel lido d\u2019attesa. Per credere che si possa ancora esplorare oltre il confine. Oltre l\u2019immobilismo di un\u2019isola deserta.<\/p>\n\n\n\n<p>(Franco Mulas)<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"475\" class=\"wp-image-3829\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/71536_n.4-Ciclo-Big-Burg-_Paesaggi_cm.-85-x-143-1991-1200x712-1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/71536_n.4-Ciclo-Big-Burg-_Paesaggi_cm.-85-x-143-1991-1200x712-1.jpg 1200w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/71536_n.4-Ciclo-Big-Burg-_Paesaggi_cm.-85-x-143-1991-1200x712-1-300x178.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/71536_n.4-Ciclo-Big-Burg-_Paesaggi_cm.-85-x-143-1991-1200x712-1-1024x608.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/71536_n.4-Ciclo-Big-Burg-_Paesaggi_cm.-85-x-143-1991-1200x712-1-768x456.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.sicilianpost.it\/wp-content\/uploads\/2021\/11\/Joshua-Nicolosi-150x150.png\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\">About Author \/&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.sicilianpost.it\/author\/joshua-nicolosi\/\">Joshua Nicolosi<\/a><\/h4>\n\n\n\n<p>Giornalista, laureato in Lettere all&#8217;Universit\u00e0 di Catania. Al Sicilian Post cura la rubrica domenicale &#8220;Sicilitudine&#8221;, che affronta con prospettive inedite e laterali la letteratura siciliana. Fin da giovanissimo ha pubblicato sulle pagine di Cultura del quotidiano &#8220;La Sicilia&#8221; di Catania.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Joshua Nicolosi\u00a0 \u00c8 una delle metafore pi\u00f9 belle della scrittura dell\u2019autore di Sant\u2019Agata di Militello. Una di quelle che conferisce presenza visiva, carnale alle parole. E che ritrae il movimento millenario degli uomini, divisi tra passato e futuro, tra gli attimi di rovina e il coraggio di ricominciare. Soli nel deserto di un\u2019isola sconosciuta, ma &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3828\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">L\u2019illusione delle onde, la speranza dell\u2019orizzonte: Consolo e la vita come naufragio<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2014,2,144,4],"tags":[111,318,77,503,70,2224,2223,495,474,57,20,38,1244,459,29,2226,2225,175,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3828"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3828"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3828\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3830,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3828\/revisions\/3830"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}