{"id":3801,"date":"1998-03-01T13:37:00","date_gmt":"1998-03-01T13:37:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3801"},"modified":"2025-09-29T14:51:59","modified_gmt":"2025-09-29T14:51:59","slug":"viaggio-a-sarajevo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3801","title":{"rendered":"Viaggio a Sarajevo"},"content":{"rendered":"\n<p><br><strong><em>Vincenzo Consolo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;APPUNTAMENTO \u00e8 al Lungotevere della Vittoria 1, all&#8217;indirizzo dell&#8217;\u00abAssociazione Fondo Alberto Moravia\u00bb, di quella che fu la casa dello scrittore. Ero stato un paio di volte in quell&#8217;appartamento luminoso e ordinato, nella sala-studio con solo i classici, la Pleiade, la Ricciardiana, nelle scansie della libreria, qualche quadro e maschere africane alle pareti. Mi spieg\u00f2 una volta, lo scrittore, in quel suo modo esemplificativo, didascalico, la differenza tra razionalisti e illuministi, tra s\u00e9 e scrittori come Calvino e Sciascia. \u00abSe loro vedono una pentola che bolle, dicono &#8220;\u00e8 una pentola che bolle&#8221;. Io non mi accontento, devo alzare il coperchio e vedere cos&#8217;\u00e8 che bolle in quella pentola\u00bb disse, e rise, in quel suo modo fanciullesco, per quell&#8217;esempio cos\u00ec riduttivo, cos\u00ec casereccio. Il fatto \u00e8 che da quel suo curioso, accanito sguardo sulla realt\u00e0, egli traeva precisi giudizi, sicure idee generali. \u00abSe fosse vissuto, sono sicuro che sarebbe venuto con me a Sarajevo\u00bb afferma in un&#8217;intervista Adriano Sofri, quest&#8217;altro lucido razionalista dotato di genio \u00abpolitico\u00bb, ma al contrario di Moravia privo (o forse solo inespresso, pudicamente occultato) di quello narrativo. Mi chiedo cosa mai Moravia, andando a Sarajevo, alzando il coperchio della mistificazione o straniamento informativo, mediatico, su quel tragico bollire della pentola balcanica, avrebbe scritto. Sicuramente, come Sofri, come pochi altri di qua di quel fuoco, o che quel fuoco hanno visto, hanno attraversato, avrebbe sostenuto la necessit\u00e0 dell&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ONU, della Nato contro gli aggressori, i carnefici, per far cessare il massacro, gli orrori nazistici, l\u2019 agonia di Sarajevo. Perch\u00e9 era chiaro, nel cumulo dei preconcetti, luoghi comuni, menzogne, nel guazzabuglio di quella guerra, nei ribaltamenti di fronti, schieramenti, era chiaro chi erano gli aggressori e gli aggrediti, gli assedianti e gli assediati, i carnefici e le vittime: vittime erano gli innocenti, i civili, la civilt\u00e0; calpestati erano i fondamentali diritti umani; calpestati soprattutto dai feroci soldati serbi arruolati da Milosevic, comandati da criminali come Karadzic, Mladic, Raznatovic, calpestati nell&#8217;assenza e nel silenzio, se non nella connivenza, delle organizzazioni internazionali. Ma dico cose gi\u00e0 denunziate su giornali e libri, ormai note a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p>Torno dunque al racconto del viaggio da Roma a Mostar, a Sarajevo, di diciotto intellettuali italiani, scrittori, giornalisti, fotografi, registi, compiuto tra il ventiquattro e il trenta settembre scorso. E una restituzione di visita questo viaggio, poich\u00e9 otto membri del \u00abCircolo 99\u00bb di Sarajevo erano venuti a Roma nell&#8217;ottobre del &#8217;96, avevano avuto incontri, partecipato a dibattiti sul tema Roma-Sarajevo, gli scrittori contro la guerra. Gli scrittori gi\u00e0. Non sempre, non tutti sono stati contro la guerra. Ch\u00e9 anzi alcuni, con i loro scritti, poesie romanzi racconti, in certi momenti della storia hanno dato parola a inconsce pulsioni, hanno interpretato e compitato sulla logica di una grammatica letteraria l&#8217;istinto collettivo di aggressione e di distruzione. Bastano per noi i soli nomi di D&#8217;Annunzio e di Marinetti, quello di J\u00fcnger per la Germania? Basta senz&#8217;altro per la Serbia il nome dello scrittore Dobrica Cosic, ispiratore gi\u00e0 nell&#8217;86, del famigerato Memorandum dell&#8217;\u00abAccademia delle Scienze\u00bb di Belgrado, autore di un romanzo fiume scandito nelle due parti, Tempo del male, Tempo della morte, fonte del nazionalismo e della ferocia ideologica guerriera della Serbia. No, la letteratura non \u00e8 innocente. Essa attinge alla Storia ed \u00e8 gravata quindi di responsabilit\u00e0. Al contrario della musica, che attinge alla natura, e si presta ad ogni ambiguit\u00e0. Wagner pu\u00f2 essere suonato sullo sfondo dei forni crematori, ma c&#8217;\u00e8 Riccardo Muti che dirige un concerto nel teatro di Sarajevo, c&#8217;\u00e8 il violoncellista Vedran Smajlovic che suona tra le macerie della biblioteca della sua citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel nome dunque di Moravia, per la responsabilit\u00e0 che ha la scrittura, andiamo a Sarajevo. Andiamo &#8211; almeno alcuni di noi &#8211; per riparare alla nostra assenza durante la guerra, al nostro silenzio, per uscire, almeno una volta, dal gorgo di alienazione, di sonno, di stupidit\u00e0 in cui ogni giorno scivoliamo nel nostro assurdo mondo. E spero che questo viaggio non sia, per nessuno di noi, un safari intellettuale, che sia, la visione di Sarajevo, un salutare scuotimento, un recupero di intelligenza e di coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Attraversiamo in corriera l&#8217;Appennino, andiamo ad Ancona. Dall&#8217;autostrada scorgiamo gli antichi paesi umbri arroccati sui colli, le torri e i campanili di Foligno, Nocera, Gualdo Tadino. Il traghetto si chiama \u00abSplit\u00bb e batte bandiera panamense. A bordo vi sono i camionisti, famiglie croate, uomini d&#8217;affari. C&#8217;\u00e8 un gruppo di volontari guidati da don Lorenzo che ha una croce sul petto formata di schegge di granata. Al porto di Spalato, vado a comprare una scheda telefonica. \u00abPer l&#8217;Italia o per la Padania?\u00bb mi chiede l&#8217;uomo al chiosco. \u00abLa Padania non esiste\u00bb, rispondo disarmato. E lui sghignazza, sghignazza. Procediamo per la costa croata. Il calmo, lacustre mare da una parte, con le innumerevoli isole &#8211; Brac e Hvar le pi\u00f9 vicine &nbsp;e le ripide montagna dall&#8217;altra. Rivedo la vegetazione mediterranea, simile a quella greca, siciliana, turca, i pini, i cui rami si piegano fino a lambire il mare, gli ulivi, i fichi, le vigne. Una donna stende sul lastrico i fichi ad essiccare. Non vi \u00e8 nessun segno di guerra qui, nessuna escrezione del vorace consumismo, spazzatura, carcasse di vetture, di elettrodomestici. Tutto \u00e8 lindore e candore in questo paradiso di vacanze; i villaggi sono pieni di alberghi, zimmer, chambres, pansion.<br>Sostiamo nella cittadina di Makarska. Predrag Matvejevic &#8211; nostra guida in questo viaggio, nostro Virgilio &#8211; compra il giornale \u00abFeral Tribune\u00bb di opposizione al regime di Tudjman, i cui redattori vengono continuamente arrestati. Arriviamo a Metkovic, alla foce della Neretva, e andiamo, costeggiando il fiume, verso l&#8217;interno, verso il confine tra la Croazia e la Herzeg-Bosna, stato indipendente disegnato negli accordi di Dayton del &#8217;95.<br>Incontriamo le prime macerie.<br>A Pociteli, uno storico villaggio musulmano evacuato, moschea, scuola coranica, hammam, torri, minareti, sono stati distrutti. Da qui poi, fino a Buna; fino a Mostar \u00e8 tutto un paesaggio di macerie. Qua e l\u00e0 per la campagna, case bombardate, incendiate, svuotate con sistematica, precisa determinazione, cipressi e pioppi inceneriti. Ora la Neretva s&#8217; inabissa, scorre nel profondo alveo scavato nella roc-cia. Li appare Mostar che dal pendio di un monte scende fino al fiume, si stende sulla piana. Matvejevic, nella teoria uniforme di macerie ci indica le macerie della sua casa, della scuola che aveva frequentato da ragazzo. Sostiamo in un hotel appena ricostruito, sul bordo del fiume, al di qua di un ponte di cavi d&#8217;acciaio e di tavole che ad ogni passaggio di macchina o camion diventa un fragoso xilofono. Sull&#8217;altra sponda, sono i resti del vecchio albergo Neretva, della villa di Tito, dell&#8217;hammam, della posta. Ci accolgono intellettuali di qui, Nametak, Djulic, Maksumic. In citt\u00e0 incontriamo italiani che risiedono qui da tempo, Claudio, Fabio, Matteo del \u00abConsorzio Italiano di Solidariet\u00e0\u00bb, Rosaria, una ginecologa napoletana che dirige la Cooperazione Donne. C&#8217;\u00e8 una generosa, nobile Italia da noi ignorata, immersi come siamo nei privati affanni, storditi dal chiasso e dalla volgarit\u00e0 dilaganti. A sera, \u00e8 l&#8217;incontro al Teatro dei giovani con il pubblico. Il protagonista \u00e8 naturalmente Matvejevic. E emozionato. Dopo sei anni rivede la sua citt\u00e0 distrutta, gli amici superstiti, i concittadini.<br>Alla partenza per Sarajevo, a un semaforo, c&#8217;\u00e8 un vecchio pazzo, uno strano cappello in testa, una sega in mano, che urlando intende dirigere il traffico.<br>Saliamo per le montagne, scendiamo in gole rocciose in cui la Neretva diventa quasi un torrente, sbuchiamo nella vasta pianura. Da qui, oltre i villeggi di Konjic, Tarcin, lazaric, fino alle porte di Sarajevo, solo macerie, nugoli di merli sui campi spogli, desolati. Ci appare quindi Sarajevo chiusa in una conca dalle colline intorno, ci appare lo scenario pi\u00f9 apocalittico, pi\u00f9 sconvolgente. Ricordando quanto \u00e8 successo per le sue strade, nelle sue case, nei suoi ospedali, in piazze mercati giardini chiese cimiteri nel lungo assedio, nello strazio infinito di questa citt\u00e0, squarciando il velo di ogni immagine televisiva o fotografica non si pu\u00f2 fare a meno di pensare al Trionfo della morte di Bruegel o ai Disastri della guerra di Goya. I tram ora vanno lungo il famigerato viale dei cecchini, vanno verso la periferia, tornano verso il centro. Non c&#8217;\u00e8 sole oggi a Sarajevo, il cielo \u00e8 annuvolato, grigio. Saliamo la scala buia, affumicata da un incendio della sede del \u00abCircolo 99\u00bb e del \u00abPen Club\u00bb. Ci accolgono i soci. Abbracci, feste a quelli di noi &#8211; Toni Maraini, Erri De Luca, Ginevra Bompiani, Federico Bugno, Gigi Riva &#8211; che gi\u00e0 conoscono, che sono venuti durante la guerra o che essi hanno incontrato a Roma.<br>Chiedono notizie di Sofri, ci fanno vedere un numero della rivista \u00ab99\u00bb in cui una intera pagina \u00e8 occupata dalla scritta a grandi caratteri ADRIANO SO-FREE. Bugno riesce a telefonare in Italia e apprendiamo cos\u00ec del terremoto in Umbria e nelle Marche. Rimaniamo sgomenti. Qui, tra le macerie di questa nobile citt\u00e0, di questo alto simbolo di civilt\u00e0, ci raggiunge la notizia di macerie nel cuore pi\u00f9 nobile, pi\u00f9 alto del nostro Paese. Qui \u00e8 stata responsabile la cieca ferocia dell&#8217; uomo, da noi quella della natura. Ma anche a Sarajevo, a pensarci, \u00e8 stata la ferocia delI uomo che ha perso la ragione, che \u00e8 regredito allo stato di natura. E del resto, la biologa Biljana Plavsic, ultranazionalista serba, ha affermato che la pulizia etnica \u00e8 \u00abun fenomeno naturale\u00bb. La sera, in casa di Vojka Djikic, il poeta Izet Sarajlic intona vecchie canzoni italiane. Izet \u00e8 un amante dell&#8217;Italia; sua sorella, morta durante la guerra, era un&#8217;italianista, aveva tradotto La storia di Elsa Morante. Le poesie di Izet erano state tradotte in Italia da Alfonso Gatto, di cui era diventato amico. Mi fa leggere una dedica fattagli da Gatto: \u00abal poeta ridente e in lacrime\u00bb, \u00aball&#8217;uomo angelico e duro ostinato ottimista d&#8217;umor nero\u00bb. Ma ora Izet, come tanti poeti e scrittori di qui, pur ridente e in lacrime, dall&#8217;umor nero \u00e8 passato alla disperazione. Egli sa, tutti sanno, che la Sarajevo di prima, la citt\u00e0 multietnica, multireligiosa, multiculturale, laica, civile, tollerante, \u00e8 finita, non potr\u00e0 pi\u00f9 essere ricostruita. Egli sa che le macerie resteranno per sempre nel suo cuore.<\/p>\n\n\n\n<p>Visitiamo l&#8217;indomani la sede del giornale \u00abOslobodjenje\u00bb, ora sede, in quel che \u00e8 rimasto, del settimanale \u00abSvijet\u00bb. E inimmaginabile la distruzione di questo moderno edificio, inimmaginabile il coraggio del giornalisti che sotto le cannona-te, i proiettili dei cecchini sparati dalla collinetta di fronte, nel crollo sistematico dell&#8217;edificio, nei sotterranei continuarono a stampare il giornale. Sei giornalisti sono stati uccisi. Bisogna leggere la cronaca di quei giorni del capo redattore Zlatko Dizdarevic, pubblicata in Italia col titolo Giornale di guerra. Ed \u00e8 lui, quest\u2019 uomo intelligente e tenace, che ci accompagna nella visita, che ci racconta, ci spiega.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro uomo intelligente, ironico, disincantato, \u00e8 il generale di origine serba Jovan Divjak, comandante delle truppe nella difesa della citt\u00e0, che ci guida ai luoghi cruciali delle battaglie. Visitiamo i quartieri di Drobinja, Ilidza, vicino all&#8217;aeroporto, l&#8217;antico cimitero ebraico su una collinetta; \u00ab Qual&#8217;era la sua posizione allora?\u00bb chiede qualcuno al generale. \u00abEro il fiore del popolo serbo in un giardino musulmano\u00bb risponde ironico. \u00ab\u00c8 stato costretto a fare una scelta?\u00bb, \u00abPerch\u00e9? Sarajevo era la mia citt\u00e0.\u00bb Finiamo la visita nel nuovo, grande cimitero musulmano di Kovaci, nella zona orientale. Era prima un giardino, un parco giochi per i bambini, ora \u00e8 interamente coperto di tumuli di terra su cui crescono fiori. Donne sono qui a pregare, accovacciate davanti alla stele, le palme rivolte al cielo.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo altri incontri a Sarajevo, all&#8217;Ambasciata italiana, alla Biblioteca Nazionale, al Museo della Letteratura, alla Facolt\u00e0 di Economia. Ripartiamo per Mostar. Casualmente, il nostro passaggio per quella citt\u00e0 coincider\u00e0 con la cerimonia del recupero dalle acque della Neretva delle prime pietre dello storico ponte (Mostar, ci spiega Matvejevic, significa \u00abguardiano del ponte o Vecchio Ponte\u00bb). Grande \u00e8 l&#8217;importanza del ponte, dei ponti in questa terra di fiumi, alle sponde dei quali si sono formate le citt\u00e0, si \u00e8 aggrumata la civilt\u00e0. Contro di esse si sono accaniti i montanari serbi e montenegrini. Per la strada, ci sorpassa il corteo delle macchine del presidente Izetbegovic. La citt\u00e0 \u00e8 in festa, la gente \u00e8 ammassata lungo le due alte sponde del fiume, ha invaso le case che si affacciano vicino ai due monconi del ponte. Discorsi ufficiali, bandiere, fanfare, elicotteri in cielo. \u00c8 con noi, con Pedrag, il pittore mostarino, ma abitante a Sarajevo, Afan Ramic. Prima della guerra non faceva che dipingere questo &#8220;suo&#8221; ponte, dopo il disastro, dopo l&#8217;uccisione del figlio, fa collages di materiali calcinati o bruciati, fa quadri che ricordano quelli del nostro Burri. \u00c8 con noi anche il famoso tuffatore Balic, ci dice che ventuno membri del Club dei tuffatori sono morti nella difesa di Mostar.<br>Partiamo. La nave su cui ci imbarchiamo a Spalato si chiama \u00abRegina della pace\u00bb. Pace s\u00ec ormai nella martoriata ex-Jugoslavia. Ma credo che dopo la guerra, dopo Mostar e Sarajevo, l&#8217;Italia, l&#8217;Europa, il mondo civile abbiano perso per sempre tanta moraviana, umana ragione, siamo scivolati irreparabilmente sul ciglio della voragine paurosa della natura. Le macerie di Assisi sono anche una metafora del nostro scadimento. Ma sono possibili ancora le metafore?<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/18143f53-1cdc-4344-bc2f-bef489486f9a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"718\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/18143f53-1cdc-4344-bc2f-bef489486f9a-718x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3802\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/18143f53-1cdc-4344-bc2f-bef489486f9a-718x1024.jpg 718w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/18143f53-1cdc-4344-bc2f-bef489486f9a-210x300.jpg 210w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/18143f53-1cdc-4344-bc2f-bef489486f9a-768x1095.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/18143f53-1cdc-4344-bc2f-bef489486f9a-1077x1536.jpg 1077w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/18143f53-1cdc-4344-bc2f-bef489486f9a.jpg 1436w\" sizes=\"(max-width: 718px) 100vw, 718px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/16.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"627\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/16.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3805\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/16.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/16-300x184.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/16-768x470.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/12.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"625\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/12.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3806\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/12.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/12-300x183.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/12-768x469.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/02.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"685\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/02.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3808\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/02.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/02-300x201.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/02-768x514.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Vincenzo Consolo con il poeta Izet Sarajlic<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/8_1997-Sarajevo-A-casa-del-pittore-Ramic-Predrag-Matvejevic-al-centro-Vincenzo-Consolo-in-piedi-Vittorio-Nistico-in-primo-piano-C-Mario-Boccia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"661\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/8_1997-Sarajevo-A-casa-del-pittore-Ramic-Predrag-Matvejevic-al-centro-Vincenzo-Consolo-in-piedi-Vittorio-Nistico-in-primo-piano-C-Mario-Boccia-1024x661.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3812\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/8_1997-Sarajevo-A-casa-del-pittore-Ramic-Predrag-Matvejevic-al-centro-Vincenzo-Consolo-in-piedi-Vittorio-Nistico-in-primo-piano-C-Mario-Boccia-1024x661.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/8_1997-Sarajevo-A-casa-del-pittore-Ramic-Predrag-Matvejevic-al-centro-Vincenzo-Consolo-in-piedi-Vittorio-Nistico-in-primo-piano-C-Mario-Boccia-300x194.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/8_1997-Sarajevo-A-casa-del-pittore-Ramic-Predrag-Matvejevic-al-centro-Vincenzo-Consolo-in-piedi-Vittorio-Nistico-in-primo-piano-C-Mario-Boccia-768x496.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/8_1997-Sarajevo-A-casa-del-pittore-Ramic-Predrag-Matvejevic-al-centro-Vincenzo-Consolo-in-piedi-Vittorio-Nistico-in-primo-piano-C-Mario-Boccia.jpg 1361w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">1997 Sarajevo &#8211; A casa del pittore bosniaco Affan Rami\u0107, Predrag Matvejevi\u0107 al centro, Vincenzo Consolo in piedi, il giornalista e saggista Vittorio Nistic\u00f2 in primo piano \u00a9 Mario Boccia<br><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/10_1997-Sarajevo-Predrag-Matvejevic-in-piedi-e-seduti-da-sx-Erri-De-Luca-Vicenzo-Consolo-Izet-Sarajlic-C-Mario-Boccia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"654\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/10_1997-Sarajevo-Predrag-Matvejevic-in-piedi-e-seduti-da-sx-Erri-De-Luca-Vicenzo-Consolo-Izet-Sarajlic-C-Mario-Boccia-1024x654.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3813\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/10_1997-Sarajevo-Predrag-Matvejevic-in-piedi-e-seduti-da-sx-Erri-De-Luca-Vicenzo-Consolo-Izet-Sarajlic-C-Mario-Boccia-1024x654.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/10_1997-Sarajevo-Predrag-Matvejevic-in-piedi-e-seduti-da-sx-Erri-De-Luca-Vicenzo-Consolo-Izet-Sarajlic-C-Mario-Boccia-300x192.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/10_1997-Sarajevo-Predrag-Matvejevic-in-piedi-e-seduti-da-sx-Erri-De-Luca-Vicenzo-Consolo-Izet-Sarajlic-C-Mario-Boccia-768x490.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/10_1997-Sarajevo-Predrag-Matvejevic-in-piedi-e-seduti-da-sx-Erri-De-Luca-Vicenzo-Consolo-Izet-Sarajlic-C-Mario-Boccia.jpg 1361w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">1997 Sarajevo &#8211; Predrag Matvejevi\u0107 in piedi, seduti da sx lo scrittore Erri De Luca con Vicenzo Consolo e il poeta Izet Sarajli\u0107<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2_1997-Mostar-Matvejevic-parla-al-pittore-di-Sarajevo-Affan-Ramic-C-Mario-Boccia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"685\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2_1997-Mostar-Matvejevic-parla-al-pittore-di-Sarajevo-Affan-Ramic-C-Mario-Boccia-1024x685.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3814\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2_1997-Mostar-Matvejevic-parla-al-pittore-di-Sarajevo-Affan-Ramic-C-Mario-Boccia-1024x685.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2_1997-Mostar-Matvejevic-parla-al-pittore-di-Sarajevo-Affan-Ramic-C-Mario-Boccia-300x201.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2_1997-Mostar-Matvejevic-parla-al-pittore-di-Sarajevo-Affan-Ramic-C-Mario-Boccia-768x514.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/2_1997-Mostar-Matvejevic-parla-al-pittore-di-Sarajevo-Affan-Ramic-C-Mario-Boccia.jpg 1361w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">997 Mostar &#8211; Matvejevi\u0107 al centro, parla al pittore di Sarajevo Affan Rami\u0107, nel giorno del recupero della prima pietra del Ponte Vecchio dal fiume Neretva. Nella foto anche Danilo De Marco, Hamica Nametak &#8211; direttore del Teatro dei burattini, Vincenzo Consolo e Silvia Domenico\u00a0\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3_1997-Mostar-Al-teatro-dei-burattini-Matevjevic-al-pianoforte-appoggiati-al-muro-Vincenzo-Consolo-e-Ginevra-Bompiani-C-Mario-Boccia.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"658\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3_1997-Mostar-Al-teatro-dei-burattini-Matevjevic-al-pianoforte-appoggiati-al-muro-Vincenzo-Consolo-e-Ginevra-Bompiani-C-Mario-Boccia-1024x658.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3815\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3_1997-Mostar-Al-teatro-dei-burattini-Matevjevic-al-pianoforte-appoggiati-al-muro-Vincenzo-Consolo-e-Ginevra-Bompiani-C-Mario-Boccia-1024x658.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3_1997-Mostar-Al-teatro-dei-burattini-Matevjevic-al-pianoforte-appoggiati-al-muro-Vincenzo-Consolo-e-Ginevra-Bompiani-C-Mario-Boccia-300x193.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3_1997-Mostar-Al-teatro-dei-burattini-Matevjevic-al-pianoforte-appoggiati-al-muro-Vincenzo-Consolo-e-Ginevra-Bompiani-C-Mario-Boccia-768x494.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/09\/3_1997-Mostar-Al-teatro-dei-burattini-Matevjevic-al-pianoforte-appoggiati-al-muro-Vincenzo-Consolo-e-Ginevra-Bompiani-C-Mario-Boccia.jpg 1361w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">1997 Mostar &#8211; Al teatro dei burattini Matevjevi\u0107 al pianoforte. Appoggiati al muro Hamica Nametak, lo scrittore, giornalista e saggista Vincenzo Consolo e la scrittrice, editrice, e saggista Ginevra Bompiani. Silvia Di Domenico in piedi accanto a\u00a0Matevjevi\u0107 \u00a9 Mario Boccia<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo L&#8217;APPUNTAMENTO \u00e8 al Lungotevere della Vittoria 1, all&#8217;indirizzo dell&#8217;\u00abAssociazione Fondo Alberto Moravia\u00bb, di quella che fu la casa dello scrittore. Ero stato un paio di volte in quell&#8217;appartamento luminoso e ordinato, nella sala-studio con solo i classici, la Pleiade, la Ricciardiana, nelle scansie della libreria, qualche quadro e maschere africane alle pareti. Mi &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3801\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Viaggio a Sarajevo<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[12],"tags":[2201,660,336,2206,318,77,2203,359,2207,2210,2202,2209,376,2211,32,57,2205,1726,2200,2204,486,459,1807,29,2208,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3801"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3801"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3801\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3816,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3801\/revisions\/3816"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}