{"id":3781,"date":"2025-09-01T17:24:00","date_gmt":"2025-09-01T17:24:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3781"},"modified":"2025-09-08T20:48:19","modified_gmt":"2025-09-08T20:48:19","slug":"pensando-ai-nebrodi-di-consolo-e-non-solo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3781","title":{"rendered":"Pensando ai Nebrodi di Consolo (e non solo)"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IMG_20190706_200721.jpg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nebrodi, 2019 (ph. Ada Bellanova)<\/p>\n\n\n\n<p>di\u00a0<strong><em>Ada Bellanova<\/em>\u00a0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La pretesa di ritrovare perfettamente nella realt\u00e0 le ambientazioni letterarie \u00e8 rischiosa, avverte Eco [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn1\">1<\/a>]. La sovrapponibilit\u00e0 \u00e8 sempre imperfetta. D\u2019altra parte cercare nella realt\u00e0 i luoghi letterari pu\u00f2 essere utile per comprendere i meccanismi della finzione e aprire nuovi orizzonti interpretativi. Inoltre una riflessione sui luoghi reali, geografici, a partire dalla letteratura permette di interrogarci sulla relazione che noi intessiamo con questi.<\/p>\n\n\n\n<p>Come per altri angoli della Sicilia, le pagine di Consolo mi hanno fatto da baedeker anche nell\u2019incontro con i Nebrodi.&nbsp; I luoghi molto detti \u2013 in letteratura, al cinema, nell\u2019arte, nelle guide turistiche \u2013 rischiano di passare di bocca in bocca con la zavorra degli stereotipi. Tocca incontrarli, sperimentarli per provare a ripulire la patina e non sempre ci si riesce.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma i Nebrodi sono riservati, lontani dai percorsi turistici pi\u00f9 battuti, non cos\u00ec frequentati dalla letteratura. La narrazione di Consolo risente della lente della memoria personale. Le frequenti gioiose enumerazioni nascono da un legame intimo con il luogo, fatto di frequentazione e conoscenza. Il&nbsp;<em>topos<\/em>&nbsp;letterario preso in prestito dalla tradizione \u00e8 quello dell\u2019Arcadia, quale luogo d\u2019armonia tra natura e esseri umani, ma non manca la consapevolezza del rischio della perdita.<\/p>\n\n\n\n<p>Cosa ho trovato allora con una simile guida?&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/9710143.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/9710143-167x300.jpg\" alt=\"9710143\" class=\"wp-image-92890\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>I Nebrodi di Consolo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mentre la Sicilia \u2013 ma anche l\u2019Italia intera \u2013 emerge nella lettura consoliana come luogo posto sotto assedio da una modernit\u00e0 rapace \u2013 impianti industriali sfregiano il paesaggio e le persone, la speculazione edilizia e i roghi attentano alla memoria identitaria \u2013 i Nebrodi sono l\u2019eccezione, il luogo amato che si sottrae alle logiche dell\u2019omologazione e del progresso fine a se stesso, che fiorisce di tesori di biodiversit\u00e0 e ricchezza linguistica, la prova che l\u2019essere umano pu\u00f2 convivere con la natura senza sopraffazione e proprio in questa convivenza sviluppare cultura e civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Tale rappresentazione scaturisce dalla conoscenza e dalla familiarit\u00e0 di una vita intera. Le numerose suggestioni del territorio di Sant\u2019Agata e dintorni, e quindi anche degli alti monti che incombono vicini, segnano fortemente il primo romanzo,&nbsp;<em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>, del 1963, e sono il risultato di un\u2019elaborazione avvenuta negli anni del rientro in Sicilia successivi al servizio militare vissuti in una rinnovata esperienza del territorio attraverso l\u2019incarico di supplente proprio nelle scuole dei Nebrodi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma l\u2019immagine di questo particolare ambiente nell\u2019opera di Consolo risente del legame intimo e profondo costruito dall\u2019autore con esso gi\u00e0 nell\u2019infanzia. Per comprendere meglio questa relazione occorre avvicinarsi al racconto<em>&nbsp;I linguaggi del bosco&nbsp;<\/em>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn2\">2<\/a>], che proprio di uno speciale e precoce incontro con i Nebrodi tratta. Il piccolo Vincenzo \u00e8 molto gracile, ha il torace piccolo per una polmonite che lo ha molto debilitato, al punto che i fratelli lo chiamano Zigaga, uccellino, e il medico prova a curarlo con la prescrizione dell\u2019aria di montagna. Per questa ragione nell\u2019estate del \u201838 la famiglia si trasferisce nel bosco della Miraglia, nella contrada Ciccardo del comune di San Fratello. L\u00ec, la selvatica Amalia, la figlia pi\u00f9 piccola del forestale, guida il giovanissimo Consolo all\u2019incontro con un universo nuovo e stimolante e, in ci\u00f2, gli consente di diventare pi\u00f9 robusto e guarire [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn3\">3<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Nel testo la memoria \u2013 arbitraria, inattendibile\u00bb, \u00abcome il sogno\u00bb \u2013 ricostruisce, a partire da un paio di fotografie dell\u2019epoca che ritraggono il camion del padre nel folto del bosco, una scoperta fatta con tutti i sensi che permette la sperimentazione di una ricca biodiversit\u00e0: i piedi scalzi calpestano \u00abzolle, sterpi, rovi, cespugli di spino, agrifoglio, ampelodesmo\u00bb, la bocca coglie i sapori delle bacche, delle erbe, dei fiori e delle radici, del latte appena munto, l\u2019udito si esercita nell\u2019ascolto del linguaggio del bosco e della voce di Amalia capace di mescolare urli, parole inventate, lingue sconosciute [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn4\">4<\/a>]. La ragazzina rivela il bosco, perch\u00e9 rivela i nomi di ogni cosa: \u00abE appena li nominava, sembrava che da quel momento esistessero\u00bb. La sua lingua \u00e8 unica e personale, inventata, mentre chiama le creature e le cose della natura, ma lei conosce anche il linguaggio delle bestie, e il sanpieroto, il sanfratellano, il siciliano.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Le-pietre-di-Pantalica.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/Le-pietre-di-Pantalica-191x300.jpg\" alt=\"le-pietre-di-pantalica\" class=\"wp-image-92891\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Alla maniera del Libereso-Adamo del racconto di Calvino del 1949, che nomina gli esseri del giardino a una stupita Marianunziata [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn5\">5<\/a>], Amalia consegna il bosco al giovanissimo Vincenzo chiamando animali e piante. D\u2019altra parte la ragazzina, nell\u2019unico racconto direttamente autobiografico della raccolta, oltre che come personaggio reale pu\u00f2 essere interpretata anche come alter ego dell\u2019autore, nel suo utilizzare una lingua estremamente varia, non quella dell\u2019abitudine e della quotidianit\u00e0, capace di comunicare la realt\u00e0 integralmente [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn6\">6<\/a>]. La straordinaria esperienza formativa permette la guarigione: inselvatichito dalla nuova confidenza con la natura \u2013 i giochi scalzo, le bacche, le radici e il latte appena munto, una lingua inedita \u2013 il ragazzino si irrobustisce.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 allora da un incontro precoce e intenso che scaturiscono la coscienza della ricchezza dei Nebrodi e l\u2019attenzione per l\u2019unicit\u00e0 del territorio che determinano poi un impegno attivissimo a favore dell\u2019istituzione del parco mediante la partecipazione a convegni e con una decisa presa di posizione a difesa dell\u2019identit\u00e0 culturale di uno spazio il quale, per quanto esente dal massiccio sfruttamento industriale toccato in sorte ad altre aree siciliane \u2013 &nbsp;Milazzo, Siracusa, Gela \u2013 e mediterranee, \u00e8 comunque a rischio. Dal 1989 (la proposta di istituzionalizzazione \u00e8 del 1988) Consolo mostra forte turbamento di fronte ai segni di alterazione della natura dei Nebrodi: fondi di bilancio sono stati indirizzati nei piccoli comuni in netto declino dell\u2019interno, dove il controllo sociale \u00e8 minore, e ne sono scaturiti grandi appalti per opere discutibili o inutili; \u00e8 in corso una pericolosa colonizzazione culturale che procede alla svalutazione del territorio e della sua identit\u00e0, mediante l\u2019adozione di modelli di sfruttamento turistico estranei; a ci\u00f2 si aggiunge, a scopo denigratorio, la diffusione di informazioni false a contadini e pastori che, temendo di non poter continuare le proprie attivit\u00e0, si oppongono al progetto.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019autore si schiera subito a favore del parco in quanto opportunit\u00e0 di tutela e salvaguardia di un ambiente naturale e di un\u2019identit\u00e0, di un patrimonio. Perci\u00f2, accettando la proposta della Lega per l\u2019ambiente dei Nebrodi, scrive il testo&nbsp;<em>Una volta boschi, fiumi<\/em>,&nbsp;<em>spiagge<\/em>, in cui con toni tesi tuona contro i rischi della trasformazione [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn7\">7<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IMG_20190707_152755.jpg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nebrodi, 2019 (ph. Ada Bellanova)<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, il caso dei Nebrodi \u00e8 veramente eccezionale, diverso da quello di altri luoghi della Sicilia. La storia \u2013 l\u2019autore lo ammette in un paio di articoli del \u201895-\u201996 [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn8\">8<\/a>] \u2013 si \u00e8 ritratta da questo territorio mantenendolo al margine; in particolare la grande emigrazione ha svuotato molti dei paesi lasciandoli intatti, impedendone una deprecabile trasformazione. Ci\u00f2 non implica una lode del passato fine a se stessa: Consolo riconosce i vantaggi del progresso, non nasconde l\u2019amarezza dell\u2019abbandono, delle rovine, ma gli sta a cuore ci\u00f2 che il progresso rischia di trascurare o cancellare, ovvero un patrimonio di civilt\u00e0 e di ricchezza naturalistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Su queste note si sviluppa perci\u00f2 anche il racconto tardo&nbsp;<em>La meraviglia del cielo e della terra<\/em>&nbsp;[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn9\">9<\/a>]. Il protagonista, il piccolo Bitto, conosce solo la vita da pecoraio per le balze dei Nebrodi e il suo contatto con la natura \u00e8 perci\u00f2 quotidiano: anche lui incrocia conigli, lepri, uccelli, cavalli allo stato brado, porta al pascolo maialini neri, pecore, capre. Emerge dal suo racconto in prima persona un\u2019immagine dei luoghi estremamente ricca dal punto di vista sensoriale che ricorda l\u2019esperienza del giovanissimo Vincenzo ne&nbsp;<em>I linguaggi del bosco<\/em>: non solo colori vivissimi \u2013 il mare e il cielo rossi al tramonto, che si fanno neri poi; il vulcano scuro con la cima innevata fumante \u2013 ma anche una trama sonora fatta di \u00abcorvi crogiolanti, piccioni grucolanti, passeri cingottanti, gufi bubolanti\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn10\">10<\/a>]. Il bosco aggiunge poi meraviglia a meraviglia con le luci notturne delle stelle cadenti, con la faccia piena della luna.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;Ma l\u2019incontro con l\u2019eremita Delfio, che porta significativamente il nome della montagna [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn11\">11<\/a>], gli permette di conoscere un cielo tutto nuovo. L\u2019uomo infatti indirizza alla luna i versi di Leopardi di&nbsp;<em>Canto notturno di un pastore errante dell\u2019Asia&nbsp;<\/em>e insegna a Bitto a \u00ableggere il bosco, gli animali con i loro suoni\u00bb e a scrivere. Ancora un\u2019esperienza di conoscenza. Ne scaturisce una nuova familiarit\u00e0 con la natura, oltre che una maturazione del ragazzo, il quale finalmente ottiene una carta d\u2019identit\u00e0: riceve cio\u00e8 non solo un documento ma una nuova consapevolezza della meraviglia del cielo e della terra. Bitto adulto, allora, una volta emigrato in Germania, \u00e8 condannato alla nostalgia: la confidenza con la natura che era straordinaria avventura quotidiana sui Nebrodi \u00e8 impossibile nella grande citt\u00e0 straniera. L\u2019uomo, pur avendo una famiglia, si rattrista di essere lontano da quel bosco e da quel cielo, dalle esperienze che da questi sono scaturite: la modernit\u00e0 gli impedisce di far leggere bosco e cielo ai suoi figli, priva l\u2019essere umano dell\u2019opportunit\u00e0 straordinaria di vivere a contatto con la natura.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/78d607068cd064420401737e12f83bae_XL.jpg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Galati Mamertino<\/p>\n\n\n\n<p>La memoria carica di senso lo spazio lontano, vede e sente i dettagli di un luogo reale come quelli di un&nbsp;<em>locus amoenus.<\/em>&nbsp;I Nebrodi vengono descritti come un\u2019Arcadia reale, non letteraria, di cui si pu\u00f2 fare esperienza. Anzi, Consolo lo consiglia proprio. Lo fa in due articoli dedicati a Galati Mamertino e a Miraglia usciti su \u00abL\u2019Espresso\u00bb nel 1982, quindi alcuni anni prima della proposta di istituzionalizzazione del parco. Sulla rivista Consolo pubblica dalla fine del 1981 al 1983 alcuni testi, poco ricordati, quasi tutti su localit\u00e0 della Sicilia, soprattutto a proposito di luoghi appartatati, poco frequentati. Il tono dominante \u00e8 gioioso: c\u2019\u00e8 l\u2019appassionato invito a scoprire con tutti i sensi questi centri, diverse sono le note gastronomiche, perch\u00e9 mangiare bene allo scrittore piace, e perch\u00e9 anche nel cibo ci sono cultura e civilt\u00e0 da difendere. Per quanto brevi e leggeri \u2013 ma non privi di punte ironiche e richiami a questioni importanti \u2013 questi testi sono baedeker per un particolare tipo di viaggiatore, capace di andare piano e alla ricerca di ci\u00f2 che \u00e8 prezioso ma che rischia di essere dimenticato, e dunque implicita stoccata al turismo rapido che non conosce personalit\u00e0 e poesia.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei due testi a cui mi riferisco un Consolo entusiasta invita all\u2019esplorazione della natura e di opere d\u2019arte nascoste. Una scoperta non da poco pu\u00f2 essere un paese ai pi\u00f9 sconosciuto come Galati Mamertino, che si erge sul burrone del Fitalia. Nell\u2019articolo del 14 febbraio,<em>&nbsp;Gal\u00e0ti<\/em>,Consolo esorta il lettore ad una visita che si preannuncia particolare, perch\u00e9 fuori dai tracciati pi\u00f9 noti, ma soprattutto perch\u00e9 capace di annebbiare i sensi con la manifestazione inattesa della bellezza antica in mezzo al verde [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn12\">12<\/a>]. La parola si prosciuga di fronte al monastero basiliano di S. Filippo di Fragal\u00e0, si rischia di venire assordati dal silenzio delle stelle e delle epoche passate, si rimane accecati dalla contemplazione del San Sebastiano. E questo accade sulle \u00abdolomitiche vette\u00bb, ricche di \u00abboschi di querce e noccioli\u00bb. Le opere d\u2019arte ricordate (soprattutto il particolarissimo San Sebastiano ispirato dal fiammingo Memling e ispirante forse Antonello da Messina), oltre che la precisa collocazione (il castello sull\u2019orlo del Fitalia), permettono di identificare il paese anche nel racconto&nbsp;<em>Premio alla carriera&nbsp;<\/em>del 1996, ora in&nbsp;<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas&nbsp;<\/em>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn13\">13]<\/a>,&nbsp;pur nascosto sotto il nome inesistente di Calatta Petran\u00e0. Il testo si apre con una descrizione della natura che propone i tratti tipici dei Nebrodi, ovvero boschi lussureggianti e ricchezza di fauna selvatica [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn14\">14<\/a>], in parte gi\u00e0 evidenziati nel racconto&nbsp;<em>I linguaggi del bosco<\/em>, per l\u2019area del bosco di Miraglia.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-mia-isola.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/La-mia-isola-203x300.jpg\" alt=\"la-mia-isola\" class=\"wp-image-92894\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Proprio a Miraglia \u00e8 dedicato l\u2019altro invito alla scoperta de \u00abL\u2019Espresso\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn15\">15<\/a>]. La memoria della precoce familiarit\u00e0 con il luogo ha senz\u2019altro il suo peso nella descrizione con cui Consolo annuncia al lettore uno straordinario viaggio, \u00abun\u2019avventura\u00bb, nella natura pi\u00f9 vera. Gli elenchi entusiastici propongono una vegetazione abbondante (tasso, faggio, quercia, acero bianco, agrifoglio, canne e giunchi) con cui convive una fauna ricchissima (conigli, nembrotti, pernici, quaglie, scrofe, pecore, vacche rosse, cavalli neri d\u2019origine normanna, porcospini, uccelli locali e forestieri, trote e lucci). Nell\u2019enumerazione \u00e8 il tentativo di fornire un\u2019immagine realistica, fedele. Vi si aggiunge la proposta di un\u2019esperienza gastronomica altrettanto intensa, preziosa perch\u00e9 anche maccheroni di casa, coniglio, castrato, quaglie, olive, caciocavallo di Villa Miraglia [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn16\">16<\/a>] potrebbero non esistere per sempre, e suggestiva perch\u00e9 pu\u00f2 capitare \u2013 ma questo era possibile negli anni Ottanta \u2013 di avere come commensali pastori e pastorelli, che sono segno di un\u2019Arcadia reale, concreta, esseri umani che vivono a contatto con la natura e la rispettano.<\/p>\n\n\n\n<p>Consolo propone quest\u2019avventura arcadica soprattutto a chi, sensibile, si indigna e combatte le storture che dominano altrove, come i \u00abmissili di morte\u00bb della base Nato di Comiso. Il riferimento \u00e8 rapido ma molto significativo. Il pacifista \u2013 sembra dire l\u2019autore \u2013 non pu\u00f2 che essere anche ecologista, amante della natura.<\/p>\n\n\n\n<p>I Nebrodi quindi, nel loro essere \u00abspazio senza tempo\u00bb, preservato, sono esemplari. Nell\u2019invito a camminare, anche concitatamente nell\u2019esaltazione che pu\u00f2 scaturire dall\u2019incontro con la bellezza, c\u2019\u00e8 un elogio della lentezza che \u00e8 anche invito a conservare, a sottrarsi a un progresso rapace e violento.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IMG_20190707_122123.jpg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nebrodi, 2019 (ph. Ada Bellanova)<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Pensando ai Nebrodi di Consolo (e non solo)<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ripenso ai Nebrodi di Consolo sfiorando le montagne dall\u2019autostrada. Ritrovo le indicazioni, spio le dolomitiche vette. Ripenso ai luoghi reali e alla narrazione che ha scelto di renderli esemplari. Quando sono andata a cercare i Nebrodi, sapevo che non avrei trovato esattamente quello che avevo letto. Non solo la lente dell\u2019autore \u00e8 molto personale, ma c\u2019\u00e8 anche il tempo con i suoi accadimenti a mutare le cose. La natura per\u00f2 confermava l\u2019entusiasmo degli elenchi di Consolo: verde intenso dei boschi, cavalli liberi a sperduti abbeveratoi, gli stessi del testo&nbsp;<em>Miraglia&nbsp;<\/em>\u00abbradi d\u2019origine normanna, veloci come gli arabi e forti come i muli\u00bb, mandrie indisturbate al pascolo \u00abvacche rosse\u00bb e capre e pecore, e poi ranocchie e aquile e infiniti altri uccelli. Certo, le strade erano difficili, impegnativi i collegamenti, non era sempre facile reperire informazioni, e i paesi erano svuotati, ma il monastero basiliano di S. Filippo davvero toglieva la parola.<\/p>\n\n\n\n<p>La pi\u00f9 grande area protetta della Sicilia era ed \u00e8 davvero uno scrigno di tesori. Ma la lettura di Consolo mi accompagna ogni volta che rifletto sull\u2019equilibrio tra ambiente e essere umano. I testi sui Nebrodi non sono i soli a permettere riflessioni di tipo ecologico \u2013 l\u2019autore dedica pagine tese ai poli industriali o alla speculazione edilizia e passi lirici anche agli Iblei \u2013 ma sono quelle pi\u00f9 dense di riferimenti entusiastici alla natura, per di pi\u00f9 a una natura sorprendente per ricchezza e variet\u00e0. I numerosi elenchi di vegetazione e fauna, a tratti molto precisi, nascono da una conoscenza felice che l\u2019autore vuole trasmettere al lettore.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che l\u2019incontro infantile abbia consegnato per sempre i monti alla meraviglia: gli occhi che si riempiono, i sensi stupiti del bambino restano miracolosamente nell\u2019adulto. L\u2019insistenza sulla lettura della realt\u00e0 poi \u2013 l\u2019autore\/io narrante prova a \u00ableggere\u00bb le due foto ricostruendo con la memoria un\u2019avventura infantile di inedita lettura del bosco attraverso la guida di una particolare compagna di giochi; Delfio aiuta il piccolo Bitto a leggere la natura \u2013 &nbsp;rinvia a una volont\u00e0 di comprensione e comunicazione nel segno di particolari scelte linguistiche che \u00e8 ribellione a un progresso omologante e rapace il quale annienta la complessit\u00e0 e quindi natura e civilt\u00e0 che ne fanno parte.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IMG_20190707_123403.jpg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nebrodi, 2019 (ph. Ada Bellanova)<\/p>\n\n\n\n<p>Mi sembra che i testi sui Nebrodi invitino costantemente ad un allenamento dell\u2019esperienza sensibile che \u00e8 anche percorso conoscitivo in grado di cogliere proprio questa complessit\u00e0: se tu, lettore, sarai capace di osservare, ascoltare, sentire, senza paura di essere sopraffatto dall\u2019abbondanza delle sollecitazioni che ti verranno dall\u2019essere immerso nella ricchezza di un certo tipo di ambiente, allora avrai un\u2019opportunit\u00e0 conoscitiva straordinaria. Certo, in&nbsp;<em>Miraglia<\/em>&nbsp;Consolo si rivolge al lettore con qualche punta ironica: \u00abtu non tenti catture, non brami le prede, vero?\u00bb. Quasi a dire che \u00e8 necessario avere il giusto approccio.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte il visitatore si lascia prendere un po\u2019 la mano, il \u2018turista\u2019 \u2013 \u00e8 cos\u00ec di moda ormai fare le vacanze in natura \u2013 dimentica di non essere il padrone. Aree intatte come i Nebrodi esistono e sono delicatissime e non tutto dovrebbe essere accessibile previo pagamento: alcune esperienze non andrebbero proposte e neppure cercate, alla luce di una conoscenza autentica e rispettosa. Penso ad esempio al fenomeno dell\u2019acqua trekking e alle conseguenze devastanti sul fragile equilibrio dei torrenti.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ma i Nebrodi di Consolo mi vengono in mente anche nel tempo dei roghi. Il 25 luglio scorso \u2013 una giornata caldissima \u2013 ho visto i canadair che tentavano di spegnere gli incendi alla Riserva dello Zingaro. Il giorno dopo restava il nero di cenere fino alle creste, le piante bruciate, carrubi, mandorli, frassini, ulivi, fichidindia, fichi annientati. E gli animali, cosa sar\u00e0 stato degli animali? &nbsp;Identico lo scenario in altre aree del Trapanese e della Sicilia e del Sud. Neppure i Nebrodi&nbsp;si sono salvati ad agosto.&nbsp;Ad essere colpite soprattutto le aree protette con danni enormi soprattutto alla vegetazione e alla fauna. Nulla cambia. Perdura l\u2019incuria. Domina la logica del profitto e non la tutela della biodiversit\u00e0, del territorio, di una civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2025\/08\/IMG_20190707_104832.jpg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Nebrodi, 2019 (ph. Ada Bellanova)<\/p>\n\n\n\n<p>Leggo in rete [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_edn17\">17<\/a>] della legge sul catasto degli incendi e di come questa venga puntualmente disattesa, il che lascia spazio ad un\u2019edilizia rapace, spesso in funzione turistica, con un ritorno economico significativo. Il denaro viene prima di tutto. L\u2019essere umano crede che tutto gli appartenga. \u00abLa meraviglia del cielo e della terra\u00bbnon \u00e8 importante.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure c\u2019\u00e8 chi si indigna ancora e non si arrende, c\u2019\u00e8 chi nella natura, nei parchi, vede le proprie radici e la propria identit\u00e0, ricordandosi di una civilt\u00e0 che proprio con quella natura \u00e8 nata e si \u00e8 sviluppata, c\u2019\u00e8 chi ancora lotta perch\u00e9 la relazione possa essere sana e risanare, come guarisce il piccolo Zigaga de&nbsp;<em>I linguaggi del bosco<\/em>. \u00c8 un impegno conoscitivo e di resistenza all\u2019omologazione e alla vorace modernit\u00e0 che rivendica assunzione di responsabilit\u00e0 da parte della politica ma che riguarda tutti: camminare, allenare uno sguardo di meraviglia, conoscere, con tutti i sensi e, quindi, rispettare, non solo sui Nebrodi, sono azioni che possono irrobustire molto pi\u00f9 che i nostri muscoli.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>Dialoghi Mediterranei,<\/em>\u00a0n. 75, settembre 2025 <br><strong>Note<\/strong> <br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref1\">1<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Eco U.,\u00a0<em>Sei passeggiate nei boschi narrativi. Harvard University Norton Lectures 1992-1993<\/em>, Bompiani, Milano, 1994: 95.<br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref2\">2<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Consolo V.,\u00a0<em>I linguaggi del bosco<\/em>, in\u00a0<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, in Id.,\u00a0<em>L\u2019opera completa<\/em>, a cura e con un saggio introduttivo di Turchetta G. e uno scritto di Segre C., Mondadori, Milano 2015: 606-612. <br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref3\">3<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Ivi: 610. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref4\">4<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Non a caso il testo \u00e8 fondativo di una ricerca linguistica incessante che caratterizza tutta la produzione di Consolo. A proposito si veda anche Consolo V.,\u00a0<em>La scomparsa delle lucciole<\/em>, \u00abAutodaf\u00e9\u00bb, 1, 2000.<br><em>Dialoghi Mediterranei,<\/em>\u00a0n. 75, settembre 2025 <br><strong>Note<\/strong> <br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref1\">1<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Eco U.,\u00a0<em>Sei passeggiate nei boschi narrativi. Harvard University Norton Lectures 1992-1993<\/em>, Bompiani, Milano, 1994: 95.<br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref2\">2<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Consolo V.,\u00a0<em>I linguaggi del bosco<\/em>, in\u00a0<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, in Id.,\u00a0<em>L\u2019opera completa<\/em>, a cura e con un saggio introduttivo di Turchetta G. e uno scritto di Segre C., Mondadori, Milano 2015: 606-612. <br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref3\">3<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Ivi: 610. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref4\">4<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Non a caso il testo \u00e8 fondativo di una ricerca linguistica incessante che caratterizza tutta la produzione di Consolo. A proposito si veda anche Consolo V.,\u00a0<em>La scomparsa delle lucciole<\/em>, \u00abAutodaf\u00e9\u00bb, 1, 2000. <br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref5\">5<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Il racconto a cui mi riferisco \u00e8\u00a0<em>Un pomeriggio, Adamo<\/em>, uscito per la prima volta nel 1949, oggi primo dei testi raccolti in\u00a0<em>Ultimo viene il corvo<\/em>\u00a0(Calvino I.,\u00a0<em>Ultimo viene il corvo<\/em>, Mondadori, Milano 2017): il giovane giardiniere di casa Calvino, Libereso, consegna i nomi \u2013 e le cose \u2013 a una ragazza piena di stupore. <br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref6\">6<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 A proposito Turchetta G.,\u00a0<em>Inventare una lingua<\/em>, in Consolo V.\u00a0<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, Mondadori, Milano 2012: V-XIV: XIV. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref7\">7<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Consolo V.,\u00a0<em>Una volta boschi, fiumi, spiagge<\/em>, \u00abGiornale di Sicilia\u00bb, 26 gennaio 1991= prefazione a\u00a0<em>Le spiagge, le fiumare, i boschi. I Nebrodi. Lo Stato dell\u2019ambiente<\/em>. Lega per l\u2019ambiente dei Nebrodi, Capo d\u2019Orlando 1991: 5-7. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref8\">8<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0 Id.<em>, Risorti a miglior vita<\/em>, \u00abAirone\u00bb, dicembre 95 \u2013 gennaio 96; Id.,\u00a0<em>I Nebrodi, ovvero una miracolosa sopravvivenza<\/em>, \u00abKal\u00e9gh\u00e9, tracciati culturali\u00bb, 1, gennaio febbraio 1996: 8-9. Si veda anche l\u2019intervista di Serio M.L.,\u00a0<em>I cunti di li cunti del \u2018marinaio\u2019Consolo<\/em>, \u00abKal\u00e9gh\u00e9 tracciati culturali\u00bb, 3-4, maggio-agosto 1995 : 4-7. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref9\">9<\/a>]\u00a0 \u00a0Consolo V.<em>, La meraviglia del cielo e della terra<\/em>, gi\u00e0 in Pellizzola M., Zanzotto F. (a cura di),\u00a0<em>Porta Celeste. Un progetto di arte ambientale<\/em>, Silvana editoriale, Milano 2011: 17-19, ora in\u00a0<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas,<\/em>\u00a0a cura di Messina N., Mondadori, Milano 2012: 234-237.<br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref10\">10<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 235.<br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref11\">11<\/a>]\u00a0 Il nome non \u00e8 casuale, visto che il Monte San Fratello (dove con ogni probabilit\u00e0 \u00e8 ambientato il racconto) \u00e8 anche noto come Montagna di San Filadelfio (cos\u00ec ricordata in Consolo V.,\u00a0<em>Atto unico L\u2019attesa<\/em>, Fondazione Campania dei Festival, Milano 2010: 39). [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref12\">12<\/a>]\u00a0 Consolo V.<em>, Galati<\/em>, \u00abL\u2019Espresso\u00bb, 14 febbraio 1982.<br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref13\">13<\/a>]\u00a0 Id.<em>, Premio alla carriera<\/em>, \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d, 2 settembre 1996, ora in\u00a0<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>, cit. : 152-156. Nel racconto si allude inoltre al testo uscito su \u00abL\u2019Espresso\u00bb: \u00abCerc\u00f2 di ricordare dove e cosa aveva scritto di quel remoto paese sopra i N\u00e8brodi, e gli sovvenne infine di una nota su un settimanale, in una di quelle rubriche di viaggi \u2018intelligenti\u2019 [&#8230;]\u00bb: 152. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref14\">14<\/a>]\u00a0 Id.<em>, Premio alla carriera<\/em>, inId.<em>, La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>, cit.: 152 [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref15\">15<\/a>]\u00a0 Id.<em>, Miraglia<\/em>, \u00abL\u2019Espresso\u00bb, 7 novembre 1982. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref16\">16<\/a>]\u00a0 L\u2019insistenza sul patrimonio gastronomico in questo e in altri casi \u00e8 particolarmente significativa se si tiene in considerazione che in molte trattorie locali, per l\u2019adozione sventurata di modelli di turismo estranei, il cibo tipico ha rischiato di scomparire perch\u00e9 ritenuto squalificante. <br>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/Ada%20Bellanova%20Pensando%20ai%20Nebrodi%20di%20Consolo.docx#_ednref17\">17<\/a>]\u00a0 Ad esempio Billitteri C.,\u00a0<em>Sappiamo come combattere gli incendi, ma non lo facciamo<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/chiarabillitteri.substack.com\/p\/sappiamo-come-combattere-gli-incendi\">https:\/\/chiarabillitteri.substack.com\/p\/sappiamo-come-combattere-gli-incendi<\/a>\u00a0(consultato in data 11\/08\/2025) <br><strong>Riferimenti bibliografici<\/strong> Billitteri C.,\u00a0<em>Sappiamo come combattere gli incendi, ma non lo facciamo<\/em>,\u00a0<a href=\"https:\/\/chiarabillitteri.substack.com\/p\/sappiamo-come-combattere-gli-incendi\">https:\/\/chiarabillitteri.substack.com\/p\/sappiamo-come-combattere-gli-incendi<\/a>\u00a0(consultato in data 11\/08\/2025) Calvino I.,\u00a0<em>Ultimo viene il corvo<\/em>, Mondadori, Milano 2017 Consolo V.<em>, Galati<\/em>, \u00abL\u2019Espresso\u00bb, 14 febbraio 1982. Id.<em>, Miraglia<\/em>, \u00abL\u2019Espresso\u00bb, 7 novembre 1982. Id.,\u00a0<em>Una volta boschi, fiumi, spiagge<\/em>, \u00abGiornale di Sicilia\u00bb, 26 gennaio 1991= prefazione a\u00a0<em>Le spiagge, le fiumare, i boschi. I Nebrodi. Lo Stato dell\u2019ambiente<\/em>. Lega per l\u2019ambiente dei Nebrodi, Capo d\u2019Orlando 1991: 5-7.Id.<em>, Risorti a miglior vita<\/em>, \u00abAirone\u00bb, dicembre 1995 \u2013 gennaio 1996.Id.,\u00a0<em>I Nebrodi, ovvero una miracolosa sopravvivenza<\/em>, \u00abKal\u00e9gh\u00e9, tracciati culturali\u00bb, 1, gennaio febbraio 1996: 8-9.Id.<em>, Atto unico L\u2019attesa<\/em>, Fondazione Campania dei Festival, Milano 2010: 39.Id.<em>, Premio alla carriera<\/em>, in \u201cL\u2019Unit\u00e0\u201d, 2 settembre 1996, ora in\u00a0<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>, cit.: 152-156.Id.<em>, La scomparsa delle lucciole<\/em>, \u00abAutodaf\u00e9\u00bb, 1, 2000.Id.<em>, La meraviglia del cielo e della terra<\/em>, gi\u00e0 in Pellizzola M., Zanzotto F. (a cura di),\u00a0<em>Porta Celeste. Un progetto di arte ambientale<\/em>, Silvana editoriale, Milano 2011: 17-19, ora in\u00a0<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>, a cura di Messina N., Mondadori, Milano 2012: 234-237.Id.,\u00a0<em>I linguaggi del bosco<\/em>, in\u00a0<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, in Id.,\u00a0<em>L\u2019opera completa<\/em>, a cura e con un saggio introduttivo di Turchetta G. e uno scritto di Segre C., Mondadori, Milano 2015: 606-612.Eco U.,\u00a0<em>Sei passeggiate nei boschi narrativi.\u00a0<\/em>Harvard University Norton Lectures 1992-1993, Bompiani, Milano, 1994.Serio M.L.,\u00a0<em>I cunti di li cunti del \u2018marinaio\u2019 Consolo<\/em>, \u00abKal\u00e9gh\u00e9 tracciati culturali\u00bb, 3-4, maggio-agosto 1995: 4-7.Turchetta G.,\u00a0<em>Inventare una lingua<\/em>, in Consolo V.\u00a0<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, Mondadori, Milano 2012: V-XIV.<\/h5>\n\n\n\n<p>&nbsp;_____________________________________________________________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ada Bellanova<\/strong>&nbsp;insegna in un liceo. Gi\u00e0 PhD presso l\u2019Universit\u00e0 degli studi di Siena e poi l\u2019Universit\u00e8 de Lausanne, \u00e8 autrice della monografia&nbsp;<em>Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo&nbsp;<\/em>(Mimesis 2021), oltre che di diversi articoli sull\u2019autore. Si interessa di permanenza del mondo antico nel contemporaneo, di ecocritica, della percezione dei luoghi, dei temi della memoria, delle migrazioni e dell\u2019identit\u00e0. Scrive narrativa.<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nebrodi, 2019 (ph. Ada Bellanova) di\u00a0Ada Bellanova\u00a0 La pretesa di ritrovare perfettamente nella realt\u00e0 le ambientazioni letterarie \u00e8 rischiosa, avverte Eco [1]. La sovrapponibilit\u00e0 \u00e8 sempre imperfetta. D\u2019altra parte cercare nella realt\u00e0 i luoghi letterari pu\u00f2 essere utile per comprendere i meccanismi della finzione e aprire nuovi orizzonti interpretativi. 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