{"id":372,"date":"2005-10-03T13:47:25","date_gmt":"2005-10-03T13:47:25","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=372"},"modified":"2015-08-03T13:52:10","modified_gmt":"2015-08-03T13:52:10","slug":"per-una-storia-di-il-sorriso-dell-ignoto-marinaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=372","title":{"rendered":"Per una storia di Il sorriso dell&#8217; ignoto marinaio"},"content":{"rendered":"<p>Per una storia di Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<br \/>\ndi Vincenzo Consolo<br \/>\nNicol\u00f2 Messina<br \/>\nUniversitat de Girona<br \/>\nAbstract<br \/>\nIl contributo tenta di delineare la storia del farsi dell\u2019opera pi\u00fa studiata di Vincenzo Consolo<br \/>\nsulla scorta dei testimoni gi\u00e0 sottoposti a recensio (edizioni a stampa, dattiloscritti,<br \/>\nmanoscritti).<br \/>\nParole chiave: Consolo, Sorriso dell\u2019ignoto marinaio, edizioni critico-genetiche, ecdotica<br \/>\ndi testi moderni e contemporanei.<br \/>\nAbstract<br \/>\nThe contribution attempts to outline the history of the creation of Vincenzo Consolo\u2019s<br \/>\nmost studied work, based on the supply of accounts already submitted to review (printed,<br \/>\ntyped and manuscript editions).<br \/>\nKey words: Consolo, Sorriso dell\u2019ignoto marinaio, critical-genetic editions, critical editions<br \/>\nof modern and contemporaneous texts.<br \/>\n1. In limine<br \/>\nNella presentazione della nuova collana \u00abCl\u00e1sicos Modernos\u00bb di una delle pi\u00fa<br \/>\nprestigiose case editrici spagnole, Jos\u00e9 Saramago, senz\u2019altro nel suo castigliano<br \/>\ndeliziosamente lusitaneggiante e con il suo abituale tono deciso, asseriva pubblicamente:<br \/>\n\u00abEstamos hechos de pasado. El presente no existe y el futuro no<br \/>\nsabemos lo que es\u00bb.<br \/>\n1 La frase potrebbe ben costituire l\u2019esergo di queste pagine,<br \/>\nche hanno per oggetto-soggetto Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, e l\u2019aggancio<br \/>\n\u00e8 almeno doppio.<br \/>\n1. L\u2019incontro pubblico, organizzato dalle edizioni Alfaguara, si \u00e8 tenuto al C\u00edrculo de Bellas<br \/>\nArtes di Madrid il 27 settembre 2004. L\u2019idea della collana \u00e8 dovuta \u2014 a detta della stessa direttrice<br \/>\neditoriale di Alfaguara, Amaya Elezcano \u2014 a un suggerimento del Nobel portoghese.<br \/>\nLa collana, inaugurata da Jacques el fatalista di Denis Diderot, annovera tra i primi<br \/>\nvolumi, gi\u00e0 in libreria, anche i manzoniani Los novios nella traduzione fattane da Esther<br \/>\nBen\u00edtez. Cfr. El Pa\u00eds (Martes 28 de septiembre de 2004): 42.<br \/>\n114 Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 Nicol\u00f2 Messina<br \/>\nDa un lato, infatti, e non appaia aneddotico, il Sorriso \u00e8 stato la scorsa primavera<br \/>\nripubblicato da Mondadori in una collana che curiosamente ricorre<br \/>\nalla medesima etichetta: \u00abClassici moderni\u00bb;<br \/>\n2 dall\u2019altro, poi, l\u2019affondo di Saramago<br \/>\n\u2014 non a sproposito in un oggi affetto da multiformi amnesie \u2014 rivendica<br \/>\nin s\u00e9 e per s\u00e9 il ruolo della memoria senza la quale non siamo, e non certo<br \/>\nperch\u00e9 atteggiati a conservatori idolatri del vissuto umano, perch\u00e9 abbarbicate,<br \/>\nirremovibili ostriche verghiane3 o stanchi e immalinconiti laudatores temporis<br \/>\nacti. Al riguardo, quale migliore sintonia con Consolo? Il quale \u2014 \u00e8 risaputo<br \/>\n\u2014 da sempre s\u2019oppone vigile all\u2019appiattimento stritolante sull\u2019unica dimensione<br \/>\ntemporale del presente, comodo, se non programmaticamente ricercato<br \/>\ndagli autarchi che s\u2019ispirano al pensiero unico. Ecco perch\u00e9 forse Consolo,<br \/>\nda sempre, fa letteratura ricorrendo a metafore storiche. D\u2019altra parte, come<br \/>\npi\u00fa di uno ha sottolineato, \u00e8 certo intorno alla funzione attiva, alla forza propulsiva<br \/>\ndella memoria che quaglia la metafora del Sorriso: un ieri, ottocentescamente<br \/>\ndatabile, in dialettica con l\u2019oggi del lettore (la met\u00e0 degli anni Settanta<br \/>\ndel secolo breve appena concluso, ma anche la met\u00e0 del primo decennio di<br \/>\nquesto nostro nuovo secolo).4<br \/>\n2. Cfr. pi\u00fa avanti il riferimento bibliografico completo.<br \/>\n3. Per fugare ogni possibile dubbio sulla propulsivit\u00e0 della memoria, da non intendere pertanto<br \/>\nquale attaccamento [\u2026] allo scoglio di un rassegnato immobilismo, non \u00e8 fuori luogo<br \/>\ncitare per esteso, il noto passo di Fantasticheria (1879), che, pur estrapolato dal suo contesto<br \/>\ne con tutti i sottili distinguo dell\u2019autore, sembra presago di un certo fatalismo misoneista,<br \/>\nimprontato pi\u00fa all\u2019inutilit\u00e0 che all\u2019impossibilit\u00e0 di ogni reazione umana alle condizioni<br \/>\ne ai ruoli assegnati; manifestazione, in breve, di una sorta di noluntas: \u00abInsomma l\u2019ideale<br \/>\ndell\u2019ostrica! direte voi. \u2014 Proprio l\u2019ideale dell\u2019ostrica, e noi non abbiamo altro motivo di<br \/>\ntrovarlo ridicolo che quello di non esser nati ostriche anche noi. Per altro il tenace attaccamento<br \/>\ndi quella povera gente allo scoglio sul quale la fortuna li ha lasciati cadere mentre<br \/>\nseminava pr\u00edncipi di qua e duchesse di l\u00e0, questa rassegnazione coraggiosa ad una vita di<br \/>\nstenti, questa religione della famiglia, che si riverbera sul mestiere, sulla casa, e sui sassi che<br \/>\nla circondano, mi sembrano \u2014 forse pel quarto d\u2019ora \u2014 cose serissime e rispettabilissime<br \/>\nanch\u2019esse. Parmi che le irrequietudini del pensiero vagabondo s\u2019addormenterebbero dolcemente<br \/>\nnella pace serena di quei sentimenti miti, semplici, che si succedono calmi e inalterati<br \/>\ndi generazione in generazione.\u00bb (G. VERGA, Tutte le novelle, ed. Carla RICCARDI, Milano:<br \/>\nMondadori, 1979; 19965, p. 135-136)<br \/>\n4. Per felici coincidenze, alle giornate sivigliane all\u2019origine di queste note partecipava anche<br \/>\nMaria Attanasio, fine autrice di poesie (Interni, Parma: Guanda, 1979; Nero barocco nero, Caltanissetta-Roma:<br \/>\nSciascia, 1985; Eros e mente, Milano: La Vita Felice, 1996; Amnesia del<br \/>\nmovimento delle nuvole, Milano: La Vita Felice, 2003; 20043), che si rivela scossa dall\u2019identica<br \/>\nvolont\u00e0 di resistenza all\u2019oblio, a giudicare dai frutti delle ore da lei dedicate alla<br \/>\nprosa: Correva l\u2019anno 1698 e nella citt\u00e0 avvenne il fatto memorabile, Palermo: Sellerio, 1994;<br \/>\nPiccole cronache di un secolo, Palermo: Sellerio, 1997 (con Domenico AMOROSO); Di Concetta<br \/>\ne le sue donne, Palermo: Sellerio, 1999. Proprio da quest\u2019ultimo, commosso, bel librotestimonianza<br \/>\nsi estrapolano deliberatamente due brani assai eloquenti sull\u2019etica dello<br \/>\nscrivere: \u00abUn tempo ogni citt\u00e0, piccola o grande, affidava la storia civile della comunit\u00e0 alla<br \/>\nscrittura del cronista; insieme agli eventi civici e allo straordinario egli spesso registrava<br \/>\nanche l\u2019ordinario di essa [\u2026] sottraendone la memoria alle azzeranti generalizzazioni della<br \/>\nstoria, che per sua natura emargina in un\u2019impenetrabile zona d\u2019ombra l\u2019alfa e l\u2019omega costitutivi<br \/>\ndella sua trama\u00bb (p. 32); \u00abNon restava che [\u2026] testimoniare direttamente questa piccola<br \/>\nstoria di ordinaria militanza, una tra le tante di quegli anni. || Senza per\u00f2 sottrarsi al<br \/>\nPer una storia di Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio di Vincenzo Consolo Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 115<br \/>\n2. De finibus terminisque constituendis<br \/>\nSu Consolo e Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, in particolare, l\u2019interesse critico<br \/>\nnon \u00e8 mai tramontato. Ingente \u00e8 ormai la letteratura secondaria. Da un lato,<br \/>\nne fanno fede le bibliografie via via aggiornate e desumibili da volumi e riviste:<br \/>\ndalla prima monografia di Flora Di Legami5 al numero omaggio di Nuove Effemeridi,<br \/>\n6 dal libro di Attilio Scuderi7 a quello recente di Giuseppe Traina,8 dal<br \/>\n\u00abritratto\u00bb di Enzo Papa9 alla premessa editoriale dell\u2019ultima ristampa dell\u2019opera.10<br \/>\nDall\u2019altro, chiara eco se ne riceve anche da collectanea a seguito di convegni<br \/>\ndedicati allo scrittore: si rammentino almeno quelli organizzati nel solo<br \/>\nultimo torno di tempo a Parigi, Siracusa, Siviglia.11<br \/>\nAnche i lettori, dilettanti e non solo professionisti della letteratura, compresi<br \/>\nquanti si escludono dal novero degli estimatori pi\u00fa ferventi dell\u2019opera<br \/>\nconsoliana, riconoscono unanimi nel libro, in questo libro, un classico: non<br \/>\nsorprende perci\u00f2 il suo inserimento in una collana ad hoc, n\u00e9 che qualcuno,<br \/>\ncome Sergio Pautasso, dichiari apertamente il piacere di rileggerlo o che qualcoinvolgimento<br \/>\nemozionale, n\u00e9 fingere un\u2019ipocrita oggettivit\u00e0: memoria emotivamente condivisa<br \/>\nper i protagonisti che ancora camminano per le strade, gesticolano odiano amano,<br \/>\ncontinuano a resistere come possono, e s\u2019incazzano in questo smemorato Occidente dove la<br \/>\nsupponenza della mondializzata economia di nuovo si autocelebra, in nome del mercato e<br \/>\ndel profitto, universale essenza dell\u2019uomo contro l\u2019uomo. E la sua spregiudicata ancilla<br \/>\n\u2014 la politica \u2014 l\u2019asseconda, insieme a Marx e a Voltaire, gettando l\u2019utopia, come un nastro<br \/>\nsmagnetizzato, nelle discariche della storia.\u00bb (p. 35)<br \/>\n5. F. DI LEGAMI, Vincenzo Consolo. La figura e l\u2019opera, Marina di Patti (Messina): Pungitopo,<br \/>\n1990.<br \/>\n6. Nuove Effemeridi. rassegna trimestrale di cultura, 29, [Palermo: Guida] 1995.<br \/>\n7. A. SCUDERI, Scritture senza fine. Le metafore malinconiche di Vincenzo Consolo, Enna:<br \/>\nIl Lunario, 1998.<br \/>\n8. G. TRAINA, Vincenzo Consolo, Fiesole (Firenze): Cadmo, 2001.<br \/>\n9. E. PAPA, \u00abRitratti critici di contemporanei: Vincenzo Consolo\u00bb, Belfagor, LVIII 344, 2003,<br \/>\n179-198.<br \/>\n10. V. CONSOLO, Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, \u00abOscar classici moderni. 193\u00bb, Milano: Mondadori,<br \/>\n2004, p. XIV-XVII.<br \/>\n11. Ancora in corso di stampa gli atti del convegno Vincenzo Consolo. \u00c9thique et \u00e9criture, tenuto<br \/>\nalla Sorbonne Nouvelle venerd\u00ec 25 e sabato 26 ottobre 2002, con interventi di Guido<br \/>\nDavico Bonino, Maria Pia De Paulis, Denis Ferraris, Giulio Ferroni, Rosalba Galvagno,<br \/>\nWalter Geerts, Valeria Giannetti, Claude Imberty, Jean-Paul Manganaro, Antonino Recupero,<br \/>\nMarie-France Renard, Cesare Segre. Sono invece usciti quelli del convegno siracusano:<br \/>\nEnzo PAPA (ed.), Per Vincenzo Consolo. Atti delle giornate di studio in onore di Vincenzo<br \/>\nConsolo (Siracusa, 2-3 maggio 2003), San Cesario di Lecce: Manni, 2004, con contributi<br \/>\ndi Paolo CARILE, \u00abTestimonianza\u00bb (p. 11-13); Maria Rosa CUTRUFELLI, \u00abUn severo, familiare<br \/>\nmaestro\u00bb (p. 17-22); Rosalba GALVAGNO, \u00abDestino di una metamorfosi nel romanzo<br \/>\nNottetempo, casa per casa di Vincenzo Consolo\u00bb (p. 23-58); Massimo ONOFRI, \u00abNel magma<br \/>\nitaliano: considerazioni su Consolo scrittore politico e sperimentale\u00bb (p. 59-67); Sergio<br \/>\nPAUTASSO, \u00abIl piacere di rileggere Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, o dell\u2019intelligenza narrativa\u00bb<br \/>\n(p. 69-80); Carla RICCARDI, \u00abInganni e follie della storia: lo stile liricotragico della narrativa<br \/>\ndi Consolo\u00bb (p. 81-111); Giuseppe TRAINA, \u00abRilettura di Retablo\u00bb (p. 113-132). Le relazioni<br \/>\npresentate alle giornate di studio sivigliane, Vincenzo Consolo. Per i suoi 70 (+1) anni<br \/>\n(Universidad de Sevilla, Facultad de Filolog\u00eda, 15-16 ottobre 2004), costituiscono il nucleo<br \/>\ndi questo numero di Quaderns d\u2019Itali\u00e0.<br \/>\n116 Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 Nicol\u00f2 Messina<br \/>\nche altro, come Massimo Onofri, ammetta Consolo in un canone resistente<br \/>\nallo stesso variare delle mode critiche.12<br \/>\nD\u2019altronde, il ruolo principe rappresentato dal Sorriso nel corpus consoliano<br \/>\n\u00e8 a pi\u00fa riprese e in vari modi e gradazioni sottolineato dallo stesso autore:<br \/>\nin interviste13 o anche in interventi sparsi, dalla postfazione all\u2019edizione mondadoriana<br \/>\ndel ventennale14 alla lectio magistralis in occasione dell\u2019investitura a<br \/>\ndoctor honoris causa dell\u2019Universit\u00e0 di Roma Tor Vergata (18 febbraio 2003).<br \/>\nDelineato tale scenario, arduo intervenire su quest\u2019opera. Per l\u2019occasione,<br \/>\nquindi, con formula ciceroniana, mihi fines terminosque constituam e sottoporr\u00f2<br \/>\nal dibattito critico un qualcosa di forse pi\u00fa congeniale alla mia natura di<br \/>\nmanovale della filologia: un tentativo di tracciare una storia o, meno ambiziosamente,<br \/>\nuna cronaca del farsi del libro dalla sua \u00abpreistoria\u00bb in avanti, sistematizzando<br \/>\nmateriali sparsi, pi\u00fa o meno noti, e aggiungendovi, con cautela,<br \/>\nalcuni elementi nuovi. Una certa prudente reticenza \u00e8 peraltro consigliabile, dettata<br \/>\ncom\u2019\u00e8 dallo svolgimento in atto di una ricerca, ormai quasi in dirittura<br \/>\nd\u2019arrivo, intesa proprio all\u2019allestimento di una edizione critico-genetica del<br \/>\nSorriso. Insomma, ricorrendo alle categorie di avantesto, paratesto e testo, le<br \/>\nmie intenzioni saranno pi\u00fa perspicue e, ancor di pi\u00fa, se si preciseranno le<br \/>\ncoordinate di una prospettiva ecdotica in cui nulla va \u00abricostruito\u00bb, perch\u00e9<br \/>\nniente \u00e8 stato \u00abdistrutto\u00bb; e nemmeno si tende a restituire in via ipotetica un<br \/>\narchetipo smarrito e forse mai tangibilmente esistito, per definizione optimus<br \/>\ne via via degradatosi nelle sue imperfette, corrotte riproduzioni, giacch\u00e9 l\u2019opera,<br \/>\nnella lezione licenziata dall\u2019autore, \u00e8 a nostra portata di mano. \u00c8 una<br \/>\nprospettiva di contro pi\u00fa complessa e solo nominalmente, per cos\u00ed dire, capovolta:<br \/>\nin essa, difatti, i testimoni recentiores, gi\u00e0 dopo Giorgio Pasquali ammessi<br \/>\nnon deteriores, non sono per\u00f2 di necessit\u00e0 accettabili come senz\u2019altro meliores<br \/>\n\u2014 anzi meta raggiunta, immigliorabile e addirittura ottima dell\u2019iter creativo \u2014<br \/>\ne pertanto suggellati dal definitivo ne varietur dell\u2019autore. Essi semmai presuppongono,<br \/>\ntrovano giustificazione fondante nei testimoni antiquiores, o piuttosto<br \/>\nantiquissimi (dalla nota sparsa allo scartafaccio, ai prodotti delle successive<br \/>\nfasi e decantazioni scrittorie), i quali al cospetto dei recentiores o ultimi, espressione<br \/>\ndell\u2019optima voluntas dell\u2019autore, sarebbero certo da considerare tout court<br \/>\n12. Cfr. rispettivamente i saggi accolti in E. PAPA, (ed.), Per Vincenzo Consolo, op. cit., p. 69-80 e<br \/>\n59-67.<br \/>\n13. Dalle lontane Mario FUSCO (ed.), \u00abQuestions \u00e0 Vincenzo Consolo\u00bb, La Quinzaine Litt\u00e9-<br \/>\nraire, 321, 1980, 16-17; a Marino SINIBALDI (ed.), \u00abLa lingua ritrovata: Vincenzo Consolo\u00bb,<br \/>\nLeggere, 2, 1988, 8-15; dalla pi\u00fa organica uscita in volume dal titolo guttusiano (\u00e8 la<br \/>\ndidascalia di un quadro [olio su tela, cm.147,2 x 256,5] del 1940, finito l\u2019anno prima e<br \/>\nconservato alla Galleria Nazionale d\u2019Arte Moderna di Roma), V. CONSOLO, Fuga dall\u2019Etna.<br \/>\nLa Sicilia e Milano, la memoria e la storia, Roma: Donzelli, 1993, a quelle recentissime,<br \/>\nl\u2019una a cura di G. TRAINA, Vincenzo Consolo, op. cit., p. 123-138, o l\u2019altra leggibile in internet,<br \/>\na cura di Dora MARRAFFA e Renato CORPACI, Italialibri, www.italialibri.net, 2001.<br \/>\n14. V. CONSOLO, Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio. Romanzo, con \u00abNota dell\u2019autore, vent\u2019anni<br \/>\ndopo\u00bb, \u00abScrittori italiani\u00bb, Milano: Mondadori, 1997, p. 173-183; poi in ID., Di qua dal<br \/>\nfaro, Milano: Mondadori, 1999, p. 276-282, ed anche nell\u2019ultima riproposta del Sorriso,<br \/>\ned. 2004, p. 167-175.<br \/>\ndestituiti di tutti i valori loro attribuibili dalla stemmatica classica, in quanto<br \/>\n\u2014 pur prossimi al codice x dell\u2019opera \u2014 non si collocherebbero al di sotto di esso,<br \/>\nnon ne costituirebbero una fase cronologica pi\u00fa bassa, inferiore, bens\u00ed soltanto<br \/>\ne nient\u2019altro che il pi\u00fa alto, superiore e superato, perci\u00f2 trascurabile, stadio<br \/>\nmagmatico embrionale. E tuttavia, per ci\u00f2 stesso, tali reperti vanno sottoposti<br \/>\nad accurata recensio e collatio, e risultano necessari e imprescindibili per studiare<br \/>\nil di-venire del testo dalla prima intelaiatura verso la tessitura rifinita,<br \/>\nproprio perch\u00e9 nella genesi dell\u2019opera rappresentano il caos primordiale, l\u2019arch\u00e9<br \/>\nprimigenia, non formata, l\u2019impulso d\u2019avvio e soprattutto la prova dei vari<br \/>\nmovimenti del testo fino al risolutivo colpo di timone dell\u2019autore, insomma<br \/>\nuna sorta di illuminante pre-archetipo.15<br \/>\n3. L\u2019emerso<br \/>\nPer comodit\u00e0 converr\u00e0 sin dall\u2019inizio tracciare la mappa delle edizioni a stampa<br \/>\n[in grassetto l\u2019ulteriore precisazione cronologica], anche perch\u00e9 sono quelle<br \/>\nconsultabili ed accessibili, e ad esse si rimander\u00e0 spesso:<br \/>\n1969 \u00abIl sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u00bb, Nuovi Argomenti, Nuova Serie, n. 15<br \/>\n[luglio-settembre]: edizione parziale, cap. I, senza Antefatto n\u00e9 Appendici<br \/>\nI e II;<br \/>\n1975 Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, Milano: Gaetano Manus\u00e9, edizione numerata<br \/>\ncon un\u2019incisione firmata di Renato GUTTUSO: edizione parziale,<br \/>\ncap. I, con Antefatto e Appendici I e II; e cap. II, L\u2019albero delle quattro<br \/>\narance, senza Appendici I e II [autunno];<br \/>\n1976 Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, Torino: Einaudi: editio princeps [finito di<br \/>\nstampare 10 luglio, 1\u00aa ed.; 18 settembre, 3\u00aa ed.];<br \/>\n1987 Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, intr. Cesare SEGRE, \u00abOscar oro. 9\u00bb, Milano:<br \/>\nMondadori [marzo];<br \/>\n1992 Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, \u00abNuovi Coralli. 464\u00bb, Torino: Einaudi;<br \/>\n1995 Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, ed. commentata a cura di Giovanni TESIO,<br \/>\nintr. Cesare SEGRE, \u00abLetteratura del Novecento\u00bb, Milano: Elemond<br \/>\nScuola [dicembre];<br \/>\n1997 Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio. Romanzo, con \u00abNota dell\u2019autore, vent\u2019anni<br \/>\ndopo\u00bb, \u00abScrittori italiani\u00bb, Milano: Mondadori [febbraio];<br \/>\n2002 Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, \u00abOscar scrittori del Novecento\u00bb, Milano:<br \/>\nMondadori [gennaio];<br \/>\n2004 Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, \u00abOscar classici moderni. 193\u00bb, Milano:<br \/>\nMondadori [marzo].<br \/>\nPer una storia di Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio di Vincenzo Consolo Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 117<br \/>\n15. Solo qualche riferimento bibliografico ormai canonico: Louis HAY (ed.), Essais de critique g\u00e9n\u00e9-<br \/>\ntique, Paris: Flammarion, 1979; Amos SEGALA (ed.), Litt\u00e9rature Latino-am\u00e9ricaine et des<br \/>\nCara\u00efbes du XX si\u00e8cle. Th\u00e9orie et pratique de l\u2019\u00e9dition critique, Roma: Bulzoni, 1988; Almuth<br \/>\nGR\u00c9SILLON, \u00c9l\u00e9ments de critique g\u00e9n\u00e9tique. Lire les manuscrits modernes, Paris: P.U.F., 1994;<br \/>\nGiuseppe TAVANI, \u00abFilologia e genetica\u00bb, Cuadernos de Filolog\u00eda Italiana, 3 (1996): 63-90;<br \/>\nMichel CONTAT &#038; Daniel FERRER (edd.), Pourquoi la critique g\u00e9n\u00e9tique? M\u00e9thodes, th\u00e9ories,<br \/>\nParis: CNRS \u00c9ditions, 1998.<br \/>\n118 Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 Nicol\u00f2 Messina<br \/>\nNon \u00e8 agevole fissare date precise di avvio di una scrittura, neanche \u2014 si sa<br \/>\n\u2014 nel caso di scrittori ancora produttivi con cui poter dialogare. Nel caso del<br \/>\nnostro libro, ad ogni modo, tutto il movimento del testo \u2014 \u00e8 ovvio \u2014 sar\u00e0<br \/>\niniziato verosimilmente tra l\u2019a quo di La Ferita dell\u2019aprile, il \u00abmese pi\u00fa crudele\u00bb<br \/>\ndi eliotiana memoria, cio\u00e8 il 1963,16 e la prima \u00aborditura\u00bb licenziata dall\u2019autore:<br \/>\nquel Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio apparso su Nuovi Argomenti<br \/>\n(luglio-settembre 1969), che corrisponde grosso modo al futuro cap. I del libro,<br \/>\nma non \u00e8 ancora corredato n\u00e9 dell\u2019Antefatto, n\u00e9 delle due Appendici documentarie<br \/>\na firma del protagonista, il barone Enrico Pirajno di Mandralisca.17<br \/>\n\u00c8 un dato accertato, comunque, che le pagine appena ricordate, gi\u00e0 dotate<br \/>\nevidentemente, all\u2019avviso dell\u2019autore, di una loro autonomia e compiutezza<br \/>\nnarrativa, erano state in precedenza mandate, ma senza esito, alla rivista Paragone<br \/>\ndi Roberto Longhi e Anna Banti. A motivare l\u2019invio \u00e8 appunto il Trittico<br \/>\nsiciliano di Longhi, scritto in occasione della grande mostra del 1953 a Messina<br \/>\nsu Antonello e la pittura del \u2018400 in Sicilia, ma il critico, in un incontro pubblico<br \/>\na Milano nel 1969, all\u2019autore che chiedeva notizie del suo racconto cos\u00ed<br \/>\nrispondeva severamente: \u00abS\u00ec, s\u00ec, mi ricordo benissimo. Non discuto il valore<br \/>\nletterario, per\u00f2 questa storia del ritratto di Antonello che rappresenta un marinaio<br \/>\ndeve finire!\u00bb.<br \/>\n18 Rievocando l\u2019episodio, Consolo cerca di giustificarlo cos\u00ed:<br \/>\nLonghi, nel suo saggio, polemizzava con la tradizione popolare che chiamava<br \/>\nil ritratto del museo di Cefal\u00f9 \u00abdell\u2019ignoto marinaio\u00bb, sostenendo, giustamente,<br \/>\nche Antonello, come gli altri pittori allora, non faceva quadri di genere, ma<br \/>\nsu commissione, e si faceva ben pagare. Un marinaio mai avrebbe potuto pagare<br \/>\nAntonello. Quello effigiato l\u00ed era un ricco, un signore.<br \/>\nLo sapevo, naturalmente, ma avevo voluto fargli \u00ableggere\u00bb il quadro non in<br \/>\nchiave scientifica, ma letteraria.19<br \/>\nIl testo veniva, allora, risolutamente spedito a Enzo Siciliano ed usciva finalmente<br \/>\nsu Nuovi Argomenti, la rivista di Alberto Carocci, Alberto Moravia e<br \/>\nPier Paolo Pasolini. La memoria personale dell\u2019autore, corroborata dalla testimonianza<br \/>\ndi Caterina Pilenga, conosciuta subito dopo il trasferimento a Milano<br \/>\nnel Capodanno del 1968, e da un certo punto in possesso di \u00abambo le chiavi<br \/>\n| del cor\u00bb consoliano,20 questa doppia memoria fornisce altri dati di notevole<br \/>\ninteresse nella cronologia del farsi dell\u2019opera.<br \/>\n16. Dal colophon si estraggono i seguenti dati pi\u00fa precisi: \u00ab[\u2026] impresso nel mese di settembre<br \/>\ndell\u2019anno 1963 [\u2026] Il Tornasole \u2014 Pubblicazione periodica mensile \u2014 Registrazione<br \/>\nTribunale di Milano n. 6273 del 14-3-1963 [\u2026]\u00bb. Dell\u2019opera si attende l\u2019imminente versione<br \/>\nspagnola a cura di Miguel \u00c1ngel Cuevas.<br \/>\n17. La pubblicazione \u2014 sia concessa l\u2019indiscrezione \u2014 avrebbe fruttato all\u2019autore un compenso<br \/>\ndi Lit. 16.000. In una lettera della direzione della rivista del 12 dicembre 1969, infatti, si<br \/>\nconferma l\u2019avvenuta pubblicazione (nel \u00abnumero test\u00e9 pubblicato\u00bb) e si comunica l\u2019emissione<br \/>\ndi un assegno di tale importo.<br \/>\n18. V. CONSOLO, Fuga dall\u2019Etna, op. cit., p. 37-38.<br \/>\n19. Ibid., p. 38.<br \/>\n20. Cos\u00ed viene presentata la futura moglie: \u00abuna delle cinque o sei persone che avevano letto\u00bb con<br \/>\nentusiasmo la Ferita su segnalazione di Raffaele Crovi (Ibid., p. 35). Il quale \u00e8 tra l\u2019altro fra<br \/>\nIn primo luogo, riporta la chiusura del racconto, con quelle verosimili fattezze,<br \/>\na quell\u2019anno 1968 e informa dell\u2019avvenuta stesura, a quella data, e prima<br \/>\ndell\u2019arrivo a Milano nel gennaio 1968, anche del futuro cap. II L\u2019albero delle<br \/>\nquattro arance; inoltre, conferma che, dopo il fisico manifestarsi in Nuovi Argomenti,<br \/>\nil progetto narrativo, di cui il racconto pubblicato \u00e8 la prima concretizzazione,<br \/>\nviene momentaneamente accantonato, anche se l\u2019autore \u00e8 nel<br \/>\nfrattempo preso dalla stesura del futuro cap. III Morti sacrata, che nessuno ha<br \/>\nletto, tranne la moglie Caterina, e di cui alcuni sono a conoscenza (Corrado<br \/>\nStajano); infine, aggiunge che nel 1975 Consolo ottiene dalla RAI, nella cui<br \/>\nsede milanese lavorava,21 un permesso di sei mesi, lascia Milano e torna in<br \/>\nSicilia dove collabora al giornale L\u2019Ora di Vittorio Nistic\u00f222 ed \u00e8 raggiunto<br \/>\nquell\u2019estate da Caterina.<br \/>\nPer una storia di Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio di Vincenzo Consolo Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 119<br \/>\ni pochi frequentati da Consolo, oltre al conterraneo Basilio Reale, sin dal tempo del primo<br \/>\nsoggiorno milanese (G. TRAINA, Vincenzo Consolo, op. cit., p. 11): sono i tre anni della frequenza<br \/>\ndella Cattolica (1952-56), che saranno poi seguiti dal servizio militare a Roma,<br \/>\ndalla laurea a Messina, dal praticantato notarile, dall\u2019inizio del lavoro d\u2019insegnante nel 1958<br \/>\n(E. PAPA, art. cit., p. 194).<br \/>\n21. A sottolineare i difficili rapporti di lavoro, l\u2019azienda viene definita, una \u00abfabbrica di armi\u00bb<br \/>\n(V. CONSOLO, Fuga dall\u2019Etna, op. cit., p. 34).<br \/>\n22. Vale la pena di riportare sull\u2019esperienza giornalistica consoliana un brano dello stesso V.<br \/>\nNISTIC\u00d2, Accadeva in Sicilia. Gli anni ruggenti dell\u2019\u00abOra\u00bb di Palermo, I, Palermo: Sellerio, 2001,<br \/>\np. 113-114: \u00ab[\u2026] Vincenzo Consolo, sebbene vivesse ormai a Milano, da inquieto esule<br \/>\nqual era, non perdeva occasione per tornare in Sicilia, dai suoi a Sant\u2019Agata, e far sosta,<br \/>\npotendo, anche al giornale. In fondo, tra i nostri scrittori era quello che sentivamo pi\u00fa di<br \/>\ncasa, il pi\u00fa famigliare. Amavamo di lui il garbo, la modestia, il senso di amicizia, gli accenni<br \/>\ndi sorridente ironia, non meno di quanto ci affascinassero i ricami della sua scrittura, la<br \/>\nsua totale mediterraneit\u00e0, quei fuochi improvvisi della sua passione letteraria e civile. Tra<br \/>\nil \u201868 e il \u201869 pubblicammo una sua rubrica di annotazioni, \u00abFuori casa\u00bb, un piccolo gioiello<br \/>\ndi giornalismo che diventa letteratura. || Nei primi mesi del \u201875 Consolo si trasfer\u00ec per un po\u2019<br \/>\ndi tempo a Palermo; glielo avevo chiesto perch\u00e9 ci desse una mano in vista delle importanti<br \/>\nelezioni amministrative di giugno e di un evento che ci interessava direttamente: la candidatura<br \/>\ndi Leonardo Sciascia al consiglio comunale di Palermo. Era, la venuta di Consolo, un<br \/>\nritorno in redazione dopo l\u2019esperienza di alcuni anni prima, quando si era trasferito da<br \/>\nSant\u2019Agata per lavorare al giornale e impratichirsi del mestiere. Ma si era trattato di un\u2019esperienza<br \/>\ndurata relativamente poco, interrotta dalla decisione di andarsene a Milano e<br \/>\ndare, da allora in poi, la priorit\u00e0 assoluta alla letteratura; sarebbe stata lei la sua vita, il suo<br \/>\ndestino. || Tuttavia un desiderio di giornalismo, sebbene latente, rimase sempre vivo, e pronto<br \/>\na venir fuori quando si presentava l\u2019occasione buona. Fu cos\u00ed in quei mesi del \u201875, quando<br \/>\nfacendo la spola tra la casa materna di Sant\u2019Agata e la nostra redazione, si butt\u00f2 con<br \/>\nmanifesta gioia in un intenso lavoro giornalistico. Partecipando dapprima con articoli e<br \/>\ninterviste alla campagna per il buon governo e la candidatura di Sciascia, poi nell\u2019estate<br \/>\nandando in giro col taccuino del cronista a seguire a Trapani il processo al \u00abmostro di Marsala\u00bb<br \/>\n(l\u2019uomo che aveva fatto morire tre bimbe gettandole vive in un pozzo), o la vicenda del<br \/>\nsequestro Corleo, il patriarca delle esattorie. In pieno agosto, si era persino spinto, e credo<br \/>\nanche divertito, a fare un \u00abviaggio\u00bb di osservazione tra gli uffici semideserti di Palermocapitale.<br \/>\nInsomma, un bel bagno mediterraneo di umile giornalismo, mentre tra un servizio<br \/>\ne l\u2019altro trovava il luogo e il silenzio dove ripararsi per dare gli ultimi ritocchi a \u00abIl sorriso<br \/>\ndell\u2019ignoto marinaio\u00bb: il capolavoro che da l\u00ed a qualche mese lo avrebbe consacrato tra gli eredi<br \/>\ndella grande letteratura che la Sicilia ha dato alla nazione. A dicembre ne pubblicammo in<br \/>\nanteprima un capitolo: la festa in casa del barone Mandralisca.\u00bb<br \/>\n120 Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 Nicol\u00f2 Messina<br \/>\nSiamo dunque, estate del 1975, alla vigilia dell\u2019edizione numerata in 150<br \/>\nesemplari con incisione firmata di Renato Guttuso per i tipi di Gaetano Manus\u00e9,<br \/>\nedizione nel cui colophon \u00e8 dichiarata la data dell\u2019\u00abautunno MCMLXXV\u00bb.<br \/>\nManus\u00e9, da Valguarnera Caropepe di Sicilia, titolare prima di una bancarella<br \/>\npoi di una libreria antiquaria a Milano, si era dichiarato interessato a pubblicare<br \/>\nqualcosa di Consolo e, saputo dalla moglie Caterina, sollecitata in tal<br \/>\nsenso, dell\u2019esistenza di un prosieguo del racconto gi\u00e0 apparso sulla rivista moraviana,<br \/>\npropone la pubblicazione per bibliofili del Sorriso. Basta ricordare che della<br \/>\ncomposizione e tiratura si occuper\u00e0 Martino Mardersteig della Stamperia Valdonega<br \/>\ndi Verona, erede della prestigiosa Officina Bodoni di Verona fondata dal<br \/>\npadre Giovanni Hans, e che per l\u2019occasione Leonardo Sciascia coinvolger\u00e0<br \/>\nRenato Guttuso il quale, rileggendo il ritratto di Antonello, apprester\u00e0 un\u2019incisione<br \/>\nin cui viene rovesciata l\u2019angolazione dell\u2019immagine rispetto all\u2019attante:<br \/>\nil trequarti del misterioso personaggio non \u00e8 rivolto a sinistra, ma a destra.23<br \/>\nDomenica 30 novembre 1975, la pagina culturale di Il Giorno di Milano<br \/>\npubblica un lungo articolo di Corrado Stajano, dal titolo redazionale molto<br \/>\nallettante.24 Al corrente delle alterne, combattute vicissitudini dello scriptorium<br \/>\ndi Consolo, conscio di quanto vi sta accadendo, Stajano fa una mossa a<br \/>\nsorpresa: recensisce il libro appena uscito, ma ad un tempo, parlandone come<br \/>\ndella parte di un tutto imminente, sembra voler forzarne la definitiva confezione.<br \/>\nDopo aver presentato, difatti, le attivit\u00e0 del libraio, cos\u00ed scrive:<br \/>\nAdesso Manus\u00e9 ha esaudito il gran sogno della vita, \u00e8 diventato editore e c\u2019\u00e8 la<br \/>\npossibilit\u00e0, dicono gli uomini di penna, che questo primo libro che ha stampato,<br \/>\n[\u2026] possa creare un nuovo caso letterario. Perch\u00e9 qui si sono incontrate<br \/>\ndue corde pazze siciliane, quella di Manus\u00e9 e quella dello scrittore del libro,<br \/>\no meglio dei primi due capitoli del libro pubblicati in questo volume, che gli editori,<br \/>\nquando il romanzo sar\u00e0 finito, certo si contenderanno, perch\u00e9 \u00abIl sorriso dell\u2019ignoto<br \/>\nmarinaio\u00bb \u00e8 un nuovo \u00abGattopardo\u00bb, ma pi\u00fa sottile, pi\u00fa intenso del<br \/>\nromanzo di Tomasi di Lampedusa, uno Sciascia poetico, di venosa lava sanguigna<br \/>\ne insieme razionalmente freddo nei suoi teoremi dell\u2019intelligenza. Uno<br \/>\nscritto che arriva dentro l\u2019impensata bottiglia di Manus\u00e9 e che non ha nulla in<br \/>\ncomune con nessuno dei 17 mila libri che si pubblicano ogni anno in Italia.<br \/>\nGli articoli pubblicati nel 1975 sono: \u00abUn moderno Ulisse fra Scilla e Cariddi. Sfogliando<br \/>\nil Gran libro di Stefano D\u2019Arrigo\u00bb (22 febbraio); \u00abL\u2019avventurosa vita di Emilio<br \/>\nIsgr\u00f2\u00bb (4 aprile); \u00abIl malgoverno e l\u2019impegno politico di Sciascia. Conversazione con Alberto<br \/>\nMoravia\u00bb (30 maggio), \u00abIl malgoverno e l\u2019Universit\u00e0. Conversando con il Rettore dell\u2019Universit\u00e0<br \/>\ndi Palermo, Giuseppe La Grutta\u00bb (13 giugno); vari servizi per il \u00abProcesso al<br \/>\n\u201cMostro di Marsala\u201d\u00bb (20, 21, 25, 30 giugno; 5, 11 luglio) e sul sequestro dell\u2019esattore Luigi<br \/>\nCorleo (18, 19 luglio); \u00abA colloquio con il tenore Di Stefano\u00bb (14 luglio); \u00abTanta scienza e<br \/>\nun po\u2019 di show\u00bb (26 luglio); \u00abChe ne pensa Grassi, sovrintendente della Scala, del \u201ccaso<br \/>\nLanza Tomasi\u201d?\u00bb (29 luglio); \u00abIn giro per gli uffici ad agosto\u00bb (9, 13 agosto); \u00abIl giallo Majorana<br \/>\nvisto da Sciascia\u00bb (9 settembre).<br \/>\n23. L\u2019incisione all\u2019acquaforte viene eseguita a Palermo, in una stamperia vicina alla Galleria<br \/>\nArte al Borgo frequentata dallo scrittore di Racalmuto.<br \/>\n24. C. STAJANO, \u00abIl sorriso dell\u2019ignoto marinaio. Due siciliani pazzi per un libro \u201cunico\u201d\u00bb, Il Giorno,<br \/>\nDomenica 30 novembre 1975, 3.<br \/>\nE pi\u00fa avanti, in chiusa, fornisce anticipazioni sulla fabula e sprona, quasi rimbrotta<br \/>\nl\u2019autore:<br \/>\nVincenzo Consolo, con tutte le sue contropoetiche, politicamente motivate,<br \/>\n\u00e8 troppo scrittore per rinunciare a scrivere, come avrebbe voluto. Gli \u00e8 successa<br \/>\nla sorte descritta da Roland Barthes ne \u00abIl grado zero della scrittura\u00bb:<br \/>\n\u00abPartito per uccidere la letteratura, l\u2019assassino si ritrova scrittore\u00bb. [\u2026] ora sta<br \/>\nlavorando ai capitoli finali del romanzo, la rivoluzione contadina di Alcara Li<br \/>\nFusi, la repressione dello Stato italiano dopo la speranza portata da Garibaldi.<br \/>\nInterdonato \u00e8 il procuratore generale del processo contro i contadini, violenti<br \/>\ncontro la violenza. Mandralisca gli scrive una lunga memoria, i contadini<br \/>\ncercano di narrare loro, la loro storia. Ci riusciranno?<br \/>\n\u00abIl sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u00bb [\u2026] \u00e8 l\u2019ultima difesa di uno scrittore che<br \/>\nnon voleva scrivere pi\u00fa perch\u00e9, quando il mondo s\u2019incendia, la vita \u00e8 meglio<br \/>\nviverla che raccontarla.<br \/>\nC\u2019\u00e8 da pensare che, sotto la forte pressione morale-psicologica delle tre<br \/>\ncolonne di Stajano, Consolo raccogliesse il guanto della sfida che vi era insita<br \/>\ne che, nello scorcio del 1975 e il primo semestre del 1976, con un lavoro che<br \/>\nnon si fa fatica ad immaginare, con il Leopardi da lui tanto amato, \u00abmatto e<br \/>\ndisperatissimo\u00bb, stendesse e organizzasse il resto dell\u2019opera: gli attuali capitoli<br \/>\nIV-IX. Einaudi finisce, infatti, di stampare la prima edizione del libro quale<br \/>\nsar\u00e0 conosciuto dal vasto pubblico, l\u2019editio princeps, il 10 luglio 1976 e ne far\u00e0<br \/>\ncircolare altre due stampe identiche, la terza licenziata il 18 settembre dello<br \/>\nstesso anno.<br \/>\n4. Tra emerso e sommerso<br \/>\nQuesti in buona sostanza i punti fermi del farsi del testo, i momenti fondanti<br \/>\ndella sua storia esterna. Se ne trae l\u2019immediata idea di un progetto in crescendo,<br \/>\nin progressione geometrica.25 Ma questi dati, relativi al merito e alle<br \/>\nvicende dei soli testimoni a stampa, rappresentano solo l\u2019emerso del testo e,<br \/>\nin una prospettiva ecdotica critico-genetica, vanno naturalmente confrontati con<br \/>\nquelli di quante altre fonti sia ancora possibile sottoporre a recensio e collatio.<br \/>\nE qui, come anche per ogni altra opera di qualsivoglia altro scrittore, qualunque<br \/>\nsforzo risulterebbe vano se l\u2019autore volesse tutelare ad oltranza la legittima<br \/>\nriservatezza della propria fucina, del proprio scriptorium. Il lavoro insomma<br \/>\nPer una storia di Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio di Vincenzo Consolo Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 121<br \/>\n25. Forzando la suggestiva immagine del fondamentale saggio di Cesare SEGRE, \u00abLa costruzione<br \/>\na chiocciola nel Sorriso dell\u2019ignoto marinaio di Vincenzo Consolo\u00bb, in ID., Intrecci di voci.<br \/>\nLa polifonia nella letteratura del Novecento, Torino: Einaudi, 1991, p. 71-86 (trattasi dell\u2019\u00abIntroduzione\u00bb<br \/>\ndell\u2019edizione 1987 del Sorriso, p. V-XVIII, ripubblicata in quella del 1995,<br \/>\np. V-XIX), \u00e8 come se tessere autonome (dal racconto iniziale, cap. I e II, all\u2019integrazione del<br \/>\nresto) si siano andate collocando a formare il mosaico dei gradini della scala tortile, ad<br \/>\nimbuto dantesco, che \u2014 se si vuole accogliere l\u2019interpretazione dei simboli di G. TRAINA,<br \/>\nVincenzo Consolo, op. cit., p. 61-70 \u2014 avrebbe consentito la discesa agli inferi e l\u2019ascesa salvifica<br \/>\ndel protagonista.<br \/>\n122 Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 Nicol\u00f2 Messina<br \/>\nsi bloccherebbe o potrebbe andare avanti solo con le carte di scrittori conservate<br \/>\nin biblioteche, fondazioni, centri appositi (l\u2019esempio pi\u00fa noto, Pavia) o<br \/>\nvariamente e comunque riscattate, come per gli oltre 40 volumi gi\u00e0 pubblicati<br \/>\ndella Collection Archives,<br \/>\n26 il cui comitato scientifico \u00e8 presieduto dal prestigioso<br \/>\nromanista italiano Giuseppe Tavani.27<br \/>\nNel caso del Sorriso, la generosa disponibilit\u00e0 dei coniugi Consolo, informati<br \/>\ndella necessit\u00e0 di queste esplorazioni per il mio studio, e in particolare l\u2019amorevole<br \/>\nscrupolosit\u00e0 di Caterina nel preservare materiali rivelatisi preziosi, hanno<br \/>\nconsentito di accumulare ingente informazione sulla scorta degli altri testimoni<br \/>\nsuperstiti: tre bozze di stampa, di cui una eliminanda perch\u00e9 descripta,<br \/>\ntre cartellette di dattiloscritti e un fascicolo dattiloscritto rilegato con l\u2019opera intera;<br \/>\ncinque manoscritti.<br \/>\nMa prima, per completare il quadro dell\u2019emerso, bisogner\u00e0 rendere conto<br \/>\nanche della contemporanea attivit\u00e0 scrittoria del Nostro, in qualche misura<br \/>\ndialogante con il progetto non ancora ben definito in quel lasso di tempo. La<br \/>\npreistoria del Sorriso, quei tredici anni di lunga gestazione, grosso modo dal<br \/>\n1963 al 1976, sono affiancati da altre scritture.<br \/>\nDa una parte, le collaborazioni giornalistiche, tra cui spiccano: la rubrica<br \/>\nFuori casa, tenuta su L\u2019Ora di Palermo;28 e vari reportages per Tempo illustrato.<br \/>\nAi fini dello studio del Sorriso sembrano importanti diversi di tali scritti. In<br \/>\nprimo luogo, il racconto Per un po\u2019 d\u2019erba ai limiti del feudo, uscito prima su<br \/>\n26. La collana, diretta da Amos Segala e posta sotto il patrocinio dell\u2019UNESCO, \u00e8 affidata a<br \/>\nun Consiglio di firmatari europei e latino-americani del Protocollo Archivos \u2014 ALLCA<br \/>\nXX (Association Archives de la Litt\u00e9rature Latino-am\u00e9ricaine, des Cara\u00efbes et Africaine du XXe<br \/>\nsi\u00e8cle) e sottoposta alla valutazione di un Comitato scientifico internazionale. Le pubblicazioni<br \/>\nseguono le indicazioni emerse dai seminari di Parigi (1984) e Oporto (1985), poi<br \/>\nconfluite nel volume di A. SEGALA (ed.), Litt\u00e9rature Latino-am\u00e9ricaine et des Cara\u00efbes du XXe<br \/>\nsi\u00e8cle, op. cit.<br \/>\n27. Oltre all\u2019art. cit., imprescindibili sono per equilibrio e dottrina: G. TAVANI, \u00abLe Texte:<br \/>\nson importance, son intangibilit\u00e9\u00bb; \u00abTeor\u00eda y metodolog\u00eda de la edici\u00f3n cr\u00edtica\u00bb, \u00abLos textos<br \/>\ndel Siglo XX\u00bb, \u00abMetodolog\u00eda y pr\u00e1ctica de la edici\u00f3n cr\u00edtica de textos literarios contempor\u00e1neos\u00bb;<br \/>\n\u00abL\u2019\u00e9dition critique des auteurs contemporains: v\u00e9rification m\u00e9thodologique\u00bb,<br \/>\ntutti in A. SEGALA (ed.), Litt\u00e9rature Latino-am\u00e9ricaine et des Cara\u00efbes du XXe si\u00e8cle, op. cit.,<br \/>\nrispettivamente: p. 23-34, 35-51, 53-63, 65-84, 133-141. Cfr. inoltre: G. TAVANI, \u00abL\u2019edizione<br \/>\ncritico-genetica dei testi letterari: problemi e metodi\u00bb, in Venezia e le lingue e letterature<br \/>\nstraniere. Atti del Convegno, Universit\u00e0 di Venezia, 15-17 aprile 1989, Roma:<br \/>\nBulzoni, 1991, p. 323-331; \u00abL\u2019apporto dell\u2019edizione di testi moderni alla pratica ecdotica,<br \/>\novvero: l\u2019apporto della pratica ecdotica all\u2019edizione di testi moderni\u00bb, in Anna FERRARI<br \/>\n(ed.), Filologia classica e filologia romanza: esperienze ecdotiche a confronto. Atti del<br \/>\nConvegno di Roma, 25-27 maggio 1995, Spoleto: Centro Italiano di Studi sull\u2019Alto Medioevo,<br \/>\n1998, p. 545-554.<br \/>\n28. Cfr. l\u2019elenco completo degli articoli firmati da Consolo per il giornale in V. NISTIC\u00d2, Accadeva<br \/>\nin Sicilia, op. cit. In particolare, la rubrica Fuori casa inizia il 7 dicembre 1968 e va<br \/>\navanti con cadenze irregolari per tutto il primo semestre del 1969 (11 gennaio, 24 febbraio,<br \/>\n10 marzo; 5, 24 e 25 maggio). Dello stesso anno sono: la recensione a Elio VITTORINI, Le<br \/>\ncitt\u00e0 del mondo (27 settembre 1969) e un articolo sui rapporti tra mafia siciliana e americana<br \/>\n(30 settembre 1969).<br \/>\nL\u2019Ora,<br \/>\n29 poi in un\u2019autorevole silloge di narratori siciliani:30 un racconto strutturato<br \/>\ncome cronaca di una visita a Tusa alla famiglia di Carmine Battaglia,<br \/>\nucciso dalla mafia, in cui si innesta un breve brano documentario del 1860<br \/>\nsull\u2019avversione dei nobili latifondisti al decreto garibaldino del 2 giugno 1860<br \/>\nlesivo dei propri privilegi. L\u2019impianto rappresenterebbe quindi il primo, timido<br \/>\napparire, non pi\u00fa di un accenno, di un modo costruttivo esemplato su<br \/>\nmodelli tedeschi, sul quale, per sua stessa affermazione, Consolo scommette<br \/>\ncon forza nel Sorriso31 e anche in seguito.32 Poi, su Tempo illustrato, un\u2019inchiesta<br \/>\nsui cavatori di pietra pomice delle Eolie affetti da silicosi, come quello<br \/>\ndell\u2019incipit del Sorriso, in pellegrinaggio al santuario di Tindari,33 e un\u2019altra su<br \/>\nCefal\u00f9 e quell\u2019Aleister Crowley che apparir\u00e0 molto dopo in Nottetempo, casa<br \/>\nper casa (1992), e di cui si ha traccia in un quaderno ms del Sorriso che cos\u00ed<br \/>\ncontribuisce a datare.34 Infine, ancora su L\u2019Ora, il resoconto dell\u2019inaugurazione<br \/>\ndi una mostra di Guttuso, i cui appunti iniziali e primo svolgimento si trovano<br \/>\nin un altro quaderno ms alla cui datazione ci si potr\u00e0 cos\u00ed approssimare.35<br \/>\nDall\u2019altra parte, si annoverano le presentazioni di vari cataloghi di mostre,<br \/>\ndi cui due soprattutto rilevanti per la costituzione testuale del Sorriso: l\u2019una di<br \/>\nun\u2019esposizione di Luciano Gussoni (1971), l\u2019altra di un\u2019esposizione di Michele<br \/>\nSpadaro (1972), rilevanti in quanto i cataloghi sono latori di due lacerti rifusi<br \/>\nrispettivamente nei capitoli VII e I.36<br \/>\nPer una storia di Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio di Vincenzo Consolo Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 123<br \/>\n29. L\u2019Ora, 16 aprile 1966. All\u2019assassinio sono dedicati sul giornale, sempre in prima linea contro<br \/>\nla mafia, articoli di Mauro DE MAURO (in seguito vittima della cosiddetta lupara bianca)<br \/>\ne Mario FARINELLA (24, 25, 26, 28 marzo 1966) e di Felice CHILANTI (9 aprile 1966).<br \/>\n30. Leonardo SCIASCIA &#038; Salvatore GUGLIELMINO (edd.), Narratori di Sicilia, Milano: Mursia,<br \/>\n1967, p. 428-434.<br \/>\n31. V. CONSOLO, Fuga dall\u2019Etna, op. cit., p. 49.<br \/>\n32. Se si guarda solo alle opere limitrofe al Sorriso, il metodo sar\u00e0 applicato, per le appendici<br \/>\nerudite, a Lunaria, Torino: Einaudi, 1985, p. 71-85 (Milano: Mondadori, 1996, p. 93-<br \/>\n129) e, per gli inserti documentari, al racconto lungo \u00abRatumemi\u00bb, in Le pietre di Pantalica,<br \/>\nMilano: Mondadori, 1988, p. 47-74, altra storia di feudi del secondo dopoguerra,<br \/>\ntematicamente pi\u00fa affine a Per un po\u2019 d\u2019erba\u2026<br \/>\n33. \u00abCos\u00ec la pomice si mangia Lipari\u00bb, Tempo illustrato, 17 ottobre 1970, di cui non si ha alcuna<br \/>\ntraccia nei mss. sottoposti a recensio. In Ms 2 si riscontra invece la prima attestazione di<br \/>\n\u00abUna Sicilia trapiantata nella nebbia\u00bb, che uscir\u00e0 sempre su Tempo illustrato. L\u2019articolo \u00e8<br \/>\nconservato nel Fondo personale Consolo con l\u2019annotazione di Caterina Consolo: \u00ab1970\u00bb,<br \/>\nsenza indicazione del giorno e del mese, ma nel corpo si ravvisa un post quem: \u00abottobre\u00bb.<br \/>\n34. Ms 2, ff. 1-5. Cfr. \u00abC\u2019era Mussolini e il diavolo si ferm\u00f2 a Cefal\u00f9\u00bb, Tempo illustrato, 2 ottobre<br \/>\n1971.<br \/>\n35. Ms 4, ff. 41v<br \/>\n-33v<br \/>\n. Cfr. \u00abGuttuso torna nella \u201csua\u201d Milano\u00bb, L\u2019Ora, 18 ottobre 1974. Sempre<br \/>\nnell\u2019ambito delle arti figurative, un altro articolo di alcuni mesi prima: \u00abBruno Caruso provoca<br \/>\nMilano\u00bb, L\u2019Ora, 9 febbraio 1974.<br \/>\n36. V. CONSOLO, \u00abNottetempo, casa per casa\u00bb, in Luciano Gussoni, Villa Reale di Monza,<br \/>\n10-30 novembre 1971; ID., \u00abMarina a Tindari\u00bb, in Michele Spadaro, Como, Galleria Giovio,<br \/>\n15-30 aprile 1972; poi anche in ID., Marina a Tindari, commento a cura di Sergio<br \/>\nSPADARO, tiratura in cento esemplari numerati fuori commercio, Vercelli, Arti grafiche Cav.<br \/>\nPiero De Marchi, 1972, p. 15-18. Quest\u2019ultima presentazione \u00e8 firmata e precisamente<br \/>\ndatata, com\u2019\u00e8 consuetudine dello scrittore: \u00abVincenzo Consolo || (27 febbraio 1972)\u00bb.<br \/>\nNella fase preparatoria delle giornate di studio di Siviglia, ognuno in possesso e informato<br \/>\ndi un solo testimone, ci siamo scambiati i dati con il collega Miguel \u00c1ngel Cuevas.<br \/>\n124 Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 Nicol\u00f2 Messina<br \/>\n5. Il sommerso<br \/>\nTornando ora ai testimoni manoscritti e dattiloscritti del Sorriso, non \u00e8 questa<br \/>\nla sede per proporne una descrizione esaustiva. Si cercher\u00e0 invece di metterne<br \/>\nin evidenza la portata facendo solo due esempi su versanti apparentemente<br \/>\ndiversi.<br \/>\nIntanto, sulla loro scorta, sar\u00e0 possibile qualche correzione di tiro cronologica.<br \/>\nTra i quaderni mss, gli antiquiores, numerati appunto Ms 1 e Ms 2, contengono<br \/>\nframmenti confluiti nella lezione di Nuovi Argomenti. Tra il 1969 e<br \/>\nil 1975 si collocherebbero gli altri due, denominati Ms 3 e Ms 4: sono latori,<br \/>\ninfatti, di lacerti non presenti nell\u2019edizione 1969 e interpolati come due scatole<br \/>\ncinesi in quella del 1975: l\u2019uno, Ms 3, di un inciso avente per confini: \u00abLasci\u00f2<br \/>\nla speronara [\u2026] alla sua casa a Cefal\u00f9\u00bb (ff. 31-30v<br \/>\n), l\u2019altro, Ms 4, di un ulteriore<br \/>\ninnesto nel tronco dell\u2019inciso precedente: \u00abDietro questi pezzi [\u2026] Caserta<br \/>\ne di Versailles\u00bb (f. 18).<br \/>\nQuesti stessi due quaderni Mss 3 e 4 sono inoltre legati dal ricordo, presente<br \/>\nin entrambi, del primo incontro tra Leonardo Sciascia e Lucio Piccolo<br \/>\navvenuto in un giorno segnalato, il primo in cui grazie a una disposizione del<br \/>\nConcilio Vaticano II si celebrava la messa in lingua italiana: domenica 7 marzo<br \/>\n1965.37 L\u2019appunto potrebbe essere trattato alla stregua di un indizio temporale<br \/>\ne, per come e dove \u00e8 tradito, una sorta di a quo \/ ad quem.<br \/>\n38<br \/>\nIl riuso da parte dell\u2019autore di Ms 4, vergato capovolto, assicura poi la trasmissione<br \/>\ndell\u2019articolo giornalistico su Guttuso gi\u00e0 ricordato e da datare perci\u00f2<br \/>\nante il 18 ottobre 1974.<br \/>\nSe, infine, contestualmente ai dati appena forniti, consideriamo che Ms 3<br \/>\ntramanda varie stesure di Morti sacrata (futuro cap. III), le prime prove di Val<br \/>\nD\u00e8mone (futuro cap. IV), un appunto che rinvia a Il Vespro (futuro cap. V) e che<br \/>\nMs 4 tramanda brani di Val D\u00e8mone e la Lettera di Enrico Pirajno all\u2019avvocato<br \/>\nGiovanni Interdonato (futuro cap. VI), si potrebbe inferire che, se non proprio<br \/>\nintorno al 1965 (incontro Sciascia-Piccolo), gi\u00e0 alla data del 1974 (articolo<br \/>\nsulla mostra di Guttuso) o tutt\u2019al pi\u00fa, in ultima istanza, nel 1975 prima dell\u2019edizione<br \/>\nManus\u00e9, il Sorriso fosse per buona parte, quasi per intero in movimento.<br \/>\nAllo stato attuale, mancherebbero attestazioni mss databili solo dei<br \/>\ncapitoli VII, VIII, IX.<br \/>\n37. Cfr. Ms 3, ff. 17v e 20; Ms 4, f. guardia 1v<br \/>\n.<br \/>\n38. L\u2019appunto sar\u00e0 sviluppato in Le pietre di Pantalica, op. cit., p. 142 e ricordato in Fuga dall\u2019Etna,<br \/>\nop. cit., p. 23-24, dove viene ulteriormente esteso (testo in corsivo nostro): \u00abAl congedo,<br \/>\nsulla porta, Piccolo solennemente disse allo scrittore, indicando con la mano su per<br \/>\nle colline: \u201cSciascia, la invito a scrivere di queste nostre terre, di questi paesi medievali\u201d.<br \/>\n\u201cC\u2019\u00e8 qui Consolo\u201d, rispose Sciascia. \u201cConsolo \u00e8 ancora giovinetto\u201d, replic\u00f2 Piccolo sarcasticamente<br \/>\n(avevo trentatr\u00e8 anni!). Ma io presi quella frase come impegno verso Sciascia e come una<br \/>\nsfida verso il barone\u00bb. L\u2019interesse per il poeta aveva gi\u00e0 dato frutto in un\u2019intera pagina del<br \/>\ngiornale di Nistic\u00f2 con un articolo: \u00abIl barone magico: Lucio Piccolo\u00bb, L\u2019Ora, 17 febbraio<br \/>\n1967, accompagnato da quattro canti inediti. Si noti che \u00abIl barone magico\u00bb \u00e8 il titolo scelto<br \/>\nda Consolo per il trittico che costituisce la penultima parte della sezione Persone, seconda<br \/>\ne centrale di Le pietre di Pantalica, op. cit., p. 133-135, 136-144, 145-149.<br \/>\nSe andiamo ora, secondo esempio, alle tre cartellette di dattiloscritti, se ne<br \/>\npotr\u00e0 ricavare informazione sia dai fascicoli contenuti, sia anche dai bifogli di<br \/>\ncartoncino colorato (rosa) che li raccolgono e conservano. Ed \u00e8 informazione<br \/>\ndi peso circa il crescere del progetto di scrittura e la graduale definizione dell\u2019architettura<br \/>\ndell\u2019opera. Solo qualche breve accenno.<br \/>\nSi confronti ad es. la copertina della cartelletta denominata Ds 1, contenente<br \/>\nprime stesure dei capp. I-VI, con annotazioni a mano di Caterina Consolo,<br \/>\ncon varie modifiche di titolo, con quella della cartelletta designata Ds 3,<br \/>\ncontenente tutta l\u2019opera tranne il cap. VI (Lettera\u2026), sulla quale appare gi\u00e0 lo<br \/>\nschema definitivo autografo con le date relative alla scansione del tempo interno<br \/>\ndell\u2019opera, in corrispondenza dei singoli capitoli: un\u2019articolazione in tre<br \/>\nparti (la prima: cap. I + App. I e II, cap. II + App. I e II; la seconda: capp. IIIV;<br \/>\nla terza: capp. VI-IX) + Appendici finali, numerate \u00ab10)\u00bb e intitolate inizialmente<br \/>\n\u00ab10) La fucilazione\u00bb e poi poste sotto l\u2019epigrafe generica \u00ab10)<br \/>\nAppendici\u00bb; e ancora qualche titubanza sulla collocazione di Morti sacrata (il<br \/>\ncapitolo prima segue \u00ab3) Val D\u00e8mone\u00bb ed \u00e8 quindi numerato \u00ab4)\u00bb, ma poi<br \/>\nentrambe le numerazioni vengono emendate ed invertite).<br \/>\nAncora pi\u00fa illuminante il fascicoletto numerato Ds 1.1, intitolato polisemicamente<br \/>\nCarte per gioco e con l\u2019eloquentissimo sottotitolo \u00ab(Racconti e cose<br \/>\nda raccontare fin dal tempo di Garibaldi)\u00bb, il quale sembra in tutto e per tutto<br \/>\nlo schema strutturale di un\u2019opera non nata, o piuttosto la crisalide che si trasformer\u00e0<br \/>\nnella futura farfalla:39 le Carte sono articolate in tre tempi: \u00abnarrativo\u00bb<br \/>\n(e sarebbe il Sorriso del 1969, quello di Nuovi Argomenti, preceduto per\u00f2 da<br \/>\nun \u00abAntefatto\u00bb scritto ex novo e seguito da un\u2019appendice documentaria (Lettera<br \/>\ndi Enrico Pirajno barone di Mandralisca al barone Andrea Bivona),40 \u00abstorico\u00bb<br \/>\n(con riportati brani documentari storici sulla strage di Alcara e un<br \/>\nbollettino di guerra), \u00abmagico o poetico\u00bb, dedicato a Lucio Piccolo, brano<br \/>\nche con qualche variante vedr\u00e0 la luce molto tempo dopo nelle Pietre di Pantalica.<br \/>\n41<br \/>\n\u00c8 evidente, e non pu\u00f2 non sorprendere, come in tempi insospettati ed alti<br \/>\nnella cronologia del Sorriso, fossero gi\u00e0 tutti presenti i principali semi, gli elementi<br \/>\nlievitati nel futuro libro: l\u2019invenzione diegetica, l\u2019analitico storico d\u2019influenza<br \/>\ntedesca, il poetico; ci fossero i personaggi e i fatti: insomma, come<br \/>\nscrive Enrico Pirajno di Mandralisca, per un momento alter ego dell\u2019autore,<br \/>\n\u00abil timbro e il tono, e le parole\u00bb (Sorriso, ed. 2004, p. 119). Sembra pure chiaPer<br \/>\nuna storia di Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio di Vincenzo Consolo Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 125<br \/>\n39. Il titolo \u00e8 allusivo: nugae, carte da gioco (tre come i tempi), cartelle dss \u00abper giocare\u00bb,<br \/>\ne verosimilmente anche nel senso traslato del jouer, del play, \u00abda eseguire, interpretare, rappresentare\u00bb.<br \/>\nAncor di pi\u00fa il sottotitolo, con l\u2019accenno al gi\u00e0 raccontato (la propria pi\u00e8ce iniziale)<br \/>\ne alle cose o fatti otto-novecenteschi ancora in cerca d\u2019autore, un autore che sappia<br \/>\ncome raccontarli, e in quale chiave: diversa dalla canonica, allora, da quella suggerita dagli<br \/>\nauctores?, non alla Verga, Pirandello, Tomasi, Sciascia?<br \/>\n40. Sarebbe la prima attestazione della futura \u00abAppendice prima\u00bb del cap. I.<br \/>\n41. \u00c8 il primo dei tre capitoletti riuniti \u2014 come gi\u00e0 detto \u2014 sotto il titolo \u00abIl barone magico\u00bb<br \/>\nnella sezione Persone di Le pietre di Pantalica, op. cit., p. 133-135.<br \/>\n126 Quaderns d\u2019Itali\u00e0 10, 2005 Nicol\u00f2 Messina<br \/>\nro come fosse gi\u00e0 maturata la scelta del \u00abromanzo storico-metaforico\u00bb42 con<br \/>\nun occhio rivolto al Manzoni, ma superandone il paternalismo espressivo grazie<br \/>\nall\u2019insegnamento di Verga,43 e l\u2019altro ai tedeschi del Gruppo 47, gli \u00abanalitici\u00bb<br \/>\nHans Magnus Enzensberger, Alexander Kluge ed altri, di cui aveva dovuto<br \/>\nleggere pagine sul Menab\u00f2 vittoriniano (9, 1966) e nelle traduzioni dei primi<br \/>\nanni Settanta,44 e che lo riportavano forse al Manzoni che ritratta e, ormai<br \/>\nspinto alla negazione dei suoi stessi precetti poetici, \u00e8 capace solo di redigere la<br \/>\nStoria della colonna infame45 che a tutti i costi vuol pubblicare in solido con<br \/>\nI promessi sposi (1842).46<br \/>\nScorgiamo gi\u00e0 all\u2019orizzonte, insomma, il Sorriso quale \u00e8 arrivato a noi, e<br \/>\nnella chiave e forma, scelte dall\u2019autore, di \u00abromanzo ideologico\u00bb, cio\u00e8 di romanzo<br \/>\n\u00abcritico\u00bb, di una ideologia che consiste \u00abnell\u2019opporsi al potere, qualsiasi potere,<br \/>\nnel combattere con l\u2019arma della scrittura, che \u00e8 come la fionda di David, o<br \/>\nmeglio la lancia di Don Chisciotte, le ingiustizie, le sopraffazioni, le violenze,<br \/>\ni mali e gli orrori del nostro tempo.\u00bb47<br \/>\n42. V. CONSOLO, Fuga dall\u2019Etna, op. cit., p. 70; all\u2019insegna della convinzione pi\u00fa volte manifestata,<br \/>\ned esplicitata dall\u2019esergo di questo stesso libro-intervista (p. 1), che: \u00abIl solo coerente<br \/>\nsistema di segni da cui pu\u00f2 essere colta la storia come realt\u00e0 materiale sembra essere la<br \/>\nletteratura (H. M. ENZENSBERGER, Letteratura come storiografia)\u00bb.<br \/>\n43. C. RICCARDI, \u00abInganni e follie della storia \u00bb, in E. PAPA (ed.), Per Vincenzo Consolo, op. cit.,<br \/>\np. 91.<br \/>\n44. Ibid., p. 82 e p. 109, n. 3. E, prima, cfr. V. CONSOLO, Fuga dall\u2019Etna, op. cit., p. 49.<br \/>\n45. Nell\u2019a parte, quasi alla fine del cap. VII del Sorriso, viene alla fine omesso un brano dell\u2019Introduzione<br \/>\ndella Storia manzoniana, che viene bens\u00ed riportato nella fonte di quel passo<br \/>\n(in corsivo nostro il lacerto tradito da Luciano Gussoni, op. cit. e poi espunto): \u00abChe vengano,<br \/>\nvengano ad orde sferraglianti, con squilli lame della notte, perch\u00e9 il silenzio, la pausa<br \/>\nti morde. || Chi sparse quella peste? Nessuno. Nessuno con cuore d\u2019uomo accese queste micce.<br \/>\n\u00ab\u2026La rabbia resa spietata da una lunga paura, e diventata odio e puntiglio contro gli sventurati<br \/>\nche cercavan di sfuggirle di mano; o il timor di mancare a un\u2019aspettativa generale\u2026; il<br \/>\ntimor fors\u2019anche di gravi pubblici mali che ne potessero avvenire\u00bb. Ma gi\u00e0 \u00e8 tardi. Gi\u00e0 sono state<br \/>\nissate le colonne dell\u2019infamia. || Ma tu aspetta, fa\u2019 piano. [\u2026]\u00bb (Sorriso, ed. 2004, p. 130).<br \/>\n46. Un\u2019incisiva descrizione della macerante riflessione manzoniana viene proposta da Giovanni<br \/>\nALBERTOCCHI, Alessandro Manzoni, Madrid: S\u00edntesis, 2003, p. 106-116.<br \/>\n47. In questi termini viene esplicitata la definizione in V. CONSOLO, Fuga dall\u2019Etna, op. cit.,<br \/>\np. 70. Dalla facile accusa di ideologismo mette al riparo la pregnante valutazione di M. ONOFRI,<br \/>\n\u00abNel magma italiano\u00bb, in E. PAPA (ed.), Per Vincenzo Consolo, op. cit., p. 60: \u00abConsolo,<br \/>\necco il punto, \u00e8 un miracoloso scrittore politico: laddove il miracolo sta nel fatto che la<br \/>\npolitica gli si eserciti sulla pagina per via di un\u2019oltranza di stile.\u00bb<a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/download.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/download.jpg\" alt=\"download\" width=\"198\" height=\"255\" class=\"alignnone size-full wp-image-373\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una storia di Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio di Vincenzo Consolo Nicol\u00f2 Messina Universitat de Girona Abstract Il contributo tenta di delineare la storia del farsi dell\u2019opera pi\u00fa studiata di Vincenzo Consolo sulla scorta dei testimoni gi\u00e0 sottoposti a recensio (edizioni a stampa, dattiloscritti, manoscritti). 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