{"id":3670,"date":"2025-02-02T16:16:00","date_gmt":"2025-02-02T16:16:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3670"},"modified":"2025-02-03T16:24:59","modified_gmt":"2025-02-03T16:24:59","slug":"via-volta-a-milano-quando-leonardo-sciascia-lambiva-i-bastioni-il-salotto-dei-letterati-a-casa-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3670","title":{"rendered":"Via Volta a Milano, quando Leonardo Sciascia lambiva i Bastioni: il salotto dei letterati a casa di Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Gianni Santucci<\/em> <br>2 feb 2025 Corriere della Sera <\/p>\n\n\n\n<p>Al civico 20 l\u2019invito (accettato) da Consolo per una cena. E l\u2019inizio di una carriera. <br>Nel 1971, sotto questo portone di un\u2019altezza spropositata, che ancor oggi, a guardarlo, fa immaginare che una giraffa potrebbe passarci sotto eretta e tranquilla come un\u2019inquilina qualsiasi, senza dover neppure piegare il collo, entr\u00f2 Leonardo Sciascia. Era un tardo pomeriggio. Aveva un invito a cena da parte di un suo giovane amico, come lui siciliano, che da tre anni s\u2019era trasferito a Milano, assunto in Rai. Sciascia, in quel momento, ha gi\u00e0 pubblicato alcuni capolavori, Il giorno della civetta, A ciascuno il suo, Il consiglio d\u2019Egitto. Vincenzo Consolo invece di libri ne ha pubblicato solo uno, che ha ricevuto tanti apprezzamenti, ma non \u00e8 ancora uno scrittore celebre. Ha 38 anni, dodici meno di Sciascia, e si \u00e8 appena trasferito a vivere in questo bel palazzo storico, con la compagna Caterina; con Sciascia ha confidenza, ma ancora una certa reverenza. Forse \u00e8 per questo che, prima di ospitarlo a cena per la prima volta, ha aspettato di avere un appartamento adeguato per riceverlo. L\u2019indirizzo \u00e8 via Volta, civico 20, a pochi passi dai bastioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo e Caterina preparano \u00abun pasto classico milanese: risotto con lo zafferano, cotoletta con pur\u00e8, formaggi. Alla fine Leonardo commenta: \u201cNon c\u2019\u00e8 niente da fare. Se io non mangio la pasta \u00e8 come se non avessi mangiato\u201d\u00bb. La storia \u00e8 ricordata nella Cronologia che apre il Meridiano Mondadori dedicato a Consolo, ormai entrato nel canone della letteratura del Novecento, un gigante della lingua italiana lavorata a un livello maestoso. L\u2019introduzione di Cesare Segre si apre cos\u00ec: \u00abVoglio subito enunciare un giudizio complessivo: Consolo \u00e8 stato il maggior scrittore italiano della sua generazione. Il romanzo Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio fu una rivelazione\u00bb. Ecco, Il sorriso: Consolo lo scrive quasi tutto nella casa di via Volta, e lo conclude pochi mesi prima della pubblicazione, nel 1976. Con il lavoro per quel romanzo, \u00abGiulio Einaudi si affeziona moltissimo a Vincenzo\u00bb. \u00c8 l\u2019occasione di altre cene in via Volta. Anche l\u2019editore transita sotto il mastodontico ingresso. \u00abEinaudi viene spesso a Milano, e in molti casi si autoinvita a cena dai Consolo, arrivando in macchina da Torino, con un minimo preavviso\u00bb. Ricorder\u00e0 Consolo: \u00abCi piombava a casa all\u2019improvviso, si metteva a tavola con noi. Una sera sbuccia una mela, e toglie met\u00e0 polpa. Caterina gli dice: \u201cGiulio, ma che fai? Cos\u00ec la butti via\u201d. \u201cLasciami stare, che quando eravamo ragazzi mio padre (l\u2019economista Luigi Einaudi, ndr) ci faceva raccogliere le mele da terra e dovevamo mangiare quelle, e quelle buone bisognava venderle. Questo era l\u2019economista! Il presidente della Repubblica!\u201d\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Consolo aveva studiato a Milano, alla Cattolica. In piazza Sant\u2019Ambrogio aveva assistito alla massa dei braccianti e degli zolfatari che partivano dalla sua Sicilia, e vicino alla basilica dedicata al santo Ambrogio restavano pochi giorni, giusto il tempo di essere esaminati dalle commissioni francesi e belghe, che dopo le visite li mettevano sui treni dell\u2019emigrazione. Dopo il ritorno in Sicilia, Consolo risale a Milano in treno il primo gennaio 1968, per prendere servizio come funzionario in Rai, dopo aver vinto un concorso. Una collega, Caterina Pilenga, gli va incontro e gli dice che ha letto il suo libro, \u00abma qui ho scritto tutte le parole che non so, e lei me le deve spiegare!\u00bb. Vincenzo e Caterina rimarranno insieme per tutta la vita; si sposeranno alla Villa Reale, con rito civile, il 10 settembre 1986. In Rai Consolo, insofferente come altri intellettuali al clima di cupa lottizzazione politica, vivr\u00e0 anni non semplici, ai limiti del mobbing. Per l\u2019uscita di Retablo, nel 1987, Leonardo Sciascia pubblica sul Corriere un tributo al nuovo romanzo di Consolo, poche righe di cristallina lucidit\u00e0 sulla citt\u00e0 e sulla migrazione: \u00abScontrosamente emigrando dalla Sicilia e scontrosamente vivendo a Milano, per ragioni diverse (e magari tra loro in contrasto) amando e detestando la Sicilia come ama e detesta Milano, Consolo ha trovato nella regione della fantasia il modo di pacificarsi ad entrambe: all\u2019isola delle sconfitte, alla citt\u00e0 che non perdona sconfitte\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel dicembre 1995 Vincenzo e Caterina lasciano via Volta e si trasferiscono in corso Plebisciti, 9. Corrado Stajano e sua moglie Giovanna Borgese sono stati i loro amici di sempre. Consolo \u00e8 morto il 21 gennaio del 2012. Stajano ha scritto: \u00abNon ha mai tradito la sua isola. Andava per vedere un\u2019altra volta quel che aveva nel cuore. Non lo ritrovava. Ferito tornava al Nord, a Parigi, a Madrid. E poco dopo riprendeva la strada dell\u2019eterno viaggio, riandava in Sicilia. \u00c8 morto nella Milano della sua giovinezza. Nella grande stanza foderata dai libri degli scrittori amati di laggi\u00f9. Alle pareti un dipinto con una smisurata macchia arancione, il disegno di due ragazzi di Casarsa, di Pasolini, l\u2019Ignoto marinaio di Guttuso, incisioni secentesche, ritratti, carte geografiche dell\u2019isola stampate all\u2019ins\u00f9 e all\u2019ingi\u00f9. Tutto qui sa di Sicilia\u00bb<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475644319_10234147390136461_5087275172074165597_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"828\" height=\"893\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475644319_10234147390136461_5087275172074165597_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3671\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475644319_10234147390136461_5087275172074165597_n.jpg 828w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475644319_10234147390136461_5087275172074165597_n-278x300.jpg 278w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475644319_10234147390136461_5087275172074165597_n-768x828.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 828px) 100vw, 828px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475835972_10234147390336466_249159614445690539_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"828\" height=\"496\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475835972_10234147390336466_249159614445690539_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3672\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475835972_10234147390336466_249159614445690539_n.jpg 828w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475835972_10234147390336466_249159614445690539_n-300x180.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2025\/02\/475835972_10234147390336466_249159614445690539_n-768x460.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 828px) 100vw, 828px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Gianni Santucci 2 feb 2025 Corriere della Sera Al civico 20 l\u2019invito (accettato) da Consolo per una cena. 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