{"id":3650,"date":"2025-01-10T12:11:00","date_gmt":"2025-01-10T12:11:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3650"},"modified":"2025-01-12T12:27:40","modified_gmt":"2025-01-12T12:27:40","slug":"e-tu-e-noi-chi-siamo-meditazioni-consoliane-sulle-rovine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3650","title":{"rendered":"\u00abE tu, e noi, chi siamo?\u00bb. Meditazioni consoliane sulle rovine"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p>Pubblicato il&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/e-tu-e-noi-chi-siamo-meditazioni-consoliane-sulle-rovine\/\">10 gennaio 2025<\/a>&nbsp;da&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/author\/redazione\/\">Comitato di Redazione<\/a><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/meridiano.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/meridiano-185x300.jpg\" alt=\"meridiano\" class=\"wp-image-84307\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>di&nbsp;<em>Ada Bellanova<\/em>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>\u00abSembra retorico, ma non lo \u00e8: sono emozionato a vedere tutto questo. Quanta gente \u00e8 passata di qui! [\u2026]&nbsp; Sento il contatto con chi \u00e8 passato di qui\u00bb. Mentre tocca i massi e i cocci delle rovine di Eloro, con queste parole Consolo si rivolge a Sebastiano Burgaretta per dirgli la sua commozione&nbsp;<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn1\">[1]<\/a>. Ma simili se non identici devono essere stati i toni tutte le volte che l\u2019autore ha percorso e ripercorso i sentieri tra le rovine della Sicilia, nell\u2019abitudine che, inaugurata precocemente, nell\u2019adolescenza, \u00e8 poi diventata passione, quasi ossessione dell\u2019intera vita, e ha generato itinerari letterari significativi contagiando la stessa scrittura, rendendola cio\u00e8 profondamente \u2018archeologica\u2019, votata allo scavo, all\u2019indagine delle profondit\u00e0 della storia.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019emozione di Consolo davanti ai resti delle epoche pi\u00f9 antiche \u00e8 consapevolezza del loro valore. Da qui nascono le pagine dense di indignazione nei confronti dell\u2019incuria contemporanea. Al lettore de&nbsp;<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>&nbsp;non pu\u00f2 non venire in mente l\u2019amarezza dell\u2019anonimo viaggiatore per i resti di Megara Hyblea e la necropoli di Thapsos sfregiati dal fumo delle ciminiere, soffocati dalla Lestrigonia infernale del polo industriale siracusano [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn2\">2<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 il tempo la causa maggiore del deteriorarsi delle rovine del passato, piuttosto lo sono gli esseri umani. Proprio questo dichiara Consolo in un articolo poco citato del 2006 scritto per l\u2019area archeologica di Morgantina [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn3\">3<\/a>]: se la formula iniziale, che d\u00e0 anche il titolo al testo, \u00abChe non consumi tu, Tempo vorace\u00bb, la stessa che \u2013 riporta l\u2019autore \u2013 gli incisori romantici utilizzavano come didascalia alle loro raffigurazioni del passato, avvisa della voracit\u00e0 dello scorrere degli anni, anzi, dei secoli, che guastano ogni cosa, l\u2019analisi lucida che segue individua la ragione principale delle cattive condizioni in cui versano i siti archeologici nelle responsabilit\u00e0 umane, ovvero incuria e scavi clandestini, spesso con coinvolgimento mafioso.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Lolivo-e-lolivastro.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Lolivo-e-lolivastro-193x300.jpg\" alt=\"lolivo-e-lolivastro\" class=\"wp-image-84308\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ci\u00f2 che \u00e8 accaduto con i reperti di Morgantina, ad esempio con la&nbsp; dea, asportata illecitamente, finita dopo una vendita all\u2019asta addirittura al Museo Paul Getty e tornata in Italia dopo la condanna del ricettatore e i necessari accertamenti solo nel 2011, quindi dopo la pubblicazione del testo. D\u2019altra parte, il sentire comune non \u00e8 estraneo alla logica dei \u2018tombaroli\u2019, che interpreta i resti del passato solo in chiave utilitaristica, quale mezzo di un possibile profitto. Per questo con amaro sarcasmo, nell\u2019antifrastico racconto eponimo di&nbsp;<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>, Consolo sceglie come protagonista, e voce narrante, un detenuto per associazione mafiosa il quale, nella straniante confessione di attaccamento alla sua patria siciliana, auspica una maggiore resa delle rovine, ad esempio la vendita agli americani oppure a Berlusconi [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn4\">4<\/a>]. Cos\u00ec si tradisce e si corrompe ci\u00f2 che \u00e8 sacro.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019incontro con le rovine \u00e8 per l\u2019autore necessit\u00e0: lo scavo \u00e8 ricerca del passato per riacquistarne consapevolezza in un presente omologante e perennemente in corsa che non tollera attenzione per la memoria e per gli&nbsp; esseri umani. Ci\u00f2 rende i resti di antiche civilt\u00e0 il rifugio ideale per molti personaggi consoliani, inquieti viaggiatori amareggiati o insoddisfatti dal presente. E proprio le rovine suscitano in loro riflessioni sulla fragilit\u00e0 dell\u2019essere umano ma anche sul tempo e sull\u2019infinito.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L\u2019infinito e non solo: riflessioni sulle rovine in&nbsp;<em>Retablo<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><em>Retablo<\/em>&nbsp;\u00e8 percorso da una vibrante passione per i resti del passato, che scaturisce dall\u2019abitudine e dall\u2019interesse dell\u2019autore ma anche dall\u2019adozione dello schema dell\u2019odeporica settecentesca. Infatti, nelle memorie di viaggiatori stranieri, che, attratti dall\u2019Italia e dal Mediterraneo, si mossero fra i resti antichi abbandonandosi al godimento malinconico di un paesaggio fatto di natura e ruderi e \u2018scoprirono\u2019 la religione laica delle rovine, l\u2019isola ha un posto privilegiato, e in&nbsp;<em>Italianische Reise<\/em>&nbsp;di Goethe, in particolare, Consolo coglie la ricerca di una rinascita, un cammino a ritroso verso le radici della civilt\u00e0 e della cultura che ha la sua necessaria conclusione proprio in Sicilia dove si svelano al viaggiatore del Nord, come in una iniziazione misterica, gli straordinari prodigi dei templi e dei marmi [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn5\">5<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Clerici viaggia, in fuga da un amaro presente, nel passato, e scopre architetture antiche, statue e reperti d\u2019ogni sorta che gli procurano uno straordinario piacere, a tratti addirittura un\u2019estasi. I resti archeologici restituiscono lo splendore del passato di Segesta, Selinunte e Mozia, ma essi appartengono anche alla dimensione dell\u2019immaginario per la prospettiva idealizzante con cui il viaggiatore li osserva: realt\u00e0 passata e sogno si fondono nella caratterizzazione di un\u2019alternativa al presente in cui rifugiarsi.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A rendere pi\u00f9 viva l\u2019esperienza del viaggio concorrono le frequenti descrizioni di antichit\u00e0, pause ecfrastiche a cui si accompagna una ricca intertestualit\u00e0 fatta di riferimenti letterari, artistici e autocitazioni, e che permettono una pi\u00f9 facile immedesimazione da parte del lettore in virt\u00f9 del frequente corredo di suggestioni dell\u2019esperienza sensibile. L\u2019ambientazione settecentesca poi sposta la fruizione dei reperti in un altro tempo, togliendoli alle sale museali, ai percorsi espositivi attuali: templi, metope, statue emergono da un caos quasi armonioso, non toccato dalle chiassose comitive&nbsp; della contemporaneit\u00e0, e sono sacri perch\u00e9 testimonianza di un passato ancora pi\u00f9 antico.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/retablo.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/retablo-193x300.jpg\" alt=\"retablo\" class=\"wp-image-84309\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il racconto della tappa a Segesta \u00e8 dominato dall\u2019imponenza del tempio che appare a Clerici alto e solitario sul colle, circondato dal burrone [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn6\">6<\/a>], con un\u2019immagine simile a quella reale che ancora oggi si presenta a chiunque guardi dal basso verso il sito archeologico, ripetuta nell\u2019iconografia di guide e cartoline. La percezione visiva del paesaggio da parte del personaggio accoglie le suggestioni generate dalla stessa esperienza dell\u2019autore e suscita un\u2019immedesimazione e una partecipazione anche emotiva da parte del lettore, che, proiettatosi all\u2019interno dello spazio narrato, lo percorre con il suo sguardo mentale, sulla base delle proprie esperienze, ed \u00e8 portato a condividere lo stupore espresso dalla narrazione. Ma nella descrizione intervengono tratti onirici suscitati dalla prospettica classicheggiante di Clerici: il tempio \u00e8 \u00abcome corona sul fronte d\u2019un gran dio\u00bb; pi\u00f9 avanti, diventa addirittura, nel disegno idealizzante del narratore, luogo arcadico, con pastorelle danzanti e musici [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn7\">7<\/a>]. La visione delle rovine \u00e8 dunque un sogno perch\u00e9 chiama in causa, idealizzandola e vestendola di mito, l\u2019antichit\u00e0. Essa \u00e8 per\u00f2 anche in grado di generare meditazioni sul tempo e sull\u2019eternit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>La puntuale descrizione del tempio, corredata di informazioni molto precise, quasi tecniche, rompe lo slancio estatico [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn8\">8<\/a>] solo brevemente, per alludere probabilmente al testo di Goethe dove invece l\u2019edificio \u00e8 descritto con entusiasmo contenuto e osservazioni da profano, sigillate da \u00abUn architetto potrebbe stabilirlo con esattezza\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn9\">9<\/a>]. Ma non altezze, larghezze, volumi interessano davvero a Clerici: le osservazioni a proposito della posizione e a proposito dell\u2019assenza di cella e copertura, della mancanza di scanalatura nelle colonne o scalpellatura nelle bugne dei lastroni si concludono con l\u2019ipotesi suggestiva di un progetto ben preciso degli antichi che vollero il tempio, armonioso e imponente sul paesaggio pietroso, ma aperto verso il cielo, come porta o passaggio \u00abverso l\u2019ignoto, verso l\u2019eternitate e l\u2019infinito\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn10\">10<\/a>].&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle memorie di viaggio del personaggio allora si insinuano impressioni che solo all\u2019autore possono appartenere, o al referente novecentesco dell\u2019itinerario, il pittore Clerici. Don Fabrizio di fronte al tempio medita sull\u2019eternit\u00e0, diventa Leopardi davanti alla siepe [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn11\">11<\/a>]. Seduto sullo stilobate tra le colonne da cui pende una \u2018siepe\u2019 di cappero, rovo, euforbia, egli ammira l\u2019immensit\u00e0 dello spazio che \u00e8 al di l\u00e0 e si ritrae nel passato, sprofonda nella vertigine dell\u2019infinita sequenza di civilt\u00e0 evocate dalle rovine, lontano da un presente tumultuoso e tragico. Come ne&nbsp;<em>L\u2019infinito<\/em>&nbsp;leopardiano, a cui rinvia la sequenza di gerundi \u00abE sedendo e mirando, e ascoltando\u00bb, vista e udito sono tutti impegnati nel confrontare il presente sensibile (il cappero che oscilla al vento, le gazze e i corvi che stridono, il verso delle cicale, il fluire del fiume) con l\u2019eterno. Clerici di fronte al tempio di Segesta \u00e8 capace di andare oltre Goethe, di varcare il limite, naufragare nell\u2019infinito [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn12\">12<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>La stessa cosa capita all\u2019anonimo viaggiatore di&nbsp;<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>, che ha maggiori evidenze autobiografiche<em>.&nbsp;<\/em>In fuga dai resti di un incendio doloso e dal chiasso dissacrante di alcune comitive che sciamano attorno al tempio, reso pi\u00f9 imponente dal deserto di carbone e ceneri, ma ancor di pi\u00f9 per staccarsi dalla corruzione e dal massacro della Palermo mafiosa, egli sale sul colle e poi, supino, in mezzo alle colonne, mentre medita sull\u2019incompiutezza che rende l\u2019edificio mirabile, quasi quello si fosse fatto da s\u00e9, si lascia rapire dall\u2019osservazione del cielo stellato inquadrato nel recinto del tempio: \u00abRimango immobile e contemplo, sprofondo estatico nei palpiti, nei fuochi, nei bagliori, nei frammenti incandescenti che si staccano, precipitano filando, si spengono, finiscono nel pi\u00f9 profondo nero\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn13\">13<\/a>]. L\u2019ipotesto leopardiano ritorna nella costruzione dell\u2019emozionante naufragio di Clerici nel mare di rovine di Selinunte.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nella smania di percorrere continuamente l\u2019isola, la tappa si rivela per Consolo irrinunciabile, fin dall\u2019adolescenza [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn14\">14<\/a>]. L\u2019antica citt\u00e0 \u00e8 per lui estremamente affascinante: la sua fondazione ad opera dei migranti di Megara Iblea ha sapore epico, i suoi resti sono imponenti e misteriosi. Il racconto pi\u00f9 suggestivo dell\u2019incontro con le rovine \u00e8 proprio in&nbsp;<em>Retablo<\/em>. L\u2019avventura di Clerici ha il sapore di una scoperta: come un nuovo Fazello egli si trova di fronte a inattesi e abbondanti resti e la sua commozione mentre si immerge nel suggestivo labirinto di marmi e piante \u00e8 contagiosa per il lettore.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>La meraviglia di fronte ai resti dell\u2019antica citt\u00e0 avvolti dalla vegetazione \u00e8 espressa attraverso fitte enumerazioni che costruiscono narrativamente il mare di rovine [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn15\">15<\/a>]. In questa distesa di marmi Clerici trova anche le metope, in particolare quella che ritrae Zeus e Era: a Consolo, che in pi\u00f9 di un\u2019occasione si \u00e8 espresso sul valore di questi \u00ablibri di pietra\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn16\">16<\/a>], non sfugge l\u2019opportunit\u00e0 di collocarle l\u00ec, in un ipotetico e verosimile caos settecentesco, prima della catalogazione museale, a dimostrarne, nel racconto della seduzione esercitata sul viaggiatore, persino in una collocazione per cos\u00ec dire selvatica, nell\u2019abbandono della vegetazione, la forza narrativa.<\/p>\n\n\n\n<p>Di fronte alle rovine, il pensiero della fragilit\u00e0 di Selinunte diventa meditazione sulla sacralit\u00e0 dei resti e l\u2019estasi contemplativa che ne consegue, come nel caso del tempio di Segesta, ha i tratti dell\u2019ebbrezza leopardiana di fronte all\u2019infinito. Lo smarrimento di Clerici si traduce in un naufragio dei sensi nel mare dei resti, naufragio a cui concorrono gli effetti sonori, cio\u00e8 le voci immaginate di altre epoche \u2013 le morte stagioni \u2013 e visivi, ovvero i reperti che, affastellati, ammonticchiati, in un incredibile caos, sbucano nella vegetazione [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn17\">17<\/a>]: \u00abL\u00e0 un altro mar di pietra m\u2019attendeva e mi ghermiva, una tempesta solida di basamenti, di tamburi, d\u2019architravi, di capitelli, di templi, di are, di celle, di nicchie, d\u2019agor\u00e0, di case, di botteghe, e io dentro, su onde e avvallamenti, su per le scale e sotto in ipogei, ebbro vi natava\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn18\">18<\/a>].<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Le-pietre-di-Pantalica.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Le-pietre-di-Pantalica-191x300.jpg\" alt=\"le-pietre-di-pantalica\" class=\"wp-image-84310\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>A questa estasi segue la scoperta dell\u2019area sacra dedicata a Demetra Malophoros che, come nel racconto autobiografico contenuto in&nbsp;<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, ha i tratti di un percorso di iniziazione, quasi un incontro con l\u2019Aldil\u00e0. Se la visita in compagnia di Ignazio Buttitta e Vincenzo Tusa del 1984 \u00e8 un \u00abprocedere iniziatico o profanatorio\u00bb e le persone reali a un tratto vengono risucchiate nel pozzo di Ecate \u00abnel mistero e nell\u2019oscurit\u00e0 infinita del Tempo\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn19\">19<\/a>], l\u2019esperienza di Clerici, in un crescendo di particolari che evidenziano la consueta abbondanza archeologica e evocano il mistero del luogo, si chiude, proprio l\u00ec sulle rovine, davanti a un inatteso rito funebre dal sapore pagano, con tanto di epicedio, per una ragazza precocemente morta. Tra le nere donne che piangono e si lamentano con movenze da coro tragico, la \u00abfanciulla d\u2019impareggiabile bellezza che la luna nel cielo, nello splendore pieno, inargentava\u00bb allude a&nbsp;<em>Muri\u00f3 la verdad<\/em>, uno dei&nbsp;<em>Desastres de la guerra&nbsp;<\/em>diGoya, come sembrano confermare le parole del narratore: \u00abAddio. Tu eri il pudore, la trepidazione, il sentimento, tu la&nbsp;<em>verit\u00e0<\/em>&nbsp;[corsivo mio] del mondo. Ora non \u00e8 che falsit\u00e0, laidezza, brutalit\u00e0 e follia. Io un misero uomo, un nolente, un fuggitivo\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn20\">20<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apostrofe meditativa attribuisce al rito funebre e al corpo della ragazza un alto valore simbolico: diventa preghiera, lamento e compianto per un tempo che non esiste pi\u00f9, \u00e8&nbsp;<em>pietas<\/em>&nbsp;nei confronti delle realt\u00e0 lontane, perdute di cui sono traccia tutti i resti osservati, le pietre calpestate o sfiorate, l\u2019emozionante mare di resti di Selinunte,&nbsp;<em>pietas<\/em>&nbsp;tanto pi\u00f9 necessaria di fronte all\u2019incuria e alla superficialit\u00e0 contemporanee. Ma l\u2019episodio \u00e8 forse anche smemoramento, perdita di s\u00e9, in una sorta di contatto concesso con un altro tempo, un altro mondo, come sembra confermare il successivo \u00abI\u2019mi trovai disteso, e non so come\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn21\">21<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora pi\u00f9 misteriosa risulta, nel romanzo, Mozia, con gli abbondanti reperti archeologici affioranti dal terreno. E questo gi\u00e0 nell\u2019approdo, in cui, alla sorpresa di Clerici e Isidoro di fronte ai primi relitti che si affacciano dai fondali si accompagna una lunga nota dai toni meditativi, che \u00e8 autocitazione da&nbsp;<em>Paludi e naufragi<\/em>, testo composto per la mostra di F. Mulas [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn22\">22<\/a>]. Agli occhi del viaggiatore Mozia emerge dal mare inondata di luce fenicia. Poi \u00e8 \u00abisola di spirti\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn23\">23<\/a>] che genera spavento e attrazione in Isidoro mentre si rivela seminata di pignatte, \u2018una grande trovatura\u2019. Il suo tesoro sono le pietre, nocive e odiose, che i contadini dell\u2019isola cercano di scansare per provare a coltivare la terra e che si rivelano al lettore rassegna di buona parte del patrimonio museale locale, in un procedimento ecfrastico originale che restituisce ancora una volta la natura delle antiche opere d\u2019arte ipotizzandone la collocazione settecentesca, quindi lo stato d\u2019abbandono e l\u2019accumulo casuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra le pietre c\u2019\u00e8 anche la straordinaria statua dell\u2019Efebo ed \u00e8 proprio questa a suscitare le riflessioni del protagonista. Consolo vuole che i viaggiatori trovino l\u2019opera per caso, nelle mani di alcuni contadini che non sanno che farsene e che anzi vogliono liberarsene, secondo lo stereotipo, comune nei resoconti di viaggi settecenteschi, del siciliano ospitale ma ignorante. Alla fine lavorazione che Clerici intravede nel marmo pur sotto le incrostature di terriccio fa da contraltare la fatica dei salinari, che appaiono neri sulla bianchezza dello Stagnone a lui che li contempla a distanza, commentata dall\u2019osservazione del vecchio contadino dell\u2019isola \u00abEh, la vita \u00e8 dura, ma pi\u00f9 per noi che la campiamo fidando solamente nelle braccia\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn24\">24<\/a>]. Insomma la vita umana \u00e8 decisamente un\u2019altra cosa rispetto all\u2019arte, ma lo stesso Clerici giunger\u00e0 a questa conclusione, proprio partendo dallo strano destino della statua.<\/p>\n\n\n\n<p>La lunga ecfrasi veicola l\u2019immagine del Giovane di Mozia cos\u00ec come appare ai visitatori del Museo Whitaker e per\u00f2 il luogo \u00e8 un altro. Dopo averlo fatto finire nelle mani di Clerici, che lo ha voluto caricare premurosamente sulla nave per portarselo via, l\u2019autore vuole che l\u2019Efebo ritorni all\u2019oblio, nei flutti: durante il viaggio il marmo rompe i legami; un\u2019onda pi\u00f9 alta, sopraggiunta al levarsi dello scirocco, spinge la statua in mare. La reminiscenza di&nbsp;<em>Morte per acqua<\/em>&nbsp;di Eliot per dire il destino della \u00absquisita fattura d\u2019uomo, fiore d\u2019estrema civilt\u00e0, estrema arte\u00bb sostanzia la riflessione sui limiti della letteratura e dell\u2019arte: \u00abtu, com\u2019ogni arte, non vali la vita, un fiato del pi\u00f9 volgare o incolto, pi\u00f9 debole o sgraziato uomo\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn25\">25<\/a>]. Attraverso le parole di Clerici Consolo sostiene cos\u00ec che la creazione artistica, pur pregevole, \u00e8 poca cosa di fronte al valore della vita umana, che \u00e8 \u2013 o dovrebbe essere \u2013 &nbsp;sacra e inoffendibile, la vita di tutti quelli che si sono spenti in mare, sciolti nelle ossa alla maniera dell\u2019eliotiano Phlebas il fenicio [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn26\">26<\/a>].&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Nottetempo.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Nottetempo-193x300.jpg\" alt=\"nottetempo\" class=\"wp-image-84311\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Tra i cocci e l\u2019infinito a Filosofiana<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Sebbene l\u2019apologo&nbsp;<em>Filosofiana<\/em>&nbsp;evidenzi la miseria e l\u2019ignoranza dei personaggi e nell\u2019amara conclusione che delude i sogni di tesori e ricchezze suscitati da una tomba antica racconti la tragedia dell\u2019esistenza, anche al protagonista Vito Parlagreco capita di meditare sui resti antichi. Eppure i reperti in s\u00e9 non gli interessano affatto, piuttosto vorrebbe toglierli di mezzo e coltivare una terra tutta sua, e, mentre si affatica a \u2018spietrare\u2019 sogna una casetta circondata da alberi e fiori. Ma la \u00abdistesa rossigna in groppa all\u2019altopiano di cocci e di rantumi, pance culi manici di scifi, lemmi, di bombole e di giare\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn27\">27<\/a>] e il pensiero delle favole sulla vicina Villa del Casale accompagnano la concretezza del suo pasto di pane e pecorino con inattese considerazioni sul destino degli esseri umani. Le riflessioni sono quelle del suo autore. \u00abMa che siamo noi, che siamo?\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn28\">28<\/a>], si domanda. Egli accosta la vita degli uomini, la sua vita, a quella delle formiche: tanto affanno, tanto girare nel mondo che, in fondo, non \u00e8 che un\u2019aia. Piccola cosa, insomma, l\u2019esistenza umana, di fronte all\u2019eternit\u00e0. Il tempo, riflette Vito, si porta via ogni cosa, lascia solo pochi segni \u00abqualche fuso di pietra scanalata, qualche scritta sopra d\u2019una lastra, qualche scena o figura come quelle dissepolte nella valle di Piazza\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn29\">29<\/a>]. Per quanto liquidi i resti di antiche civilt\u00e0 come capricci (\u00abcerto la villa di un ricco capriccioso\u00bb a proposito della Villa del Casale e dei suoi mosaici; \u00abChe capricci, che capricci si passavano gli antichi\u00bb a proposito dei cocci che emergono dalla terra) [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn30\">30<\/a>], egli vi riconosce il segno di un tempo lontanissimo: in questa vicinanza diventa un po\u2019 filosofo, assaggia una forma di eternit\u00e0. Prova subito a scacciare il pensiero come cosa da vecchi, per concentrarsi piuttosto su cose concrete, ma dalla terra non pu\u00f2 evitare di passare \u00abal cielo, al sole, alla luna, alle stelle\u00bb, viene insomma risucchiato nella vertigine dell\u2019infinito: \u00abgli sembrava di scivolare dentro un pozzo senza fine\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn31\">31<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Agisce forse anche nella costruzione di questo personaggio la suggestione leopardiana de&nbsp;<em>L\u2019infinito<\/em>. Vito, che guarda al di l\u00e0 del muro dove si \u00e8 appoggiato per mangiare, \u00e8 nella concretezza del suo mondo contadino ma i resti di epoche lontane affioranti lo trascinano verso altre dimensioni, i suoni a lui vicini come gli zoccoli della mula o il grido di qualche uccello scandiscono un silenzio immenso, enfatizzato dalla vista del pur immenso Etna all\u2019orizzonte. &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; La sensazione di scivolamento in un pozzo senza fine, interrotta tra l\u2019altro dall\u2019apparizione dello sfuggente Tanu o Tanatu quasi essere leggendario o addirittura liminare, proprio accanto alla tomba antica, allude inoltre a una forma di contatto con l\u2019aldil\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se il racconto si sviluppa e si conclude con modi da farsa \u2013 Vito \u00e8 trascinato dal cavatesori Gregorio Nanfara in un bizzarro rituale proprio sui resti, e i sogni di ricchezza e fama&nbsp; dell\u2019uno e dell\u2019altro vengono delusi dall\u2019apparizione di un inutile mascherone comico \u2013 che sembrano sottolineare un\u2019impossibile rigenerazione di valori e ideali antichi, le tracce liriche e meditative sono molto simili a quelle gi\u00e0 incontrate in&nbsp;<em>Retablo<\/em>&nbsp;e esprimono la relazione di Consolo con le rovine.&nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp; &nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Sicilia-passeggiata.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/11\/Sicilia-passeggiata-300x260.jpg\" alt=\"sicilia-passeggiata\" class=\"wp-image-84312\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>\u00abE tu, e noi chi siamo?\u00bb<\/strong>&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Anche Petro, in&nbsp;<em>Nottetempo, casa per casa<\/em>, bisognoso di cancellare un presente di sofferenza, trova conforto nelle rovine. La contemplazione piena di stupore delle figure del tempio distrutto di Cefal\u00f9, al chiarore di una lanterna, innesca una lunga meditazione dai toni lirici che riprende con minime varianti e qualche espunzione&nbsp;<em>L\u2019ora sospesa<\/em>, testo per il catalogo della mostra di Ruggero Savinio a Sciacca nell\u2019estate del 1989 [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn32\">32<\/a>]. Gi\u00e0 qui le rovine richiamano l\u2019espressione \u00abChe non consumi tu Tempo vorace\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn33\">33<\/a>], ripetuta e poi troncata nel prorompere di commosse allusioni al mistero di una comunicazione, di una conoscenza non perfettamente attingibile. I riferimenti al \u00abgrembo tenero di Cuma, del Lilibeo\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn34\">34<\/a>] rinviano al contatto con un sapere oracolare, possibile attraverso un\u2019esperienza iniziatica che prevede una discesa, uno sprofondamento, come per l\u2019appunto nell\u2019apertura del passo \u00abper gradi, per lenti processi discendiamo in spazi inusitati\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn35\">35<\/a>]. Ma il testo parla anche di oblio di s\u00e9 e di assunzione del lete, al confine, il che conferisce all\u2019incontro con le rovine tratti da viaggio nell\u2019aldil\u00e0 ancora pi\u00f9 evidenti rispetto agli altri passi analizzati. Eppure l\u2019accostamento al mistero permette solo la domanda esitante&nbsp; \u00abE tu, e noi chi siamo?\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn36\">36<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco allora cosa succede a questi personaggi di Consolo nel contatto con le pietre del passato: in fuga dal presente, vengono rapiti nel vortice del tempo \u2013 il tempo delle vite umane scomparse che hanno per\u00f2 lasciato traccia di s\u00e9, ma anche l\u2019eterno, l\u2019infinito \u2013 in una sorta di esperienza iniziatica che li avvicina a verit\u00e0 esistenziali per lasciarli poi esitanti, dubbiosi. Ma non \u00e8 forse ci\u00f2 che secondo Consolo succede anche nel processo della scrittura letteraria? La fuga verso realt\u00e0 perdute rinvia per l\u2019autore proprio al dovere di scrivere in maniera archeologica, ovvero discendendo \u2018per gradi, per lenti processi a spazi inusitati\u2019, tentando di rintracciare il mistero: iniziatico \u00e8 lo sprofondamento, difficile, arduo il ridire. Eppure lo scrittore deve provare, ritrovando e risacralizzando parole perdute contro l\u2019appiattimento della lingua d\u2019uso quotidiana, recuperando frammenti, rovine, a ricostruire un mondo, anche in modo approssimativo. Perci\u00f2 in\u00a0<em>La Sicilia passeggiata<\/em>, a proposito di Selinunte, Consolo scrive che la tecnologia pu\u00f2 sicuramente aiutare a sistemare le antiche pietre, a ricomporle, ma solo la fantasia,\u00a0<br><\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>\u00abil sentimento di noi viaggiatori in luog<strong>hi del passato, pu\u00f2 resuscitare quelle pietre [\u2026] dare significato e parola alle pietre, dare, al di l\u00e0 della loro maggiore o minore monumentalit\u00e0 o bellezza, al di l\u00e0 delle grandi imprese che le rovine evocano, il significato dell\u2019umile vita degli abitanti, della trama dei loro affetti, dei loro gesti, dei loro bisogni, delle loro pene e delle loro gioie; pu\u00f2 immaginare, ricostruire insomma, tra quelle antiche pietre, il grande miracolo dell\u2019umano vivere quotidiano che ci ha preceduto che d\u00e0 senso e illumina il presente nostro\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_edn37\">3<\/a>7].\u00a0Dialoghi Mediterranei,\u00a0n. 71, gennaio 2027\u00a0<br><br>Note<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref1\">[1]<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00c8 Burgaretta a raccontarlo, attingendo a un suo diario personale, in Burgaretta S.,\u00a0Con Consolo per antiche pietre, in Galvagno R.,\u00a0L\u2019oggetto perduto del desiderio. Archeologie di Vincenzo Consolo, Edizioni Milella, Lecce 2022: 272-273. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref2\">2<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L\u2019olivo e l\u2019olivastro, in\u00a0L\u2019opera completa,a cura e con un saggio introduttivo di G. Turchetta e uno scritto di C. Segre, Mondadori, Milano 2015: 782-784. Ne ho parlato diffusamente in Bellanova A.,\u00a0Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo, Mimesis, Milano 2021: 237-241. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref3\">3<\/a>]\u00a0 \u00a0Consolo,\u00a0Che non consumi tu tempo vorace, in Fontana F. (a cura di),\u00a0Il tempo fissato. Pietre e colori a Morgantina, Edizioni Universit\u00e0 Kore, Enna 2006: 11-13. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref4\">4<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La mia isola \u00e8 Las Vegas, a cura di N. Messina, Mondadori, Milano 2012: 217. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref5\">5<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Viaggio in Sicilia, in\u00a0Di qua dal faro,\u00a0L\u2019opera completa,\u00a0cit.: 1219-1224. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref6\">6<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Retablo, in\u00a0L\u2019opera completa, cit.: 412-213. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref7\">7<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ivi: 417. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref8\">8<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ivi: 413-414. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref9\">9<\/a>]\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Goethe J. W.,\u00a0Viaggio in Sicilia, trad. e note a cura di P. Di Silvestro, Ediprint, Siracusa 1987: 76. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref10\">10<\/a>]\u00a0\u00a0 Retablo, cit.: 414. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref11\">11<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 414-415. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref12\">12<\/a>]\u00a0\u00a0 Viaggio in Sicilia,\u00a0cit.: 1220. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref13\">13<\/a>]\u00a0\u00a0 L\u2019olivo e l\u2019olivastro, cit.: 856. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref14\">14<\/a>]\u00a0\u00a0 Malophoros, in\u00a0Le pietre di Pantalica,\u00a0L\u2019opera completa, cit.: 577;\u00a0La grande vacanza occidentale orientale, in\u00a0La mia isola \u00e8 Las Vegas, cit.:167-169. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref15\">15<\/a>]\u00a0\u00a0 Retablo, cit.: 433 e 436. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref16\">16<\/a>]\u00a0\u00a0 In particolarein\u00a0In lettere d\u2019oro il romanzo di Selinunte, in\u00a0L\u2019Ora, 13 marzo 1984;\u00a0La Sicilia passeggiata, con fotografie di G. Leone, Nuova Eri, Torino, 1991: 94-101. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref17\">17<\/a>]\u00a0\u00a0 Retablo, cit.: 433-434. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref18\">18<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 435. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref19\">19<\/a>]\u00a0\u00a0 Malophoros, cit.: 581. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref20\">20<\/a>]\u00a0\u00a0 Ibidem. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref21\">21<\/a>]\u00a0\u00a0 Traina ravvisa nel passo uno smemoramento dai toni danteschi che induce a rileggere l\u2019episodio di Selinunte come un vero viaggio iniziatico nell\u2019aldil\u00e0. Traina G.,\u00a0Rilettura di Retablo, in Papa E. (a cura di),\u00a0Atti delle giornate di studio in onore di Vincenzo Consolo, Manni, San Cesario di Lecce 2004: 122. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref22\">22<\/a>]\u00a0\u00a0 Retablo, cit.:442-443.\u00a0Paludi e naufragi\u00a0\u00e8 ora raccolto in\u00a0L\u2019ora sospesa\u00a0(L\u2019ora sospesa e altri scritti per artisti, a cura di M.A. Cuevas, Le Farfalle, Valverde 2018: 33-36).\u00a0 [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref23\">23<\/a>]\u00a0\u00a0 Retablo, cit.: 443-444. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref24\">24<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 449-450. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref25\">25<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 453. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref26\">26<\/a>]\u00a0\u00a0 Sul passo si veda Turchetta G.,\u00a0Per toccare la vita che ci scorre per davanti: Retablo e l\u2019arte come nostalgia,in\u00a0Microprovincia, 48, gennaio-dicembre 2010: 18; Id.,\u00a0Il luogo della vita: una lettura di Retablo, in Lo Castro G.,\u00a0 Porciani E., Verbano C.(a cura di),\u00a0Visitare la letteratura. Studi per Nicola Merola, Ets, Pisa 2014: 653: la statua viene gettata in mare a m\u00f2 di zavorra a conferma del superiore valore della vita umana per Consolo; l\u2019arte, dunque, pu\u00f2 essere al comando della nostra esistenza se ci aiuta a vivere; quando entra in contrasto con la vita allora \u00e8 il caso che soccomba. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref27\">27<\/a>]\u00a0\u00a0 Le pietre di Pantalica, in\u00a0L\u2019opera completa,\u00a0cit.: 539. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref28\">28<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 541. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref29\">29<\/a>]\u00a0\u00a0 Ibidem. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref30\">30<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 541-542. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref31\">31<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 542. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref32\">32<\/a>]\u00a0\u00a0 Ruggero Savinio, catalogo della mostra a Sciacca, ex Convento di San Francesco, luglio-agosto 1989, Sellerio, Palermo 1989, ora nel volume omonimo (L\u2019ora sospesa, cit.: 42-46). [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref33\">33<\/a>]\u00a0\u00a0 Nottetempo, casa per casa, in\u00a0L\u2019opera completa, cit.: 687. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref34\">34<\/a>]\u00a0\u00a0 Ibidem. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref35\">35<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 686. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref36\">36<\/a>]\u00a0\u00a0 Ivi: 688. [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/bianc\/OneDrive\/Desktop\/bellanova\/meditazioni%20consoliane%20sulle%20rovine.docx#_ednref37\">37<\/a>\u00a0 \u00a0La Sicilia passeggiata, cit.: 98.\u00a0Riferimenti bibliografici <\/strong><\/em><br><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Testi di Vincenzo Consolo Consolo V., In lettere d\u2019oro il romanzo di Selinunte, in\u00a0L\u2019Ora, 13 marzo 1984. Id.,\u00a0La Sicilia passeggiata, con fotografie di G. Leone, Nuova Eri, Torino, 1991. Id.,\u00a0Che non consumi tu tempo vorace, in F. Fontana (a cura di),\u00a0Il tempo fissato. Pietre e colori a Morgantina, Edizioni Universit\u00e0 Kore, Enna 2006: 11-13. Id., La mia isola \u00e8 Las Vegas, a cura di N. Messina, Mondadori, Milano 2012. Id.,\u00a0L\u2019opera completa, a cura e con un saggio introduttivo di G. Turchetta e uno scritto di C. Segre, Mondadori, Milano 2015 (edizione di riferimento per\u00a0Retablo,\u00a0Le pietre di Pantalica,\u00a0Nottetempo, casa per casa,\u00a0L\u2019olivo e l\u2019olivastro,\u00a0Di qua dal faro). Id.,\u00a0L\u2019ora sospesa e altri scritti per artisti, a cura di M.A. Cuevas, Le Farfalle, Valverde 2018. Altri testi Bellanova A.,\u00a0Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo, Mimesis, Milano 2021: 237-241. Burgaretta S.,\u00a0Con Consolo per antiche pietre, in Galvagno R.,\u00a0L\u2019oggetto perduto del desiderio. Archeologie di Vincenzo Consolo, Edizioni Milella, Lecce 2022: 272-273. Goethe J. W.,\u00a0Viaggio in Sicilia, trad. e note a cura di P. Di Silvestro, Ediprint, Siracusa 1987.Traina G.,\u00a0Rilettura di Retablo, in Papa E. (a cura di),\u00a0Atti delle giornate di studio in onore di Vincenzo Consolo, Manni, San Cesario di Lecce 2004: 113-132. Turchetta G.,\u00a0Per toccare la vita che ci scorre per davanti: Retablo e l\u2019arte come nostalgia,in\u00a0Microprovincia, 48, gennaio-dicembre 2010: 13-19. Id.,\u00a0Il luogo della vita: una lettura di Retablo, in Lo Castro G.,\u00a0 Porciani E., Verbano C.(a cura di),\u00a0Visitare la letteratura. Studi per Nicola Merola, Ets, Pisa 2014: 647-655.<\/strong><\/em><\/h5>\n\n\n\n<p>&nbsp;_____________________________________________________________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Ada Bellanova<\/strong>, insegna lettere nei licei. Dopo essersi occupata per diversi anni della presenza dei classici greci e latini nel moderno e contemporaneo, in particolare nell\u2019opera di J. L. Borges, \u00e8 approdata da alcuni anni allo studio dell\u2019opera di Vincenzo Consolo: da qui \u00e8 nata la monografia&nbsp;<em>Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo&nbsp;<\/em>(Mimesis 2021). &nbsp;Si interessa di permanenza del mondo antico nel contemporaneo, di ecocritica, della percezione dei luoghi, dei temi della memoria, delle migrazioni e dell\u2019identit\u00e0.&nbsp;<\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato il&nbsp;10 gennaio 2025&nbsp;da&nbsp;Comitato di Redazione di&nbsp;Ada Bellanova&nbsp; \u00abSembra retorico, ma non lo \u00e8: sono emozionato a vedere tutto questo. Quanta gente \u00e8 passata di qui! [\u2026]&nbsp; Sento il contatto con chi \u00e8 passato di qui\u00bb. Mentre tocca i massi e i cocci delle rovine di Eloro, con queste parole Consolo si rivolge a Sebastiano &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3650\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">\u00abE tu, e noi, chi siamo?\u00bb. Meditazioni consoliane sulle rovine<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,2,4],"tags":[852,336,318,246,77,1805,1382,117,639,17,493,208,1795,495,954,19,32,2074,707,474,57,1383,232,912,20,470,38,505,459,642,562,29,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3650"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3650"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3650\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3651,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3650\/revisions\/3651"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3650"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3650"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3650"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}