{"id":3568,"date":"2024-07-01T12:05:34","date_gmt":"2024-07-01T12:05:34","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3568"},"modified":"2024-07-01T12:05:34","modified_gmt":"2024-07-01T12:05:34","slug":"moniti-per-la-contemporaneita-dal-palinsesto-consoliano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3568","title":{"rendered":"Moniti per la contemporaneit\u00e0 dal palinsesto consoliano"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p>Pubblicato il\u00a0<a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/moniti-per-la-contemporaneita-dal-palinsesto-consoliano\/\">1 luglio 2024<\/a>\u00a0<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/120.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/120-200x300.jpg\" alt=\"1\" class=\"wp-image-78192\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>di&nbsp;<em>Ada Bellanova<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2008 Daragh O\u2019Connell ha utilizzato il termine \u00abpalincestuoso\u00bb per definire Consolo evidenziando come, nell\u2019imponente polifonia che caratterizza la sua scrittura, la voce letteraria acquisti un rilievo particolare e quanto intensa sia, rispetto ad altri autori pure attenti alla tradizione, la relazione con i testi anteriori. \u00abLa poetica della ri-scrittura o, meglio, della soprascrittura\u00bb[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/recensione%20a%20G%20Traina.docx#_edn1\">1<\/a>] che ne scaturisce \u00e8 fortemente legata alla tensione etica dell\u2019autore: la rottura che ne deriva nei confronti delle mode letterarie del momento \u00e8 un tramite che concorre a definire la scelta dell\u2019impegno. Ma questa modalit\u00e0 convive con la componente memoriale e autobiografica, con l\u2019uso e il riuso dei propri testi, con le citazioni e le allusioni iconiche, in un\u2019attenzione sempre presente per la Storia e per la contemporaneit\u00e0. \u00c8 allora arduo e perci\u00f2 ancora pi\u00f9 gratificante scavare alla ricerca del senso.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019indagine in un\u2019opera cos\u00ec densa di innesti pu\u00f2 riservare sempre nuove sorprese, a seconda di dove si va a \u2018scavare\u2019. Ma \u00e8 ancora pi\u00f9 degno di interesse che i \u2018reperti\u2019 continuino a veicolare messaggi preziosi per il nostro tempo.&nbsp;&nbsp;<em>\u00abDa paesi di mala sorte e mala storia\u00bb. Esilio, erranza e potere nel Mediterraneo di Vincenzo Consolo (e di Sciascia)<\/em>&nbsp;\u00e8 l\u2019ultimo libro di Giuseppe Traina su Vincenzo Consolo, pubblicato da Mimesis, nella collana Punti di vista diretta di Gianni Turchetta. La raccolta di saggi, in parte inediti in parte rielaborazione di interventi gi\u00e0 pubblicati, si riallaccia alla monografia del 2001 (<em>Vincenzo Consolo<\/em>, Cadmo, Fiesole 2001). Pur uscendo, come ammette lo stesso studioso nella premessa, in una fase particolarmente fertile degli studi su Consolo e pur toccando questioni variamente dibattute dalla critica, queste pagine presentano un taglio nuovo, individuando come corpus di indagine l\u2019ultima fase dell\u2019opera dell\u2019autore \u2013 i testi che vanno dagli anni Novanta alla morte, ovvero da&nbsp;<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>&nbsp;del 1994 (ma con riferimenti anche ai precedenti&nbsp;<em>Retablo<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Le pietre di Pantalica<\/em>) ai vari contributi parzialmente confluiti ne&nbsp;<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>&nbsp;(2012) e nel postumo&nbsp;<em>Cosa loro<\/em>&nbsp;(2018) \u2013, e riconoscendovi una netta presa di posizione, ancora preziosa e illuminante, in merito a questioni socio-culturali, ambientali e politiche dell\u2019Italia e del mondo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/recherches.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/recherches.jpg\" alt=\"recherches\" class=\"wp-image-78189\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il primo saggio&nbsp;<em>I molti volti dell\u2019ulisside, tra Sicilia e Mediterraneo: Retablo, Le pietre di Pantalica, L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>, che rielabora quello gi\u00e0 uscito su&nbsp;<em>Recherches<\/em>&nbsp;(<em>Studi per Vincenzo Consolo. Con lo scrivere si pu\u00f2 forse cambiare il mondo<\/em>, n. 21, automne 2018: 99-111) si sofferma su una questione gi\u00e0 molto presente nella critica consoliana, ovvero sulla presenza di Ulisse. La mappatura delle ricorrenze tende all\u2019esaustivit\u00e0 perch\u00e9, partendo dal bagaglio degli studi precedenti, in particolare quello di Massimo Lollini [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/recensione%20a%20G%20Traina.docx#_edn2\">2<\/a>], Traina passa in rassegna una serie di aspetti, anche minori e in parte trascurati, componendo le tracce e guidando alla comprensione del senso.<\/p>\n\n\n\n<p>La precocit\u00e0 del tema del viaggio gi\u00e0 presente ne\u00a0<em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>, sebbene non in maniera massiccia; la struttura \u2018a stazioni\u2019 non sempre programmate ma anche determinate da accidenti di varia natura in\u00a0<em>Retablo<\/em>,\u00a0<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro,<\/em>\u00a0<em>Lo Spasimo di Palermo<\/em>; le allusioni omeriche in episodi o motivi riconducibili all\u2019<em>Odissea<\/em>; l\u2019influsso epico nelle scelte stilistiche (l\u2019imperfetto durativo come tempo della ciclicit\u00e0 e il passato remoto come traccia epica nei verbi di dire o in quelli di movimento); la predilezione per protagonisti sempre in movimento, come Fabrizio Clerici, l\u2019io di\u00a0<em>Le Pietre di Pantalica<\/em>\u00a0e di\u00a0<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>\u00a0e Chino Martinez: il rilievo dato a tutti questi aspetti \u00e8 testimonianza del dialogo intenso con l\u2019ipotesto. Traina inoltre non manca di sottolineare che a questa ricorrente scelta di intertestualit\u00e0 si legano elementi autobiografici o caratteriali dell\u2019autore, come il gusto-ossessione per il viaggio periplo in Sicilia o l\u2019esilio a Milano. Proprio del tema dell\u2019erranza, cos\u00ec pervasivo, precisa l\u2019ambivalenza: intanto perch\u00e9, anche se \u00e8 \u2018in esilio\u2019 a Nord e pur non essendo un privilegiato, Consolo, per sua stessa ammissione, non vive la condizione degli emigrati poveri e ammassati in transito verso altre destinazioni, e poi perch\u00e9 c\u2019\u00e8 l\u2019autoesilio generato dall\u2019invivibilit\u00e0 della Sicilia, in\u00a0<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>, ma, accanto all\u2019erranza generata dalla tragedia civile della mafia, in\u00a0<em>Lo Spasimo di Palermo<\/em>, c\u2019\u00e8 anche quella che scaturisce dalla propria vicenda personale. N\u00e9 mi sembra \u00abuna piccola divagazione\u00bb la nota finale sulla possibile conoscenza dell\u2019Ulisse di Tennyson per il rifiuto di un\u00a0<em>nostos<\/em>\u00a0compiuto che coinciderebbe con il regno su un\u2019Itaca imbarbarita dalla logica economica e la scelta di un nuovo viaggio che lascerebbe il potere a un pi\u00f9 accomodante Telemaco. D\u2019altra parte questo particolare referente viene forse evocato ma per negazione anche ne\u00a0<em>Lo Spasimo<\/em>\u00a0perch\u00e9 l\u2019esilio ora tocca al figlio \u2013 neppure per lui c\u2019\u00e8 posto in un\u2019Itaca distorta \u2013 e al padre non resta che un\u2019erranza senza pace, senza slanci di conoscenza.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/71Uj-0iSKL._AC_UF10001000_QL80_.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/71Uj-0iSKL._AC_UF10001000_QL80_-195x300.jpg\" alt=\"71uj-0iskl-_ac_uf10001000_ql80_\" class=\"wp-image-78188\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Traina non si lascia sfuggire neppure l\u2019occasione di precisare quanto il \u00abmonito periodico\u00bb dell\u2019eliotiano&nbsp;<em>Morte per acqua<\/em>&nbsp;sia profondamente legato alla tematica odissiaca per la paura antica del viaggio per mare e del rischio della morte senza seppellimento. Tutti i compagni di Ulisse perdono la vita durante il difficile viaggio di ritorno e l\u2019<em>epos<\/em>&nbsp;incarna il sentimento degli antichi Greci, mentre i morti per acqua di oggi, i migranti, sono ulissidi alla ricerca di una patria ideale che mai vedranno. C\u2019\u00e8 in queste tracce odissiache un fortissimo monito alla contemporaneit\u00e0 per quanto riguarda i drammi del Mediterraneo ma anche, come giustamente mette in evidenza Traina, l\u2019avviso della profonda ambivalenza del rapporto dell\u2019essere umano con la Natura.<\/p>\n\n\n\n<p>A questo si collega un\u2019altra riflessione interessante, sebbene pi\u00f9 rapida, contenuta in questo primo saggio, sulla&nbsp;<em>techne<\/em>. Consolo ha senza dubbio pagine polemiche nei confronti della cultura tecnico-scientifica nella sua versione tecnologica. I poli industriali siciliani in particolare sintetizzano ne&nbsp;<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>&nbsp;un\u2019idea di sviluppo deteriore, che nega l\u2019identit\u00e0 dei luoghi, distrugge la civilt\u00e0 preesistente [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/recensione%20a%20G%20Traina.docx#_edn3\">3<\/a>]. Altra cosa \u00e8 la&nbsp;<em>techne<\/em>&nbsp;non meccanizzata, nei confronti della quale l\u2019autore nutre un notevole interesse, evidente ad esempio nell\u2019attenzione per botanica e arboricoltura in&nbsp;<em>Retablo<\/em>&nbsp;o ne&nbsp;<em>Lo Spasimo di Palermo<\/em>. In ci\u00f2 Traina coglie una traccia ulissiaca perch\u00e9 riconduce queste aperture alla dicotomia tra olivo e olivastro e vi riconosce la valorizzazione di \u00abuna forma tra le pi\u00f9 alte dell\u2019intelletto umano e di una misura umana del vivere\u00bb. Un altro avviso urgente per il nostro tempo.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche il secondo saggio,&nbsp;<em>Nottetempo casa per casa: il potere, la lingua, l\u2019esilio,&nbsp;<\/em>rielaborazione di un intervento precedente, costruito attorno al tema chiave \u2018lingua\u2019, soffermandosi su una questione estremamente viva nella riflessione consoliana ovvero sulla peculiarit\u00e0 dello strumento linguistico con le sue ambivalenze, evidenza l\u2019attualit\u00e0 del messaggio dello scrittore. Nel romanzo oggetto di analisi attraverso la narrazione di fatti misti di storia e invenzione degli anni Venti \u2013 la vicenda di Pietro Marano in una Cefal\u00f9 che ha rinunciato a ogni forma di razionalit\u00e0, stravolta dall\u2019avvento del satanista Aleister Crowley e dai suoi riti orgiastici seducenti per alcuni cefaludesi pronti poi a schierarsi con il nascente fascismo \u2013 Consolo allude, per sua stessa ammissione, agli anni Novanta, \u00abanni di crisi ideologica e politica, di neo-metafisiche, di chiusure particolaristiche, di scontri etnici, di teocrazie, integralismi\u2026\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/recensione%20a%20G%20Traina.docx#_edn4\">4<\/a>], ovvero all\u2019irrazionalismo della cultura di massa a lui contemporanea, alla caduta delle ideologie e alla deriva degli italiani pronti a sostenere nuove forze politiche, Lega Nord e Forza Italia, e quindi a consegnarsi a un sistema di potere illiberale.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/9788833290980_0_536_0_75.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/9788833290980_0_536_0_75-192x300.jpg\" alt=\"9788833290980_0_536_0_75\" class=\"wp-image-78187\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ma la violenza sembra essere ben pi\u00f9 profonda e enigmatica di quella storico-politica: ha genesi antropologica e probabilmente anche autobiografica la malattia dei Marano, ma \u00e8 solo apparenza, come ha messo in evidenza Galvagno [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/recensione%20a%20G%20Traina.docx#_edn5\">5<\/a>], il legame esclusivo con la famiglia del protagonista e le implicazioni sono molto pi\u00f9 vaste e riguardano la soggettivit\u00e0 dolorosa dell\u2019essere umano. L\u2019indagine di Traina consegna al lettore alcuni importanti \u2018ritrovamenti\u2019, ipotesti della tradizione solo in parte affioranti, per riflettere sul ruolo della lingua nel romanzo. La parola poetica \u00e8 per Petro Marano una possibilit\u00e0 di resistenza al dolore, mentre \u00e8 nociva la retorica del linguaggio della politica, fascismo o antifascismo poca importa, perch\u00e9 anche nella lingua del vate poetico dell\u2019anarchico Schicchi, Rapisardi, \u00e8 rivelabile l\u2019impostura. \u00abPetro, con la sua sensibilit\u00e0 linguistica [\u2026] coglie il rischio che il terremoto grande che sconvolge politicamente l\u2019Italia implichi una corruzione della lingua, uno slittamento tra significanti e significati che solo in apparenza pu\u00f2 apparire un buffo&nbsp;<em>calembour<\/em>\u00bb, e, nella sua alternanza tra melanconia, male catubbo da una parte e tentativo di resistere ad essi attraverso la scrittura, rappresenta dunque proprio la posizione dello scrittore che \u00e8 consapevole dell\u2019agguato in atto nei confronti della cultura umanistica e della razionalit\u00e0, ma ha ancora fiducia in esse.<\/p>\n\n\n\n<p>Alla base di questa riflessione Traina pone alcune sollecitazioni: l\u2019idea di funzione utopica della lingua di Barthes, il principio di vacuit\u00e0 del linguaggio di Foucault, ma soprattutto il valore della leggerezza nelle&nbsp;<em>Lezioni americane<\/em>&nbsp;di Calvino. L\u2019apparente distanza delle considerazioni calviniane \u2013 forse quelle che sorprendono di pi\u00f9 tra i riferimenti suggeriti \u2013 \u00e8 superata nella sottolineatura della presenza nel romanzo della \u00abrutilante vitalit\u00e0 del fascismo\u00bb, che \u00e8 aggressivo, rumoroso, quindi facilmente ascrivibile a quello che Calvino definisce \u00abregno della morte\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/recensione%20a%20G%20Traina.docx#_edn6\">6<\/a>], ma anche della coscienza della necessit\u00e0 di una riappropriazione della concretezza delle cose da parte del linguaggio. Inoltre se la pietrificazione dei Marano si lega alla pesantezza di cui le&nbsp;<em>Lezioni americane<\/em>&nbsp;invocano il superamento, nella percezione da parte di Petro del dolore individuale e nella&nbsp; possibilit\u00e0 di una risposta collettiva alla sofferenza del mondo, Traina individua l\u2019intreccio tra riflessione calviniana e echi leopardiani, in particolare nel passo del capitolo VIII: \u00abUna suprema forza misericordiosa potrebbe forse sciogliere l\u2019incanto, il grumo dolorante, ricomporre lo scempio, far procedere il tempo umanamente. O invocare ognuno, il mondo intorno, a capire, assumere insieme l\u2019enorme peso, renderlo comune, e lieve\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/recensione%20a%20G%20Traina.docx#_edn7\">7<\/a>].<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/31YR9HaojdL._AC_UF10001000_QL80_.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/31YR9HaojdL._AC_UF10001000_QL80_-178x300.jpg\" alt=\"31yr9haojdl-_ac_uf10001000_ql80_\" class=\"wp-image-78186\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Il terzo saggio, finora inedito, cala il lettore nel mistero del marabutto (<em>Nel marabutto: Lo Spasimo di Palermo<\/em>) e dell\u2019ultimo dei romanzi consoliani, portando alla luce, attraverso considerazioni sui molti significati del termine, anche il senso sepolto (inabissato) della narrazione. Il termine \u00e8 di per s\u00e9 polisenso \u2013 eremita, tomba mausoleo, cisterna sotterranea \u2013 ma a contare sono i significati che esso assume per Chino Martinez. Dapprima luogo sotterraneo, scoperto nell\u2019infanzia con l\u2019amico Filippino, il marabutto prelude forse al difficile destino di scrittore che deve impegnarsi a trovare \u2018il motto giusto\u2019. Ma diventa subito anche ricovero per sfuggire alla collera paterna e sarebbe segreto da condividere con Lucia, la sola che possa godere della bellezza delle pitture murali, ma i gemiti del padre e della siracusana l\u00ec rifugiatisi per fare l\u2019amore lo rendono emblema del rimosso. Chino infatti, spinto da molteplici sentimenti, non ultimi odio e rivalsa, contribuisce suo malgrado alla morte del genitore e della sua amante per mano dei tedeschi e ci\u00f2 diventa per lui causa di rimorso perenne e radice della futura pazzia per la ragazzina che \u00e8 l\u2019unica a vedere i cadaveri di sua madre e del padre del protagonista.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec il marabutto \u00e8 l\u2019<em>aleph<\/em>, il punto di partenza e, nel senso borgesiano, il luogo in cui sono riassunti tutti i luoghi, la storia che le riassume tutte. Ma indica anche l\u2019eremita e, se \u2013 \u00e8 la premessa di Traina \u2013 nell\u2019opera di Consolo questa figura \u00e8 ricorrente e significativa e spesso ridotta all\u2019afasia o ad un\u2019ecolalia che non comunica, come nel caso del frate belga di&nbsp;<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>, questa accezione \u00e8 valorizzata nell\u2019ultimo romanzo in vari modi. Innanzitutto Chino Martinez \u00abopta per una sorta di romitaggio laico\u00bb che \u00e8 illusorio nel caos di Palermo, ma soprattutto sceglie un\u2019afasia di scrittore che diventa anche afasia nei rapporti umani, persino nei confronti del figlio. Inoltre l\u2019auspicio \u00abT\u2019assista l\u2019eremita\u00bb che chiude il proemio, ricondotto da Traina proprio all\u2019incontro con il frate belga, va inteso in relazione con l\u2019effetto del marabutto sulla vicenda di Chino e va collegato al motto del fioraio che precede l\u2019esplosione letale alla fine del romanzo, \u00abDdiu ti scanza di marabutta\u00bb. Ma lo studioso, provando a indagare tutte le accezioni della parola marabutto, suggerisce che forse eremita \u00e8 anche il giudice obiettivo dell\u2019attentato mafioso e la sua condizione rinvia alla vera solitudine sperimentata da Paolo Borsellino la cui vita si \u00e8 svolta tra l\u2019<em>aleph<\/em>&nbsp;della farmacia di famiglia di quel quartiere poverissimo che \u00e8 la Kalsa, di cui Consolo si ricorda in&nbsp;<em>Le macerie di Palermo<\/em>, e il tremendo isolamento finale da cui nessuno l\u2019ha protetto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio successivo si concentra sulla scrittura d\u2019intervento e sui testi confluiti in&nbsp;<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>&nbsp;e&nbsp;<em>Cosa loro<\/em>&nbsp;verificando analogie e specificit\u00e0 di questi rispetto a quelli confluiti nel Meridiano curato da Turchetta. In particolare Traina si sofferma sull\u2019uso dell\u2019ironia costruita attraverso l\u2019elencazione nominale, la deformazione onomastica, la scelta del dialetto o di forme regionali anche sul modello gaddiano, i rifacimenti mimetici ancora gaddiani, o con la prospettiva dell\u2019io narrante, straniante e eticamente indifendibile come nel racconto&nbsp;<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas.&nbsp;<\/em>Inoltre in tutta la scrittura d\u2019intervento, che si tratti di interventi sulla mafia o di articoli di politica internazionale, \u00e8 riscontrabile un grande scrupolo documentario. Infine Traina segnala nella produzione estrema di Consolo una tendenza ad analizzare fenomeni di portata mondiale, a partire dal tema delle migrazioni del Mediterraneo e, a tal proposito, si sofferma sull\u2019interessante ma poco noto&nbsp;<em>Civilt\u00e0 sepolta&nbsp;<\/em>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/recensione%20a%20G%20Traina.docx#_edn8\">8<\/a>], articolo che nel richiamo del titolo all\u2019archeologico&nbsp;<em>Civilt\u00e0 sepolte<\/em>&nbsp;di C. W. Ceram allude antifrasticamente al \u00abseppellimento morale della nostra attuale civilt\u00e0, emblematizzato dal perdurante ricorso alla tortura\u00bb. Nel testo lo scrittore si sofferma sulle tante violazioni dei diritti umani, a partire da quelle compiute da fascisti e comunisti per arrivare alle moderne torture statunitensi. Traina vi rileva un ricorso preciso a toponomastica e onomastica \u2013 per citarne alcuni, Abu Ghraib, Baghdad, Nassiriya, Maurizio Quattrocchi, Nicholas Berg \u2013 fondato sulla convinzione che il nome possa facilmente, fissato sulla pagina, diventare emblema per tutti, in un crescendo apocalittico che l\u2019ecfrasi finale del monumento ispirato alla fotografia di&nbsp;<em>Lunchtime<\/em>&nbsp;pu\u00f2, compensando la voragine angosciante di Ground Zero moltiplicata nelle immagini televisive dell\u201911 settembre 2001, riscattare con un moto di speranza \u2013 la profezia di una ricostruzione nella particolare scelta iconica che si riallaccia alle modalit\u00e0 dei grandi romanzi \u2013 la logica della guerra.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Lo-sguardo-italiano-fronte.png\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/Lo-sguardo-italiano-fronte-300x300.png\" alt=\"lo-sguardo-italiano-fronte\" class=\"wp-image-78190\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>L\u2019ultimo saggio,&nbsp;<em>Consolo e il Mediterraneo arabo: \u00abtra un mare di catarro e un mare di sperma\u00bb<\/em>, rielabora un precedente intervento su \u00abItalianistica\u00bb (n1, gennaio-aprile 2020). Vi si collega, per l\u2019attenzione rivolta al tema del mare e alle modalit\u00e0 con cui si manifesta la presenza araba, l\u2019appendice sciasciana, del tutto inedita. Ma in Consolo la componente araba mediterranea non esiste da sola, bens\u00ec mescolata con l\u2019identit\u00e0 greca, ebraica, spagnola, con individuazione dell\u2019arricchimento che nasce proprio dalla fusione di civilt\u00e0 e culture diverse. Traina passa in rassegna le differenti forme della presenza araba nell\u2019opera dell\u2019autore: quella geografico-artistica che valorizza l\u2019eredit\u00e0 monumentale, soprattutto a Palermo e a Trapani, e la valenza civilizzatrice della dominazione araba in Sicilia non senza mettere in risalto in controcanto la distruttiva barbarie mafiosa contemporanea; quella storico-sociologica che, partendo dall\u2019arrivo degli arabi in Sicilia, sulla scorta di Michele Amari, giunge ad analizzare la doppia migrazione tra l\u2019isola e il Nord Africa e gli esiti tragici delle traversate dei nostri giorni; quella letteraria che dalla conoscenza di Ibn Giubayr e degli altri antichi scrittori arabi siciliani giunge all\u2019interesse per autori contemporanei palestinesi o maghrebini; infine quella politica con le riflessioni sulle guerre del Mediterraneo, su eventi come l\u201911 settembre, e, ancora una volta, sulle migrazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Il saggio mette in luce un aspetto, secondo me, fondamentale nella riflessione consoliana, ovvero la forza vivificatrice della mescolanza tra popoli. La stessa rappresentazione, entusiastica, della Sicilia come museo a cielo aperto, che accoglie rovine elime, greche, puniche testimonia nell\u2019opera dell\u2019autore il valore degli incontri, degli scambi tra popoli di culture diverse, ci\u00f2 che \u00e8, da sempre, motivo del cammino della civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Le considerazioni di Traina per l\u2019interesse di Consolo nei confronti di Tahar Ben Jelloun, che evidenziano tra l\u2019altro una comune predilezione per la dimensione dell\u2019oralit\u00e0, permettono di cogliere un auspicio di meticciato anche sul piano letterario. La soluzione alla crisi linguistica e letteraria \u2013 in particolare del romanzo, minacciato dalla comunicazione del potere in virt\u00f9 della sua valenza comunicativa \u2013 risiederebbe in un incontro straordinario tra lingua della memoria e lingua scelta per comunicare, proprio come nel caso dello scrittore marocchino che pur scegliendo il francese \u2013 la lingua degli ex colonizzatori \u2013 per scrivere non ha rinunciato alla sua identit\u00e0 maghrebina. Ma il meticciato dovrebbe essere l\u2019esito anche sul piano biopolitico: l\u2019Europa vecchia \u2013 \u00abun mare di catarro\u00bb \u2013 ha bisogno della vitalit\u00e0 giovane che possono portare i migranti. In consonanza con l\u2019aforisma zanzottiano [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/recensione%20a%20G%20Traina.docx#_edn9\">9<\/a>], Consolo evidenzia la necessit\u00e0 e la positivit\u00e0 della mescolanza, non tanto o non solo per spirito umanitario ma per evidenti ragioni politiche e economiche: si tratta, d\u2019altra parte, di riconoscere il cammino della Storia, tanto pi\u00f9 della Storia di un siciliano, segnata da cos\u00ec tanti popoli e commistioni.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/meridiano.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/meridiano-185x300.jpg\" alt=\"meridiano\" class=\"wp-image-78182\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>In un Mediterraneo dilaniato da guerre e morte la speranza risiede, a sorpresa, in San Benedetto, nel santo nero di origini popolari. Soffermandosi in chiusura sull\u2019analisi del racconto&nbsp;<em>Il miracolo<\/em>, che, con tono sarcastico e grottesco, narra di come una ragazza semplice e chiusa nella fede in un vicolo del centro storico di Palermo si convince di essere stata messa incinta da San Benedetto e non da un migrante nero che ha bussato alla sua porta, e sugli articoli dedicati al santo \u2013 con la proposta di eleggerlo copatrono accanto alla bianca e aristocratica Santa Rosalia proprio in virt\u00f9 della presenza significativa di immigrati \u2013 Traina mette evidenzia la forza del simbolo che Consolo ci lascia in eredit\u00e0: a Palermo, nell\u2019isola e in tutto il Mediterraneo dovrebbe essere finita l\u2019epoca delle madri sofferenti che piangono i loro figli, dovrebbe esserci invece \u00abun nuovo tipo di padri, non legati all\u2019atavica cultura mafiosa ma capaci di tenere in braccio un bambino, come il santo nero nell\u2019allucinata narrazione della ragazza del&nbsp;<em>Miracolo<\/em>\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>Resta, alla fine della lettura di questi saggi, oltre ad una rinnovata vertigine di fronte alla ricchezza del palinsesto consoliano, l\u2019apprezzamento per la pregevole opera di scavo operata da Traina il cui denso resoconto testimonia una cura attenta e consapevole dell\u2019eredit\u00e0 dell\u2019autore. Questa \u00e8 percepita come propria nell\u2019atto dell\u2019indagine ma, nella scelta di uno specifico corpus di indagine e nel focus su questioni care a Consolo e assolutamente non risolte, come le migrazioni, la violenza, la violazione dei diritti umani, l\u2019uso distorto della lingua, il rapporto tra uomo e natura, \u00e8 proposta anche, ancora e urgentemente, a tutti.<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>Dialoghi Mediterranei<\/em>, n. 68, luglio 2024<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Note<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>[1]\u00a0 \u00a0D. O\u2019Connell,\u00a0Consolo narratore e scrittore palincestuoso, \u00abQuaderns d\u2019Itali\u00e0\u00bb, 13, 2008: 161-184 (:163).<br>[2]\u00a0 \u00a0M. Lollini,\u00a0Intrecci mediterranei. La testimonianza di Vincenzo Consolo, moderno Odisseo, in \u00abItalica\u00bb, LXXXII, I, 2005: 24-43.<br>[3]\u00a0 Ne ho diffusamente parlato in A. Bellanova,\u00a0Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo, Mimesis, Milano 2021, in particolare: 230-245.<br>[4]\u00a0 V. Consolo,\u00a0Fuga dall\u2019Etna. La Sicilia e la Milano, la memoria e la storia, a cura di Renato Nistic\u00f2, Donzelli, Roma, 1993: 47.<br>[5]\u00a0 R. Galvagno,\u00a0L\u2019oggetto perduto del desiderio. Archeologie di Vincenzo Consolo, Milella, Lecce, 2022: 199. <br>[6]\u00a0 \u00a0I. Calvino,\u00a0Lezioni americane, Mondadori, Milano,2023: 16. <br>[7] V. Consolo,\u00a0L\u2019opera completa, a cura e con un saggio introduttivo di G. Turchetta e uno scritto di C. Segre, Mondadori, Milano, 2015: 712.<br>[8] V. Consolo,\u00a0Civilt\u00e0 sepolta, in L\u2019Unit\u00e0, 15 maggio 2004. L\u2019articolo \u00e8 reperibile per intero online https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2928 <br>[9]\u00a0 A. Zanzotto,\u00a0In questo progresso scorsoio, Conversazione con M. Breda, Garzanti, Milano, 2009: 68-69.<\/strong><\/em>\u00a0\u00a0_____________________________________________________________<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Ada Bellanova,\u00a0insegna lettere in un liceo pugliese. Si interessa di permanenza della letteratura greca e latina nel contemporaneo, di ecocritica, della percezione dei luoghi, dei temi della memoria, delle migrazioni e dell\u2019identit\u00e0. Si dedica da alcuni anni allo studio dell\u2019opera di Vincenzo Consolo: da qui \u00e8 nata la monografia\u00a0Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo\u00a0(Mimesis 2021). Ha collaborato con\u00a0La macchina sognante,\u00a0Erodoto108. \u00a0Nel 2010 ha pubblicato il libro di racconti\u00a0L\u2019invasione degli omini in frac,\u00a0con prefazione di Alessandro Fo e nel 2016\u00a0Papamusc,\u00a0un breve romanzo edito da Effigi.<\/strong><\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato il\u00a01 luglio 2024\u00a0 di&nbsp;Ada Bellanova Nel 2008 Daragh O\u2019Connell ha utilizzato il termine \u00abpalincestuoso\u00bb per definire Consolo evidenziando come, nell\u2019imponente polifonia che caratterizza la sua scrittura, la voce letteraria acquisti un rilievo particolare e quanto intensa sia, rispetto ad altri autori pure attenti alla tradizione, la relazione con i testi anteriori. \u00abLa poetica della &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3568\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Moniti per la contemporaneit\u00e0 dal palinsesto consoliano<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,144],"tags":[852,287,425,336,318,246,77,466,1805,1382,17,703,493,376,229,139,35,119,19,32,145,707,57,116,1830,20,470,38,154,110,459,196,29,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3568"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3568"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3568\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3569,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3568\/revisions\/3569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3568"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3568"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3568"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}