{"id":3453,"date":"2023-02-24T11:54:00","date_gmt":"2023-02-24T11:54:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3453"},"modified":"2024-02-24T11:59:30","modified_gmt":"2024-02-24T11:59:30","slug":"giuseppe-di-maio-incontra-vincenzo-consolo-una-testimonianza-inedita-sulle-feste-patronali-siciliane","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3453","title":{"rendered":"GIUSEPPE DI MAIO INCONTRA VINCENZO CONSOLO: UNA TESTIMONIANZA INEDITA SULLE FESTE PATRONALI SICILIANE"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>Miguel \u00c1ngel Cuevas (Universidad de Sevilla)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Una mattina dell\u2019agosto 2005 ho accompagnato il documentarista siracusano Giuseppe Di Maio ad un incontro con Vincenzo Consolo nella sua casa di Sant\u2019Agata di Militello. Il regista, alle prese con le sue ricerche sulle feste patronali isolane, ne avrebbe ricavato la testimonianza dello scrittore. L\u2019intervista-conversazione tra i due, finora inedita (e sotto trascritta), costituisce la pi\u00f9 articolata riflessione consoliana sull\u2019argomento; solo paragonabile ad un intervento, altrettanto azzeccato ma di portata molto minore, riguardante le fotografie sulle feste religiose di Ferdinando Scianna (Consolo 1980). <br><a>Nel 2003, Giuseppe Di Maio aveva fondato a Catania, con Alessandro Aiello, l\u2019Associazione Documenta \u2013 Osservatorio Tradizioni Popolari, che nel 2004, con il contributo alla regia di Angelo Di Cataldo, <\/a>present\u00f2 il suo primo film, <em>Di luni s\u2019accumincia lu ran chiantu<\/em>, un lungo documentario sui lamenti della Passione nell\u2019entroterra isolano, nell\u2019ennese e nel nisseno,<a id=\"_ftnref1\" href=\"#_ftn1\">[1]<\/a> che ottenne il premio al miglior documentario nel Festival Taranto Cinema 2005, da una giuria presieduta da Morando Morandini. In questo 2005 Di Maio e Aiello, allontanandosi alquanto dalla prospettiva iniziale <a>(ma dando pure l\u2019avvio ad un interesse che li avrebbe portati a documentare la presenza in Sicilia di svariate manifestazioni artistiche e letterarie, autoctone o meno), <\/a>girano un breve filmato, <em>47 frammenti<\/em>,<a id=\"_ftnref2\" href=\"#_ftn2\">[2]<\/a> sulla mia omonima antologia di poesie. Riprendono subito, per\u00f2, la strada iniziale per dare corso al pi\u00f9 proficuo forse dei loro impegni: quello appunto di documentare le tradizioni popolari. Alla fine dell\u2019anno montano <em>Diario di viaggio. Immagini e suoni delle feste patronali in Sicilia<\/em>,<a id=\"_ftnref3\" href=\"#_ftn3\">[3]<\/a> una serie di 24 microdocumentari, a mo\u2019 di schede, girati tra maggio 2004 e settembre 2005, in altrettanti paesi delle province di Agrigento, Catania, Enna, Messina e Siracusa. Un <em>Viaggio a Sutera<\/em> nel 2009 rinsalda l\u2019incontro con il \u00absuono osseo, di pietra\u00bb<a id=\"_ftnref4\" href=\"#_ftn4\">[4]<\/a> della musica dei Fratelli Mancuso, gi\u00e0 incrociati per <em>De luni s\u2019accumincia lu ran chiantu<\/em>. E, nel 2011, una serie di sette mediometraggi dal titolo complessivo <em>Pianeta Sicilia<\/em> illustra l\u2019intento culturale e antropologico su cui poggia l\u2019operato di Documenta: \u00abraccogliere e accostare tanti frammenti, tasselli di un ideale mosaico. [\u2026] Stravaganze e stranezze, credenze, cerimonie religiose e riti pre-cristiani si alternano in maniera caotica e magari incoerente formando per sovrapposizione un\u2019immagine [\u2026] dell\u2019Isola e dei suoi abitanti\u00bb.<a id=\"_ftnref5\" href=\"#_ftn5\">[5]<\/a> Fanno parte della serie, tra gli altri, i filmati sul catanese <em>Cuntu di Peppa \u2019a Cannunera<\/em>; sulla <em>Casa Museo Antonino Uccello<\/em> a Palazzolo Acreide; sulla <em>Pasqua indiavolata<\/em> a San Fratello, Prizzi e Adrano; ancora sui <em>Fratelli Mancuso a Sutera<\/em> o su <em>Maria Attanasio e Caltagirone<\/em>.<a id=\"_ftnref6\" href=\"#_ftn6\">[6]<\/a> Le consonanze con alcuni degli interessi (e con taluni spunti narrativi) che testimoniano certe pagine di Vincenzo Consolo<a id=\"_ftnref7\" href=\"#_ftn7\">[7]<\/a> e della stessa Maria Attanasio sono evidenti, cos\u00ec come \u2013 per quanto riguarda le feste religiose \u2013 la prospettiva che li accomuna: che, scrive l\u2019autrice in <em>Viaggio nel nero<\/em>, vede le feste religiose come \u00absuperstite memoria \u2013 che nel sacro riscatta la violenza della storia \u2013 di transiti, invasioni, mescolanza di razze [\u2026]\u00bb (Attanasio 2005: 47).<a id=\"_ftnref8\" href=\"#_ftn8\">[8]<\/a> <br>Sempre nel 2011, Documenta \u2013 questa volta \u00e8 Davide Brus\u00e0 l\u2019aiuto regista di Di Maio \u2013 porta a termine il montaggio di <em>Uocchiu di crapa. Le voci di Sciascia<\/em>, presentato in anteprima nel novembre 2009 all\u2019Universit\u00e0 di Siviglia.<a id=\"_ftnref9\" href=\"#_ftn9\">[9]<\/a> L\u2019organizzazione del convegno <em>Diverso \u00e8 lo scrivere. Scrittura poetica dell\u2019impegno in Vincenzo Consolo<\/em> (Universit\u00e0 di Catania, marzo 2013), ne affida ad Aiello e Di Maio la documentazione.<a id=\"_ftnref10\" href=\"#_ftn10\">[10]<\/a> Gli ultimi lavori di Documenta risalgono al biennio \u201913\u2013\u201914, in buona misura legati all\u2019esperienza di Vi\u00f9 Arti Visive:<a id=\"_ftnref11\" href=\"#_ftn11\">[11]<\/a> sul pittore catanese <em>Kranti. Segni di un ladro di segni<\/em>;<a id=\"_ftnref12\" href=\"#_ftn12\">[12]<\/a> sull\u2019artista americano Philip Hipwell, <em>Everithyng is abstract<\/em>;<a id=\"_ftnref13\" href=\"#_ftn13\">[13]<\/a> <em>Escribir el hueco \u2013 Scrivere l\u2019inc\u00e0vo<\/em>, sui versi del mio omaggio allo scultore basco Jorge Oteiza<a id=\"_ftnref14\" href=\"#_ftn14\">[14]<\/a>, tra gli altri. <br>Alessandro Aiello continua la sua attivit\u00e0 nel collettivo artistico <em>canecapovolto<\/em>, fonda la Scuola fuori Norma (dove prosegue con le proprie ricerche nel campo del radiodramma, del cinema e la musica sperimentali); gi\u00e0 docente all\u2019Accademia di Belle Arti di Palermo, passa a insegnare in quella di Catania. Giuseppe Di Maio, da anni educatore sociale in centri pubblici d\u2019accoglienza per ragazzi disagiati, viene invece nominato nel 2015 giudice onorario del tribunale dei minorenni cittadino.<a id=\"_ftnref15\" href=\"#_ftn15\">[15]<\/a> Il regista siracusano \u00e8 scomparso prematuramente nell\u2019agosto 2020. <br>Vincenzo Consolo, quella mattina d\u2019agosto a Sant\u2019Agata, mordendosi con gesto caratteristico il labbro inferiore, ironico ma fermo, mi invit\u00f2 a fare una passeggiata nel paese mentre loro due parlavano di quel che dovevano parlare. C\u2019\u00e8 attestazione audiovisiva di quell\u2019incontro tra lo scrittore e il documentarista, ma non \u00e8 stata mai resa pubblica.<a id=\"_ftnref16\" href=\"#_ftn16\">[16]<\/a> La registrazione, una ventina di minuti, parte ex abrupto, senza alcuna domanda. L\u2019inquadratura \u00e8 sempre la stessa: lo scrittore seduto nel divano del soggiorno, qualche incisione antica sul muro dietro lui, e in un angolo il piccolissimo Cristo ligneo che conoscono i frequentatori della casa, trovato tra le macerie di una chiesa diroccata sui Nebrodi.<a id=\"_ftnref17\" href=\"#_ftn17\">[17]<\/a>\u00a0 Ripreso di mezzobusto, lateralmente, non guarda la cinepresa, gesticola poco, tranne quando la testimonianza finisce col diventare conversazione, momenti in cui fissa l\u2019operatore. Eccone il montaggio verbale delle riprese: Nella mia infanzia, adolescenza, non ho memoria di particolari feste religiose, qui nel mio paese, perch\u00e9 \u00e8 un paese giovane, e quindi si \u00e8 formato, diciamo, in tempi relativamente recenti. \u00c8 un paese di pescatori, di contadini, e non avevano delle grandi tradizioni di feste popolari. Ma quando ho preso consapevolezza del luogo dove abitavo, cio\u00e8 della Sicilia, e ho cominciato a girare, a inoltrarmi in questi paesi dei Nebrodi, che sono dei paesi con antica storia, ho incominciato a vedere le prime feste religiose: per esempio la festa di San Fratello, dei Giudei<a id=\"_ftnref18\" href=\"#_ftn18\">[18]<\/a>, durante la Settimana Santa; e poi la festa di San Giovanni ad Alcara Li Fusi, che va sotto il nome della festa del Muzzuni;<a id=\"_ftnref19\" href=\"#_ftn19\">[19]<\/a> la festa di San Calogero a San Salvatore di Fitalia\u2026<a id=\"_ftnref20\" href=\"#_ftn20\">[20]<\/a> Ma sempre qui, in questa zona dei Nebrodi. A San Marco d\u2019Alunzio c\u2019erano anche la festa di San Luca, la festa dell\u2019Aracoeli, cogli incapucciai.<a id=\"_ftnref21\" href=\"#_ftn21\">[21]<\/a> Poi, quando incominciavo a frequentare le altre parti dell\u2019Isola, la Sicilia occidentale, la Sicilia orientale, e soprattutto quando ho conosciuto Leonardo Sciascia<a id=\"_ftnref22\" href=\"#_ftn22\">[22]<\/a> e andavo a trovarlo a Caltanissetta, allora ho visto la festa delle Vare del Gioved\u00ec Santo. Mi ricordo che la prima volta che ho assistito a questa festa c\u2019era, ospite, una ragazza tedesca, che stava facendo la tesi su Leonardo; abbiamo assistito da un balcone alla festa, e alla fine Sciascia ha chiesto alla ragazza: \u2014Cosa te ne sembra?\u2014 e lei, da perfetta tedesca, ha detto: \u2014Mi sembra un po\u2019 troppo disordinata\u2014. Disordinata perch\u00e9 questi portatori delle vare, naturalmente, alzavano un po\u2019 il gomito, bevevano\u2026 Poi siamo andati a vedere il Venerd\u00ec Santo la festa a\u2026 <br>In questo momento, sorridendo, persa forse ogni minima concentrazione nel ricordo cordiale dell\u2019amico e dell\u2019aneddoto, taglia lo scrittore: \u00abEcco, mi sono inceppato, scusami\u00bb. Si ferma la registrazione; riparte, e dopo un \u00abVia!\u00bb di Di Maio, riprende Consolo: Dopo la festa chiassosa, diciamo, siamo andati il giorno dopo a vedere la processione del Venerd\u00ec Santo a Enna, che \u00e8 una festa severa, con queste confraternite di incapucciati, con i simboli della Passione, che si svolgeva nel silenzio pi\u00f9 assoluto, con queste nebbie di Enna che calavano: era veramente una visione suggestiva, una festa un po\u2019 di tipo sivigliano, con queste tuniche bianche e questo capuccio in testa\u2026<a id=\"_ftnref23\" href=\"#_ftn23\">[23]<\/a> Ci accompagnava a volte, c\u2019era con noi in queste feste il giovane Ferdinando Scianna,<a id=\"_ftnref24\" href=\"#_ftn24\">[24]<\/a> che incominciava allora a fotografare le feste religiose, e da l\u00ec poi scatur\u00ec il libro che fecero assieme con Sciascia, appunto sulle feste religiose in Sicilia\u2026<a id=\"_ftnref25\" href=\"#_ftn25\">[25]<\/a> Poi, naturalmente, ho visto altre feste, la festa di Trapani, le vare bellissime, tutte monocrome in legno scolpito, del Seicento\u2026<a id=\"_ftnref26\" href=\"#_ftn26\">[26]<\/a> <br>Lo scrittore fa un breve silenzio; e continua: <br>Nei miei libri, questa esperienza e conoscenza delle feste religiose\u2026 Nei miei libri narrativi ma anche saggistici, ci sono pagine dedicate a queste feste. Conoscevo poi, naturalmente, i vari folcloristi siciliani, dal Pitr\u00e8 a Salomone Marino e tutti gli altri. E ho trasferito, a partire dal mio primo libro, <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>, il momento dello snaturamento, diciamo, e della trasformazione, nel subito dopoguerra, della festa dei Giudei di San Fratello: dove racconto che questi giudei, che erano, che rappresentavano gli antagonisti, gli uccisori di Cristo\u2026 ed erano i pastori, i contadini che recitavano questa parte, con questi costumi diavoleschi\u2026 erano gli antagonisti di una societ\u00e0, diciamo, pi\u00f9 abbiente, i proprietari terrieri\u2026 Infatti, in anni lontani questi giudei diventavano anche violenti, perch\u00e9 compivano delle vendette, con delle catene che tenevano in mano, approfittando del fatto che erano mascherati\u2026 Ho raccontato appunto di loro, quando alle prime elezioni siciliane del \u201947 sono stati portati gi\u00f9, alla marina come si dice da noi, e usati per fini elettorali: insomma, questi giudei, sviliti, sono stati trasformati in propagandisti elettorali, distribuivano dei volantini per i vari candidati. E mi sembr\u00f2 il primo svilimento di una tradizione popolare antichissima.<a id=\"_ftnref27\" href=\"#_ftn27\">[27]<\/a> Poi anche in altri libri ho raccontato delle feste religiose in Sicilia, dalla <em>Sicilia passeggiata<\/em><a id=\"_ftnref28\" href=\"#_ftn28\">[28]<\/a> sino allo <em>Spasimo di Palermo<\/em>, in cui racconto della visita che fa il protagonista Gioacchino Martinez con la moglie a Enna, dove assistono appunto alla processione degli incapucciati del Venerd\u00ec Santo\u2026<a id=\"_ftnref29\" href=\"#_ftn29\">[29]<\/a> Un anno ho partecipato anch\u2019io al Festino di Santa Rosalia, a Palermo: ho scritto un testo sulla peste di Palermo del 1623\u2026<a id=\"_ftnref30\" href=\"#_ftn30\">[30]<\/a> <br>E qui Consolo, facendo ancora un silenzio, fissa Di Maio con gli occhi spalancati, l\u2019unica volta che questo gesto si presenta in tutta la registrazione: a sottolineare inconsapevolmente quella storia, che avrebbe dovuto essere la cornice del romanzo mai scritto, <em>Amor sacro<\/em>, del quale restano appunto quelle poche pagine pubblicate in occasione del Festino palermitano del 2000, e qualche appunto sparso qua e l\u00e0; e a sottolineare, pure, e pure inavvertitamente, il proprio smarrimento: pur essendosi affidato per anni a libri e documenti letti e riletti sull\u2019Inquisizione in Sicilia, su Fra Antonino di Mistretta, sugli ebrei isolani, sull\u2019eresia molinista a Palermo, tra i tanti altri, cercando una saldezza di scrittura dove approdare, mai raggiunta. E procede: La scoperta della Santa sul Monte Pellegrino, insomma tutte le vicende che conosciamo, che sono fra la storia e la leggenda. Quello che sempre mi ha incuriosito \u00e8 che non c\u2019\u00e8 una festa popolare per San Benedetto che viene chiamato da Palermo. \u00c8 un santo questo\u2026 era figlio di uno schiavo di San Fratello, era anche lui eremita sul Monte Pellegrino, \u00e8 stato beatificato. Ma quando c\u2019era la peste a Palermo c\u2019e stata una lotta fra francescani (questo frate era francescano) e gesuiti, per nominare, diciamo, il protettore della citt\u00e0. Vinsero i gesuiti, e allora fu inventata (dico inventata nel senso di <em>inventio<\/em>) la Santa Rosalia: furono scoperte le ossa sul Monte Pellegrino e quindi la Santuzza divenne la santa protettrice di Palermo. San Benedetto, sconfitto, venne dal re di Spagna esportato in Sudamerica, naturalmente con intenti politici, per tenere buone le popolazioni di colore. Questo santo \u00e8 molto popolare in Argentina, in Per\u00fa, in tutta l\u2019America Latina. E quel quartiere di Borges, che lui chiama Palermo, in effetti \u00e8 San Benito de Palermo, intitolato appunto a questo santo nero, a questo santo schiavo che viene proprio da San Fratello, beatificato per il suo essere stato eremita sul Monte Pellegrino. Ecco la contrapposizione fra questo santo di colore e la Santa, Rosalia, che discendeva addirittura (perch\u00e9 le \u00e8 stato creato un albero genealogico, suo padre si chiamava Sinibaldo), discendeva addirittura da Carlomagno, era nobile, vergine, bianca, e quindi prevalse. Dico che bisognerebbe riscoprire questi santi di colore in Sicilia, per esempio la Madonna del Tindari, i San Calogeri. Bisognerebbe veramente, in questo nostro mondo che ormai si sta trasformando, con l\u2019arrivo di questi poveri immigrati disperati, bisognerebbe riscoprire la storia di questi santi di colore in Sicilia.<a id=\"_ftnref31\" href=\"#_ftn31\">[31]<\/a> <br>Ancora uno stacco nella registrazione. E ancora il <em>via!<\/em> dell\u2019operatore:  In quest\u2019isola dove l\u2019uomo \u00e8 solo, come ci ha insegnato Pirandello, \u00e8 chiuso nella sua individualit\u00e0, nella poca attesa che ha dalla parte sociale, dalla parte esterna, nella chiusura nell\u2019ambito famigliare\u2026, le feste religiose, come ci ha insegnato Sciascia, erano un momento di grande socialit\u00e0, di aggregazione sociale, il momento in cui il siciliano usciva dalla sua solitudine e dove avveniva la comunicazione, avvenivano gli incontri, ed erano momenti assolutamente unici, e importanti anche per cercare di liberare le chiusure dell\u2019uomo siciliano. Cogli anni poi queste feste religiose, rivedendole qualche volta come mi capita, si sono assolutamente snaturate, sono diventate molto esteriori, sono in mano alle varie pro loco\u2026 Voglio dire che i partecipanti alla festa ripetono per gli altri, sopratutto per quelli che li riprendono: finisce il momento religioso, e finisce anche il momento della comunicazione sociale, della partecipazione collettiva, e quelli che partecipano alla festa non sono pi\u00f9 spettatori e partecipi ma, come dire, attori, attori di uno spettacolo che poi rivedranno a casa loro alla televisione. La televisione, senza demonizzarla, ma forse bisognerebbe farlo, ha trasformato la nostra vita, e quindi ormai l\u2019individuo vive nella solitudine della sua casa, vive nei momenti di pausa, cos\u00ec, guardando quello che Quasimodo chiama il video della vita: io lo chiamo il video della morte. Questo nostro ormai \u00e8 un paese che io chiamo telestupefatto, e i risultati poi si vedono in ogni campo, insomma, nel campo religioso ma anche politico e culturale, in ogni senso, in ogni aspetto della vita: chi non appare non \u00e8, non esiste, quindi bisogna cercare in tutti i modi di apparire, come sto facendo io in questo momento. C\u2019\u00e8 un\u2019assoluta trasformazione che non sappiamo a cosa ci porter\u00e0: certo, a una omologazione del tutto in cui siamo immersi e che stiamo vivendo anche nel modo di esprimersi, nei modi di abbigliarsi, di vestirsi: basta guardare le nostre ragazze, i nostri ragazzi, col ventre al vento e i pantaloni sul ginocchio, il borsetto a tracolla e la testa rapata, cos\u00ec come hanno visto il commissario Montalbano alla televisione. C\u2019\u00e8 questo uniformarsi ai messaggi televisivi. E quindi anche le feste religiose, ahim\u00e8!, che avevano una loro verit\u00e0 e una loro profondit\u00e0 storica, ne hanno sofferto in questa trasformazione culturale.<a id=\"_ftnref32\" href=\"#_ftn32\">[32]<\/a> <br>A questo punto interviene l\u2019osservatore delle tradizioni popolari Di Maio, il documentarista delle feste patronali, e la testimonianza diviene infine conversazione, sotto l\u2019unico sguardo attento che registra la cinepresa, quello dello scrittore Consolo: \u00abPer\u00f2 \u2014dice Di Maio\u2014, a questo proposito ti volevo chiedere una cosa. Tra le tradizioni popolari nell\u2019ambito siciliano, forse la festa popolare di tipo religioso \u00e8 quella che invece resiste di pi\u00f9. I canti popolari gi\u00e0 \u00e8 difficile riscontrarli, e anche i lamenti stessi di cui abbiamo gi\u00e0 trattato.<a id=\"_ftnref33\" href=\"#_ftn33\">[33]<\/a> Quelli, con difficolt\u00e0 resistono. Invece, ancora oggi, quasi a ogni paese, la festa popolare religiosa si mantiene. Come mai? Avresti una risposta?\u00bb \u00abCi devo pensare, Giuseppe \u2014risponde lo scrittore\u2014. Tu, come la interpreti questa qui, questa conservazione? Ci sono ormai delle piccole isole, qua e l\u00e0\u2026\u00bb \u00abNo \u2014incalza Di Maio\u2014, io quello che dico \u00e8 che per\u00f2 ogni paese riesce ancora a conservare la propria festa del Santo\u00bb. \u00abS\u00ec\u00bb \u2014annuisce Consolo. \u00abQuindi \u2014prosegue l\u2019operatore\u2014, da un punto di vista sociale, in qualche modo, ancora il ruolo della Chiesa\u2026 io da questo punto di vista la volevo impostare\u2026 riesce ancora ad attecchire\u2026\u00bb \u00abS\u00ec\u00bb \u2014ripete lo scrittore. E continua Di Maio: \u00abAllora, \u00e8 un problema ancora di fede, nonostante tutto\u2026\u00bb E Consolo: \u00abIo dubito, sinceramente. Forse non lo \u00e8 mai stato un fatto di fede; era un fatto, appunto, di tradizione popolare, di tradizione culturale, perch\u00e9 insomma\u2026 u siciliano<a id=\"_ftnref34\" href=\"#_ftn34\">[34]<\/a> non crede in Dio, crede nei Santi\u00bb \u2014e sorride sornione. <br>\u00abNon so\u00bb \u2014si sente la voce di Di Maio. Di nuovo uno stacco. Siamo alla conclusione delle riprese. Parla Consolo: Ricordo, col fenomeno dell\u2019emigrazione meridionale nel nord dell\u2019Italia, collaboravo allora con il\u00abTempo illustrato\u00bb, un giornale molto bello dove scriveva Pasolini, Giorgio Bocca, Davide Maria Turoldo\u2026 Sono andato a fare un\u2019inchiesta in un quartiere periferico di Milano che si chiama Pioltello Limito, dove c\u2019era una comunit\u00e0 di Pietraperzia, perch\u00e9 c\u2019erano le trafile del ricamo e si era formata questa comunit\u00e0 di pietraperziesi<a id=\"_ftnref35\" href=\"#_ftn35\">[35]<\/a>. E l\u00ec questi siciliani avevano trasferito anche la loro festa popolare, che era quella del Venerd\u00ec Santo con il Cristo morto e con i lamenti. Si erano fatti rifare la statua come quella del paese che avevano lasciato, identica, e quindi facevano questa processione il Venerd\u00ec Santo. Il parroco a un certo punto gli imped\u00ec di fare i lamenti, dicendo: \u2014Ma cosa \u00e8 questo, questi lamenti arabi? \u2014chiamandoli con disprezzo arabi; veramente non sopportando l\u2019intrusione, diciamo, di una cultura, di una tradizione siciliana antichissima in questo contesto industriale di Milano, della Lombardia.<a id=\"_ftnref36\" href=\"#_ftn36\">[36]<\/a> Fine della registrazione. Ma, tra parentesi, un\u2019ultima postilla: come non la sopportava nemmeno, questa intrusione, pur in ben diverse chiavi e progressive, Elio Vittorini; testimone Stefano D\u2019Arrigo<a id=\"_ftnref37\" href=\"#_ftn37\">[37]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><em>RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Adamo, Giuliana e M.\u00c1. Cuevas, 2023. <em>Maria Attanasio. Quattro decadi di bifronte scrittura disobbediente<\/em>. Castelvecchi. <br>Attanasio, Maria, 2000.<em> Il numinoso e il meraviglioso<\/em>. In <em>Della citt\u00e0 d\u2019argilla<\/em>. Mesogea, 2012, pp. 23-39.<br>Attanasio, Maria, 2005. <em>Viaggio nel nero<\/em>. In <em>Sei colori siciliani<\/em>, Davide Lacagnina (ed.). Kal\u00f3s. Ristampato col titolo <em>Il viandante nel nero<\/em> in M. Attanasio, <em>Della citt\u00e0 d\u2019argilla<\/em>. Mesogea, 2012. <br>Attanasio, Maria, 2016. <em>Gorgo della parola infanzia<\/em>. In <em>Blu della cancellazione<\/em>. La Vita Felice, pp. 17-33. <br>Consolo, Vincenzo, 1963. <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>. In Consolo 2015. <br>Consolo, Vincenzo, 1969. \u201cUn terremotato a Milano\u201d. <em>Nuovo Sud<\/em>. Maggio, pp. 8s. <br>Consolo, Vincenzo, 1970. \u201cUna Sicilia trapiantata nella nebbia\u201d. <em>Tempo illustrato<\/em>, 21-11-70. <br>Consolo, Vincenzo, 1976. <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>. In Consolo 2015. <br>Consolo, Vincenzo, 1980. \u201cLe feste religiose in Sicilia di Ferdinando Scianna\u201d. <em>Progresso fotografico<\/em>. 10, p.74. <br>Consolo, Vincenzo, 1985. <em>Lunaria<\/em>. In Consolo 2015. <br>Consolo, Vincenzo, 1987. <em>Retablo<\/em>. In Consolo, 2015. <br>Consolo, Vincenzo, 1988. <em>Le pietre di Pantalica. <\/em>In Consolo 2015. Consolo, Vincenzo, 1990a. <em>La Sicilia passeggiata<\/em>. Gianni Turchetta (ed.). Mimesis <br> 2021. Consolo, Vincenzo, 1990b. \u201cArriv\u00f2 fino a casa di Borges la fama di San Benedetto il Negro\u201d. <em>Corriere della Sera<\/em>, 1-4-90. <br>Consolo, Vincenzo, 1993. <em>Fuga dall\u2019Etna<\/em>, Donzelli. <br>Consolo, Vincenzo, 1995. \u201cIl santo nero\u201d. <em>Segno<\/em>, sett.-ott., pp. 35-37. <br>Consolo, Vincenzo, 1998. <em>Lo Spasimo di Palermo<\/em>. In Consolo 2015. <br>Consolo, Vincenzo, 1999. Di <em>qua dal Faro<\/em>, In Consolo 2015. <br>Consolo, Vincenzo, 2000. \u201cIl giglio nero di Sicilia. L\u2019incredibile storia di Benedetto il Moro, lo schiavo che divent\u00f2 eremita e fu fatto santo\u201d. <em>Il Sole-24 Ore<\/em>, 18-6-2000. <br>Consolo, Vincenzo, 2003. <em>Il flusso perenne.<\/em> Nel volume <em>\u2018U Gioia jaloffra e filuvespri, un video di Mauro Aprile Zanetti<\/em>. Comune di Scicli. <br>Consolo, Vincenzo, 2007. <em>Sicilia in festa. <\/em>Nel catalogo della mostra fotografica di Giuseppe Leone <em>Feste per un anno. Immagini del calendario <\/em>cerimoniale<em> siciliano<\/em>. Museo internazionale delle marionette Antonio Pasqualino di Palermo, Eidos-Fondazione Buttitta. <br>Consolo, Vincenzo, 2009. <em>Trapani feste religiose.<\/em> Prefazione al volume del fotografo Arturo Safina, <em>I Misteri. La processione lunga un giorno<\/em>. Di Girolamo. <br>Consolo, Vincenzo, 2012. <em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>, Nicol\u00f2 Messina (ed.). Mondadori. <br>Consolo, Vincenzo, 2015. <em>L\u2019opera completa<\/em>, Gianni Turchetta (ed.). Mondadori. <br>Consolo, Vincenzo, 2016a. <em>Sicilia paseada<\/em>. M.\u00c1. Cuevas (ed.). Traspi\u00e9s.<br>Consolo, Vincenzo, 2016b. <em>Conversazione a Siviglia<\/em>, M.\u00c1. Cuevas (ed.). Lettere da Qalat. <br>Consolo, Vincenzo et alii, 2000. <em>Rosa del ciel. Festa di ringraziamento in onore di Santa Rosalia, ideata da Roberto De Simone, Goran Bregovic, Vincenzo Consolo<\/em>. 376\u00ba festino, Palermo, 10-15 luglio. <br>Cuevas, M.\u00c1., 2012. \u201cParole incrociate: Sciascia e Consolo\u201d. In Trapassi 2012, pp. 195-205. <br>Cuevas, M.\u00c1., 2021. \u201cDue inediti e altre questioni consoliane a proposito del tempestosissimo Stefano D\u2019Arrigo\u201d. In Gianni Turchetta (ed.), <em>\u00abQuesto luogo d\u2019incrocio d\u2019ogni vento e assalto\u00bb. Vincenzo Consolo e la cultura del Mediterraneo, fra conflitto e integrazione<\/em>. Mimesis, pp. 61-75. <br>Galvagno, Rosalba (ed.), 2015. <em>\u00abDiverso \u00e8 lo scrivere\u00bb. Scrittura poetica dell\u2019impegno in Vincenzo Consolo<\/em>, Sinestesie.  <br>Messina, Nicol\u00f2, 2017. \u201cNote consoliane. \u00abL\u2019olivo e l\u2019olivastro\u00bb: una nuova fonte\u201d. In Irene Romera (ed.), <em>Espa\u00f1a e Italia: el Siglo de las Luces. Homenaje a Giulio Ferroni<\/em>. Updea, pp. 125-135. <br>Sciascia, Leonardo, 1965. <em>Feste religiose in Sicilia<\/em>. Fotografie di Ferdinando Scianna, Leonardo da Vinci Editrice. <br>Ora in <em>La corda pazza. Scrittori e cose della Sicilia<\/em> [1970], <em>Opere 1956-1971<\/em>, Claude Ambroise (ed.). Bompiani, 2004, pp. 1146-1166. <br>Siragusa, Massimo, 2003. <em>Credi<\/em>. Sanfilippo. <br>Trapassi, Leonarda (ed.), 2012. <em>Leonardo Sciascia. Un testimone del XX secolo<\/em>. Bonanno.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-alpha-channel-opacity\"\/>\n\n\n\n<p><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Presentato in anteprima all\u2019Universit\u00e0 di Aquisgrana nel gennaio 2004, in occasione di un <em>Incontro con la cultura siciliana<\/em> organizzato dal Prof. Hans Felten <a>(trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/156239216).<\/a><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Prima alla Biblioteca Comunale di Caltagirone nel luglio 2005, per la presentazione dell\u2019antologia (edita da Altavoz, 2005) a cura di Josephine Pace.<a id=\"_ftn3\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Presentato in anteprima, in fase ancora di riprese e quindi di montaggio, nel corso della rassegna <em>La paura mangia l&#8217;anima<\/em> (Teatro Club, Catania, marzo 2005).<a id=\"_ftn4\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Sottotitolo del documentario; disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/140891538\">https:\/\/vimeo.com\/140891538<\/a>. Prima al Palazzo Reburdone di Caltagirone in occasione del 4\u00ba Festival Internazionale di Poesia (dicembre 2009).<br><a id=\"_ftn5\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Dal comunicato stampa per la presentazione di <em>Pianeta Sicilia<\/em> al cinema King Cinestudio di Catania nel febbraio 2012 ((trailer disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/156239996\">https:\/\/vimeo.com\/156239996<\/a>. <a id=\"_ftn6\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> <a>Il documentario completo sulla scrittrice calatina disponibile in codice QR in Adamo, Cuevas 2023: 17; anche in<\/a> https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9YeqDw3nmgA. <a id=\"_ftn7\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Oltre a quanto ha a che fare con le feste religiose (su cui <em>infra<\/em>), cfr. la testimonianza consoliana su Antonino Uccello in <em>La casa di Icaro <\/em>[1981] (Consolo 1988: 582-589). <a id=\"_ftn8\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Sulla festa religiosa cfr. pure Attanasio 2000: 23-29; anche le poesie della prima sezione (<em>Gorgo della parola infanzia<\/em>) della silloge <em>Blu della cancellazione<\/em> (Attanasio 2016: 17-33), che erano state gi\u00e0 stampate con qualche variante nel libro di fotografie sulle feste patronali di Massimo Siragusa <em>Credi<\/em> (Siragusa 2003) nel quale partecipa anche Vincenzo Consolo con il racconto <em>Il teatro del sole<\/em> (gi\u00e0 pubblicato da Interlinea nel \u201999). <a id=\"_ftn9\" href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Il documentario venne proiettato a chiusura delle giornate di studio su Leonardo Sciascia <em>Per un ritratto dello scrittore<\/em> (trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/156240347); cfr. Trapassi 2012. <a id=\"_ftn10\" href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Sul convegno, organizzato da Doroty Armenia, tra i primi \u2013 se non il primo \u2013 dedicato alla memoria dello scrittore scomparso l\u2019anno precedente, cfr. Galvagno 2015. <a id=\"_ftn11\" href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Sede temporanea dell\u2019Associazione Documenta, Vi\u00f9 Arti Visive apre nel centro storico di Catania nel 2013 uno spazio espositivo che per due anni ospita mostre fotografiche e pittoriche, presentazioni di libri, letture poetiche, proiezioni cinematografiche. Altri documentari del periodo: <em>La Sicilia di Peter Waterhouse <\/em>[sul poeta tedesco] (2013; trailer disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/138844456\">https:\/\/vimeo.com\/138844456<\/a>; filmato completo in https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=34Pw2kyA2Ws), <em>Quattro canti<\/em> [sull\u2019omonimo gruppo musicale] (2013; disponibile in https:\/\/vimeo.com\/140886375), <em>Percorsi siciliani. Outsider art. Viaggio alla scoperta dell\u2019arte clandestina siciliana <\/em>[2014] (trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/143537241). <a id=\"_ftn12\" href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Prima a Vi\u00f9 Arti Visive per la mostra dell\u2019artista, dicembre 2013; disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/156246106\">https:\/\/vimeo.com\/156246106<\/a>. <a id=\"_ftn13\" href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Prima alla mostra del pittore a Vi\u00f9, curata da Giovanni Miraglia, aprile 2014; disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/156247381\">https:\/\/vimeo.com\/156247381<\/a>. <a id=\"_ftn14\" href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Libro edito da Il Girasole, 2011. Prima del filmato a Vi\u00f9 nel maggio 2014 (trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/90202763), per la chiusura della mostra <em>M\u00e0nnara. Operette umorali<\/em> di Navamuel, con il titolo <em>La vanga nell\u2019aria. Poesie per Jorge Oteiza<\/em>.<em>\u00a0<\/em><a id=\"_ftn15\" href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Gli appunti precedenti rendono conto inevitabilmente parziale di un\u2019attivit\u00e0 e di un materiale cinematografico ancora tutto da inventariare e catalogare; sarebbe auspicabile un\u2019attenta ricognizione negli archivi personali di Alessandro Aiello e Giuseppe Di Maio, allo scopo di un\u2019accurata ricerca sul loro lavoro di documentazione antropologica. Altri filmati di Documenta: <em>Festa della Focara di San\u2019Antonio Abate a Novoli <\/em>(2006; trailer disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/156241049\">https:\/\/vimeo.com\/156241049<\/a>), <em>Teatrabilit\u00e0<\/em> (2006), <em>Tarantafest<\/em> (2007), <em>Le donne e la guerra<\/em> (2008), <em>Santo Stefano Quisquina. Il ritorno in Wolfswagen<\/em> (in <em>Pianeta Sicilia<\/em>, 2011), <em>L\u2019incanto. Puntalazzo<\/em> (ivi), <em>Il bastone siciliano<\/em> (2012; trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/122986412), <em>L\u2019anti-Gattopardo <\/em>[su Goliarda Sapienza] (2012; trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/122960172). <a id=\"_ftn16\" href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Ringrazio della generosa disponibilit\u00e0 la compagna di Giuseppe Di Maio, Mariagrazia Spedale. L\u2019intervista-conversazione rimase inedita in attesa di un contributo \u2013 pi\u00f9 volte richiesto e mai concesso \u2013 dalla Regione Siciliana per un film che avremmo realizzato su <em>La Sicilia passeggiata<\/em>. Allo stato di solo soggetto \u00e8 rimasto pure un altro progetto comune, che riguardava un percorso cinematografico sui testi di Consolo nel suo risvolto visivo, ovvero sui riferimenti figurativi della sua opera. <a id=\"_ftn17\" href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Mi informa Claudio Masetta Milone, che cura con ammirevole zelo il sito ufficiale <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/\">https:\/\/vincenzoconsolo.it\/<\/a> e la casa letteraria dedicata allo scrittore nel Castello Gallego di Sant\u2019Agata di Militello, che il Cristo (32x29x2 cm. circa), probabilmente settecentesco, \u00e8 stato rinvenuto in una chiesa rasa a terra da una frana nella campagna dell\u2019antico borgo di Castania, abbandonato tra la fine del Settecento e l\u2019inizio dell\u2019Ottocento; restaurato, venne disposto su una lastra di cristallo (45x35x1 cm.), montata su un piccolo cubo di marmo rosso. <a id=\"_ftn18\" href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> Documentata da Aiello e Di Maio nel documentario <em>Pasqua indiavolata<\/em>, in <em>Pianeta Sicilia<\/em>, cit. <a id=\"_ftn19\" href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> Documentata da <em>Diario di viaggio<\/em>, cit. (riprese il 24-6-04). <a id=\"_ftn20\" href=\"#_ftnref20\">[20]<\/a> Ivi (riprese il 20-08-05). <a id=\"_ftn21\" href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> La cosiddetta festa dei Patroni a San Marco d\u2019Alunzio porta in processione le statue di San Marco e San Nicola. <em>Diario di viaggio<\/em> documenta la festa di San Basilio (riprese il 2-8-04). <a id=\"_ftn22\" href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> Sul rapporto tra i due scrittori cfr. Cuevas 2012. <a id=\"_ftn23\" href=\"#_ftnref23\">[23]<\/a> Sullo stesso argomento, e quasi con le stesse parole, cfr. Consolo 2016b: 73s. <a id=\"_ftn24\" href=\"#_ftnref24\">[24]<\/a> Il fotografo bagherese collabor\u00f2 qualche anno dopo con Consolo in una sorta di reportage (Consolo 1969), \u00abun racconto scandito sotto forma di otto didascalie numerate a corredo di altrettante fotografie\u00bb, come scrive Nicol\u00f2 Messina (Messina 2017), che ha esumato il testo come una tra le fonti di <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em> (1994). Sul rapporto tra i due si veda Consolo 1980. <a id=\"_ftn25\" href=\"#_ftnref25\">[25]<\/a> Sciascia 1965, <a>Il discorso di Consolo sull\u2019argomento \u00e8 mutuato in buona misura da questo scritto sciasciano: particolarmente per quel che riguarda l\u2019interpretazione della festa dei Giudei a San Fratello, le riflessioni sulla festa religiosa come quasi unica occasione conviviale di uscita dall\u2019isolamento coatto, o sulla non religiosit\u00e0 <em>stricto sensu<\/em> di tali manifestazioni nel popolo siciliano (cfr. ivi: 1162ss.). <\/a>D\u2019altronde, non \u00e8 da escludere che Consolo si sia imbattuto nel saggio di Sciascia per la prima volta in quel frate Antonino da Mistretta, che tanta parte avr\u00e0 nella praticamente non-scrittura dell\u2019ultimo progettato romanzo, <em>Amor sacro<\/em> (cfr. ivi: 1150). <a id=\"_ftn26\" href=\"#_ftnref26\">[26]<\/a> Cfr. Consolo 2009. <a id=\"_ftn27\" href=\"#_ftnref27\">[27]<\/a> Cfr. il capitolo VIII de <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em> (Consolo 1963: 79-81); cfr. anche una breve sequenza del IV ne <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em> (Consolo 1976: 202; un intero paragrafo di <em>Conversazione a Siviglia<\/em> s\u2019intitola \u00abLa sarabanda dei giudei\u00bb (Consolo 2016b: 69s.); cfr. <em>Pasqua indiavolata<\/em>, cit.Nello stesso capitolo del romanzo d\u2019esordio una brevissima sequenza riprende l\u2019usanza di offrire dei soldi alle statue in processione (Consolo 1963: 82), particolare documentato in ben sei delle schede di <em>Diario di viaggio<\/em>. <a id=\"_ftn28\" href=\"#_ftnref28\">[28]<\/a> Nell\u2019<em>explicit<\/em> del capitolo secondo e per una gran parte di quello successivo (cfr. Consolo 1990a: 42, 45-50, 58s.). Alcuni di questi brani passano nei capitoli XI e XIII de <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro <\/em>e nel saggio <em>La rinascita del Val di Noto<\/em> [1991] confluito in <em>Di qua dal Faro<\/em> (Consolo1999) (per le procedure della manipolazione testuale cfr. Consolo 2016a: 97, 99; note 14 e 29).Alcune delle feste a cui fa riferimento Consolo sono state documentate in <em>Diario di viaggio<\/em>: San Paolo a Palazzolo Acreide (riprese il 23-6-04), la corsa dei \u201cNudi\u201d per Sant\u2019Alfio a Lentini (riprese il 10-5-04), Sant\u2019Alfio, Cirino e Filadelfo a Trecastagni (ripreseil 10-5 del \u201904 e \u201905). Una filastrocca sui nomi dei tre santi ritorna nel cap. I de <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em> (Consolo 1963: 7).\u00a0<a id=\"_ftn29\" href=\"#_ftnref29\">[29]<\/a> Cfr. <em>Lo Spasimo di Palermo<\/em>, cap. VI (Consolo 1998: 932). <a id=\"_ftn30\" href=\"#_ftnref30\">[30]<\/a> Cfr. i testi di Consolo, senza titolo, scanditi da apparenti sottotitoli tra cui ricompaino alcune didascalie goyesche gi\u00e0 presenti nel cap. VII de <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>,nella brossura del Festino palermitano del 2000 (Consolo <em>et. al.<\/em> 2000: 13, 26-31). <a id=\"_ftn31\" href=\"#_ftnref31\">[31]<\/a> La presenza di San Benedetto di San Fratello detto il Moro ricorre nella scrittura di Consolo, dalle <em>Notizie<\/em> che corredano il testo di <em>Lunaria <\/em>(Consolo1985: 341s), ai saggi <em>La pesca del tonno in Sicilia <\/em>[1986](Consolo 1999: 1023s.) e <em>La retta e la spirale<\/em> [1995] (Consolo 1999: 1235), al racconto <em>Il miracolo <\/em>[2000](Consolo 2012: 175-177); l\u2019autore gli dedica diversi articoli su periodici e giornali (Consolo 1990b, 1995, 2000); compare pure nelle pagine per il Festino palermitano (Consolo <em>et.al.<\/em> 2000). In una stanza dell\u2019appartameno milanese di Vincenzo Consolo e Caterina Pilenga era appesa un\u2019icona raffigurante San Benedetto, opera dell\u2019artista Beppe Madaudo (CIC esemplari numerati, interventi serigrafici e manuali ad olio su tavola preparata a gesso e colla, 60&#215;50 cm.); il quadro si conserva nella casa letteraria del Castello Gallego nel paese natio dello scrittore (ringrazio ancora Claudio Masetta Milone per queste informazioni).Santa Rosalia (oltre a Consolo <em>et. al.<\/em> 2000., e soprattutto alla malia del nome \u2013 della santa, della fanciulla, della cantatrice, della modella \u2013 che impregna <em>Retablo<\/em>, Consolo 1987) \u00e8 presente in <em>Lunaria<\/em>, sia nella favola teatrale che nelle note riportate nelle <em>Notizie <\/em>(Consolo 1985: 289, 349s., 355s.). <em>Diario di viaggio<\/em> documenta tre feste di San Calogero: due nell\u2019agrigentino, nel capoluogo (riprese il 3-7-05) e a Naro (riprese il 8-6-04; al San Calogero di Naro assomiglia, \u00abnerissimo di barba e pelle\u00bb, frate Agrippino in <em>Le pietre di Pantalica<\/em>, Consolo 1988: 484); una nel messinese, a San Salvatore di Fitalia (riprese il 20-8-05; durante le feste per il santo in \u00abFitalia di montagna\u00bb si svolge parte del capitolo V de <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>, Consolo 1963: 44-48); sempre in <em>Diario di viaggio<\/em>, ancora un\u2019altra scheda documentaria sulla festa di San Cono di Naso (ME; riprese l\u20191-9-04), la cui statua presenta le sembianze di un gigante nero, come secondo la leggenda apparve per cacciare gli invasori turchi (sul santo e la suggestione dei nomi cfr. <em>Il barone magico<\/em>, Consolo 1988: 601). <a id=\"_ftn32\" href=\"#_ftnref32\">[32]<\/a> Un risvolto satirico di questa riflessione nel racconto <em>E poi la festa del patrono<\/em> [1990] (Consolo 2012: 139-142). <a id=\"_ftn33\" href=\"#_ftnref33\">[33]<\/a> Fuoricampo, c\u2019\u00e8 da supporre; ch\u00e9, ripeto, non ero presente alla registrazione. <a id=\"_ftn34\" href=\"#_ftnref34\">[34]<\/a> <a>Cos\u00ec si sente nell\u2019audio della registrazione, con l\u2019articolo dialettale.<\/a> <a id=\"_ftn35\" href=\"#_ftnref35\">[35]<\/a> Sulla colloraborazione a \u00abTempo illustrato\u00bb cfr. Consolo 1993: 36; di questi reportages si legge pure nell\u2019autobiografia appena velata del racconto <em>E Ciro vide Anna Magnani<\/em> [2008] (Consolo 2012: 228-230]). L\u2019\u00abinchiesta\u00bb in questione in Consolo 1970. <a id=\"_ftn36\" href=\"#_ftnref36\">[36]<\/a> Altri testi consoliani in cui sono presenti in vario modo festivit\u00e0 religiose: <em>Befana di novembre<\/em> [1960-70] (Consolo 2012: 11-13), <em>Fra Contemplazione e Paradiso <\/em>[1988] (Consolo 1999: 1058-1065, 1061), <em>Il flusso perenne<\/em> (Consolo 2003) <em>Sicilia in festa<\/em> (Cosolo 2007). <a id=\"_ftn37\" href=\"#_ftnref37\">[37]<\/a> Cfr. Cuevas 2021. [Da: Coriasso, Cristina, Varela-Portas, Juan (eds.), <em>\u00abCon angelica voce\u2026\u00bb. Studi in onore di Rosario Scrimieri Mar\u00edn<\/em>, Ledizioni, Milano, 2023, pp. 293-310]<br><a id=\"_ftn1\" href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Presentato in anteprima all\u2019Universit\u00e0 di Aquisgrana nel gennaio 2004, in occasione di un <em>Incontro con la cultura siciliana<\/em> organizzato dal Prof. Hans Felten <a>(trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/156239216).<\/a><a id=\"_ftn2\" href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> Prima alla Biblioteca Comunale di Caltagirone nel luglio 2005, per la presentazione dell\u2019antologia (edita da Altavoz, 2005) a cura di Josephine Pace.<a id=\"_ftn3\" href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Presentato in anteprima, in fase ancora di riprese e quindi di montaggio, nel corso della rassegna <em>La paura mangia l&#8217;anima<\/em> (Teatro Club, Catania, marzo 2005).<a id=\"_ftn4\" href=\"#_ftnref4\">[4]<\/a> Sottotitolo del documentario; disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/140891538\">https:\/\/vimeo.com\/140891538<\/a>. Prima al Palazzo Reburdone di Caltagirone in occasione del 4\u00ba Festival Internazionale di Poesia (dicembre 2009).<br><a id=\"_ftn5\" href=\"#_ftnref5\">[5]<\/a> Dal comunicato stampa per la presentazione di <em>Pianeta Sicilia<\/em> al cinema King Cinestudio di Catania nel febbraio 2012 ((trailer disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/156239996\">https:\/\/vimeo.com\/156239996<\/a>. <a id=\"_ftn6\" href=\"#_ftnref6\">[6]<\/a> <a>Il documentario completo sulla scrittrice calatina disponibile in codice QR in Adamo, Cuevas 2023: 17; anche in<\/a> https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=9YeqDw3nmgA. <a id=\"_ftn7\" href=\"#_ftnref7\">[7]<\/a> Oltre a quanto ha a che fare con le feste religiose (su cui <em>infra<\/em>), cfr. la testimonianza consoliana su Antonino Uccello in <em>La casa di Icaro <\/em>[1981] (Consolo 1988: 582-589). <a id=\"_ftn8\" href=\"#_ftnref8\">[8]<\/a> Sulla festa religiosa cfr. pure Attanasio 2000: 23-29; anche le poesie della prima sezione (<em>Gorgo della parola infanzia<\/em>) della silloge <em>Blu della cancellazione<\/em> (Attanasio 2016: 17-33), che erano state gi\u00e0 stampate con qualche variante nel libro di fotografie sulle feste patronali di Massimo Siragusa <em>Credi<\/em> (Siragusa 2003) nel quale partecipa anche Vincenzo Consolo con il racconto <em>Il teatro del sole<\/em> (gi\u00e0 pubblicato da Interlinea nel \u201999). <a id=\"_ftn9\" href=\"#_ftnref9\">[9]<\/a> Il documentario venne proiettato a chiusura delle giornate di studio su Leonardo Sciascia <em>Per un ritratto dello scrittore<\/em> (trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/156240347); cfr. Trapassi 2012. <a id=\"_ftn10\" href=\"#_ftnref10\">[10]<\/a> Sul convegno, organizzato da Doroty Armenia, tra i primi \u2013 se non il primo \u2013 dedicato alla memoria dello scrittore scomparso l\u2019anno precedente, cfr. Galvagno 2015. <a id=\"_ftn11\" href=\"#_ftnref11\">[11]<\/a> Sede temporanea dell\u2019Associazione Documenta, Vi\u00f9 Arti Visive apre nel centro storico di Catania nel 2013 uno spazio espositivo che per due anni ospita mostre fotografiche e pittoriche, presentazioni di libri, letture poetiche, proiezioni cinematografiche. Altri documentari del periodo: <em>La Sicilia di Peter Waterhouse <\/em>[sul poeta tedesco] (2013; trailer disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/138844456\">https:\/\/vimeo.com\/138844456<\/a>; filmato completo in https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=34Pw2kyA2Ws), <em>Quattro canti<\/em> [sull\u2019omonimo gruppo musicale] (2013; disponibile in https:\/\/vimeo.com\/140886375), <em>Percorsi siciliani. Outsider art. Viaggio alla scoperta dell\u2019arte clandestina siciliana <\/em>[2014] (trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/143537241). <a id=\"_ftn12\" href=\"#_ftnref12\">[12]<\/a> Prima a Vi\u00f9 Arti Visive per la mostra dell\u2019artista, dicembre 2013; disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/156246106\">https:\/\/vimeo.com\/156246106<\/a>. <a id=\"_ftn13\" href=\"#_ftnref13\">[13]<\/a> Prima alla mostra del pittore a Vi\u00f9, curata da Giovanni Miraglia, aprile 2014; disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/156247381\">https:\/\/vimeo.com\/156247381<\/a>. <a id=\"_ftn14\" href=\"#_ftnref14\">[14]<\/a> Libro edito da Il Girasole, 2011. Prima del filmato a Vi\u00f9 nel maggio 2014 (trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/90202763), per la chiusura della mostra <em>M\u00e0nnara. Operette umorali<\/em> di Navamuel, con il titolo <em>La vanga nell\u2019aria. Poesie per Jorge Oteiza<\/em>.<em>\u00a0<\/em><a id=\"_ftn15\" href=\"#_ftnref15\">[15]<\/a> Gli appunti precedenti rendono conto inevitabilmente parziale di un\u2019attivit\u00e0 e di un materiale cinematografico ancora tutto da inventariare e catalogare; sarebbe auspicabile un\u2019attenta ricognizione negli archivi personali di Alessandro Aiello e Giuseppe Di Maio, allo scopo di un\u2019accurata ricerca sul loro lavoro di documentazione antropologica. Altri filmati di Documenta: <em>Festa della Focara di San\u2019Antonio Abate a Novoli <\/em>(2006; trailer disponibile in <a href=\"https:\/\/vimeo.com\/156241049\">https:\/\/vimeo.com\/156241049<\/a>), <em>Teatrabilit\u00e0<\/em> (2006), <em>Tarantafest<\/em> (2007), <em>Le donne e la guerra<\/em> (2008), <em>Santo Stefano Quisquina. Il ritorno in Wolfswagen<\/em> (in <em>Pianeta Sicilia<\/em>, 2011), <em>L\u2019incanto. Puntalazzo<\/em> (ivi), <em>Il bastone siciliano<\/em> (2012; trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/122986412), <em>L\u2019anti-Gattopardo <\/em>[su Goliarda Sapienza] (2012; trailer disponibile in https:\/\/vimeo.com\/122960172). <a id=\"_ftn16\" href=\"#_ftnref16\">[16]<\/a> Ringrazio della generosa disponibilit\u00e0 la compagna di Giuseppe Di Maio, Mariagrazia Spedale. L\u2019intervista-conversazione rimase inedita in attesa di un contributo \u2013 pi\u00f9 volte richiesto e mai concesso \u2013 dalla Regione Siciliana per un film che avremmo realizzato su <em>La Sicilia passeggiata<\/em>. Allo stato di solo soggetto \u00e8 rimasto pure un altro progetto comune, che riguardava un percorso cinematografico sui testi di Consolo nel suo risvolto visivo, ovvero sui riferimenti figurativi della sua opera. <a id=\"_ftn17\" href=\"#_ftnref17\">[17]<\/a> Mi informa Claudio Masetta Milone, che cura con ammirevole zelo il sito ufficiale <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/\">https:\/\/vincenzoconsolo.it\/<\/a> e la casa letteraria dedicata allo scrittore nel Castello Gallego di Sant\u2019Agata di Militello, che il Cristo (32x29x2 cm. circa), probabilmente settecentesco, \u00e8 stato rinvenuto in una chiesa rasa a terra da una frana nella campagna dell\u2019antico borgo di Castania, abbandonato tra la fine del Settecento e l\u2019inizio dell\u2019Ottocento; restaurato, venne disposto su una lastra di cristallo (45x35x1 cm.), montata su un piccolo cubo di marmo rosso. <a id=\"_ftn18\" href=\"#_ftnref18\">[18]<\/a> Documentata da Aiello e Di Maio nel documentario <em>Pasqua indiavolata<\/em>, in <em>Pianeta Sicilia<\/em>, cit. <a id=\"_ftn19\" href=\"#_ftnref19\">[19]<\/a> Documentata da <em>Diario di viaggio<\/em>, cit. (riprese il 24-6-04). <a id=\"_ftn20\" href=\"#_ftnref20\">[20]<\/a> Ivi (riprese il 20-08-05). <a id=\"_ftn21\" href=\"#_ftnref21\">[21]<\/a> La cosiddetta festa dei Patroni a San Marco d\u2019Alunzio porta in processione le statue di San Marco e San Nicola. <em>Diario di viaggio<\/em> documenta la festa di San Basilio (riprese il 2-8-04). <a id=\"_ftn22\" href=\"#_ftnref22\">[22]<\/a> Sul rapporto tra i due scrittori cfr. Cuevas 2012. <a id=\"_ftn23\" href=\"#_ftnref23\">[23]<\/a> Sullo stesso argomento, e quasi con le stesse parole, cfr. Consolo 2016b: 73s. <a id=\"_ftn24\" href=\"#_ftnref24\">[24]<\/a> Il fotografo bagherese collabor\u00f2 qualche anno dopo con Consolo in una sorta di reportage (Consolo 1969), \u00abun racconto scandito sotto forma di otto didascalie numerate a corredo di altrettante fotografie\u00bb, come scrive Nicol\u00f2 Messina (Messina 2017), che ha esumato il testo come una tra le fonti di <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em> (1994). Sul rapporto tra i due si veda Consolo 1980. <a id=\"_ftn25\" href=\"#_ftnref25\">[25]<\/a> Sciascia 1965, <a>Il discorso di Consolo sull\u2019argomento \u00e8 mutuato in buona misura da questo scritto sciasciano: particolarmente per quel che riguarda l\u2019interpretazione della festa dei Giudei a San Fratello, le riflessioni sulla festa religiosa come quasi unica occasione conviviale di uscita dall\u2019isolamento coatto, o sulla non religiosit\u00e0 <em>stricto sensu<\/em> di tali manifestazioni nel popolo siciliano (cfr. ivi: 1162ss.). <\/a>D\u2019altronde, non \u00e8 da escludere che Consolo si sia imbattuto nel saggio di Sciascia per la prima volta in quel frate Antonino da Mistretta, che tanta parte avr\u00e0 nella praticamente non-scrittura dell\u2019ultimo progettato romanzo, <em>Amor sacro<\/em> (cfr. ivi: 1150). <a id=\"_ftn26\" href=\"#_ftnref26\">[26]<\/a> Cfr. Consolo 2009. <a id=\"_ftn27\" href=\"#_ftnref27\">[27]<\/a> Cfr. il capitolo VIII de <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em> (Consolo 1963: 79-81); cfr. anche una breve sequenza del IV ne <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em> (Consolo 1976: 202; un intero paragrafo di <em>Conversazione a Siviglia<\/em> s\u2019intitola \u00abLa sarabanda dei giudei\u00bb (Consolo 2016b: 69s.); cfr. <em>Pasqua indiavolata<\/em>, cit.Nello stesso capitolo del romanzo d\u2019esordio una brevissima sequenza riprende l\u2019usanza di offrire dei soldi alle statue in processione (Consolo 1963: 82), particolare documentato in ben sei delle schede di <em>Diario di viaggio<\/em>. <a id=\"_ftn28\" href=\"#_ftnref28\">[28]<\/a> Nell\u2019<em>explicit<\/em> del capitolo secondo e per una gran parte di quello successivo (cfr. Consolo 1990a: 42, 45-50, 58s.). Alcuni di questi brani passano nei capitoli XI e XIII de <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro <\/em>e nel saggio <em>La rinascita del Val di Noto<\/em> [1991] confluito in <em>Di qua dal Faro<\/em> (Consolo1999) (per le procedure della manipolazione testuale cfr. Consolo 2016a: 97, 99; note 14 e 29).Alcune delle feste a cui fa riferimento Consolo sono state documentate in <em>Diario di viaggio<\/em>: San Paolo a Palazzolo Acreide (riprese il 23-6-04), la corsa dei \u201cNudi\u201d per Sant\u2019Alfio a Lentini (riprese il 10-5-04), Sant\u2019Alfio, Cirino e Filadelfo a Trecastagni (ripreseil 10-5 del \u201904 e \u201905). Una filastrocca sui nomi dei tre santi ritorna nel cap. I de <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em> (Consolo 1963: 7).\u00a0<a id=\"_ftn29\" href=\"#_ftnref29\">[29]<\/a> Cfr. <em>Lo Spasimo di Palermo<\/em>, cap. VI (Consolo 1998: 932). <a id=\"_ftn30\" href=\"#_ftnref30\">[30]<\/a> Cfr. i testi di Consolo, senza titolo, scanditi da apparenti sottotitoli tra cui ricompaino alcune didascalie goyesche gi\u00e0 presenti nel cap. VII de <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>,nella brossura del Festino palermitano del 2000 (Consolo <em>et. al.<\/em> 2000: 13, 26-31). <a id=\"_ftn31\" href=\"#_ftnref31\">[31]<\/a> La presenza di San Benedetto di San Fratello detto il Moro ricorre nella scrittura di Consolo, dalle <em>Notizie<\/em> che corredano il testo di <em>Lunaria <\/em>(Consolo1985: 341s), ai saggi <em>La pesca del tonno in Sicilia <\/em>[1986](Consolo 1999: 1023s.) e <em>La retta e la spirale<\/em> [1995] (Consolo 1999: 1235), al racconto <em>Il miracolo <\/em>[2000](Consolo 2012: 175-177); l\u2019autore gli dedica diversi articoli su periodici e giornali (Consolo 1990b, 1995, 2000); compare pure nelle pagine per il Festino palermitano (Consolo <em>et.al.<\/em> 2000). In una stanza dell\u2019appartameno milanese di Vincenzo Consolo e Caterina Pilenga era appesa un\u2019icona raffigurante San Benedetto, opera dell\u2019artista Beppe Madaudo (CIC esemplari numerati, interventi serigrafici e manuali ad olio su tavola preparata a gesso e colla, 60&#215;50 cm.); il quadro si conserva nella casa letteraria del Castello Gallego nel paese natio dello scrittore (ringrazio ancora Claudio Masetta Milone per queste informazioni).Santa Rosalia (oltre a Consolo <em>et. al.<\/em> 2000., e soprattutto alla malia del nome \u2013 della santa, della fanciulla, della cantatrice, della modella \u2013 che impregna <em>Retablo<\/em>, Consolo 1987) \u00e8 presente in <em>Lunaria<\/em>, sia nella favola teatrale che nelle note riportate nelle <em>Notizie <\/em>(Consolo 1985: 289, 349s., 355s.). <em>Diario di viaggio<\/em> documenta tre feste di San Calogero: due nell\u2019agrigentino, nel capoluogo (riprese il 3-7-05) e a Naro (riprese il 8-6-04; al San Calogero di Naro assomiglia, \u00abnerissimo di barba e pelle\u00bb, frate Agrippino in <em>Le pietre di Pantalica<\/em>, Consolo 1988: 484); una nel messinese, a San Salvatore di Fitalia (riprese il 20-8-05; durante le feste per il santo in \u00abFitalia di montagna\u00bb si svolge parte del capitolo V de <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>, Consolo 1963: 44-48); sempre in <em>Diario di viaggio<\/em>, ancora un\u2019altra scheda documentaria sulla festa di San Cono di Naso (ME; riprese l\u20191-9-04), la cui statua presenta le sembianze di un gigante nero, come secondo la leggenda apparve per cacciare gli invasori turchi (sul santo e la suggestione dei nomi cfr. <em>Il barone magico<\/em>, Consolo 1988: 601). <a id=\"_ftn32\" href=\"#_ftnref32\">[32]<\/a> Un risvolto satirico di questa riflessione nel racconto <em>E poi la festa del patrono<\/em> [1990] (Consolo 2012: 139-142). <a id=\"_ftn33\" href=\"#_ftnref33\">[33]<\/a> Fuoricampo, c\u2019\u00e8 da supporre; ch\u00e9, ripeto, non ero presente alla registrazione. <a id=\"_ftn34\" href=\"#_ftnref34\">[34]<\/a> <a>Cos\u00ec si sente nell\u2019audio della registrazione, con l\u2019articolo dialettale.<\/a> <a id=\"_ftn35\" href=\"#_ftnref35\">[35]<\/a> Sulla colloraborazione a \u00abTempo illustrato\u00bb cfr. Consolo 1993: 36; di questi reportages si legge pure nell\u2019autobiografia appena velata del racconto <em>E Ciro vide Anna Magnani<\/em> [2008] (Consolo 2012: 228-230]). L\u2019\u00abinchiesta\u00bb in questione in Consolo 1970. <a id=\"_ftn36\" href=\"#_ftnref36\">[36]<\/a> Altri testi consoliani in cui sono presenti in vario modo festivit\u00e0 religiose: <em>Befana di novembre<\/em> [1960-70] (Consolo 2012: 11-13), <em>Fra Contemplazione e Paradiso <\/em>[1988] (Consolo 1999: 1058-1065, 1061), <em>Il flusso perenne<\/em> (Consolo 2003) <em>Sicilia in festa<\/em> (Cosolo 2007). <a id=\"_ftn37\" href=\"#_ftnref37\">[37]<\/a> Cfr. Cuevas 2021.<br> [Da: Coriasso, Cristina, Varela-Portas, Juan (eds.), <em>\u00abCon angelica voce\u2026\u00bb. Studi in onore di Rosario Scrimieri Mar\u00edn<\/em>, Ledizioni, Milano, 2023, pp. 293-310]<br><br>Foto Ferdinando Scianna<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/xscianna_i_fig1.jpg.pagespeed.ic_.vxLPDiMXbv.webp\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"528\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/xscianna_i_fig1.jpg.pagespeed.ic_.vxLPDiMXbv.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-3454\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/xscianna_i_fig1.jpg.pagespeed.ic_.vxLPDiMXbv.webp 800w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/xscianna_i_fig1.jpg.pagespeed.ic_.vxLPDiMXbv-300x198.webp 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/xscianna_i_fig1.jpg.pagespeed.ic_.vxLPDiMXbv-768x507.webp 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Miguel \u00c1ngel Cuevas (Universidad de Sevilla) Una mattina dell\u2019agosto 2005 ho accompagnato il documentarista siracusano Giuseppe Di Maio ad un incontro con Vincenzo Consolo nella sua casa di Sant\u2019Agata di Militello. Il regista, alle prese con le sue ricerche sulle feste patronali isolane, ne avrebbe ricavato la testimonianza dello scrittore. L\u2019intervista-conversazione tra i due, finora &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3453\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">GIUSEPPE DI MAIO INCONTRA VINCENZO CONSOLO: UNA TESTIMONIANZA INEDITA SULLE FESTE PATRONALI SICILIANE<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[52,1904,336,362,1906,1908,111,318,273,77,1911,1907,965,1382,80,685,17,703,817,1903,626,1909,1199,471,200,1910,208,229,954,32,36,185,153,1913,707,1517,474,57,987,1905,30,116,1494,38,1912,110,745,40,196,29,477,203,150,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3453"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3453"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3453\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3456,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3453\/revisions\/3456"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}