{"id":344,"date":"2003-12-03T10:59:08","date_gmt":"2003-12-03T10:59:08","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=344"},"modified":"2015-07-28T11:02:00","modified_gmt":"2015-07-28T11:02:00","slug":"un-comunista-dalla-coscienza-pulitadallintransigente-lotta-alla-mafia-alle-accuse-di-collusione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=344","title":{"rendered":"Un comunista dalla coscienza pulitaDall&#8217;intransigente lotta alla mafia alle accuse di collusione"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: justify;\">Un comunista dalla coscienza pulita Dall&#8217;intransigente lotta alla mafia alle accuse di collusione: la \u00abstoria capovolta\u00bb di Giovanni Parisi<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"ixeFirma\">di <b>Vincenzo Consolo<\/b><\/span><\/p>\n<p id=\"ixeText\" style=\"text-align: justify;\">\u00abPer la nostra Sicilia invoco una vera solidariet\u00e0 regionale, una concordia sacra, una pace feconda e operosa. Giustizia per la Sicilia! Tregua di Dio per la Sicilia!\u00bb declamava, alla prima seduta dell&#8217;Assemblea regionale, il presidente (per anzianit\u00e0) Francesco Paolo Lo Presti. A Palermo, nel pomeriggio di domenica 25 maggio 1947. Nella sala detta d&#8217;Ercole per gli affreschi alle pareti d&#8217;un Giuseppe Velasquez palermitano, che raffigurano le fatiche del semidio enfio di coraggio e di muscoli, di quel palazzo che era stato sede di emiri, di re e di vicer\u00e8, i novanta deputati erano disposti secondo gli schieramenti politici a sinistra, i comunisti e i socialisti del Blocco del popolo, i saragattiani e i repubblicani, al centro, democristiani e separatisti, a destra, monarchici, liberali e qualunquisti. Tra di essi, i protagonisti della infuocata battaglia politica che aveva preceduto le elezioni del 20 aprile: Li Causi, Colajanni, Finocchiaro Aprile, Alessi, Aldisio, Alliata&#8230; E in prima fila, al centro, tra le autorit\u00e0, il cardinal Ruffini, il quale implorer\u00e0 \u00abdi cuore sul nuovo Parlamento siciliano abbondanza delle celesti benedizioni\u00bb. Una travolgente abbondanza di voti, di potere e di vantaggi s&#8217;abbatter\u00e0 invece da l\u00ec a poco solo su quel gruppo democristiano che con il cardinal Ruffini, e non solo con lui, aveva intrecciato unit\u00e0 di intenti e di voleri. E, detto questo per inciso, pur senza l&#8217;implorazione di un cardinale, ma con misteriose strategie, stabilendo ignoti patti, un&#8217;ancor pi\u00f9 travolgente abbondanza di voti otterr\u00e0 in Sicilia il centrodestra di Berlusconi-Dell&#8217;Utri-Miccich\u00e8, di Fini-Lo Porto e di Buttiglione-Tot\u00f2 Cuffaro alle ultime elezioni politiche del 2001. Ma torniamo alla storia degli inizi nel dopoguerra dell&#8217;attivit\u00e0 politica in Sicilia, nella Regione, dotata d&#8217;una autonomia a statuto speciale, \u00abspecialissimo\u00bb. Che cosa voleva dire quella invocata \u00abconcordia sacra\u00bb, quella \u00abtregua di Dio\u00bb del presidente Lo Presti? Voleva dire che nella sala d&#8217;Ercole, tra gli scanni, un profondo fossato s&#8217;era aperto, tra la sinistra e il resto degli schieramenti, entro cui scorreva il sangue di dodici morti e dei trentatr\u00e9 feriti della strage di Portella della Ginestra del 1\u00b0 maggio del 1947. E ancora, dopo quella fatidica data, in vista delle elezioni politiche del &#8217;48, \u00abmicrofoni di Dio\u00bb, calati da Roma, e intimidazioni, assassini di sindacalisti, di capilega, di militanti, assalti e incendi a sedi di partito e sindacati, perpetrati dalle forze politico-mafiose, hanno fatto calare sulla Sicilia e sul Paese quel potere politico che \u00e8 durato mezzo secolo e che \u00e8 finito per autodisfacimento, per corruzione interna. Questo lungo preambolo, questo excursus sulla storia politica in Sicilia, della Regione siciliana, per dire quanto duro, di totale impegno, di sacrificio, di valore sia stato il lavoro degli uomini della sinistra, dell&#8217;allora Partito comunista, a partire dai dirigenti fino all&#8217;ultimo militante (\u00abIn Sicilia, per essere almeno liberali, bisogna essere comunisti\u00bb afferm\u00f2 una volta con ironico paradosso Vitaliano Brancati). Il lungo preambolo per parlare del libro di uno dei militanti, dei dirigenti pi\u00f9 attivi, pi\u00f9 intelligenti, pi\u00f9 limpidi e intrasigenti del Pci-Pds-Ds, per parlare de La storia capovolta di Giovanni Parisi. Figlio di comunisti, da ragazzino Parisi ha avuto il privilegio d&#8217;essere il destinatario della lezione politica e morale di Girolamo Li Causi, ospite allora o rifugiato nella casa dei suoi genitori perch\u00e9 braccato, con l&#8217;intento di assassinarlo, dal bandito Giuliano. Li Causi, spiegava per esempio al dodicenne Parisi il perch\u00e9, appena sbarcato in Sicilia, era andato a Villalba a sfidare in un comizio il capomafia don Cal\u00f2 Vizzini: per la pubblica proclamazione che tra comunisti e mafia non poteva esserci coesistenza, ma solo lotta, guerra. Parisi poi, da segretario di una federazione giovanile cittadina, arriva a ricoprire, in pi\u00f9 di un quarantennio di attivit\u00e0 politica, le pi\u00f9 alte cariche del partito. Una vita limpida, integerrima, la sua, spesa in un totale impegno nell&#8217;aspra lotta al potere politico-mafioso, in difesa dei principi della democrazia, della dignit\u00e0 umana. Sennonch\u00e9, quest&#8217;uomo, questo politico, un giorno (20 settembre 2000) assurdamente, come l&#8217;impiegato di banca Josef K., viene risucchiato nelle spire di un incomprensibile processo, viene incriminato, dai Pm della Procura di Palermo Gaetano Paci e Gaspare Sturzo, per \u00abconcorso esterno in associazione mafiosa\u00bb. Lo accusa il pentito di mafia Angelo Siino, il borghese amministratore finanziario della mafia e assiduo frequentatore dei salotti palermitani. Secondo Siino, dice Parisi, \u00abAvrei procacciato appalti agli imprenditori di sinistra Potestio e alle famose coop rosse con il beneplacito di Lima, essendo io, secondo l&#8217;accusa, il referente del Pci per la spartizione degli appalti (&#8230;) Ero allibito. Ma chi aveva mai avuto a che fare con Siino o Lima? E aggiunge: \u00abCon serenit\u00e0 e certezza della mia coscienza pulita e con l&#8217;orgoglio delle mie battaglie, affronto anche questa prova, dura, inaspettata, amara\u00bb. La coscienza pulita e la dura prova portano dunque Parisi a scrivere questa \u00abstoria capovolta\u00bb quasi come memoria difensiva e insieme come racconto della propria vita, privata e pubblica. E di questo racconto sono le pagine pi\u00f9 belle e pi\u00f9 toccanti. In cui dice dei politici che ha conosciuto e frequentato, dice dei familiari, della moglie Svetlana, dei figli Carlo e Diana. E della figlia diciottenne Elena, morta in Francia in un incidente stradale. Il 12 marzo 2003, il Gip Gioacchino Scaduto ordinava l&#8217;archiviazione del procedimento nei confronti di Gianni Parisi. Questa volta per\u00f2 non vi \u00e8 stata conferenza stampa dei magistrati, non vi \u00e8 stato clamore alla televisione e sui giornali. Solo questo giornale, \u00abl&#8217;Unit\u00e0\u00bb, ha scritto dell&#8217;archiviazione. Storia capovolta-Palermo 1951-2001 di Gianni Parisi Sellerio pagine 261, euro 15<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"ixeData\">3 December 2003\u00a0<\/span><span class=\"ixeDetails\">pubblicato nell&#8217;edizione <b>Nazionale<\/b> (pagina 24) nella sezione &#8220;<b>Cultura<\/b>&#8220;<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un comunista dalla coscienza pulita Dall&#8217;intransigente lotta alla mafia alle accuse di collusione: la \u00abstoria capovolta\u00bb di Giovanni Parisi di Vincenzo Consolo \u00abPer la nostra Sicilia invoco una vera solidariet\u00e0 regionale, una concordia sacra, una pace feconda e operosa. Giustizia per la Sicilia! 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