{"id":3419,"date":"2024-01-29T06:58:00","date_gmt":"2024-01-29T06:58:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3419"},"modified":"2024-01-29T07:29:41","modified_gmt":"2024-01-29T07:29:41","slug":"da-paesi-di-mala-sorte-e-mala-storia-esilio-erranza-e-potere-nel-mediterraneo-di-vincenzo-consolo-e-di-sciascia-di-giuseppe-traina-mimesis-2023","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3419","title":{"rendered":"\u00abDa paesi di mala sorte e mala storia\u00bb. Esilio, erranza e potere nel Mediterraneo di Vincenzo Consolo (e di Sciascia) di Giuseppe Traina (Mimesis, 2023)."},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Dalla <em>Premessa <\/em>al volume:<\/p>\n\n\n\n<p>Questo libro scommette sull\u2019ipotesi che [\u2026] le opere di Consolo comprese tra gli anni Novanta e la morte (2012) siano dotate di una peculiare capacit\u00e0 di parlare al lettore di oggi con intatta veridicit\u00e0 e particolare efficacia per il presente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 non vuol dire che le sue prime opere abbiano perduto valore: tutt\u2019altro! <em>La ferita dell\u2019aprile <\/em>(1963),romanzo d\u2019esordio, rimane, a mio (e non solo mio) avviso,un\u2019opera ancora da riscoprire e da sottrarre al <em>cot\u00e9<\/em> tardo-neorealista nel quale \u00e8 stata impropriamente arruolata; <em>Il sorriso <\/em><em>dell\u2019ignoto marinaio<\/em> (1976) \u00e8 un capolavoro indiscusso che seppe rimettere in discussione e positivamente decostruire la tradizione del romanzo storico italiano; <em>Lunaria <\/em>(1985) \u00e8 un\u2019opera che, al di l\u00e0 delle apparenze <em>rococ\u00f2<\/em>, rivela una notevole forza espressiva, da rileggere nell\u2019\u00e0mbito di un\u2019altra peculiare mitografia, per l\u2019appunto di argomento lunare, alla quale ha apportato un contributo non sottovalutabile; <em>Retablo <\/em>(1987) \u00e8 un altro capolavoro (forse non troppo amato dal suo autore e forse per questo un po\u2019 trascurato da taluni studiosi) che andrebbe letto, oltre che per il suo specifico valore di testo perfettamente in bilico tra espressivit\u00e0 linguistica e iconografica, inserendolo ai piani alti della breve stagione postmoderna della letteratura italiana (ipotesi storiografica per alcuni studiosi risibile ma per me molto seria, eppure da verificare con rigorosi supplementi d\u2019indagine); <em>Le pietre di Pantalica<\/em> (1988) \u00e8 una tappa importantissima, che rivela ormai la sua natura ancipite di raccolta di racconti ma anche di rielaborazione di un romanzo mancato, e che, forse proprio per questo, traghetta l\u2019autore verso una stagione nuova che si apre, se la mia ipotesi \u00e8 corretta, con gli anni Novanta.<\/p>\n\n\n\n<p>Rimandando alle pagine successive per la parte analitica del mio ragionamento, si pu\u00f2 qui alla svelta ricordare che, dagli anni Novanta in poi, testi come <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>,del 1994(ma con anticipazioni significative presenti in <em>Retablo <\/em>e <em>Le pietre di Pantalica<\/em>), <em>Nottetempo, casa per casa <\/em>(1992), <em>Lo Spasimo di Palermo <\/em>(1998) e la costellazione di raccontini, articoli, brevi saggi e testi memoriali che sono stati, in parte, raccolti in <em>Di qua dal faro <\/em>(1999), <em>La mia isola \u00e8 Las Vegas <\/em>(2012) e <em>Cosa loro <\/em>(2018), hanno consentito a Consolo di porsi in posizione di tempestiva e \u201cmilitante\u201d presenza, quando non di acutissima anticipazione, rispetto a fenomeni sociali di indiscutibile centralit\u00e0, non soltanto nella vita pubblica italiana ma anche in quella internazionale (Consolo ha dimostrato un\u2019attenzione agli scenari politici e culturali internazionali che, dopo la morte di Sciascia e Calvino, trova soltanto in Claudio Magris un possibile termine di paragone nella letteratura italiana di fine secolo): l\u2019opzione netta per uno \u201csviluppo senza progresso\u201d e le conseguenze visibili soprattutto in campo economico e ambientale, non disgiunte, talvolta, dal ritorno, o rigurgito, di facili soluzioni politiche affidate all\u2019\u201cuomo forte\u201d di turno; l\u2019oblio sistematico della memoria storica e della sensibilit\u00e0 linguistica che l\u2019appiattimento sul presente della comunicazione telematica e la diffusione di basici e asettici linguaggi transnazionali hanno irrimediabilmente innescato; il picco di violenza raggiunto dal potere di Cosa Nostra e poi la sua non meno pericolosa sommersione, che implica il non mollare mai la presa rispetto ai gangli del potere politico ed economico; l\u2019aumento esponenziale delle migrazioni in \u00e0mbito mediterraneo e la tragica diversit\u00e0 delle risposte che i governi hanno dato al dilagare del fenomeno.<\/p>\n\n\n\n<p>Se la trattazione di tali temi fosse stata affrontata da Consolo con piglio meramente testimoniale, staremmo parlando di risultati non troppo diversi da quelli raggiunti da scrittori-giornalisti importanti come Alessandro Leogrande e Roberto Saviano; ma importa non dimenticare che mai, o quasi mai, il Consolo di questo ventennio estremo ha dismesso la sua inconfondibile vocazione a una scrittura che non soltanto si distaccasse sistematicamente dalla lingua d\u2019uso ma che, per la sua natura \u201cpalinsestica\u201d, si collocasse anche in una posizione critica e autocritica di continua rimessa in discussione dei fondamenti (stili, generi letterari, collocazione dell\u2019intellettuale) che la tradizione letteraria italiana ha codificato.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo atteggiamento sta la fedelt\u00e0 di Consolo a s\u00e9 stesso, alle sue opere degli anni Sessanta-Ottanta e alla sua caparbia collocazione intellettuale \u201cdi opposizione\u201d; ma \u00e8 anche vero che, rispetto a quelle prime opere, in alcuni testi del suo ventennio estremo Consolo \u00e8 riuscito, con difficolt\u00e0 e con sofferenza, a dischiudere, sempre in letteratissima forma, talune significative feritoie su uno strato \u201crimosso\u201d della sua storia personale e familiare. Se ne hanno cospicue testimonianze, che vanno interpretate con misura e sensibilit\u00e0, soprattutto nei due romanzi <em>Nottetempo, casa per casa <\/em>e <em>Lo Spasimo di Palermo<\/em>. [\u2026]<\/p>\n\n\n\n<p>Ho cercato di mettere in relazione tali componenti riconducibili al \u201crimosso\u201d con [\u2026] una problematica rielaborazione del mito ulissiaco: anche nella riscoperta del poema omerico Consolo si \u00e8 collocato in significativa sintonia con altri importanti esponenti della letteratura mondiale a cavallo dei due secoli.<br><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CCI_0000271.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"660\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CCI_0000271-660x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3420\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CCI_0000271-660x1024.jpg 660w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CCI_0000271-193x300.jpg 193w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CCI_0000271-768x1192.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CCI_0000271-990x1536.jpg 990w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CCI_0000271-1320x2048.jpg 1320w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/CCI_0000271.jpg 1578w\" sizes=\"(max-width: 660px) 100vw, 660px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dalla Premessa al volume: Questo libro scommette sull\u2019ipotesi che [\u2026] le opere di Consolo comprese tra gli anni Novanta e la morte (2012) siano dotate di una peculiare capacit\u00e0 di parlare al lettore di oggi con intatta veridicit\u00e0 e particolare efficacia per il presente. 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