{"id":3239,"date":"1990-10-23T08:45:00","date_gmt":"1990-10-23T08:45:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3239"},"modified":"2023-10-23T09:09:02","modified_gmt":"2023-10-23T09:09:02","slug":"paesaggi-di-luce","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3239","title":{"rendered":"Paesaggi di luce"},"content":{"rendered":"\n<p>di Vincenzo Consolo<br><br>Non sappiamo se esiste o possa mai esistere una scienza che studia la luce in rapporto ai luoghi (topofotologia?). Speriamo che non esista, che non possa mai esistere. Perch\u00e9 vogliamo (noi che temiamo le razionalizzazioni, la distruzione delle fantasie, la loro riduzione in mappe, grafici, numeri: ah quella luna profanata, la sua caduta, il suo mito, la sua fantasia frantumata! Ah le sue misure, i nomi dei suoi &#8220;mari&#8221;. &#8220;. dei suoi monti, dei suoi crateri!) vogliamo che luoghi e luci &#8211; luoghi bruciati, smaterializzati dalla luce &#8211; rimangano pur sempre mari o cieli su cui navighi solo la poesia.<br>\u00a0Luogo di luce, di incroci o giochi di luce \u00e8 ad esempio quell&#8217;isola del Mediterraneo che si chiama Sicilia. Luce che si modula, cambia da capo a capo, da costa a costa, da montagna a montagna, da pianura a pianura. Abbiamo potuto constatare (o \u00e8 stato un abbaglio?), percorrendo l&#8217;isola, che, oltrepassato il capo Gallo, improvvisamente la luce cambia, si fa diversa da quella del Tirreno; che aggirato il capo Peloro, a torre Faro, sopra il gorgo di Cariddi, diversa \u00e8 la luce dello Jonio; e ancora diversa oltre gli Iblei, da Siracusa a Pachino, all&#8217;Isola delle Correnti; che luce sua \u00e8, diversa dalle luci dei mari e delle coste, quella della sconfinata landa desolata dell&#8217;interno, oltre la barriera delle Madonie e dei N\u00e9brodi. E non \u00e8 altra la luce rossastra, infuocata, fenicia o africana, di Mozia, del Lilibeo o Selinunte, da quella bianca e cristallina di Taormina, di Megara o di Ortigia, altra dalla luce nera di Catania e dell&#8217;Etna? La luce terrosa di Palermo da quella marina, acquorea di Messina? La luce delle Egadi da quella delle Eolie, delle Pelagie? Messina, la spirale del suo porto, lo iato, la fenditura dello Stretto\u2026<br>\u00a0Visto dalla platea di Paradiso, o dalle acque stagne di Ganziri, visto dai palchi dei colli di San Rizzo, dal Faro Superiore o Castan\u00e8a delle Furie, \u00e8 un teatro unico, fantastico, una rappresentazione senza fine dove si spiegano velari, si squarciano, s&#8217;involano; dove rifrazioni di lastre immateriali, d&#8217;invisibili specchi sciabolano, s\u2019incrociano, si spezzano; dove piovono, s&#8217;ammassano gravi cascami d&#8217;astri sfaldati; dove sorgono illusioni, sortilegi, fate morgane, allucinazioni; dove a volte il mondo crudamente e crudelmente si denuda, mostra tutta la sua desolazione, la sua angoscia (il dolore assoluto, senza scampo dello sfondo d&#8217;una qualche Crocefissione d&#8217;Antonello).<br>E allor mi pare d&#8217;essere, ridotto qui tra Pace e Paradiso, come trapassato, in Contemplazione, statico, e affisso a un&#8217;eterna luce o vagante, privo di peso, memoria e intento, sopra cieli, lungo viali interminabili e vani, scale, tra mezzo a cattedrali, regge di nuvole e di raggi. Mi pare quando che ho l\u2019agio e il tempo di staccarmi d&#8217;ogni reale vero e di sognare. Mi pare forse per questi nomi belli di villaggi o pel mio levarmi presto, ancora notte, con le lune e le stelle, uscire, portarmi alla spiaggia, sedermi sopra un masso e aspettare l&#8217;alba, il sole che mi fuga infine l&#8217;ombre i sogni, le illusioni, riscopre la verit\u00e0 del mondo, la terra, il mare, lo Stretto solcato d&#8217;ogni traghetto e nave, d&#8217;ogni barca e scafo, sfiorato d&#8217;ogni vento, uccello, fragoroso d&#8217;ogni rombo, sirena, urlo.<br>E se dallo Stretto andiamo\u00a0 oltre il golfo, il capo di Milazzo, altro teatro, pi\u00f9 vasto e pi\u00f9 fantasioso vi si spiega: quello di Vulcano, Lipari, Salina, Filicudi, Alicudi \u2026 \u00a0Isole ora sfumate, lontane, fuggenti dietro cortine, velari, vapori, illusorie come Sirene; ora corpose, evidenti, reali, prossime e avanzanti sulle acque, con ali di meduse, pomici, alghe, fluttuanti come le Simplegadi. Andiamo verso il Tindari, i ricami delle rene, le acque morte, i giunchi velieri marciti sotto la sua rocca prominente. Questo il teatro che mi si par\u00f2 davanti appena aperti gli occhi, questo il quadro, la memoria pi\u00f9 antica e indelebile.<br>E cos&#8217;\u00e8 allora la memoria d&#8217;un pittore nato sopra lo specchio di sommo sortilegio e sommo inganno, sopra l&#8217;occhio verde e tremendo di Gorgona, sopra la lastra versicolore, il vetro di Murano, sopra quel Mar Morto e quello Stige, quel cielo rovesciato, quel ceruleo abisso che \u00e8 la Laguna, la natura pi\u00f9 intima, la segreta sorgiva di quel mare che scorre e che si mesce allo Jonio, all&#8217;Egeo?<br>\u00a0Nato in una citt\u00e0 invisibile, Stambul e Samarcanda riflessa dentro l&#8217;acque, madrepora vagante, sargasso stralucente, mamona che si dona e che si nega?<br>Nato in Venezia e l\u00ec imprigionato, nella marea che sale, nel cielo che s&#8217;abbassa, nelle acque e nelle brume smemoranti, che celano splendori, miracoli, potenze, ogni belt\u00e0, ogni arte? Nella citt\u00e0 che sorge all&#8217;orizzonte, oltre le soglie, s\u2019erge nei cieli della Luna, di Venere, del Sole, nel cielo delle Stelle, nel centro dei cerchi luminosi?<br><br> \u00a0<em>Quali nei pleniluni sereni<br> Trivia ride tra le ninfe eterne<br> che dipingon lo ciel per tutti i seni,<br> vidi sopra migliaia di lucerne&#8230; (1)<br><\/em><br>\u00a0E possibile ancora memorare, dire, riportare tanto abbaglio, tanta viva sorgente d\u2019ogni luce, d\u2019ogni trasparenza? Solo per allusioni, per astrazioni, per ritmi, per intermittenze, per pulsazioni, per fotoni, per piani e fasci di luce, per accenni d\u2019infinito, per tagli, lame di giallo, bianco, per fuochi intensi, per vermigli, per modulazioni di cieli, e di acque, per azzurri profondissimi, per altre arti e per altre nostalgie, per inusitate visioni forse \u00e8 possibile.<br>Possibile, meravigliosamente ardita e luminosa fu la parola d&#8217;un Poeta fra luci e visioni d&#8217;altro mondo che ad ogni altro avrebbe tolto il passo, il fiato.<br><br> Quali per vetri trasparenti e tersi,<br> o ver per acque nitide e tranquille,<br>\u00a0 non si profonde che i fondi sien persi,<br>\u00a0 tornan de&#8217; nostri visi le postille,<br> debili s\u00ec, che perla in bianca fronte&#8230; (2)<br><br><br><em>(1) Dante,Paradiso, canto XXIII<br>(2) Dante, Paradiso, canto<\/em><br><br>Confini &#8211; Visivit\u00e0 e configurazione nel reale.<br>1990 Fabbri Editore <br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/260669026_10225858915049764_5527241266017339005_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/260669026_10225858915049764_5527241266017339005_n-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3241\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/260669026_10225858915049764_5527241266017339005_n-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/260669026_10225858915049764_5527241266017339005_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/260669026_10225858915049764_5527241266017339005_n-768x513.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/260669026_10225858915049764_5527241266017339005_n-1536x1025.jpg 1536w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/260669026_10225858915049764_5527241266017339005_n.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/a><figcaption class=\"wp-element-caption\">Isole Eolie<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000023-scaled.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"788\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000023-788x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3240\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000023-788x1024.jpg 788w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000023-231x300.jpg 231w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000023-768x999.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000023-1181x1536.jpg 1181w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000023-1575x2048.jpg 1575w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000023-scaled.jpg 1969w\" sizes=\"(max-width: 788px) 100vw, 788px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Vincenzo Consolo Non sappiamo se esiste o possa mai esistere una scienza che studia la luce in rapporto ai luoghi (topofotologia?). 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