{"id":3231,"date":"2023-10-01T06:16:00","date_gmt":"2023-10-01T06:16:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3231"},"modified":"2023-10-18T09:06:03","modified_gmt":"2023-10-18T09:06:03","slug":"addio-addio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3231","title":{"rendered":"Addio Addio"},"content":{"rendered":"\n<p><br>Che dolore grande vederlo sdraiato su quel divano del soggiorno di casa, con un plaid addosso, il volto sempre pi\u00f9 segnato, la voce sempre pi\u00f9 flebile. Agitava il braccio smagrito e la mano, addio, addio. Chiss\u00e0 se quel gesto era l&#8217;ultimo saluto, il segno amorevole della vita che si stava allontanando. Il vecchio sofferente era il ragazzetto che nel suo primo libro &#8211; autobiografico &#8211; La ferita dell&#8217;aprile, sprizzava allegria beffarda, un grillo saltellante dalla marina alla montagna siciliana, tra le piazze, i vicoletti, i bagli, l&#8217;oratorio, in mezzo ai carusi, ai bastasi, ai preti, alle vocianti donne di paese, alla baronessa secca e bianca, narrazione di un vivere che non pu\u00f2 finire mai? Vincenzo Consolo \u00e8 morto in corso Plebisciti a Milano, dove abitava, dopo un travaglio di mesi. \u00abMi sto riprendendo\u00bb, diceva immancabilmente, e non si capiva se in quelle parole c&#8217;era soltanto la sua antica ironia o anche un pizzico di speranza. Perch\u00e9 Vincenzo ha intensamente amato la vita, anche nei momenti pi\u00f9 difficili di dramma e di sofferenza. E Caterina, sua moglie, come quelle solide figure della mitologia greca che gli piaceva tanto, gli ha sempre dato la forza e il coraggio di cui aveva bisogno. \u00c8 nato il 18 febbraio 1933 a Sant&#8217;Agata di Militello, nella piazza del paese, non lontano dal mare. Un paese del messinese, sulla costa del Val D\u00e9mone, tra San Fratello e Capo d&#8217;Orlando. Da bambino, ricorda, era piccolo e magro, \u00abcon un toracino d&#8217;uccello. Zigaga era il soprannome che mi avevano appioppato i fratelli: zirlo, p\u00ecspola\u00bb. La sua \u00e8 una famiglia di commercianti, la ditta vendeva olio, zucchero, lenticchie, fave, cerea-li. Suo padre, su un camion Fiat 6211, consegnava la merce ai grossisti. Qualche volta il piccolo Vincenzo lo accompagnava. Studi in paese, il liceo Valla a Barcellona Pozzo di Gotto: dopo la maturit\u00e0 la scelta che decide la vita. Consolo non ha esitazioni, \u00e8 Milano ad attirarlo. La cultura industriale, in quegli anni cinquanta, gli sembra tutto ci\u00f2 che c&#8217;\u00e8 di nuovo. Elio Vittorini \u00e8 il primo dei suoi miti, lo conoscer\u00e0, anche se non riusciranno a parlare tra loro, paralizzati dalle timidezze reciproche. Vittorini e Sereni stanno riscoprendo il rapporto tra letteratura e industria, Ottieri e Volponi lavorano in fabbrica, i nomi delle grandi aziende, la Pirelli, l&#8217;Alfa Romeo, la Breda, affascinano, la citt\u00e0 \u00e8 ricca di energie intellettuali, vi abitano Quasimodo, Montale, gli scrittori, gli scienziati, gli editori. Consolo studia Legge all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica, non per ragioni religiose o ideologiche, semplicemente perch\u00e9 l&#8217;aveva preceduto un compaesano. Entra nel convitto universitario di via Necchi, vicino a Sant&#8217;Ambrogio, capisce in fretta. Ricorda padre Gemelli, il frate fondatore e rettore della Cattolica, gi\u00e0 vicino ai fascisti e avversario accanito del Modernismo e di tutto ci\u00f2 che \u00e8 nuovo: aveva la testa grossa e gli occhi fulminanti. Immobilizzato, veniva spinto su una sedia a rotelle nei chiostri dell&#8217;universit\u00e0 e incuteva al suo passaggio timore e tremore soprattutto nelle studentesse che non indossavano l&#8217;obbligatorio grembiule nero. Ricorda anche il cardinale Schuster, \u00abetereo e magico come una figura onirica, benedicente ricamato di venuzze\u00bb. nelle pieghe della sua porpora, nel suo viso gotico e diafano Ricorda soprattutto i poliziotti del suo paese, nella vicina caserma della Celere e gli zolfatari siciliani che al Centro Orientamento Immigrati, l\u00ec vicino, venivano equipaggiati di casco, lanterna e mantellina e fatti partire per le miniere del Belgio dove molti di loro, a Marcinelle e altrove, troveranno la morte. I diversi destini degli uomini. Vincenzo ha deciso di diventare scrittore. Ma Milano \u00e8 straniera, non ne possiede la lingua, per lui essenziale, quel mondo industriale se l&#8217;era soltanto immaginato. Come raccontarlo? Torna in Sicilia, pensa di diventare uno scrittore di realt\u00e0 viste e vissute, di tipo sociologico. Ma non fa i conti con la sua natura fantastica da archeologo delle parole. Si laurea all&#8217;Universit\u00e0 di Messina, fa il professore, precario d&#8217;epoca, a Mistretta, a Caronia, insegna educazione civica e cultura generale nelle scuole agrarie. Nel 1963 pubblica La ferita dell&#8217;aprile, in una bella collana, \u00abIl Tornasole\u00bb, diretta da Niccol\u00f2 Gallo e da Vittorio Sereni. Con i \u00abGettoni\u00bb di Vittorini \u00e8 l&#8217;iniziativa editoriale pi\u00f9 coraggiosa, aperta al futuro, che d\u00e0 ai giovani talenti l&#8217;opportunit\u00e0 di esprimersi. Conosce Lucio Piccolo, il barone di Calanovella, che abita in una villa a Capo d&#8217;Orlando. Vincenzo \u00e8 affascinato dal mondo visionario del coltissimo poeta scoperto da Montale, cugino dell&#8217;autore del Gattopardo, che viveva come un uomo del Settecento. Nel salone della villa &#8211; con il cimitero dei cani accanto &#8211; nel buio pi\u00f9 assoluto recitava urlando le sue poesie Soteriche, tra vasi Ming, statuette orientali, cassettoni Luigi XVI, ritratti di vicer\u00e9 e di capitani dell&#8217;Inquisizione. Ma \u00e8 Leonardo Sciascia il vero maestro. \u00c8 lui a far da contrappeso al fantasioso mondo di Lucio Piccolo. Consolo ritrova con la sua razionalit\u00e0 e i suoi saperi storici, critici, politici, quella strada civile annusata nella prima avventura milanese. La Sicilia contadina cosi amata si e nel frattempo disgregata, la mafia ha riconquistato un potere assoluto, il candore dell&#8217;isola \u00e8 stato macchiato dalla corruzione, dall&#8217;ossessione del denaro, pi\u00f9 sporco che pulito, dagli assassinii. Il lavoro manca e dove c&#8217;\u00e8 \u00e8 un lavoro complice, sotto l&#8217;ombrello dei protettori della politica degenerata. Consolo decide di partire di nuovo. E il Sessantotto. Milano \u00e8 incandescente, ricca di fervori. Vincenzo vince un concorso alla Rai, ma viene subito emarginato per le sue idee progressiste. I dirigenti di corso Sempione non si rendono conto, per motivi politici e di convenienza, di ci\u00f2 che avrebbe potuto fare quel giovane arrivato dal Sud. Dal 1963 al 1976 Consolo non pubblica nulla, sta rimuginando, pensando, studiando. \u00c8 convinto che la letteratura deve essere nemica del potere. Vuole legare la Sicilia alle idee di progresso sociale e civile della Milano di allora. Ma il linguaggio, come trovare il linguaggio adatto che sente gorgogliare nella testa? Legge Gadda, ma il suo amore per la metafora non lo accomuna allo scrittore dell&#8217;Adalgisa. \u00c8 Manzoni, piuttosto, che gli d\u00e0 paternit\u00e0 e sostegno: \u00abNel Manzoni dei Promessi Sposi e della Colonna infame, quello della necessit\u00e0 della metafora. &#8230;] L&#8217;Italia del Manzoni sembra davvero eterna, inestinguibile\u00bb (Fuga dall&#8217;Etna, La Sicilia e Milano, la memoria e la storia, Donzelli). Come spunta l&#8217;idea di un libro nella mente di uno scritto-re? Il Ritratto di ignoto di Antonello da Messina, del museo di Cefal\u00f9, fa da scintilla. \u00c8 il fallimento del Risorgimento, la speranza tradita dei contadini di avere le terre dei feudatari, a povert\u00e0 dei cavatori di pomice ammalati di silicosi &#8211; storia e societ\u00e0 &#8211; ad accumularsi informi nella testa di Vincenzo. Nel 1976, pubblicato da Einaudi, esce Il sorriso dell&#8217;ignoto marinaio, capolavoro di folgorante bellezza, che fa arrabbiare Roberto Longhi. I pittori non dipingevano i subalterni &#8211; un marinaio, poi &#8211; ma i doviziosi signori: si facevano infatti ben pagare. Ma l&#8217;arte, replica Consolo, e libera e il libro deve essere letto come un frutto dell&#8217;invenzione, senza vincoli. Nasce allora, si pu\u00f2 dire, Vincenzo Consolo, il Vic\u00e8 dei compagni di giochi, uno dei pi\u00f9 grandi scrittori del Novecento, l&#8217;unico italiano al quale la Sorbona, nel 2002, abbia dedicato un convegno, tradotto in quasi tutte le lingue del mondo, conosciuto forse pi\u00f9 in Europa che in Italia. Vince nel 1992 il Premio Strega con Nottetempo, casa per casa e, nel 1994, il Premio Internazionale Unione Latina, con L&#8217;olivo e l&#8217;olivastro. Per capire la meccanica del suo linguaggio basta leggere nelle Pietre di Pantalica la pagina su una piccola pastora, Amalia: \u00abMa Amalia poi conosceva altri linguaggi: quello sonoro, contratto, allitterato con cui parlava alle bestie; conosceva il sampieroto, col quale comunicava con la famiglia; conosceva il sanfratellano e il siciliano coi quali comunicava cogli estranei. In quella sua lingua d&#8217;invenzione, che s&#8217;era forgiata nelle lunghe ore del pascolo, nella solitudine del bosco, chiamava per esempio sossi i maiali, beli le capre, scipe le serpi, aleppi i cavalli, fr\u00e0uni gli alberi, golli le ghiande, cici gli uccelli, feibe le volpi, zimpi le lepri e i conigli, lammi le mucche\u00bb. \u00c8 Amalia la maestra del suo linguaggio, non inventato, risuscitato piuttosto dalle latomie della memoria. La Sicilia nel sangue. Vincenzo non \u00e8 mai in pace; inquieto, sempre. Non ha di certo bisogno di quella nota di diario che Goethe scrisse nel suo Viaggio in Italia, il 13 aprile 1787: \u00ab&#8217;Italia, senza la Sicilia, non lascia alcuna immagine nell&#8217;anima: \u00e8 qui la chiave di tutto\u00bb. Appena poteva partiva, eterno migrante del ritorno. Non ha mai tradito la sua isola. Andava nel paese natale e nei paesi pi\u00f9 minuti per vedere un&#8217;altra volta quel che aveva nel cuore. Non lo ritrovava. Ferito tornava al Nord, a Parigi, a Madrid. E poco dopo riprendeva la strada dell&#8217;eterno viaggio, riandava in Sicilia. \u00c8 morto nella Milano della sua giovinezza. Nella grande stanza foderata dai libri degli scrittori amati di laggi\u00f9. Alle pareti un dipinto con una smisurata macchia arancione, il disegno di due ragazzi di Casarsa, di Pasolini, l&#8217;Ignoto marinaio di Guttuso, incisioni secentesche, ritratti, carte geografiche dell&#8217;isola stampate all&#8217;ins\u00f9 e all&#8217;ingi\u00f9. Tutto sa di Sicilia.<br><br>Corrado Stajano<br><em> Destini <br>Vite di un mondo perduto<\/em><br> Il Saggiatore &#8211; Milano 2023<br><em>Foto di Giovanna Borgese<\/em><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Vincenzo-e-Corrado1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"936\" height=\"1010\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Vincenzo-e-Corrado1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3233\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Vincenzo-e-Corrado1.jpg 936w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Vincenzo-e-Corrado1-278x300.jpg 278w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/Vincenzo-e-Corrado1-768x829.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 936px) 100vw, 936px\" \/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000021.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"696\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000021-696x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3232\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000021-696x1024.jpg 696w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000021-204x300.jpg 204w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000021-768x1131.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000021-1043x1536.jpg 1043w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000021-1391x2048.jpg 1391w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000021.jpg 1703w\" sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che dolore grande vederlo sdraiato su quel divano del soggiorno di casa, con un plaid addosso, il volto sempre pi\u00f9 segnato, la voce sempre pi\u00f9 flebile. Agitava il braccio smagrito e la mano, addio, addio. Chiss\u00e0 se quel gesto era l&#8217;ultimo saluto, il segno amorevole della vita che si stava allontanando. Il vecchio sofferente era &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3231\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Addio Addio<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,12,4],"tags":[622,336,1796,318,246,77,44,965,1382,58,529,215,204,600,1793,200,1795,35,19,32,73,1798,57,1495,1383,647,260,1678,163,83,22,491,45,745,1797,459,40,196,29,1794,18,646],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3231"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3231"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3231\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3238,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3231\/revisions\/3238"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}