{"id":3215,"date":"2015-10-02T06:43:00","date_gmt":"2015-10-02T06:43:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3215"},"modified":"2023-10-02T07:07:48","modified_gmt":"2023-10-02T07:07:48","slug":"armonia-perduta-il-viaggio-iniziatico-di-ulisse-nei-mari-dellimmaginario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3215","title":{"rendered":"Armonia perduta, Il viaggio iniziatico di Ulisse nei mari dell&#8217;immaginario"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p> Le onde tremende lo spingono, quasi lo sbattono, sfracellandolo, contro l&#8217;alta costa di basalto. Il naufrago riesce ad afferrare lo spuntone d&#8217;una roccia, ne viene subito staccato dal risucchio dell&#8217;acqua e, ferito nelle mani, \u00e8 ancora in balia, fragile uomo, della furia del mare. Nuota disperato sottocosta fino a che non si trova di fronte a una insenatura piana, alla foce di un fiume. Prega la divinit\u00e0 fluviale d&#8217;arrestare lo scorrere rapido delle sue acque perch\u00e9 possa finalmente approdare, uscir dal mare, salvarsi dalla tempesta, da sicura fine. E cos\u00ec, spossato, ferito, i polmoni pieni di salmastro, tocca finalmente la spiaggia, avanza sopra una solida superficie, tra alberi e arbusti. \u00c8 l&#8217;uomo pi\u00f9 solo sulla terra, senza pi\u00f9 un compagno, un oggetto, l&#8217;uomo pi\u00f9 spoglio e debole, in preda a smarrimento, panico, in una terra estrema, sconosciuta, che come e pi\u00f9 del mare pu\u00f2 nascondere ancora pericoli, violenze. Ulisse ha toccato il punto pi\u00f9 basso dell&#8217;impotenza umana, della vulnerabilit\u00e0. Come una bestia ora, nuda e martoriata, debole, trova riparo in una tana, fra un olivo e un olivastro (spuntano da uno stesso tronco questi due simboli del selvatico e del coltivato, del bestiale e dell&#8217;umano, spuntano come presagio d&#8217;una biforcazione di sentiero o di destino, della possibilit\u00e0 di salvezza dentro un consorzio umano), si nasconde sotto le foglie secche per passare la notte paurosa che incombe. \u00c8 svegliato nel mattino dalle voci, dalle grida festose e aggraziate di fanciulle, di Nausicaa e delle sue compagne. E si presenta a loro, la nudit\u00e0 schermata, l&#8217;organo sessuale occultato da una fronda simbolica per non allarmare le vergini, come il pi\u00f9 dimesso, il pi\u00f9 umile dei supplici. Cos\u00ec Ulisse entra nella terra dei Feaci, nel luminoso regno di Alcinoo, nella ricchezza, nel seno di una altissima civilt\u00e0, l&#8217;utopia, regno appartato, remoto, incontaminato (tutto qui \u00e8 opposto al desolato, periglioso, infecondo, all&#8217;oscuro mare, opposto a tutti i passati approdi infidi e disastrosi: il rigoglioso giardino di Alcinoo, la fastosa reggia, la saggia moglie regina, i figli belli e valorosi, l&#8217;accogliente corte, il popolo amichevole). Entra in questo regno, Ulisse, e noi, lasciata la cornice dell&#8217;epica e la narrazione in terza persona, entriamo nel cuore del poema, nella narrazione testimoniale in prima persona svolta dal protagonista, dall&#8217;eroe. Narrazione a ritroso, in un lunghissimo flash-back. Che comincia, come nel passaggio di una soglia magica, di un confine iniziatico, nel momento in cui Ulisse, con i suoi compagni, le sue navi, lascia la distrutta Ilio e intraprende il viaggio di ritorno verso Itaca. \u00c8 un viaggio da oriente verso occidente, in una dimensione orizzontale. Ma, una volta immerso nella sfera marina, \u00e8 come se fosse, quello di Ulisse, un viaggio in verticale, una discesa negli abissi, nelle ignote dimore, dove, a grado a grado, tutto diventa orrifico, atroce, mostruoso (il mostruoso &#8220;naturale&#8221; sembra che faccia qui da contrappunto a quel &#8220;mostruoso&#8221; artificiale, tecnologico, progettato da Ulisse, a quel cavallo di legno, arma estrema, infida e dirompente, che ha segnato la fine di Troia, della guerra), e a grado a grado sono smarrimenti, inganni, oblii, allucinazioni, perdite tremende fino all&#8217;estrema solitudine, all&#8217;assoluta nudit\u00e0, al rischio estremo per la ragione e per la vita. Il romanzo di Ulisse non poteva che svolgersi in mare, perch\u00e9 il mare, questo cammino mobile e mutevole, \u00e8 il luogo dove avviene il distacco dalla realt\u00e0, dove fiorisce il fantastico, il surreale, l&#8217;onirico, la fascinazione, l&#8217;ossessione, dove la ragione si oscura e trovano varco i mostri. Attraversate tutte le perdite, le follie, concluso il vagare per l&#8217;infido mare, divenuto pi\u00f9 consapevole, pi\u00f9 sapiente, pi\u00f9 umano, Ulisse potr\u00e0 finalmente raggiungere Itaca, affrontare i nemici reali, storici, installatisi nella sua casa; con l&#8217;aiuto del figlio, di Telemaco, ricolmare la lunga assenza, ricongiungersi con Penelope, rinsaldare lo squarcio della sua vita. Purgato d&#8217;ogni colpa, dopo il viaggio penitenziale, ritrovare l&#8217;armonia perduta.<br><br><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000018.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"678\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000018-678x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-3216\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000018-678x1024.jpg 678w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000018-199x300.jpg 199w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000018-768x1160.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000018-1017x1536.jpg 1017w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CCI_000018.jpg 1265w\" sizes=\"(max-width: 678px) 100vw, 678px\" \/><\/a><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le onde tremende lo spingono, quasi lo sbattono, sfracellandolo, contro l&#8217;alta costa di basalto. 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