{"id":3160,"date":"1987-11-03T08:33:30","date_gmt":"1987-11-03T08:33:30","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3160"},"modified":"2023-08-30T08:47:41","modified_gmt":"2023-08-30T08:47:41","slug":"un-gioiello-finemente-cesellato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3160","title":{"rendered":"Un gioiello finemente cesellato"},"content":{"rendered":"\n<p><br> Fabrizia Ramondino <br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1070\" class=\"wp-image-3161\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/4_73.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/4_73.jpg 838w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/4_73-224x300.jpg 224w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/4_73-765x1024.jpg 765w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/4_73-768x1027.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br> <br> Ci sono romanzi, scriveva Walter Benjamin, che somigliano a una catasta di legna da ardere; e mentre la legna arde, si consuma. con quello dei protagonisti del romanzo, anche il nostro destino \u2026 Retablo \u00e8 invece un gioiello, finissimanente cesellato, come quelli di Dal\u00ec, che sapeva rendere con un rubino un cuore palpitante di vita, simile a un frutto di mare, a prendere il quale nel fondo dell\u2019acqua si trovano nel contempo attrazione e ribrezzo. Ovvero, come suggerisce il titolo, \u00e8 un retablo, parola spagnola che indica pale d\u2019alare o successioni d&#8217;immagini dipinte meravigliose. Nel nostro caso se ratta di un trittico, le cui tavolette evocano la qu\u00eate dei cavalieri erranti, l\u2019orazione, la peregrinazione, la verit\u00e0 trovata. Spesso gli artisti dediti alle arti figurative si sono rammaricati di non riuscire a raffigurare il tempo; Consolo, con un procedimento \u00e0 rebours, ha voluto imitare i pittori. <br> Se si ricorre al paragone del gioiello, esso raffigura la Trinacria. Pietre preziose e semipreziose, minerali rari e vili, smeraldi e corallo, marmo e alabastro, argento e oro, salgemma e piombo, sono stati impiegati a profusione dall&#8217;artefice per raffigurare la Sicilia di due secoli fa: i cibi semplici o elaborati al limite del disgusto, gli zibibbi e i grappoli di pasta di mandorle, inganno per l&#8217;assetato, teatro della gola per il sazio, le plebi lacere e lazzare, gli ozi crudeli dei ricchi, l&#8217;operosit\u00e0 degli artigiani, i pastorali ospitali, ancora oranti dinanzi alla statua della Grande Madre, i briganti feroci e umani, pronti a fraternizzare con i corsari, i frati lussuriosi, i nudi e neri operai delle saline, i contadini dediti alla fatica di dissodare il campo &#8211; e pietre maledette sono cocci di urne funerarie fenicie, membra di statue greche -, l&#8217;innestatore di aranci, innamorato della sua arte e dei frutti che produce, lo sfarzo delle chiese barocche, la solitudine estatica dei templi sul mare, la bellezza delle donne, la carnalit\u00e0 e la purezza, la bont\u00e0 e la ferocia&#8230; Un&#8217;ode alla Sicilia, e nell&#8217;ode pi\u00f9 odi: all&#8217;arancia e al corallo, a Rosalia la santa e alle Rosalie profane, al latte e al cacio di capra, all&#8217;amata e all&#8217;amato&#8230; e sempre odi al cielo e odi al mare.<br> Se il libro somiglia a un retablo, fra le molte meravigliose storie raffigurate, una \u00e8 la principale: l&#8217;antagonismo fra Dioniso e Apollo &#8211; cos\u00ec intende Consolo la loro relazione -, fra vita ed ebbrezza mortale. La tavoletta centrale del trittico \u00e8 dedicata al cavaliere milanese Fabrizio Clerici, pittore, che, respinto dalla donna amata, Teresa Blasco, invaghita di Cesare Beccaria, viaggia in Sicilia per dimenticarla e descrivere il nuovo paese all&#8217;amata lontana. Antidoto contro il mal d&#8217;amore \u00e8 quindi il viaggio. Ma ancora di pi\u00f9 lo \u00e8 l&#8217;arte, di cui il viaggio \u00e8 in realt\u00e0 metafora. Il cavaliere non \u00e8 tuttavia un esteta, il pi\u00f9 gramo fra gli uomini ha per lui un valore incomparabilmente maggiore di una splendida statua greca. Il primo portello \u00e8 dedicato a Isidoro, frate che vende bolle d&#8217;indulgenza; per amore di Rosalia fugge il convento, finisce fra i facchini del porto, finch\u00e9 viene preso a servizio dal cavaliere milanese che accompagna nelle sue peregrinazioni. Qui Isidoro narra la sua passione, i suoi tormenti, la sua finale pazzia d&#8217;amore. Il secondo portello, corrispondente al primo per brevit\u00e0 e intensit\u00e0 narrativa, \u00e8 dedicato alla vera Rosalia, dopo i tanti abbagli, le tante Rosalie, sante, statue, ragazze, che figurano nel racconto. Qui ella tesse le lodi di Isidoro, l&#8217;unico amato. Ma ha visto donne infelici nel vico nero dove \u00e8 nata, fugge perci\u00f2 l&#8217;amato povero, diventa la mantenuta di un duca decrepito, che le fa studiare il canto. E annuncia che partir\u00e0 presto, ingaggiata per cantare Cimarosa. Ha fatto sue le parole del castrato, suo maestro: \u00abSiamo castrati, figlia mia, siamo castrati tutti quanti vogliamo rappresentare questo mondo: il musico, il poeta, il cantore, il pintore.<br> \u00a0Il tempo, il nostro tempo, che Consolo ha provato a esorcizzare, &#8216;insinua nel romanzo con abile gioco di baro, con ammiccamenti,<br> chiamate, rimandi. L&#8217;espediente pi\u00f9 innocente \u00e8 l&#8217;avere scelto come protagonista Fabrizio Clerici, pittore contemporaneo, come tutti san-no, e non del secolo dei lumi, presente nel libro anche con cinque disegni &#8211; e il virtuosismo tecnico del pittore ben corrisponde a quello dello scrittore. Immediato \u00e8 anche il parallelo tra l&#8217;ottimismo del secolo dei Lumi e la fede, ancora cieca, nel progresso tecnico e sociale, del nostro. Ma solo dai molti ingannevoli ammiccamenti si comprende la nuova e diversa forma che ha assunto oggi la separazione tra i sessi, e si legge un&#8217;antica, e attuale, misoginia. Infine, e al modo del paradosso, il Novecento irrompe proprio nel raffinato pastiche stilistico che sembra imitare una lingua antica. Infatti i vocaboli arcaici, dialettali, inusitati, i lacerati aulici, le allitterazioni, le amplicazioni; le anastrofi, le apostrofi, le assonanze; le deprecazioni e le invocazioni; la frequente scansione metrica delle frasi e l&#8217;imitazione dei cantastorie siciliani: sono tutti stilemi in parte ripescati dal passato, ma soprattutto scaturiti dalla maggiore libert\u00e0, almeno linguistica, conquistata nel nostro secolo, e di cui proprio in terra lombarda, dove vive Consolo, si \u00e8 fatto Ottimo uso. <br> <br> Il Mattino, 3 novembre 1987<br>pubblicato anche nella rassegna trimestrale di cultura &#8220;Nuove Effemeridi&#8221;<br>Edizioni Guida 1995<br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1131\" class=\"wp-image-3162\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/CCI_000012.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/CCI_000012.jpg 588w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/CCI_000012-212x300.jpg 212w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fabrizia Ramondino Ci sono romanzi, scriveva Walter Benjamin, che somigliano a una catasta di legna da ardere; e mentre la legna arde, si consuma. con quello dei protagonisti del romanzo, anche il nostro destino \u2026 Retablo \u00e8 invece un gioiello, finissimanente cesellato, come quelli di Dal\u00ec, che sapeva rendere con un rubino un cuore palpitante &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3160\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Un gioiello finemente cesellato<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[336,318,1721,1720,168,1234,117,1719,57,252,152,38,154,459,196,29,18,616],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3160"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3160"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3163,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3160\/revisions\/3163"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}