{"id":3147,"date":"1993-08-17T09:45:04","date_gmt":"1993-08-17T09:45:04","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3147"},"modified":"2023-08-22T09:46:49","modified_gmt":"2023-08-22T09:46:49","slug":"da-oriente-verso-occidente-alla-ricerca-dellignoto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3147","title":{"rendered":"Da oriente verso occidente alla ricerca dell\u2019ignoto"},"content":{"rendered":"\n<p><br> <br> \u201c .,. In un paese ai piedi dei Nebrodi, sulla costa tirrenica di Sicilia,<br> in vista delle Eolie celesti e trasparenti sono nato e cresciuto.,.\u201d.<br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"534\" class=\"wp-image-3148\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/51982062_10217884049403107_8081699025826349056_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/51982062_10217884049403107_8081699025826349056_n.jpg 2048w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/51982062_10217884049403107_8081699025826349056_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/51982062_10217884049403107_8081699025826349056_n-1024x683.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/51982062_10217884049403107_8081699025826349056_n-768x512.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/51982062_10217884049403107_8081699025826349056_n-1536x1025.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br>  <br> In una finesterre, alla periferia e confluenza di province, in un luogo dove i segni della storia &#8211; segni bizantini: chiese, conventi, romitori arroccati su picchi inaccessibili &#8211; s&#8217;erano fatti labili, sfuggenti, dove la natura, placata &#8211; immemore qui dei ricorrenti terremoti dello Stretto, immemore delle eruzioni del Vulcano -, s&#8217;era fatta materna, benigna &#8211; nelle piane, nelle valli, sopra i monti erano oliveti agrumeti noccioleti, erano fitti boschi di querce elci cerri faggi -, in un paese ai piedi dei Nebrodi, sulla costa tirrenica di Sicilia, in vista delle Eolie celesti e trasparenti sono nato e cresciuto. <br> In tanta quiete, in tanto idillio, o nel rovesciamento d&#8217;essi, ritrazione, malinconia, nella misura parca dei rapporti, nei sommessi accenti di parole, gesti &#8211; erano qui pescatori d&#8217;alici e sarde assolti da condanne del fato, alieni da disastrosi negozi di lupini; erano contadini proprietari minimi, ortolani, innestatori e potatori, erano carrettieri di carretti monocromi, gialli o verdi -, in tanta sospensione o iato di natura e di storia, il rischio era di scivolare nel sonno, pendersi, perdere il bisogno e il desiderio di cercare le tracce intorno pi\u00f9 significanti per capire l&#8217;approdo casuale in quel limbo in cui ci si trovava. E poich\u00e9, sappiamo, nulla \u00e8 sciolto da cause e legami, nulla \u00e8 isola, n\u00e9 quella astratta d&#8217;Utopia, n\u00e9 quella felice del Tesoro, nella viva necessit\u00e0 che m&#8217;assali di viaggiare, uscire da quella stasi ammaliante, dal confine estremo, potevo muovere verso oriente, verso il luogo tremendo del disastro, il cuore del marasma empedocleo in cui s&#8217;erano sciolti e persi i nomi antichi e chiari di Messina, di Catania, muovere verso la natura, l&#8217;esistenza. Ma per paura di assoluti e infiniti, di stupefazioni e gorgoneschi impietrimenti, verghiani immobilismi, scelsi di viaggiare verso occidente, verso i luoghi della storia pi\u00f9 fitta, i segni pi\u00f9 incisi e affastellati: muovere verso la Palermo fenicia e saracena, verso Ziz e Panormo, verso le moschee, i sup e le giudecche, le tombe porfido di Ruggeri, di Guglielmi e di Costanze, le cube, le zise e le favare, la reggia mosaicata di Federico di &#8220;Soave&#8221;, il divano dei poeti, il trono vicereale di corone aragonesi e castiglione; muovere verso l&#8217;incrocio dei Quattro Canti d&#8217;ogni punto cardinale, dei venti della Rosa, delle culture e favelle pi\u00f9 diverse. Andando, mi trovai cos\u00ec al suo preludio, la sua epifania, la sua porta magnifica e splendente che lasciava immaginare ogni Palermo o Cordova, Granata, Bisanzio o Bagdad. Mi trovai cos\u00ec a Cefal\u00f9. E non so dire quando, tanto lontano ci\u00f2 avvenne nel tempo. Ricordo che mi meravigliava, man mano che m&#8217; apprestavo a quel paese, l&#8217;alzarsi del tono in ogni cosa, nel paesaggio, negli oggetti, nella gente, nei visi, gesti, accenti d&#8217;essa, il farsi, il tono, pi\u00f9 colorito e forte, pi\u00f9 netto ed eloquente di quello che avevo lasciato dalle mie parti. Aspra, scogliosa la costa, con impennate montuose di scabra e aguzza roccia, fino alla gran Rocca tonda sopra il mare &#8211; Kefa o Kefal\u00e9 -, al Capo che aveva dato nome e protezione dall&#8217;antico a Cefal\u00f9; adorni di nastri, specchietti, borchie e piume, risonanti di campanelle e b\u00fabbole cavalli e mule aggiogati ai carretti variopinti coi retabli alle sponde delle gesta d&#8217;Orlando e di Rinaldo; alta, chiara, dai capelli colore delle messi, la gente, o scura e riccioluta, camusa, come se, dopo secoli, ancor distinti, uno accanto all&#8217;altro scorressero i due fiumi, normanno e arabo, siccome accanto e in armonia stavano il gran Duomo o fortezza o castello di Ruggero e le casipole con archi, altane e finestrelle del porto saraceno, del Vascio o la Giudecca. M&#8217;innamorai di Cefal\u00f9. <br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"523\" class=\"wp-image-3149\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11057362_10207454632554204_7297942480780483266_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11057362_10207454632554204_7297942480780483266_n.jpg 960w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11057362_10207454632554204_7297942480780483266_n-300x196.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11057362_10207454632554204_7297942480780483266_n-768x502.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br>Di questo bellissimo paese che sembrava anticipare o rispecchiare in forma pi\u00f9 domestica, ridotta, in corpo pi\u00f9 leggibile e abbracciabile &#8211; anticipare nella Rocca il monte Pellegrino, nel porto saraceno la Cala, nel Duomo il Duomo, nel Cristo Pantocratore la Cappella Platina e Monreale, nell&#8217;Osterio Magno lo Steri chiaramontano, nei quartieri Crucilla e Marchiafava la Kalsa o il Borgo -, sembrava anticipare la grande capitale, rispecchiare Palermo. <br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"574\" class=\"wp-image-3150\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11083741_10206534829119693_3348795544053802459_o.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11083741_10206534829119693_3348795544053802459_o.jpg 2048w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11083741_10206534829119693_3348795544053802459_o-300x215.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11083741_10206534829119693_3348795544053802459_o-1024x735.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11083741_10206534829119693_3348795544053802459_o-768x551.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/11083741_10206534829119693_3348795544053802459_o-1536x1103.jpg 1536w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br> E presi a frequentare Cefal\u00f9, ad abitare in quel paese durante le vacanze. Mi sembrava, ed era, quello, un altro mondo, un mondo pieno di segni, di messaggi che volevano essere letti, interpretati. Ma certo era me stesso che volevo leggere, decifrare la mia trama, leggendo e decifrando insieme la gente con cui mi trovavo a vivere quell\u2019 Isola, in quel paese, leggendo il suo muoversi sotto quella luce, in mezzo a quelle pietre, il suo agire, il suo parlare. E l&#8217;ansia d&#8217; uscire dal mio dolce pantano &#8220;naturale&#8221;, di viaggiare verso l&#8217;occidente, verso i luoghi della storia, era certo quella d&#8217;ogni uomo che vuol trovare la chiave per capire e giudicare il mondo suo, il mondo. <br> Trovai a Cefal\u00f9 un uomo che molto prima di me, nel modo pi\u00f9 simbolico e pi\u00f9 alto, aveva compiuto quel viaggio dal mare verso la terra, dall&#8217; esistenza alla storia, dalla natura alla cultura: Enrico Piraino barone di Mandralisca. &#8220;Nasceva Enrico Piraino dei baroni di Mandralisca il d\u00ec 3 dicembre 1809 da Michelangelo e da Carmela Cipolla, e fu educato in Palermo nel Regio Convitto Carolino d&#8217; onde usciva all&#8217; et\u00e0 di 16 anni appena compiti, fornito di quella superficiale istruzione che era propria dei tempi, e del luogo in cui era stato recluso. Fatto sposo dopo un anno con Maria Francesca Parisi, non solo abbandon\u00f2 il mondo e le sue futili illusioni, ma essendovi veramente persuaso, che l&#8217; uomo fu creato per lavorare e produrre; e che vive nel proprio merito; ed avendolo la natura dotato di una non comune intelligenza, e di una operosit\u00e0 senza pari, si diede con tutta lena allo studio delle scienze naturali ed archeologiche che formarono la passione pi\u00f9 spinta della sua vita, e per le quali si sobbarc\u00f2 a spese e fatiche non comuni; e divenne infatti in pochi anni naturalista ed archeologo valentissimo come le memorie da lui scritte, le raccolte da Lui eseguite, ne fanno pienissima fede&#8221;. <br> Cos\u00ec scrive il sodale ed estensore dell&#8217;<strong>Elogio<\/strong> Gaetano La Loggia.. Ci colpisce, in quelle note biografiche, il matrimonio dell&#8217;adolescente Enrico con l&#8217;adolescente cugina di Lipari Maria Francesca Parisi. E sar\u00e0 stato, questo del Mandralisca, uno di quei matrimoni combinati dalle famiglie subito alla nascita dei loro rampolli, suggello formale di sottostanti e reali accordi economici. Ma poteva capitare che in quei matrimoni come fiore raro e prezioso in un arido terreno, sbocciasse anche l&#8217;amore. Speriamo che questo sia capitato ai coniugi Mandralisca. Fatto \u00e8 che, dopo il matrimonio, Enrico, insieme alla consorte, comincia a far la spola tra Cefal\u00f9 e Lipari, fa la spola tra il cuore della &#8220;storica&#8221; Cefal\u00f9, tra il centro, la piazza Duomo, dov&#8217; era nato, e quindi la strada Badia, dove elegger\u00e0 la sua dimora, e il cuore della &#8220;naturale&#8221;, mitica, preistorica e antica Lipari, il quartiere pi\u00f9 antico di quella citt\u00e0, detto <strong>Supra \u2018a Terra<\/strong>, a ridosso di Marina Corta, dov&#8217;era il palazzo dei baroni Parisi. Cefal\u00f9 e Lipari sono quindi i due poli fra cui si muove il Mandralisca fino alla fine dei suoi giorni. Spinto dalla sua passione archeologica e antiquaria, scava in quell&#8217; isola, scava in quell&#8217; \u00f2nfalo profondo della storia e del tempo che \u00e8 la contrada Diana, scopre trasporta nella sua casa di Cefal\u00f9 statuette, lucerne, vasi, monete, maschere, arule. Rinviene il cratere attico del <strong>Venditore di tonno<\/strong>, che sembra riprodurre nella scena dipinta sulla sua superficie un mimo dal medesimo titolo del Siracusano Sofrone. Una scena, rara su quegli antichi vasi, di vita reale, quotidiana, qui deformata in chiave caricaturale, comica. Recupera in una spezieria di Lipari il famoso <strong>Ritratto d&#8217; ignoto<\/strong> di Antonello da Messina, dipinto sul portello di uno stipo. <br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"950\" class=\"wp-image-3151\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/118616734_10222688004018970_7460858424537512877_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/118616734_10222688004018970_7460858424537512877_n.jpg 808w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/118616734_10222688004018970_7460858424537512877_n-253x300.jpg 253w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/118616734_10222688004018970_7460858424537512877_n-768x912.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br>Il viaggio del <strong>Ritratto<\/strong>, sul tracciato di un simbolico triangolo avente per vertici Messina, Lipari e Cefal\u00f9, si caricava per me di vari sensi, fra cui questo: un&#8217;altissima espressione di cultura e di arte sbocciata, per mano del magnifico Antonello, in una citt\u00e0 fortemente strutturata dal punto di vista storico qual era Messina nel XV secolo, cacciata, per la catastrofe naturale che per molte volte si sarebbe abbattuta su Messina distruggendola, in quel cuore della natura qual \u00e8 un&#8217; isola, qual \u00e8 la vulcanica Lipari, che viene infine scoperta da un uomo sapiente e appassionato come il Mandralisca, viene salvata e riportata in un contesto storico, nella giustezza e sicurezza di Cefal\u00f9. E non \u00e8 questo poi, tra terremoti, maremoti, eruzioni di vulcani, perdite, regressioni, follie, passaggi tra gli scogli di Scilla e Cariddi, il viaggio, il cammino tormentoso della civilt\u00e0? <br> Quel <strong>Ritratto<\/strong> poi, il suo poi, il suo sorriso ironico, <em>&#8220;pungente e nello stesso tempo amaro, di uno che molto sa e molto ha visto, sa del presente e intuisce del futuro; di uno che si difende dal dolore della conoscenza e da un moto continuo di piet\u00e0&#8221;<\/em> era l&#8217;espressione pi\u00f9 alta, pi\u00f9 compiuta della maturit\u00e0, della ragione. Il Mandralisca destiner\u00e0 per testamento la sua casa alla Strada Badia, i suoi libri, i suoi mobili, la sua raccolta di statue e di vasti antichi, di quadri, di conchiglie, di monete, a biblioteca e museo, a liceo per i giovani di Cefal\u00f9. Fu questo piccolo, provinciale, polveroso e cadente museo Mandralisca il mio primo museo. Varcai la sua porta al primo piano, non ricordo pi\u00f9 quando, e mi trovai in un vasto ingresso dalle mattonelle di maiolica sconnesse e rumorose sotto il passo, mi trovai tra &#8220;monetari di ebano e avorio, i com\u00f2 Luigi sedici, i canap\u00e8 e le poltrone di velluto controtagliato, i tondi intarsiati, i medaglioni del Malvica (&#8230;) le consolle con piani di <em>p\u00e9luche<\/em> che sostenevano vasi di Cina blu e oro, <em>potiches<\/em> verdi e bianche, turchesi e rosa della Cocincina. E porcellanne di Meissen e Mennecy, la frutta d&#8217;alabastro, fagiani chiocce e gallinacci di jacopetit, orologi di bronzo dorato e fiori di cera sotto campane di vetro&#8221;, mi trovai in mezzo a un gustoso, tenero bric-\u00e0-brac di un signorotto di provincia dell&#8217;Ottocento. Nella seconda sala, dove alle pareti erano Madonne e San Giuseppi, Santi Cosma e Damiano, Costantini e Sant&#8217;Elene, Sacre Famiglie, Maddalene e Malinconie, era, senza cornice, poggiato a un cavalletto, vicino alla finestra che dava sulla strada, da cui irrompeva violento il sole, la tavolozza del <strong>Ritratto d&#8217;ignoto<\/strong> di Antonello, detto comunemente dell&#8217;<strong>Ignoto marinaio<\/strong>.<br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"800\" class=\"wp-image-3152\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/355257838_10229314340753247_6667325881330797691_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/355257838_10229314340753247_6667325881330797691_n.jpg 500w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/355257838_10229314340753247_6667325881330797691_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/08\/355257838_10229314340753247_6667325881330797691_n-150x150.jpg 150w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br> Mi trovai di fronte a quel volto chiaro, a quel vivido cristallo, a quella fisionomia vicina, familiare e insieme lontana, enigmatica: chi era quell&#8217;uomo, a chi somigliava, cosa voleva significare? <em>&#8220;Apparve la figura d&#8217;un uomo a mezzo busto. Da un fondo verde cupo, notturno, di lunga notte di paura e incomprensione, balzava avanti il viso luminoso.(&#8230;) Tutta l&#8217;espressione di quel volto era fissata, per sempre, nell&#8217;increspatura sottile, mobile, fuggevole dell&#8217;ironia, velo sublime d&#8217;aspro pudore con cui gli esseri intelligenti coprono la piet\u00e0&#8221; <\/em><br> Ragione, ironia: equilibrio difficilissimo e precario. Anelito e chimera in quest&#8217;Isola dov&#8217;\u00e8 stata da sempre una caduta dopo l&#8217;altra, dove il sorriso dell&#8217;<strong>Ignoto<\/strong> si scompone e diviene sarcasmo, pianto, urlo. Diviene Villa dei Mostri a Bagheria, capriccio, <strong>locura<\/strong>, pirandelliana <strong>camera della tortura<\/strong>, sonno, sogno, ferocia. Diviene disperata, goyesca <strong>pinturas negras, Quinta del Sordo<\/strong>. ma \u00e8 dell&#8217;Isola, della Sicilia che dice il <strong>Ritratto<\/strong> di Antonello o dice di questo nostro mondo di oggi?<br><br><strong>Vincenzo Consolo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><br> Sant\u2019Agata Militello, 17 agosto 1993 per Valdemone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201c .,. In un paese ai piedi dei Nebrodi, sulla costa tirrenica di Sicilia, in vista delle Eolie celesti e trasparenti sono nato e cresciuto.,.\u201d. 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