{"id":3067,"date":"2023-06-16T09:46:00","date_gmt":"2023-06-16T09:46:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3067"},"modified":"2023-06-16T09:57:42","modified_gmt":"2023-06-16T09:57:42","slug":"le-firme-storiche-del-corriere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3067","title":{"rendered":"Le firme storiche del Corriere"},"content":{"rendered":"\n<p>Il grande scrittore era curiosissimo di conoscere luoghi feste usanze linguaggi e personaggi della sua terra cos\u00ec amata. Per andarlo a trovare nella sua casa in citt\u00e0, lasciai in un giorno di luglio il mio mare ai piedi dei verdissimi N\u00e9brodi. Poi di corsa in littorina tra stazioncine solitarie nella vallata di un torrente quasi asciutto dal nome enfatico di Fiumetorto. <br> <br> \u00a0<strong><em>Nell&#8217;isola interna del latifondo e delle zolfare Io, smarrito, fino alla Caltanissetta di Sciascia.<br> <\/em><\/strong><br> \u00a0Avevo mandato a Leonardo Sciascia il mio primo racconto. (&#8230;) Mi rispose con la civile sollecitudine di cui sono capaci le persone attente e disponibili verso gli altri. Aggiungendo nella lettera questa postilla vergata a mano: \u00abMi piacerebbe sapere quali sono i luoghi del Suo racconto: per documentarmi su quelle particolarit\u00e0 storico-linguistiche che insorgono nel libro, e che hanno, a mio parere, peculiare carattere\u00bb. I luoghi del racconto, i luoghi dei racconti: c&#8217;era allora, in quei primi anni Sessanta, usciti da molto dalla guerra, ma da poco dalle penurie del dopoguerra, c&#8217;era come un bisogno vitale da parte degli scrittori, almeno in Sicilia, di conoscere e riconoscere i luoghi, i paesi, di incontrarsi, di conoscersi (&#8230;). <strong><em>E Sciascia era curiosissimo di conoscere luoghi, paesi, feste, usanze, linguaggi, persone, personaggi di quella sua Sicilia tanto amata e per la quale poi negli anni fini per disperarsi.<\/em><\/strong> (&#8230;) Ma \u00e8 certo che i luoghi pi\u00f9 interessanti del racconto, tracciato fino a quel momento da Le parrocchie di Regalpetra, Gli zii di Sicilia, Il consiglio d&#8217;Egitto e Il giorno della civetta, erano quelli di Sciascia, e luogo di attrazione, di convergenza fu allora Caltanissetta, dove a quel tempo lo scrittore abitava (&#8230;). Partii un giorno di luglio dal mio paese sul mare ai piedi dei verdissimi N\u00e9brodi. A Termini Imerese, cambiato treno, m&#8217;inoltrai in un giallo aspro, <strong><em>desertico paesaggio che abbagliava e smarriva<\/em><\/strong>. Era quella la Sicilia interna del latifondo e dello zolfo che gli abitanti della costa settentrionale, al di qua della barriera appenninica, usi ad andare a Palermo, a Messina, a varcare lo Stretto, spesso ignoravano. La littorina correva dentro la vallata di un torrente quasi asciutto dall&#8217;enfatico nome di Fiumetorto e si fermava davanti a caselli, a stazioncine solitarie che servivano paesi nascosti dietro gole di monti: Sciara (il paese di Le parole sono pietre di Levi, dell&#8217;euripidea madre di Salvatore Carnevale), <strong><em>Montemaggiore, Roccapalumba, Valledolmo, Marianopoli, Xirbi.. .. Toponimi di lirismo vittoriano<\/em><\/strong>, ma avrebbe potuto essere, una di esse, la stazione dentro cui viene consumato il duplice omicidio di Una storia semplice, l&#8217;ultimo racconto di Sciascia. Perch\u00e9 qui, in questa vastit\u00e0, in questo vuoto, nella finzione del racconto, nella realt\u00e0, si pu\u00f2 scoprire la violenza \u00a0corpo squarciato del picciotto o del giudice inerme, la catena del servaggio, della pena d&#8217;una condizione disumana, nei calcheroni, <strong><em>nei tralicci arrugginiti della zolfara morta, la solitudine del bandito, del ribelle braccato nella bocca d&#8217;una grotta<\/em><\/strong>, il senso di desolazione e di morte nel grumo roccioso d&#8217;un crinale sopra cui volteggiano corvi, nel <em>chiarchiaro de Il giorno della civetta o di Occhio di capra: \u00abE il cuoco disse ai suoi piccoli \/ al chiarchiaro ci rivedremo tutti<\/em>. <strong><em>Per dire dell&#8217;appuntamento che tutti abbiamo con la morte\u00bb.<\/em><\/strong> Caltanissetta (&#8230;). A proteggerla (&#8230;) era in alto una gran statua del Cristo Redentore. <strong><em>E in via del Redentore era la casa dello scrittore. (.) Il mondo intorno si faceva sempre pi\u00f9 ingiusto, violento, bugiardo, perdeva intelligenza, sentimento, umani-t\u00e0: si imbarbariva.<\/em><\/strong> E con questo dolore di pietra se ne and\u00f2 al chiarchiaro, alla morte (&#8230;)<br><br>  <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1103\" class=\"wp-image-3068\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/CCI_000180-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/CCI_000180-scaled.jpg 1856w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/CCI_000180-217x300.jpg 217w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/CCI_000180-742x1024.jpg 742w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/CCI_000180-768x1060.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/CCI_000180-1113x1536.jpg 1113w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/CCI_000180-1484x2048.jpg 1484w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il grande scrittore era curiosissimo di conoscere luoghi feste usanze linguaggi e personaggi della sua terra cos\u00ec amata. 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