{"id":3000,"date":"2015-01-22T13:04:23","date_gmt":"2015-01-22T13:04:23","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3000"},"modified":"2023-04-18T14:44:59","modified_gmt":"2023-04-18T14:44:59","slug":"vincenzo-consolo-modernismo-e-meridionalismo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3000","title":{"rendered":"Vincenzo Consolo. Modernismo e meridionalismo"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p>da\u00a0<a href=\"http:\/\/www.nuoviargomenti.net\/author\/mario-de-laurentiis\/\">Mario De Laurentiis<\/a>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Le strategie linguistiche e strutturali mediante le quali Consolo costruisce la densit\u00e0 della propria parola letteraria, torcendola e caricandola nella sfida impossibile alla consistenza della realt\u00e0, e la stessa idea consoliana della parola, mettono capo a tensioni e aspirazioni solitamente rubricate sotto il segno della \u00abpoesia\u00bb, nella costellazione, per intenderci, che si muove tra simbolismo e modernismo. La stessa ricorrente tentazione dell\u2019afasia come esito della volont\u00e0 di troppo dire \u00e8 del resto segnale non dubbio di queste ascendenze. Non a caso gi\u00e0 dal romanzo d\u2019esordio, e fino alle ultime prove, T.S. Eliot \u00e8 uno dei numi tutelari di Consolo. Allo stesso modo, per tutta la vita Consolo non ha smesso di sottolineare il proprio rifiuto radicale di appartenere alla tradizione propriamente romanzesca, sospetta perch\u00e9 troppo incline a cedere alle lusinghe di una facile leggibilit\u00e0, ad usum commercii. Prove narrative le sue, quindi, ma protese verso la poesia. D\u2019altro canto, non ci sono dubbi sulla necessit\u00e0 di accostare il suo progetto, letterario ma anche politico-culturale, alla tradizione meridionalistica, nel cui solco si forma, e che non ha mai smesso di operare, anche quando Consolo \u00e8 andato prendendo strade assai diverse: come gi\u00e0 negli anni Ottanta, con libri decisamente atipici come Lunaria e lo stesso Retablo, e sempre pi\u00f9 negli anni Novanta. Stiamo cos\u00ec toccando l\u2019altra questione di fondo: quella dell\u2019ossessione della Sicilia. \u00abScrivo sempre di Sicilia perch\u00e9 non ci si pu\u00f2 allontanare dagli anni della propria memoria\u00bb ha dichiarato lo scrittore: il che vuol dire, ed \u00e8 un altro punto decisivo, che l\u2019invenzione letteraria deve nascere dall\u2019esperienza, con la quale entrer\u00e0 in tensione, sforzandosi di esorcizzare i propri fatali limiti con l\u2019accumulo e la pluralizzazione della forma.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo, Consolo parla di tutto sub specie Siciliae, tenendo insieme, in modo decisamente peculiare, la proiezione verso una dimensione di esemplarit\u00e0 e la messa a fuoco dettagliata di tratti storicamente identificati, ricostruiti con precisione maniacale. La sua sicilianit\u00e0 concede in questo senso abbastanza poco alla fuga per la tangente di una a-storica condizione universale, cos\u00ec caratteristica invece di altri autori siciliani, da Pirandello a Vittorini. In innumerevoli occasioni Consolo ha ricordato la sua ferma volont\u00e0 di approdare alla metafora per via di storia, secondo il sempre attuale, magistrale modello manzoniano: \u00abLa lezione del Manzoni \u00e8 proprio la metafora. Ci siamo sempre chiesti perch\u00e9 abbia ambientato il suo romanzo nel Seicento e non nell\u2019Ottocento. Oltre che per il rovello per la giustizia, proprio per dare distanza alla sua inarrestabile metafora. L\u2019Italia del Manzoni sembra davvero eterna, inestinguibile\u00bb. L\u2019esemplarit\u00e0 della Sicilia fa tutt\u2019uno in Consolo con la sua peculiarit\u00e0: che ci fa capire com\u2019\u00e8 l\u2019Italia proprio perch\u00e9 \u00e8 un caso estremo. Si potrebbe persino ipotizzare che, mutatis mutandis, a quello che egli scrive della Sicilia possa accadere in futuro qualcosa di simile a quanto gi\u00e0 accaduto con la Lucania di Carlo Levi: ridiventata fruibile e attuale perch\u00e9 ricontestualizzata in \u00abun quadro afroasiatico e latinoamericano\u00bb. La Sicilia di Consolo vale come un\u2019Italia estrema, e per\u00f2 anche come campione fin troppo vero di innumerevoli Sud del mondo. Per altri versi, la Sicilia di Consolo esibisce un cortocircuito di opposti, oscillando fra il vagheggiamento memoriale di un luogo che avrebbe potuto conciliare bellezza storica e naturale, vitalit\u00e0 e cultura, desiderio e conoscenza, e la constatazione, sempre pi\u00f9 addolorata e indignata, dell\u2019orrore reale, dell\u2019ingiustizia perpetuata, della collusione eterna fra violenza criminale e violenza istituzionale. La Sicilia \u00e8 un inferno, insomma, tanto quanto avrebbe potuto essere un paradiso. E la Sicilia \u00e8 sempre solo la Sicilia: anzi no, \u00e8 dappertutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Il progetto, ma forse dovremmo parlare piuttosto di dovere e di esigenza insopprimibile, di scrivere sempre di Sicilia coincide con la ferma convinzione che l\u2019impresa della scrittura letteraria debba farsi portatrice di uno sguardo critico nei confronti della realt\u00e0, e implichi una dimensione etica, implicitamente o esplicitamente politica. Consolo ha infatti svolto per quasi cinquant\u2019anni anche un\u2019intensa attivit\u00e0 giornalistica, della quale una larga percentuale \u00e8 espressione di una diretta militanza civile. Restando per\u00f2 nell\u2019ambito della scrittura letteraria, egli ha delineato, con un\u2019originalit\u00e0 e un rigore teorico che hanno pochi termini di paragone in Italia, una possibile coincidenza fra espressivit\u00e0 ed eticit\u00e0, dove il permanente impegno civile deve identificarsi con la specificit\u00e0 della scrittura, cio\u00e8 con l\u2019impegno formale. Chiusa la stagione dell\u2019engagement, per Consolo lo scrittore deve fare il proprio mestiere, fino in fondo, senza compromessi: solo cos\u00ec la scrittura pu\u00f2 guadagnare lo spessore etico adeguato alle proprie aspirazioni, conoscitive non meno che estetiche. D\u2019altro canto, chi scrive scrive, e dunque non pu\u00f2 ignorare che scrivendo rinuncia al diretto impegno politico. Di conseguenza, i paradossi della parola letteraria, della sua pochezza e della sua titanica presunzione si rifrangono e ripetono nella compresenza costante di aperta politicit\u00e0 e senso di colpa dell\u2019intellettuale, sempre abitato dalla sofferta consapevolezza della propria distanza dall\u2019azione reale. Da questo punto di vista, Consolo ha molte cose in comune con Vittorio Sereni, e con lo stesso Franco Fortini, che del resto frequentava.<br>L\u2019orgoglioso dovere della scrittura comporta cos\u00ec un permanente rimorso, che confina col senso d\u2019inferiorit\u00e0. Persino la dimensione utopica, pure evocata con tanta forza da Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, non smette in realt\u00e0 di mescolarsi con la cattiva coscienza, con un irriducibile senso di colpa. Ecco l\u2019utopia del barone Mandralisca:<\/p>\n\n\n\n<p><em>E gli altri, che mai hanno raggiunto i dritti pi\u00f9 sacri e elementari, la terra e il pane, la salute e l\u2019amore, la pace, la gioja e l\u2019istruzione, questi dico, e sono la pi\u00f9 parte, perch\u00e9 devono intender quelle parole a modo nostro? Ah, tempo verr\u00e0 in cui da soli conquisteranno que\u2019 valori, ed essi allora li chiameranno con parole nuove, vere per loro, e giocoforza anche per noi, vere perch\u00e9 i nomi saranno intieramente riempiti dalle cose. (SIM, qui alle pp. 216-7)<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questo sogno di un linguaggio che abolisca il divario fra le parole e le cose assomiglia molto alla permanente tensione di Consolo verso una parola portatrice di una densit\u00e0 tanto speciale da farla assomigliare a una cosa vera. Ma persino qui, dove tanto pi\u00f9 la voce del personaggio pare confondersi con quella dell\u2019autore, siamo obbligati a diffidare, e a prendere atto della permanente polifonia della scrittura consoliana; quel sogno infatti deve essere percepito come nobile, s\u00ec, ma impossibile, e persino mistificatore: \u00abQuello non \u00e8 il pensiero dell\u2019autore, ma del Mandralisca, dell\u2019intellettuale che cerca di scaricarsi la coscienza, di alleviare i sensi di colpa donando il suo patrimonio al popolo di Cefal\u00f9, nella speranza che le nuove generazioni \u201cpossano scrivere da s\u00e9 la storia\u201d. Certo, questa soluzione \u00e8 ingenua, se non demagogica\u00bb.<br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1081\" class=\"wp-image-3001\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG_202001023_0001-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG_202001023_0001-scaled.jpg 1894w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG_202001023_0001-222x300.jpg 222w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG_202001023_0001-758x1024.jpg 758w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG_202001023_0001-768x1038.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG_202001023_0001-1136x1536.jpg 1136w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/04\/IMG_202001023_0001-1515x2048.jpg 1515w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da\u00a0Mario De Laurentiis\u00a0 Le strategie linguistiche e strutturali mediante le quali Consolo costruisce la densit\u00e0 della propria parola letteraria, torcendola e caricandola nella sfida impossibile alla consistenza della realt\u00e0, e la stessa idea consoliana della parola, mettono capo a tensioni e aspirazioni solitamente rubricate sotto il segno della \u00abpoesia\u00bb, nella costellazione, per intenderci, che si &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3000\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Vincenzo Consolo. 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