{"id":30,"date":"2008-08-30T16:00:45","date_gmt":"2008-08-30T16:00:45","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=30"},"modified":"2015-06-20T12:11:35","modified_gmt":"2015-06-20T12:11:35","slug":"vincenzo-consolo-ci-racconta-pio-la-torre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=30","title":{"rendered":"Vincenzo Consolo ci racconta Pio La Torre"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/10603897_10206518554992850_6003066279175589314_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" size-medium wp-image-31 alignleft\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/10603897_10206518554992850_6003066279175589314_o-300x204.jpg\" alt=\"10603897_10206518554992850_6003066279175589314_o\" width=\"300\" height=\"204\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/10603897_10206518554992850_6003066279175589314_o-300x204.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/10603897_10206518554992850_6003066279175589314_o-1024x698.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/10603897_10206518554992850_6003066279175589314_o.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a>30 ago 2008<br \/>\nVincenzo Consolo ci racconta Pio La Torre<\/p>\n<p>Ero anch\u2019io l\u00e0, quella primavera del 1982, l\u00e0 a Comiso, all\u2019aeroporto, dove il Governo di Spadolini aveva deciso di far installare i missili Cruise. Ero l\u00e0 in uno dei giorni in cui facevano il blocco davanti al cancello centrale dell\u2019aeroporto i pacifisti giunti d\u2019ogni dove. Erano ragazzi accovacciati a semicerchio per terra. Volevano cos\u00ec imp<span class=\"text_exposed_show\">edire ai camion, alle impastatrici, agli operai di entrare nel campo. Tutti avevano maglie, giacconi variopinti sopra le teste di capelli ricciuti.<\/span><\/p>\n<p>Alcuni avevano tute e casacche bianche, e sul petto e le spalle dipinte grandi croci scarlatte. Le ragazze portavano giacchette indiane con ricami e specchietti o la kufia palestinese sopra le spalle. Sul muro di mattoni sovrastato dal filo spinato e da un filare di eucalipti erano scritte di calce e appesi striscioni di tela. Dicevano \u00abPace\u00bb, \u00abAmsterdam contra militarisme\u00bb, \u00abTestate nucleari \u2013 Carcero speciali \u2013 \u00c8 questa la guerra contro i proletari\u00bb, \u00abVogliamo vivere, Vogliamo amare \u2013 Diciamo no alla guerra nucleare\u00bb. Erano ancora tutti assonnati e di pi\u00f9 assonnati i poliziotti e i carabinieri che chiss\u00e0 in quali ore notturne erano stati fatti partire dalle caserme di Ragusa o Catania. Erano giovane anch\u2019essi e schierati davanti al cancello, a fronteggiare quegli altri accovacciati per terra. M\u2019aggiravo sullo spiazzo di terra battuta e di stoppie, da un capo all\u2019altro, e guardavo quei visi di giovani e volevo capire chi era dell\u2019Isola, vedere se ne riconoscevo qualcuno. Ma nessuno; mi sembravano tutti d\u2019un luogo di cui non avevo cognizione. Fu allora che mi sentii chiamare, richiamare. E mi corsero incontro alcuni del mio paese l\u00ec alle falde del N\u00e9brodi, figli o nipoti di vecchi amici e compagni. Erano Aldo, Antonella, Francesco, Rino, Grazia, Saro. Mi dissero che era stato l\u00e0, nei giorni passati, Pio La Torre, che li aveva spronati a resistere, a opporsi a quel progetto terribile dei missili Cruise, che avrebbero dovuto essere installati anche su rampe mobili e scorazzare per tutta la Sicilia.<\/p>\n<p>Arrivano quindi le impastatrici e i camion degli operai decisi a entrare. I ragazzi fecero blocco, li fermarono. Arrivava intanto altra gente, politici, preti, un abate di Roma ch\u2019era stato sospeso dal suo ufficio. Arriv\u00f2 anche il questore, un omino atticciato in giacca e cravatta. Si mise a dire che doveva entrare nel campo, che doveva telefonare a Roma. Tutti dissero no, no! e serrarono le file davanti al cancello. E si misero a scandire slogan. \u00abDalla Sicilia alla Scandinavia \u2013 No ai missili e al patto di Varsavia\u00bb. Il questore, a un punto, si mise a urlare, a dare ordini. Si mossero subito i militari con elmi, scudi e manganelli. Picchiarono e picchiarono sopra teste, schiene nude e braccia. Urla si sentirono, lamenti e un gran polverone si lev\u00f2 da terra. Sparavano lacrimogeni e nel cielo si formavano nuvole. Inseguivano e picchiavano tutti, giovani e no, deputati, medici e infermieri, giornalisti e fotografi. Stavo l\u00e0 impietrito a guardare. E vidi Luciana Castellina scaraventata per terra e picchiata; un giovanissimo carabiniere che s\u2019inginocchia e piange; un poliziotto che sta per sparare, quando un altro a calci nel polso gli fa cadere l\u2019arma di mano\u2026 Vidi che afferravano per i capelli e a calci e spintoni facevano salire sui furgoni i catturati. Mi sorpresi trasognato a urlare, a chiamare i miei giovani compaesani: \u00abAntonella, Mino, Saro\u2026\u00bb, i quali arrivarono sanguinanti, pallidi, storditi. \u00abScappiamo, scappiamo!\u00bb dissero. \u00abHanno preso Grazia\u00bb dissero \u00abHanno preso Francesco\u00bb\u2026 Li lasciai raccomandando loro di tornarsene a casa, ch\u00e9 tanto a Roma il governo aveva deciso a tener duro su Comiso, a far rispettare a ogni costo gli impegni con gli Usa.<\/p>\n<p>E invece no. Per merito di Pio La Torre e del movimento dei pacifisti, i missili Cruise vennero portati via, l\u2019aeroporto sgomberato da quella minaccia. E l\u2019aeroporto, gi\u00e0 intitolato al generale di Mussolini Magliocco, venne poi intitolato, nell\u2019aprile del 2007, a Pio La Torre, ucciso dalla mafia, venticinque anni prima. Ed ora, vergognosamente, il sindaco di An di Comiso vuole restituirlo alla memoria fascista di quel generale. Vergogna e ancora vergogna!<br \/>\nPio La Torre, uno dei martiri siciliani, dei combattenti contro la mafia, l\u2019oscuro e terribile potere politico mafioso. Nel secondo dopoguerra \u00e8 il combattente martire insieme a Epifanio Li Puma, Placido Rizzotto, Salvatore Carnevale\u2026 Il nome di Placido Rizzotto richiama subito quello di Pio La Torre, perch\u00e9 \u00e8 lui, il giovane militante comunista, che a Corleone prende il posto di dirigente della Confederterra. Erano gli anni, quelli, del movimento contadino, degli scioperi e delle occupazioni delle terre incolte per l\u2019attuazione della Riforma Agraria, per l\u2019assegnazione ai contadini di \u00abfazzoletti\u00bb di terra nei feudi dei Gattopardi. Eletto nel Parlamento italiano, poi La Torre decide di tornare in Sicilia. Torna perch\u00e9 sente che sono tre i grandi problemi che bisogna affrontare e cercare di risolvere in Sicilia: la crisi economica, la criminalit\u00e0 mafiosa, la minaccia della pace nel Mediterraneo per l\u2019installazione della base missilistica americana all\u2019aeroporto di Comiso. Col suo ritorno in Sicilia, Pio La Torre mette in allarmemolte centrali: del crimine organizzato, della destabilizzazione, della speculazione edilizia, del bellicismo. L\u2019impegno suo nell\u2019affrontare tutti questi problemi, e soprattutto la legge, che porta la sua firma, del sequestro dei beni dei mafiosi, fa maturare nel potere criminale la decisione di eliminarlo. La Torre viene ucciso la mattina del 30 aprile 1982 mentre \u00e8 in macchina, in via Generale Turba, a Palermo, insieme al suo autista Rosario Di Salvo.<\/p>\n<p>\u00c8 Pio La Torre, sono tutti gli altri martiri, gli altri eroi caduti nella lotta alla mafia, sono loro l\u2019onore di Sicilia, e di tutto questo nostro Paese. Paese oggi irriconoscibile e irriconoscente. Paese in cui l\u2019attuale sindaco di Comiso di An Giuseppe Alfano (tanto nome!) immemore o smemorato o incosciente, vuol togliere il nome di La Torre all\u2019aeroporto e restituirlo al generale fascista Vincenzo Magliocco. Dopo la via di Roma da intitolare as Almirante, le impronte digitali ai bambini rom, la criminalizzazione dei clandestini, dopo il lodo Alfano e tanto, tanto altro di questo onorevole Governo Berlusconi, questa \u00e8 la poitica di ministri e piccoli sindaci del nostro irriconoscibile paese.<\/p>\n<p>L\u2019Unit\u00e0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>30 ago 2008 Vincenzo Consolo ci racconta Pio La Torre Ero anch\u2019io l\u00e0, quella primavera del 1982, l\u00e0 a Comiso, all\u2019aeroporto, dove il Governo di Spadolini aveva deciso di far installare i missili Cruise. 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