{"id":2932,"date":"2023-02-17T11:59:00","date_gmt":"2023-02-17T11:59:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2932"},"modified":"2023-02-19T15:46:52","modified_gmt":"2023-02-19T15:46:52","slug":"vincenzo-consolo-si-racconta-un-contributo-autobiografico-inedito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2932","title":{"rendered":"Vincenzo Consolo si racconta: un contributo autobiografico inedito"},"content":{"rendered":"\n<h2 class=\"wp-block-heading\"><\/h2>\n\n\n\n<p>Il 18 febbraio 1933 ricorre la nascita di questo autore centrale nella storia della letteratura italiana del Novecento. Attraverso le sue stesse parole ne ripercorriamo la biografia e il senso della sua opera.<br> Un articolo di&nbsp;<strong>Giulia Mozzato<\/strong><br><br><\/p>\n\n\n\n<p><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/vincenzo-consolo?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Vincenzo Consolo<\/strong><\/a>&nbsp;\u00e8 stato un autore centrale nella storia letteraria italiana del Novecento. In modo particolare&nbsp;<strong>per lo studio sistematico della lingua e della sua<\/strong>&nbsp;<strong>evoluzione<\/strong>, per il recupero della forma narrativa poetica, per la&nbsp;<strong>raffinatezza della scrittura<\/strong>, per le&nbsp;<strong>tematiche sociali<\/strong>&nbsp;che sono state al centro del suo lavoro.<br>Un uomo fisicamente non alto, non imponente, ma che entrando in una stanza portava con s\u00e9 una&nbsp;<strong>presenza carismatica molto forte<\/strong>, pur con un atteggiamento di estrema disponibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Nel 2004 fu protagonista di una lezione nell\u2019ambito del corso di scrittura creativa che organizzammo<\/strong>. Abbiamo sempre conservato la&nbsp;<strong>registrazione di quella lezione<\/strong>, sapendo che si trattava di un contenuto importante, unico.<\/p>\n\n\n\n<p>In quelle parole ritroviamo oggi la sua biografia e il senso della sua opera.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Un contributo prezioso che in occasione dei 90 anni dalla nascita<\/strong>&nbsp;(era nato a Sant\u2019Agata di Militello il 18 febbraio 1933 ed \u00e8 purtroppo scomparso nel 2012)&nbsp;<strong>vogliamo condividere con i nostri lettori.<\/strong>\u201c<\/p>\n\n\n\n<p>Non ho mai creduto all\u2019innocenza, innocenza di chi intraprende una strada d\u2019espressione, sia essa letteraria, musicale o pittorica\u2026 certo ci sono stati i na\u00eff, i cosiddetti nativi, ma sono casi rarissimi di felicit\u00e0 innocente. Quando si intraprende un cammino espressivo bisogna essere consapevoli di quanto sia importante ci\u00f2 che ci ha preceduto nel momento in cui abbiamo deciso di muovere i primi passi e di quello che si sta volgendo intorno a noi nel momento in cui ci accingiamo a scrivere. Questo \u00e8 successo a me.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Sono nato in Sicilia, ma volevo vivere a Milano<\/h2>\n\n\n\n<p><strong>Sono nato in Sicilia e ho fatto i miei studi a Milano<\/strong>, la Milano degli Anni &#8217;50, una Milano con le ferite della guerra ma pure con un\u2019anima popolare, direi \u201cportiana\u201d, che ancora si conservava in quegli anni.<br>In piazza Sant\u2019Ambrogio ho frequentato l\u2019Universit\u00e0 Cattolica, non per convinzione religiosa, ma perch\u00e9 sono capitato l\u00ec per caso; in questa piazza vedevo arrivare la sera un tram, senza numero, pieno di migranti provenienti dal meridione. L\u00ec c\u2019era un grosso casermone, un ex-convento del Settecento, in parte destinato alla caserma della celere, e in parte a un \u201cCentro orientamento immigrati\u201d. Questi tram provenienti dalla stazione Centrale scaricavano gli\u00a0<strong>emigranti<\/strong>\u00a0che venivano sottoposti a visite mediche ed erano poi avviati in Belgio, nelle miniere di carbone, o in Svizzera o in Francia. Io, da studentello privilegiato, osservavo e non capivo cosa stesse succedendo; mi ricordo per\u00f2 queste persone gi\u00e0 equipaggiate con la mantellina cerata, il casco e la lanterna.<br>Spesso erano miei conterranei che avevano lasciato le miniere dello zolfo perch\u00e9 la crisi ne aveva causato la chiusura, e quindi passavano a quelle di carbone; poi sapete che a Marcinelle ci fu quella grande tragedia con numerosi italiani morti\u2026 Osservavo questa realt\u00e0, mentre\u00a0<strong>in quegli anni avevo maturato l\u2019idea di fare lo\u00a0scrittore<\/strong>\u00a0pur frequentando la facolt\u00e0 di giurisprudenza.<br>Milano per me era la citt\u00e0 dove era stato<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/giovanni-verga?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>\u00a0Verga<\/strong><\/a>, dove c&#8217;erano\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/elio-vittorini?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Vittorini<\/strong><\/a>\u00a0e\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/salvatore-quasimodo?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Quasimodo<\/strong><\/a>, quindi per me era la citt\u00e0 giusta dove approdare. Ho insistito coi miei per spostarmi a Milano, specie perch\u00e9 avevo il desiderio di incontrare Vittorini:\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/conversazione-in-sicilia-libro-elio-vittorini\/e\/9788817009683?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Conversazione in Sicilia<\/em>\u00a0<\/strong><\/a>per me era una sorta di vangelo che mi accompagnava da tempo. Ma insieme a\u00a0<em>Conversazione in Sicilia<\/em>, dal punto di vista essenzialmente letterario e narrativo, c\u2019era stato tutto un bagaglio di letture che mi aveva formato in quegli anni, ed era tutta la letteratura meridionalista, come\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/antonio-gramsci?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Gramsci<\/strong><\/a>\u00a0o\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/gaetano-salvemini?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Salvemini<\/strong><\/a> sino a\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri-vintage\/autori\/carlo-doglio?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Carlo Doglio<\/strong><\/a>, a\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/carlo-levi?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Carlo Levi<\/strong><\/a>\u00a0con\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/cristo-si-fermato-a-eboli-libro-carlo-levi\/e\/9788806219345?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Cristo si \u00e8 fermato a Eboli<\/em><\/strong><\/a>\u00a0o con\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/parole-sono-pietre-tre-giornate-libro-carlo-levi\/e\/9788806232900?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Le parole sono pietre<\/em><\/strong><\/a>, e\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/leonardo-sciascia?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Sciascia<\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutte letture non propriamente letterarie ma di ordine storico-sociologico sulla questione meridionale.<br>Finita l\u2019Universit\u00e0 ho pensato di voler fare&nbsp;<strong>lo scrittore di tipo \u201ctestimoniale\u201d,<\/strong>&nbsp;storico-sociologico sulla linea non di Vittorini ma di Carlo Levi, di&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/danilo-dolci?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Dolci<\/strong><\/a>, e del primo Sciascia.<br>Tornato in Sicilia dopo la laurea, mi sono rifiutato di fare il notaio o l\u2019avvocato o il magistrato e&nbsp;<strong>ho insistito coi miei genitori per fare&nbsp;l\u2019insegnante<\/strong>. Ho insegnato diritto, educazione civica e cultura generale in scuole agrarie, perch\u00e9 era questo il mondo che volevo conoscere: i paesi sperduti di montagna. La mia curiosit\u00e0 e la mia felice voracit\u00e0 di lettore &#8211;&nbsp;<strong>non c\u2019era la televisione a quell\u2019epoca e quindi il mondo lo si poteva conoscere solo attraverso i libri<\/strong>&nbsp;\u2013 mi portava verso letture di riviste, dibattiti culturali. Seguivo tutti i dibattiti culturali dell\u2019epoca, come l\u2019esperienza vittoriniana della collana dei \u201cGettoni\u201d, una collana di ricerca dove sono usciti i maggiori scrittori dell\u2019epoca come Bassani o lo stesso Sciascia; e poi la rivista letteraria che dirigevano allora Vittorini e Calvino, \u201cIl Menab\u00f2\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non c\u2019era l\u2019affollamento che c\u2019\u00e8 oggi di un\u2019enorme quantit\u00e0 di libri pubblicati,&nbsp;<strong>all\u2019epoca i libri si potevano ancora memorizzare, si capiva come collocarli, l\u2019importanza che potevano avere<\/strong>. Comunque, quando mi accinsi a scrivere il mio primo libro, l\u2019intenzione era di restituire la realt\u00e0 contadina in forma sociologica, mettendomi sul cot\u00e9 \u201cleviano\u201d di Sciascia, invece poi sia l\u2019istinto sia la consapevolezza, mi portarono in una direzione letteraria e narrativa, narrativa per\u00f2 nel senso pi\u00f9 ampio della parola.<br>Ho subito preso la decisione di praticare dei&nbsp;<strong>temi storico-sociali<\/strong>, che non erano dei temi assoluti, ma erano dei temi relativi. Questo mi permetteva di svolgere attraverso la scrittura quella che era la mia visione del mondo, quella che era la mia visione storico-sociale, non esistenziale, che era poi il bagaglio di cui mi ero nutrito.<br><br><\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Scrittura e tematiche<\/h2>\n\n\n\n<p>Il problema principale era scrivere s\u00ec del mondo che conoscevo, del mondo che avevo praticato, di cui avevo memoria, ma con quale stile, con quale linguaggio, con quale tipo di scrittura?<br><strong>In quegli anni si esauriva una stagione letteraria che \u00e8 andata sotto il nome di \u201cneorealismo\u201d,<\/strong>&nbsp;tutta la letteratura del secondo dopoguerra di tipo memorialistico, una scrittura nobilissima, certamente, ma una scrittura assolutamente referenziale, comunicativa.<br>Ho riflettuto: gli scrittori che mi avevano preceduto di una generazione, ma neanche, con lo scarto di dieci anni (e parlo di scrittori autentici, grandi, come per esempio&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/alberto-moravia?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Moravia<\/strong><\/a>, o&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/elsa-morante?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Elsa Morante<\/strong><\/a>, o&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/italo-calvino?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Calvino<\/strong><\/a>, o lo stesso&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/leonardo-sciascia?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Sciascia<\/strong><\/a>,&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/giorgio-bassani?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Bassani<\/strong><\/a>&nbsp;e tanti altri) avevano vissuto il periodo del fascismo e della guerra, e avevano continuato a scrivere anche nel secondo dopoguerra in uno stile assolutamente comunicativo, in uno stile razionalista o illuminista che dir si voglia.<br>Non potevo scegliere quel registro stilistico, non potevo praticare quella lingua. Mi sono convinto che questi scrittori, avendo vissuto il periodo della guerra e del dopoguerra, avevano nutrito la speranza che con l\u2019avvento della democrazia potesse nascere in questo paese una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta, democratica, armonica con la quale poter comunicare.<br>Avevano un po\u2019 lo schema della Francia dell\u2019Illuminismo, la Francia del Razionalismo, dove una societ\u00e0 si era gi\u00e0 compiuta, gi\u00e0 formata all\u2019epoca di Luigi XIV, ma poi, con le istanze della rivoluzione, era avvenuta quella novit\u00e0 di riconoscimento di equit\u00e0 e giustizia nelle societ\u00e0 civili. Ho chiamato il registro che avevano scelto quegli scrittori,<strong>&nbsp;il \u201cregistro della speranza\u201d.<br><\/strong>Pur avendo vissuto l\u2019esperienza della guerra, ai tempi ero un bambino, mi sono formato nel secondo dopoguerra e&nbsp;<strong>ho visto che la speranza che questi scrittori avevano nutrito non c\u2019era pi\u00f9<\/strong>. C\u2019erano state le prime elezioni in Sicilia del \u201947, con la vittoria del blocco del popolo, la sinistra aveva avuto la maggioranza assoluta in questa prima prova elettorale, ed erano seguite le intimidazioni. C\u2019era stata la strage di Portella della Ginestra, e poi le elezioni del \u201948 con la vittoria della DC; io osservavo, dal mio angolo di mondo, che quella societ\u00e0 giusta, armonica, che si sperava e a cui si tendeva, non si era realizzata, ed&nbsp;<strong>erano rimaste disparit\u00e0, ingiustizie e molti problemi ereditati dal passato.<\/strong><br>Quindi per me la scelta di quella lingua, di quello stile comunicativo, era assolutamente impensabile, io non potevo praticare quel codice linguistico che era il codice linguistico \u201ccentrale\u201d, quel toscano che poi, valicando le Alpi, attingeva a una specie di reticolo illuministico francese: la lingua di Calvino, di Sciascia o Moravia\u2026 anzi di Moravia si diceva che scrivesse con una lingua che pareva tradotta da una lingua straniera. A Moravia interessava restituire gli argomenti pi\u00f9 che dare attenzione allo stile, un po\u2019 come Pirandello che aveva inventato un tale mondo inesplorato nel quale la lingua era assolutamente funzionale a quello che voleva comunicare; e quindi la mia scelta fatalmente and\u00f2 in un senso opposto, cio\u00e8 in un&nbsp;<strong>contro-codice linguistico<\/strong>&nbsp;che non fosse quello centrale e che fosse un codice di tipo sperimentale-espressivo.<br>Naturalmente non avevo inventato niente, ma fatalmente mi collocavo in una linea stilistica che partiva nella letteratura moderna, che&nbsp;<strong>partiva da&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/giovanni-verga?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\">Verga<\/a><\/strong>, e arrivava agli ultimi epigoni:&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/carlo-emilio-gadda?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Gadda<\/strong><\/a>,&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/pier-paolo-pasolini?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Pasolini<\/strong><\/a>,&nbsp;<strong><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/lucio-mastronardi?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\">Mastronardi<\/a>,&nbsp;<\/strong>o&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/luigi-meneghello?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Meneghello<\/strong><\/a>. Sperimentatori o espressivi che dir si voglia, una linea che ha sempre convissuto nella letteratura italiana con l\u2019altra.<br>Per\u00f2 le tecniche degli sperimentatori-espressivi naturalmente sono personali, variano da autore ad autore; per esempio Verga s\u2019era opposto all\u2019utopia linguistica del Manzoni.&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/alessandro-manzoni?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Manzoni<\/strong><\/a>&nbsp;voleva \u201csciacquare i panni in Arno\u201d, cio\u00e8 riteneva che l\u2019Italia, dopo la sua unit\u00e0, dovesse avere una lingua unica, e cos\u00ec, dopo aver scritto&nbsp;<em>Fermo e Lucia<\/em>&nbsp;&nbsp;ha scritto&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/promessi-sposi-libro-alessandro-manzoni\/e\/9788804751038?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>I promessi sposi<\/em><\/strong>&nbsp;<\/a>nella lingua \u201ccentrale\u201d toscana, ma pure lui i panni li aveva gi\u00e0 portati umidi dalla Senna, essendosi formato anche con l\u2019illuminismo francese.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Verga<\/strong>&nbsp;\u00e8 stato il primo che ha rivoluzionato questo assunto della centralit\u00e0 della lingua<strong>&nbsp;inventando una lingua che nella letteratura italiana non era mai stata scritta<\/strong>, un italiano che non era dialetto (Verga aborriva il dialetto) ed era una lingua appena tradotta dal siciliano all\u2019italiano, in primo grado, diciamo, quella che&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/dante-alighieri?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Dante<\/strong><\/a>, nel&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/de-vulgari-eloquentia-libro-dante-alighieri\/e\/9788804675860?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>De vulgari Eloquentia<\/em><\/strong><\/a>&nbsp;chiama \u201cla lingua di primo grado\u201d;&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/pier-paolo-pasolini?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Pasolini<\/strong><\/a>&nbsp;invece definisce la lingua di Verga \u201cun italiano irradiato di italianit\u00e0\u201d.<br>Verga rappresenta i contadini di Vizzini oppure i pescatori di Aci Trezza che&nbsp;<strong>non avrebbero mai potuto parlare in toscano, sarebbe stata un\u2019incongruenza<\/strong>.<br><strong>Io mi inquadravo in questa grande ombra verghiana<\/strong>, che passava per gli scapigliati milanesi della prima rivoluzione industriale milanese del 1872, e arrivava, man mano negli anni, al polifonico Gadda e a Pasolini.<br><strong>La tecnica di Pasolini e di Gadda era simile<\/strong>&nbsp;perch\u00e9 partivano dal codice centrale, dalla lingua toscana e poi, man mano, regredivano verso le forme dialettali, con l\u2019immissione,<strong>&nbsp;l\u2019irruzione dei dialetti nella lingua scritta, nella lingua italiana<\/strong>; sennonch\u00e9 in Gadda c\u2019\u00e8 una polifonia di dialetti, soprattutto in quel capolavoro che \u00e8&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/quer-pasticciaccio-brutto-de-via-libro-carlo-emilio-gadda\/e\/9788845937644?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Quel pasticciaccio brutto de via Merulana<\/em><\/strong><\/a>, dove sono orchestrati oltre al romanesco gli altri dialetti italiani; invece in Pasolini troviamo la digressione verso il romanesco del sottoproletariato romano; in Meneghello ci sono altre implicazioni, in Mastronardi altre, e potrei fare il nome di un altro scrittore siciliano come&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/stefano-d'arrigo?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>D\u2019Arrigo<\/strong><\/a>&nbsp;autore di quell\u2019opera enorme che si chiama&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/horcynus-orca-libro-stefano-d-arrigo\/e\/978881709342?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Horcynus Orca<\/em><\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La tecnica che mi sono imposto \u00e8 stata la tecnica dell\u2019innesto<\/strong>. Ho trovato a mia disposizione un giacimento linguistico ricchissimo, quello della mia terra, la Sicilia. Senza mitizzare, enfatizzare questa mia terribile terra, c\u2019\u00e8 in essa una stratificazione linguistica enorme. Oltre ai templi greci o arabo-normanni, vi sono pure giacimenti linguistici che hanno lasciato le diverse civilizzazioni, a partire dal greco, poi l\u2019arabo o il latino, lo spagnolo, il francese\u2026 Ho pensato che bisognava reimmettere nel codice centrale questo glossario, queste forme sintattiche che erano state espunte e riprendere queste parole che avevano una loro dignit\u00e0 filologica, che avevano una loro storia, e inserirle nella scrittura, nel mio codice, nel mio modo di scrivere.<br>Non era il cammino inverso, cio\u00e8 la corruzione dell\u2019italiano che diviene dialetto, ma era l\u2019opposto cio\u00e8 la profondit\u00e0 di certi vocaboli, di certi modi di dire che venivano reimmessi da queste antichit\u00e0 nel codice centrale,&nbsp;<strong>ubbidendo a un\u2019esigenza di significato<\/strong>, perch\u00e9 il vocabolo greco, il vocabolo arabo o spagnolo, mi dava una pregnanza maggiore del vocabolo italiano, era pi\u00f9 pregno di significato e portatore di una storia pi\u00f9 autentica.<br>Ecco: la ricerca era proprio in questo senso e poi l\u2019organizzazione della frase e della prosa, in senso ritmico e prosodico.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Struttura e lingua<\/h2>\n\n\n\n<p>Dal primo libro&nbsp;<em>&#8211;&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/ferita-dell-aprile-libro-vincenzo-consolo\/e\/9788804577430?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>La ferita dell\u2019Aprile<\/strong>&nbsp;<\/a><\/em>-, ho cercato di dare una&nbsp;<strong>scansione ritmica alla frase<\/strong>, provando ad accostare quella che \u00e8 la prosa illuministica, comunicativa, in cui l\u2019autore \u201cautorevole\u201d alla Manzoni, interrompe di tempo in tempo la narrazione e riflette sulla storia che sta raccontando per dialogare con il lettore, per introdurre un ragionamento di tipo filosofico.<br><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/friedrich-nietzsche?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Nietzsche<\/strong><\/a>&nbsp;fa una divisione parlando della nascita della tragedia greca: il passaggio dalla tragedia antica, di Eschilo e di Sofocle, alla tragedia moderna di Euripide. Dice che nella tragedia di Euripide, che lui chiama la tragedia moderna, c\u2019\u00e8 l\u2019irruzione dello spirito socratico: i personaggi iniziano a riflettere, a ragionare e non pi\u00f9 a cantare come avveniva nella tragedia antica, dove usciva l\u2019\u201danghelos\u201d, che era il messaggero che si rivolgeva al pubblico e narrava l\u2019antefatto, quello che era avvenuto in un altro momento e in un altro luogo; da quel momento poteva iniziare la tragedia, cio\u00e8 i personaggi iniziavano ad agire, a parlare.. poi c\u2019era il coro che commentava e lamentava la tragedia che si stava svolgendo. Nietzsche dice che nella tragedia antica c\u2019\u00e8 lo spirito dionisiaco, musicale, poetico, mentre nella tragedia moderna prevale lo spirito socratico, cio\u00e8 la filosofia e la riflessione.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Pu\u00f2 apparire eccessivo da parte mia ricorrere a paragoni talmente aulici, ma in questo nostro tempo, nella nostra civilt\u00e0 di massa, con la rivoluzione tecnologica, sulla scena non pu\u00f2 pi\u00f9 apparire l\u2019\u201danghelos\u201d, il messaggero non pu\u00f2 pi\u00f9 usare quel linguaggio della comunicazione con cui fare iniziare la tragedia perch\u00e9 l\u2019autore non sa pi\u00f9 a chi si rivolge. Quindi&nbsp;<strong>ho spostato la prosa verso la forma del coro, del coro greco, dandole un ritmo di tipo poetico, eliminando la parte autorevole dell\u2019autore e quella della riflessione.<\/strong>&nbsp;La prosa si presenta cos\u00ec come un poema narrativo, come quello che praticavano nel Mediterraneo i famosi Aedi di omerica memoria. Penso che la scrittura comunicativa non sia pi\u00f9 praticabile, perch\u00e9 si \u00e8 rotto il rapporto tra il testo letterario e il conteso, quello che si chiama il contesto \u201csituazionale\u201d. Non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 rapporto, a meno che non si vogliano praticare le forme mediatiche e quindi si scriva nell\u2019italiano pi\u00f9 corrente, pi\u00f9 corrivo, quello che non denuncia la profondit\u00e0 della lingua, una lingua che \u00e8 portatrice di storia, memoria anche collettiva.<\/p>\n\n\n\n<p><br>La&nbsp; mia ricerca \u00e8 proseguita negli anni con gli altri libri, dal primo libro sino all\u2019ultimo&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/spasimo-di-palermo-libro-vincenzo-consolo\/e\/9788804721079?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Lo spasimo di Palermo<\/em><\/strong><\/a>, in modo sempre pi\u00f9 accentuato. Non solo ho organizzato la frase in forma metrica, ritmica, ma nel contesto della narrazione invece di inserire riflessioni di tipo filosofico, di immettere la scrittura saggistica dentro alla scrittura narrativa \u2013 come teorizzato da&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/milan-kundera?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Kundera<\/strong><\/a>, il quale, nella sua teoria del romanzo, sostiene la necessit\u00e0 di interrompere la narrazione e d\u2019inserire delle parti riflessive-saggistiche &#8211; &nbsp;interrompo la narrazione per alzare il tono della scrittura in una forma ancora pi\u00f9 alta, in una forma ancora pi\u00f9 poetica, un po\u2019 come se subentrasse il coro della tragedia greca: sono&nbsp;<strong>parti corali<\/strong>&nbsp;che fanno da commento all\u2019azione che sto raccontando, alla narrazione che sto svolgendo, alle vicende che sto narrando.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Le opere<\/h2>\n\n\n\n<p>Torno al mio primo libro che parla del secondo dopoguerra in Sicilia, un libro scritto con un io-narrante adolescente, dove parlo della vita politica, della vita sociale, delle prime elezioni, del \u201948. L\u00ec ho scelto questo stile, usando anche nell\u2019organizzazione della frase le rime e le assonanze, ma in senso comico-sarcastico, come parodia della societ\u00e0 degli adulti che l\u2019adolescente che scrive critica e non condivide.<br><strong>Il mio primo libro \u00e8 in prima persona, come spesso accade agli esordi<\/strong>&nbsp;perch\u00e9 si attinge a quelli che sono i ricordi: il primo libro \u00e8 una sorta di libro di formazione, di iniziazione, di educazione sentimentale.<br>Credo che dopo il primo libro non si possa pi\u00f9 praticare la prima persona, bisogna invece trattare quello che \u00e8 il proprio progetto letterario, cio\u00e8 cercare la propria identit\u00e0: che cosa sono, dove voglio arrivare, chi voglio essere.<br><br>Il secondo mio libro si chiama&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/sorriso-dell-ignoto-marinaio-libro-vincenzo-consolo\/e\/9788804719199?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em><\/strong><\/a>, e qui devo fare un\u2018altra digressione autobiografica: dal primo al secondo libro sono passati quasi 13 anni in cui venivo considerato quasi un latitante dalla scrittura letteraria. Ma questo lasso di tempo ha coinciso con la mia&nbsp;<strong>seconda venuta a Milano, nel 1968<\/strong>, dopo essermi reso conto che la mia attivit\u00e0 di insegnante era assolutamente inutile perch\u00e9 il mondo contadino era finito, come aveva osservato Pasolini.<br>Milano mi sembrava la citt\u00e0 pi\u00f9 interessante -, che io tra l\u2019altro gi\u00e0 conoscevo &#8211; perch\u00e9 qui si svolgeva la storia pi\u00f9 accesa, quella del \u201968, con un grande dibattito culturale, politico, coi grandi conflitti tra il mondo del lavoro e quello del capitale, cio\u00e8 tra gli imprenditori e gli operai. Mi sembrava importante e interessante approdare non a Roma o a Firenze ma a Milano, sollecitato, allora, dalla lettura dei \u201cMenab\u00f2\u201d di&nbsp;<strong>Vittorini e di Calvino che invitavano, proprio in questo momento storico importante e acuto, i giovani autori ad inurbarsi<\/strong>, studiando la grande trasformazione italiana perch\u00e9 il mondo contadino era finito sostituito da un nuovo paese che bisognava narrare, che bisognava rappresentare.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec mi trovai qui nel \u201968, ma spaesato e&nbsp;<strong>spiazzato perch\u00e9 di fronte a una realt\u00e0 urbana e industriale che non conoscevo<\/strong>, di cui non avevo memoria e di cui mi mancava il linguaggio: se posso permettermi di fare un paragone, la stessa sorte l\u2019ha avuta&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/giovanni-verga?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Verga<\/strong><\/a>, approdato a Milano nel 1872 nel momento della prima rivoluzione industriale, una citt\u00e0 che si ingrandiva, aprendo nuove fabbriche: la Pirelli era nata proprio nel 1872 per la lavorazione della gomma\u2026 dove vi erano stati i primi scontri, i primi scioperi dei lavoratori per richiedere diritti. Pure il signor Verga rimase spiazzato e qui a Milano avvenne la sua famosa conversione: non riuscendo a capire questo nuovo mondo lui, come scrive&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/natalino-sapegno?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Natalino Sapegno<\/strong><\/a>, ritorn\u00f2 con la memoria alla Sicilia \u201cintatta e solida\u201d della sua infanzia; inizi\u00f2 il nuovo ciclo di Verga con&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/novelle-libro-giovanni-verga\/e\/9788807900556?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Le novelle rusticane<\/em><\/strong><\/a>&nbsp;e poi con il suo capolavoro&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/malavoglia-libro-giovanni-verga\/e\/9788807900549?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>I Malavoglia<\/em><\/strong><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p><br>Anch\u2019io rimasi spiazzato, ma non feci la stessa scelta di Verga. Credo nella storia e credo che l&#8217;uomo possa intervenite nella storia; non ho avuto il ripiegamento ideologico che ha avuto Verga, ma ho pensato che per rappresentare l&#8217;Italia e soprattutto Milano di quegli anni, le grandi istanze, le grandi richieste di mutamento di questa nostra societ\u00e0, dovevo assolutamente&nbsp;<strong>ripartire dalla mia terra, dalla Sicilia<\/strong>, scegliendo un topos storico qual \u00e8 il 1860 che mi pareva somigliante al 1968 in Italia, e non solo. Ho pensato appunto di scrivere un romanzo storico &#8211;&nbsp;<em>Il sorriso dell&#8217;ignoto marinaio<\/em>&nbsp;-, ambientato al momento della venuta di Garibaldi in Sicilia con le speranze che si erano accese negli strati contadini e popolari siciliani all&#8217;arrivo di Garibaldi, concependo il Risorgimento e l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia come un mutamento anche politico e sociale. Speranze deluse dell&#8217;unit\u00e0 che ha compiuto il progetto politico dell&#8217;unione ma senza mutare le condizioni degli strati popolari.<br><br>Da qui poi \u00e8 nata tutta quella letteratura di tipo sociale di cui vi dicevo:&nbsp;<strong>la questione meridionalista<\/strong>&nbsp;trattata da&nbsp;<strong>Salvemini<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Gramsci<\/strong>, ma anche una&nbsp;<strong>letteratura narrativa di riflessione sull&#8217;unit\u00e0 d&#8217;Italia<\/strong>, fatta da&nbsp;<strong>Verga<\/strong>, sia nei&nbsp;<strong><em>Malavoglia<\/em><\/strong>&nbsp;che in&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/mastro-don-gesualdo-1889-libro-giovanni-verga\/e\/9788806240554?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Mastro don Gesualdo<\/em><\/strong><\/a>, o da&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/federico-de-roberto?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>De Roberto<\/strong>&nbsp;<\/a>con&nbsp;<em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/vicere-libro-federico-de-roberto\/e\/9788807902802?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>I Vicer\u00e9<\/strong><\/a>,&nbsp;<\/em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/luigi-pirandello?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Pirandello&nbsp;<\/strong><\/a>con&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/vecchi-giovani-1913-libro-luigi-pirandello\/e\/9788804766728?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>I vecchi e i giovani<\/em><\/strong><\/a>, fino ad arrivare a&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/libri\/autori\/giuseppe-tomasi-di-lampedusa?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong>Lampedusa<\/strong><\/a>.<br>Naturalmente la letteratura sul Risorgimento \u00e8 espressa in maniera diversa: in Lampedusa si trova una visione scettica e deterministica. Lui veniva da una classe nobile,&nbsp;<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/gattopardo-libro-giuseppe-tomasi-di-lampedusa\/e\/9788807883828?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Il Gattopardo&nbsp;<\/em><\/strong><\/a>\u00e8 il libro di uno scettico che pensa che le classi sociali si avvicendano nella storia con una determinazione quasi fisica, come succede con il principe di Salina, uno studioso delle stelle: come accade alle stelle che prima si accendono e poi si spengono e finiscono, cos\u00ec le classi sociali. Per\u00f2 le classi alte, quelle nobiliari, vengono da lui assolte perch\u00e9 attraverso la ricchezza l\u2019uomo si raffina e d\u00e0 il meglio di s\u00e9, producendo poesia e bellezza. Per ci\u00f2 che mi riguarda posso dire che me ne frego della poesia e della bellezza,&nbsp;<strong>mentre esigo pi\u00f9 giustizia e pi\u00f9 equit\u00e0 tra gli strati che formano una societ\u00e0<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho concepito partendo da\u00a0<strong><em>Il sorriso dell&#8217;ignoto marinaio<\/em><\/strong>\u00a0un ciclo di romanzi a sfondo storico, una trilogia. Il secondo \u00e8\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/nottetempo-casa-per-casa-libro-vincenzo-consolo\/e\/9788804701286?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Notte tempo, casa per casa<\/em><\/strong><\/a>, che parla di un momento cruciale della storia italiana, gli anni venti con la\u00a0<strong>nascita del fascismo<\/strong>, raccontato dall&#8217;angolazione di un piccolo paese della Sicilia che si chiama Cefal\u00f9, parlando delle crisi delle ideologie che sono succedute al primo dopoguerra, l&#8217;insorgere di nuove metafisiche, di istanze di tipo settario, le sette religiose, di segno bianco e di segno nero. L&#8217;ultimo della trilogia, \u00e8\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/spasimo-di-palermo-libro-vincenzo-consolo\/e\/9788804721079?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Lo spasimo di<\/em><\/strong><em><strong>\u00a0Palermo<\/strong><\/em><\/a>, che parla della contemporaneit\u00e0, degli anni&#8217;90 e si svolge sempre in Sicilia per\u00f2 con flashback che partono dal secondo dopoguerra e arrivano al 1992 con la strage di via D&#8217;Amelio e la morte del giudice Borsellino. Naturalmente non faccio nomi, ma si capisce che il tema \u00e8 la tragedia di questi magistrati che sono massacrati dalla mafia.<br>Poi sono usciti altri libri che potrei definire collaterali, per esempio\u00a0<a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/retablo-libro-vincenzo-consolo\/e\/9788804721062?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\"><strong><em>Retablo<\/em><\/strong><\/a>\u00a0oppure\u00a0<strong><em><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/www.lafeltrinelli.it\/olivo-olivastro-libro-vincenzo-consolo\/e\/9788804721048?int_source=magazine&amp;int_medium=articolo-approfondimenti\" target=\"_blank\">L&#8217;oliva e l&#8217;olivastro<\/a>,\u00a0<\/em><\/strong>dove ho cercato di praticare la\u00a0<strong>riflessione sulla realt\u00e0<\/strong>.\u00a0<em>L&#8217;oliva e l&#8217;olivastro<\/em>\u00a0\u00e8 un libro ambientato in Sicilia dove non c\u2019\u00e8 la finzione letteraria, ma un viaggio nell\u2019isola degli anni &#8217;80 e &#8217;90, con tutte le perdite e sullo schema del viaggio di ritorno di Ulisse, che non ritrova pi\u00f9 la sua Itaca, o meglio la ritrova ma non la riconosce perch\u00e9 \u00e8 degradata, \u00e8 devastata, soggiogata e dominata dai proci, gli uomini del potere politico mafioso, con tutti i disastri che ne sono susseguiti.<br><br><em>Giulia Mozzato, per MaremossoMagazine &#8211; La Feltrinelli<br>17 febbraio 2023 <\/em><br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"519\" class=\"wp-image-2933\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Consolo-poeta.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Consolo-poeta.jpg 675w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2023\/02\/Consolo-poeta-300x195.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br>Consolo poeta. foto di Giovanna Borgese <br><\/p>\n\n\n\n<p><br><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 18 febbraio 1933 ricorre la nascita di questo autore centrale nella storia della letteratura italiana del Novecento. Attraverso le sue stesse parole ne ripercorriamo la biografia e il senso della sua opera. Un articolo di&nbsp;Giulia Mozzato Vincenzo Consolo&nbsp;\u00e8 stato un autore centrale nella storia letteraria italiana del Novecento. In modo particolare&nbsp;per lo studio sistematico &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2932\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Vincenzo Consolo si racconta: un contributo autobiografico inedito<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,2,144],"tags":[660,622,454,84,453,318,246,23,77,389,578,1382,58,359,358,849,717,661,202,1511,356,1513,760,101,200,376,139,35,19,32,36,355,357,90,185,1512,290,57,1383,1357,260,39,83,154,45,196,29,203,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2932"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2932"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2932\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2938,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2932\/revisions\/2938"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}