{"id":2780,"date":"2022-06-06T07:26:57","date_gmt":"2022-06-06T07:26:57","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2780"},"modified":"2022-07-13T07:51:26","modified_gmt":"2022-07-13T07:51:26","slug":"il-posizionamento-di-consolo-per-unetica-delliperletterario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2780","title":{"rendered":"Il posizionamento di Consolo: per un\u2019etica dell\u2019iperletterario"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"669\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Vincenzo-Consolo-1976--1024x669.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1788\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Vincenzo-Consolo-1976--1024x669.jpeg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Vincenzo-Consolo-1976--300x196.jpeg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Vincenzo-Consolo-1976--768x502.jpeg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/01\/Vincenzo-Consolo-1976-.jpeg 1101w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption>foto Giovanna Borgese<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p><strong>Daniel Raffini <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In una recensione del 5 maggio 1985 pubblicata su \u00abIl Messaggero\u00bb alla favola teatrale <em>Lunaria <\/em>di Vin\u00adcenzo Consolo il poeta Giovanni Raboni scriveva: <br>Ci\u00f2 che il testo, nella realt\u00e0 delle sue risultan\u00adze espressive, lascia affiorare, \u00e8 piuttosto un\u2019i\u00adperletterariet\u00e0 elusiva, elegante e malinconica, una stravaganza capace di conciliare liricit\u00e0 ed erudizione, un\u2019ossessione verbale alleviata da una sorta di pietas ironico-illuministica1<\/p>\n\n\n\n<p>1 G. Raboni, <em>E nevic\u00f2 con cocci\nlucenti di luna<\/em>, \u00abIl Messaggero\u00bb, 5 maggio 1985, p. 5. . <\/p>\n\n\n\n<p>Nel giro di una frase Raboni riesce a condensare alcune delle caratteristiche salienti della scrittura consoliana. Per iperletterariet\u00e0 in questo contesto si intende una scrittura che si configura come spic\u00adcatamente letteraria. Tale risultato \u00e8 raggiunto da Consolo principalmente attraverso due vie: da una parte una scelta linguistica caratterizzata dal plurilin\u00adguismo, volta al recupero della ricchezza della lingua a livello geografico, temporale e diastratico; dall\u2019altra c\u2019\u00e8 l\u2019ipertestualit\u00e0, definita da G\u00e9rard Genette come \u00abogni relazione che unisca un testo B (che chiamer\u00f2 <em>ipertesto<\/em>) a un testo anteriore A (che chiamer\u00f2, natu\u00adralmente, <em>ipotesto<\/em>)\u00bb2<br><br>2 <em>G. Genette, Palinsesti. La letteratura di secondo grado, Einaudi, Torino, <\/em><br><br>1997, pp. 7-8. . Nelle sue pagine Consolo riesce a incastonare tutta, o quasi, la tradizione letteraria: vi ritracciamo Omero, Dante, Eliot, Leopardi, Manzoni \u2013 l\u2019elenco sarebbe davvero lungo. La pagina di Consolo \u00e8 un distillato di letteratura: lo scrittore seleziona dal\u00adle pagine degli altri scrittori e dalla storia linguistica ci\u00f2 che gli sembra utile o degno di essere salvato e lo 4 passa attraverso un filtro che ci restituisce una scrit\u00adtura pura, che a tratti si fa eterea, nella sua smania di nominare le cose e nella sua difficolt\u00e0 di farlo. <\/p>\n\n\n\n<p>I tre aggettivi scelti da\nRaboni per definire l\u2019iperlet\u00adterariet\u00e0 consoliana appaiono quanto mai esatti:\nessa \u00e8 elusiva, i rimandi alla tradizione infatti si inseriscono all\u2019interno di\nun contesto in cui i riferimenti si confon\u00addono, si amalgamano con la\nscrittura, diventano allu\u00adsione, tonalit\u00e0 di un racconto; \u00e8 elegante, perch\u00e9\nspes\u00adso sceglie i registri alti della comunicazione e anche quando vira verso\nquelli pi\u00f9 bassi (come il dialetto o il gergo), riesce a conferirgli un\u2019aura di\nparticolare ricer\u00adcatezza; infine, l\u2019iperletterariet\u00e0 di Consolo \u00e8 malinco\u00adnica,\nperch\u00e9 fa riferimento a qualcosa di perduto, che sia il distacco dalla terra\nnatale, la fine del mondo con\u00adtadino, il livellamento operato dalla lingua dei\nmedia. <\/p>\n\n\n\n<p>La letteratura di Consolo \u00e8\nuna letteratura dal li\u00admite, ci regala lo sguardo sulla cosa un secondo prima\nche essa decada nel non essere. \u00c8 proprio questa ma\u00adlinconia ci\u00f2 che collega\nl\u2019iperletterariet\u00e0 all\u2019altro ele\u00admento centrale, e apparentemente discordante,\ndella scrittura di Vincenzo Consolo: l\u2019etica, la compromis\u00adsione costante della\nscrittura con il contemporaneo e dunque l\u2019impegno. Consolo affida ai suoi\nromanzi una funzione \u201cmetaforica\u201d: parlare della storia per parlare del\npresente. In realt\u00e0 c\u2019\u00e8 pi\u00f9 di questo: attraverso il racconto degli eventi del\npassato Consolo scandaglia i mali imperituri della storia, la sopraffazione\ndell\u2019uo\u00admo sull\u2019uomo, il dolore e la tentazione dell\u2019annienta\u00admento. \u00abLa storia\n\u00e8 sempre uguale\u00bb3<\/p>\n\n\n\n<p>3 V. Consolo, <em>Lo spasimo di Palermo<\/em>, Mondadori, Milano, 2013, p. 5. ,<br><br> scrive Consolo nella prima pagina de <em>Lo spasimo di Palermo<\/em>, roman\u00adzo che fin dal titolo ci fa percepire lo strazio e che in epigrafe riporta significativamente una battuta di Prometeo dal <em>Prometeo incatenato <\/em>di Eschilo: \u00abIl rac\u00adconto \u00e8 dolore, ma anche il silenzio \u00e8 dolore\u00bb. La lette\u00adratura di Consolo si fa carico di questo dolore, decide di rompere la barriera del silenzio per cercare una via di comunicazione che interrompa il male. <\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019intervista rilasciata a\nIrene Romera Pintor, Vincenzo Consolo ha parlato in questi termini delle\nragioni profonde delle sue scelte narrative: <\/p>\n\n\n\n<p>Credo di avere\nun progetto letterario che per\u00adseguo da parecchi anni. Consiste nel cercare di\nraccontare quelli che sono i momenti critici della nostra storia: momenti\ncritici in cui c\u2019\u00e8 stato uno scacco, una sconfitta, un\u2019offesa dell\u2019uomo.4 <\/p>\n\n\n\n<p>4 V. Consolo, <em>Autobiografia della\nlingua. Conversazione con Irene Romera Pintor<\/em>, Ogni uomo \u00e8 tutti gli\nuomini, Bologna, 2016, p. 13. <\/p>\n\n\n\n<p>In un\u2019altra intervista,  Consolo lega tale scelta al conferimento di una funzione alta ed etica alla letteratura: <\/p>\n\n\n\n<p>Io credo che la letteratura debba [\u2026] impor\u00adsi appunto come contro-storia, come qualcosa di diverso rispetto alla cronaca ufficiale. In ogni epoca sono sempre esistite e continueranno ad esistere, oggi pi\u00f9 che mai, le zone anonime della marginalit\u00e0, le sacche di maggior dolore, umilia\u00adzione e sfruttamento (isolate ed estranee al flus\u00adso principale della storia). Supremo compito del\u00adla letteratura \u00e8 proprio quello di rappresentare e dar voce a questo perenne ghetto di esistenze. <\/p>\n\n\n\n<p>In questa propensione verso\ngli offesi e gli sconfitti c\u2019\u00e8 la valenza etica della scrittura consoliana.\nAncora nell\u2019intervista rilasciata a Irene Romera Pintor, parlan\u00addo del suo\nsguardo sul Risorgimento siciliano espres\u00adso nel romanzo <em>Il sorriso\ndell\u2019ignoto marinaio<\/em>, Consolo affermava di aver narrato \u00abcon gli occhi\ndegli emargi\u00adnati, dei contadini, autori di una rivolta popolare e di una\nstrage, e poi condannati e fucilati\u00bb (p. 13). <em>Il sorriso dell\u2019ignoto\nmarinaio <\/em>racconta, tra le altre cose, la rivol\u00adta contadina di Alcara Li\nFusi, terminata tragicamente con l\u2019uccisione dei ricchi del paese e con una\nserie di altri crimini, che saranno poi condannati all\u2019arrivo del\u00adle truppe\ngaribaldine. Da questa scelta notiamo come lo sguardo di Consolo sia pi\u00f9\ncomplesso di quanto po\u00adtrebbe sembrare: non \u00e8 una difesa delle vittime, ma una\ncondanna della storia, in cui meccanismi millenari di sopraffazione determinano\nun circolo vizioso di vio\u00adlenza e dolore. In una delle pagine finali del\nromanzo, il barone Mandralisca si fa portatore di quello che pos\u00adsiamo\nconsiderare il pensiero dell\u2019autore: \u00abE cos\u2019\u00e8 stata la Storia sin qui, egregio\namico? una scrittura continua di privilegiati\u00bb6<\/p>\n\n\n\n<p>6 V. Consolo, <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>, Milano, Mondadori, 1987, p. 88. .<br><br> La scrittura di Consolo, allora, cerca di ridare voce a chi ne \u00e8 stato privato. Il codice linguistico pare per\u00f2 inappropriato a questa restituzione, perch\u00e9 costruito dagli oppressori a loro uso e vantaggio. La <\/p>\n\n\n\n<p>5 riflessione \u00e8\nancora veicolata dal personaggio di Man\u00addralisca: \u00abEd \u00e8 impostura sempre la\nscrittura di noi co\u00adsiddetti illuminati, maggiore forse di quella degli ottusi\ne oscurati da\u2019 privilegi loro e passion di casta\u00bb7 7 <em>Ibidem<\/em>. . <\/p>\n\n\n\n<p>Si nota insomma come la\nquestione della lingua non sia per Consolo un fatto neutro; ma viene comun\u00adque\nda chiedersi come si concili la scelta di una lingua iperletteraria con\nl\u2019impegno professato dallo scrit\u00adtore. A spiegarcelo \u00e8 Consolo stesso,\nnell\u2019intervista a Irene Romera Pintor (pp. 8-11). La scelta linguistica di\nConsolo pare connotata storicamente, \u00e8 il risultato dell\u2019epoca: scrittori come\nSciascia, Moravia e Calvino \u2013 appartenenti a una generazione precedente, quella\nche aveva vissuto direttamente il fascismo e la guerra \u2013 scelgono \u00abuno stile di\ntipo razionalistico, di assoluta comunicazione [\u2026] uno stile alla maniera\nilluministica di stile francese\u00bb. Consolo si colloca cronologicamen\u00adte e\nidealmente dopo di loro, quando \u00abla speranza nei confronti di una nuova societ\u00e0\nche si sarebbe dovuta formare, di un nuovo assetto politico e di un maggiore\nequilibrio sociale, [\u2026] era caduta\u00bb a causa dell\u2019instau\u00adrarsi \u00abdi un potere\npolitico che replicava esattamente quello che era crollato\u00bb. La scelta\nstilistica di Consolo, dunque, non \u00e8 pi\u00f9 \u00abnel segno della speranza\u00bb, ma \u00e8 \u00abnel\nsegno dell\u2019opposizione\u00bb e rappresenta \u00abla rottura con il comune codice\nlinguistico, con l\u2019adozione di un altro codice che rappresentasse anche le\nperiferie della societ\u00e0\u00bb. Le motivazioni della scelta linguistica di Con\u00adsolo\nnon sono \u00absolo di tipo estetico\u00bb, ma anche \u00abdi tipo etico e politico\u00bb. \u00abIl\ngrande deposito linguistico\u00bb lascia\u00adto in Sicilia dallo stratificarsi di popoli\ndiversi \u00e8 cos\u00ec di\u00adventato il primo repertorio della scrittura di Consolo, uno\nstile di opposizione, contro l\u2019appiattimento della lingua della comunicazione,\nche rappresentava un im\u00adportante ingranaggio di quella macchina di integrazio\u00adne\ne asservimento che negli stessi anni Pasolini andava descrivendo, con concetti\ne parole assai simili a quelli consoliani. La consonanza con Pasolini si nota,\nd\u2019al\u00adtronde, anche nell\u2019insistenza sul concetto di mutazione antropologica, sul\nracconto della fine del mondo con\u00adtadino sopraffatto dalla nuova realt\u00e0\nindustriale, che \u00e8 una delle fonti di quella malinconia che pervade la\nscrittura consoliana. La perdita delle radici, la cancella\u00adzione del passato,\nche sia storico o linguistico, \u00e8 ci\u00f2 che angoscia maggiormente Consolo. Se il\nmutamento non si pu\u00f2 fermare, tuttavia ci si deve sforzare per conser\u00advare la\nmemoria di ci\u00f2 che era prima: <\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"720\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_3187-720x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2150\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_3187-720x1024.jpg 720w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_3187-211x300.jpg 211w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_3187-768x1093.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_3187-1080x1536.jpg 1080w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_3187-1439x2048.jpg 1439w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/01\/IMG_3187-scaled.jpg 1799w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Credo che sia proprio questo\nil dovere della let\u00adteratura, il dovere della memoria. Non perdere il contatto\ncon le nostre matrici linguistiche, che era\u00adno anche matrici etiche, matrici\nculturali profonde. Perdere questo contatto significa perdere identit\u00e0 e\nperdere anche la funzione della letteratura stessa, perch\u00e9 la letteratura \u00e8\nmemoria e soprattutto me\u00admoria linguistica. (<em>Autobiografia della lingua<\/em>,\np. 12) <\/p>\n\n\n\n<p>La trasmissione della memoria, fine ultimo della scrittura, che in essa trova il suo valore etico, non vuol dire per Consolo solamente raccontare i fatti del passato, ma vuol dire anche inglobare all\u2019inter\u00adno dell\u2019opera la tradizione linguistica e letteraria, in protesta contro il livellamento della lingua italiana sul linguaggio dei media e la perdita dei valori che l\u2019arte ha saputo esprimere nel corso dei secoli. Per questo possiamo affermare che l\u2019iperletterariet\u00e0 in Consolo \u00e8 prima di tutto una missione etica, uno strumento per incidere sul presente, una voce di protesta. Consolo \u00e8 insomma uno di coloro che me\u00adglio hanno saputo inserirsi nell\u2019etichetta di \u201cscrit\u00adtore impegnato\u201d, riuscendo a rendere pienamente onore a entrambi i termini del sintagma. 6<br><br> <em>Giugno 2022 Editora Comunit\u00e0 Rio de Janeiro \u2013 Brasil<\/em> <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Daniel Raffini In una recensione del 5 maggio 1985 pubblicata su \u00abIl Messaggero\u00bb alla favola teatrale Lunaria di Vin\u00adcenzo Consolo il poeta Giovanni Raboni scriveva: Ci\u00f2 che il testo, nella realt\u00e0 delle sue risultan\u00adze espressive, lascia affiorare, \u00e8 piuttosto un\u2019i\u00adperletterariet\u00e0 elusiva, elegante e malinconica, una stravaganza capace di conciliare liricit\u00e0 ed erudizione, un\u2019ossessione verbale alleviata &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2780\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Il posizionamento di Consolo: per un\u2019etica dell\u2019iperletterario<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,4],"tags":[852,660,318,23,77,595,598,368,1332,24,423,117,204,17,703,600,855,200,208,376,139,32,707,57,881,37,20,38,83,154,1331,110,459,839,562,196,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2780"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2780"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2780\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2781,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2780\/revisions\/2781"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2780"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2780"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2780"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}