{"id":2657,"date":"2003-06-19T10:52:12","date_gmt":"2003-06-19T10:52:12","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2657"},"modified":"2023-05-17T05:56:21","modified_gmt":"2023-05-17T05:56:21","slug":"2657","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2657","title":{"rendered":"Incontri (Storie di cause celebri) Mostra fotografica di Giovanna Borgese"},"content":{"rendered":"\n<p>Universit\u00e0 di Messina, 19 giugno 2003<\/p>\n\n\n\n<p>MOSTRA FOTOGRAFICA DI GIOVANNA BORGESE<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1931 il grande scrittore Giuseppe Antonio Borgese emigrava, per ragioni di antifascismo, negli USA. Da l\u00ec inviava al Corriere della sera corrispondenze che, raccolte poi in un volume, presero il titolo di Atlante americano.&nbsp; Dice, in quei suoi articoli-saggi, di Manhattan, la \u201ccitt\u00e0 assoluta\u201d, dell\u2019Empire State Building, il grattacielo dello Stato dell\u2019Impero (inaugurato proprio nel 1931), della trasformazione della lingua inglese nell\u2019americano, in quella lingua ch\u2019egli dice monosillabica, della Provincia, della Frontiera americana\u2026&nbsp; Diceva insomma, Borgese, in quell\u2019Atlante americano, della \u201cprigione\u201d, dell\u2019Incubo ad aria condizionata, come l\u2019ha chiamata Henry Miller, che era, che \u00e8 oggi pi\u00f9 che mai, l\u2019America. <br>Nel 1936, Borgese in America, in inglese, Golia, marcia del fascismo, pubblicato poi in Italia nel 1946. <br>Golia era una delle pi\u00f9 profonde e severe requisitorie contro il fascismo, l\u2019arringa dottissima di un pubblico ministero nel tribunale della storia contro le colpe di un Paese consegnatosi all\u2019orrore della dittatura, contro il Paese dei tribunali speciali, della pena di morte, della denunzia e della condanna degli oppositori, del loro imprigionamento, del loro confino di polizia, e del loro assassinio. <br>\u201cGolia\u201d, scrisse Renato Poggioli \u201c\u00e8 da collocare nella linea italiana del Principe e della Storia di De Sanctis. <br>Oggi qui ho il privilegio di parlare, se pure inadeguatamente, della Mostra fotografica di una lucida storica, attraverso le immagini, di questo nostro Paese; di parlare delle fotografie di Giovanna Borgese. Il grande scrittore era suo nonno. Giovanna ci restituisce immagini della storia italiana appena passata, l\u2019atroce storia che parte dagli anni Settanta e si fa evidente, si rappresenta sul palcoscenico del teatro giudiziario a cavallo degli anni Ottanta.&nbsp; Dal \u201969, e via via dopo, erano state compiute stragi, in questa Italia che sembra immobile, sempre uguale a se stessa, erano stati compiuti omicidi politici, fra cui quello pi\u00f9 tremendo nella sua spettacolarit\u00e0, pi\u00f9 oscuramente emblematico di Aldo Moro; dilagava la corruzione politica, il malaffare, il terrorismo, assassinio di segno nero e rosso, la mafia, la camorra, la \u2018ndrangheta, la devianza dei servizi segreti, dei poteri dello Stato; prendeva potere la finanza criminale, come quella di Sindona, Calvi o di Marcinkus, e la balzachiana setta dei Devorants con il suo Ferragus, che erano la Loggia Massonica P2 e Licio Gelli. <br>Il potere politico democristiano intanto, legato alla o sostenuto dalla criminalit\u00e0, era tetragono, indifferente a ogni nefandezza, continuava a dominare il Paese.&nbsp; E quindi i responsabili, una minima parte dei responsabili dei crimini, delle nefandezze, arrivava in Tribunale, davanti ai giudici.&nbsp; E Giovanna Borgese fotografa questa umanit\u00e0 approdata nei Palazzi di Giustizia.&nbsp; Palazzi che sono quelli di Milano, Torino, Padova, Roma, Cremona, Napoli, Reggio Calabria, Palermo, Bergamo, ecc. <br>Si legge, in queste immagini, l\u2019angoscia e insieme la piet\u00e0 della fotografa nei confronti dell\u2019umanit\u00e0.&nbsp; Ma si legge anche, nelle immagini, repulsione, ironia, acutezza e trepidazione in un luogo come il Tribunale, dove culmina la tumultuante tragedia, si placa, per prendere astratta e definitiva forma giuridica.&nbsp; Ed \u00e8 per questo che le foto, trascendono la cronaca, diventano&nbsp; prezioso documento umani, libro di storia. <br>La storia di quegli anni nostri in cui sembrava \u2013 sembrava allora, come sembra pi\u00f9 che mai oggi, in questa felice tarda primavera del 2003, in un Paese governato da un signore che si chiama Berlusconi \u2013 sembrava, dicevo, che una sorta di malattia morale, di peste fosse dilagata: la peste dell\u2019irrazionalit\u00e0, della disgregazione delle coscienze, della sopraffazione e della violenza.<br>E come in tutte le epidemie, le pesti, si riempivano le fosse di cadaveri, si affollavano i cameroni dei lazzaretti di contagiati. Cos\u00ec, la malattia di quegli anni sovraffollava le carceri di imputati in attesa di giudizio, stipava i gabbioni di vaste palestre adattate ad aule giudiziarie, per celebrare processi di massa. \u00c8 qui dunque, e non forzatamente, che cogliamo la rispondenza fra Golia e queste foto. Nel fatto che G.A. Borgese, il nonno, individui le cause della nascita del fascismo, della Grande Involuzione, pi\u00f9 che in oggettivi fatti storici, nel soggettivo disordine etico, nella malattia spirituale che di tempo in tempo riaffiora nel carattere italiano.&nbsp; Riaffiora quello che Carlo Levi ha chiamato \u201cl\u2019eterno fascismo italiano\u201d. E nel fatto che Giovanna Borgese, la nipote, abbia colto nei lazzaretti, nelle aule dei tribunali, sui corpi e sui volti delle persone i segni della malattia riemersa in quegli anni nel nostro Paese, prefigurazione di quella malattia a contatto della quale oggi noi viviamo. <br>Dicevamo che nei tribunali culmina e si placa la tragedia.&nbsp; Ma da l\u00ec non si pu\u00f2 fare a meno di uscire e ripercorrere le fasi del suo svolgersi, di riandare per le strade delle nostre citt\u00e0 e rivedere i morti ammazzati dai camorristi, dai mafiosi, dai terroristi; i morti per droga; di leggere nelle facce porcine, da faine o da volpi di politici, generali, finanzieri, le ruberie, le corruzioni, le speculazioni, le esportazioni di capitali all\u2019estero: di tutto lo scialo insomma dei potenti che hanno prostato l\u2019economia del nostro paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli imputati, da una parte \u2013 da Liggio, a Cutolo, a Curcio, a Moretti, a Peci, a Negri, a Fioravanti, a Rizzoli, a Tassan Din, a Sindona, a Calvi ( La sua testa chiusa nel cerchio dei berretti dei carabinieri!) \u2026 Gli imputati, da una parte, dall\u2019altra, i giudici \u2013 dal procuratore generale di Milano Corrias, al consigliere di Cassazione Scopelliti (che sar\u00e0 ucciso dalla ?ndrangheta), ai magistrati della Suprema Corte di Cassazione (che sembrano creati dalla fantasia di Daumier), agli allora giovanissimi giudici istruttori Turone e Colombo. Tutti insomma, i grandi e piccoli sacerdoti della giustizia. Fenomeno metafisico, la Giustizia, come la religione, come l\u2019arte. Partecipano, tutti e tre, del mistero della creazione.&nbsp; Nella Giustizia, il momento creativo \u00e8 quello della sentenza.&nbsp; Quando il giudice legge la frase di rito: \u201cIn nome del popolo italiano\u2026\u201d, \u00e8 allora che crea la verit\u00e0 giuridica.&nbsp; L\u2019altra verit\u00e0, quella storica, da quel momento non esiste pi\u00f9, non ha pi\u00f9 valore. Cos\u00ec i giudici, investiti di questo terribile potere, tendono a formare un corpo separato dal resto della societ\u00e0, a far parte di una casta che sembra procedere su un altro piano, parallelo a quello storico.&nbsp; Com\u2019\u00e8 di certi ecclesiastici, di certi artisti.&nbsp; Sta alla volont\u00e0 di ognuno di loro di non perdere il contatto con l\u2019altro piano, di fare continue incursioni nella storia.&nbsp; Si pensi alla vicenda umana di uno scrittore come Kafka, ridottosi in un deserto di vita, nel labirinto dei cunicoli d\u2019una tana per dedicarsi unicamente alla trasformazione della vita in scrittura. <br>E proprio lui, Kafka, ha avvertito come nessuno la metafisicit\u00e0 della giustizia, ha sentito come la vita umana non \u00e8 che un intervallo tra un\u2019oscura imputazione e l\u2019attesa di una sentenza. Nei giudici fotografati dalla Borgese si legge la metafisica e la storia.&nbsp; La prima, negli alti magistrati acconciati nei loro paramenti rituali, \u201coggettivamente ritratti\u201d, come avrebbe fatto il pittore Titorelli del Processo di Kafka, o come soggettivamente li avrebbe visti, al pari dei cardinali, Francis Bacon.&nbsp; La seconda, la storia vale a dire, Giovanna Borgese la legge nei giovani pretori e nei giudici istruttori, disarmati e disarmanti, ancora \u201csporchi\u201d di vita, solitari e dibattuti nella difficolt\u00e0 d\u2019essere \u201c \u201cinsieme umani e fuori dall\u2019umano\u201d. Abbiamo detto degli imputati e dei giudici.&nbsp; Dimenticavamo le terze persone del dramma: i parenti delle vittime, il pubblico, i testimoni.&nbsp; E, fra questi non si possono dimenticare le facce dei grandi del potere politico e di quello finanziario: Agnelli, Bonomi, Mandelli, Spada, Andreotti, Donat Cattin, Emilio Colombo\u2026&nbsp; Colpevoli e innocenti, puniti e impuniti.&nbsp; Nella storia giudiziaria di questo paese, si sa, molto spesso le colonne dell\u2019infamia sono state issate solo per i deboli, solo per gli innocenti. E le leggi che oggi si votano nel nostro Parlamento sono solo a favore di un grande imputato e dei suoi coimputati, dei cittadini pi\u00f9 uguali davanti alla legge, vale a dire cittadini che nessun tribunale di questo paese pu\u00f2 giudicare.<br><br>Vincenzo Consolo<br>Milano 18 giugno 2003<br><br> Giovanna Borgese, Vincenzo Consolo, Caterina Pilenga Consolo. Foto di Corrado Stajano <br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"552\" class=\"wp-image-3049\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2003\/06\/Gio-Vincenzo-e-Caterina.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2003\/06\/Gio-Vincenzo-e-Caterina.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2003\/06\/Gio-Vincenzo-e-Caterina-300x207.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2003\/06\/Gio-Vincenzo-e-Caterina-768x530.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"734\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20220405_0001-734x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2658\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/04\/IMG_20220405_0001-734x1024.jpg 734w, 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