{"id":2502,"date":"1983-01-27T10:34:00","date_gmt":"1983-01-27T10:34:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2502"},"modified":"2022-01-27T12:13:04","modified_gmt":"2022-01-27T12:13:04","slug":"lignoto-marinaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2502","title":{"rendered":"L&#8217;ignoto marinaio"},"content":{"rendered":"\n<p>Non c\u2019\u00e8\nturista che viaggiando per la Sicilia \u2013 minimo che sia il suo interesse alle\ncose dell\u2019arte \u2013 tra Palermo e Messina non si senta obbligato o desideroso di\nfermarsi a Cefal\u00f9: e dopo averne ammirato il Duomo e sostato nella piazza\nluminosa che lo inquadra, non imbocchi la stradetta di fronte e a destra per\nvisitare, fatti pochi passi, il Museo di Mandralisca. Dove sono tante cose \u2013\nlibri, conchiglie e quadri \u2013 legati, per testamento del barone Enrico\nMandralisca di Pirajno, al Comune di Cefal\u00f9: ma soprattutto vi \u00e8,\nsplendidamente isolato, folgorante, quel ritratto virile che, tra quelli di\nAntonello da Messina che conosciamo, \u00e8 forse il pi\u00f9 vigoroso e certamente il\npi\u00f9 misterioso e inquietante.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019un piccolo\ndipinto ad olio su tavola (misura 30 centimetri per 25), non firmato e non\nsicuramente databile (si presume sia stato eseguito intorno al 1470). Fu\nacquistato a Lipari, nella prima met\u00e0 del secolo scorso, dal barone\nMandralisca: e glielo vendette un farmacista che se lo teneva in bottega, e con\neffetti \u2013 \u00e8 leggenda, ma del tutto verosimile \u2013 che potevano anch\u2019essere\nfatali: per il ritratto, per noi che tanto lo amiamo. Pare che, turbata da\nquello sguardo fisso, persecutorio, ironico e beffardo, la figlia del\nfarmacista l\u2019abbia un giorno furiosamente sfregiato. La leggenda pu\u00f2 essere\nvera, lo sfregio c\u2019\u00e8 di certo: ed \u00e8 stato per due volte accettabilmente\nrestaurato.<br>\nLo sfregio \u2013 e ce lo insegna tanta letteratura napoletana, e soprattutto quel\ngrande poeta che \u00e8 Salvatore Di Giacomo \u2013 \u00e8 un atto di esasperazione e di\nrivolta connaturato all\u2019amore; ed \u00e8 anche come un rito, violento e sanguinoso,\nper cui un rapporto d\u2019amore assume uno stigma definitivo, un definitivo segno\ndi possesso: e chi lo ha inferto non \u00e8 meno <a>\u00ab<\/a>posseduto<a>\u00bb<\/a> di chi lo ha subito. La ragazza che ha sfregiato il\nritratto di Antonello \u00e8 possibile dunque si sia ribellata per amore, abbia\nvoluto iscrivere un suo segno di possesso su quel volto ironico e beffardo. A\nmeno che non si sia semplicemente ribellata \u2013 stupita \u2013 all\u2019intelligenza da cui\nsi sentiva scrutata ed irrisa.<\/p>\n\n\n\n<p>Proveniente\ndall\u2019isola di Lipari, quasi che in un\u2019isola soltanto ci fossero dei marinai,\nall\u2019ignoto del ritratto fu data qualifica di marinaio: <a>\u00ab<\/a>ritratto\ndell\u2019ignoto marinaio\u00bb. Ma altre ipotesi furono avanzate: che doveva essere un barone,\ne comunque un personaggio facoltoso, poich\u00e9 era ancora lontano il tempo dei\ntemi <a>\u00abdi genere\u00bb <\/a>(il che non esclude fosse un\nmarinaio facoltoso: armatore e capitano di vascello); o che si trattasse di un\nautoritratto, lasciato ai familiari in Sicilia al momento della partenza per il\nNord. Ipotesi, questa, ricca di suggestione: perch\u00e9, se da quando esiste la\nfotografia i siciliani usano prima di emigrare farsi fotografare e consegnare\nai familiari che restano l\u2019immagine di come sono al momento di lasciarli,\nAntonello non pu\u00f2 aver sentito un impulso simile e, sommamente portato al\nritratto com\u2019era, farsene da s\u00e9 uno e lasciarlo?<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque,\nuna tradizione si \u00e8 stabilita a denominare il ritratto come dell\u2019ignoto\nmarinaio: e da questa denominazione, a inventarne la ragione e il senso, muove\nil racconto di Vincenzo Consolo che s\u2019intitola <em>Il sorriso dell\u2019ignoto\nmarinaio<\/em>. Ma la ragione e il senso del racconto non stanno nella felice\nfantasia filologica e fisionomica da cui prende avvio e che come una frase\nmusicale, pi\u00f9 o meno in sottofondo, ritorna e svaria. La vera ragione, il senso\nprofondo del racconto, direi che stanno \u2013 a volerli approssimativamente\nchiudere in una formula \u2013 nella ricerca di un riscatto a una cultura, quale\nquella siciliana, splendidamente isolata nelle sovrastrutture, nei vertici:\ncos\u00ec come quelle cime di montagne, nitide nell\u2019azzurro, splendide di sole, che\ndominano paesaggi di nebbia.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma prima di\nparlare del libro, qualcosa bisogna dire del suo autore. Siciliano di\nSant\u2019Agata Militello, paese a met\u00e0 strada tra Palermo e Messina (sul mare,\nLipari di fronte, i monti Peloritani alle spalle), Consolo \u2013 tranne gli anni\ndell\u2019universit\u00e0 e quelli del recente trasferimento, passati a Milano \u2013 \u00e8\nvissuto nel suo paese e muovendosi, per conoscerli profondamente nella vita,\nnel modo di essere, nel dialetto, nei paesi a monte del suo, nell\u2019interno: che\nsono paesi lombardi, della \u00abLombardia siciliana\u00bb di Vittorini \u2013 sorti cio\u00e8\ndalle antiche migrazioni di popolazioni dette genericamente lombarde. Solo che\nConsolo, a misura di come li conosce, oltre che per temperamento e formazione,\n\u00e8 ben lontano dal mitizzarli e favoleggiarne, come invece Vittorini in <em>Conversazione\nin Sicilia<\/em> e pi\u00f9 \u2013 non conclusa apoteosi \u2013 ne <em>Le citt\u00e0 del mondo<\/em>.\nQuel che pi\u00f9 attrae Consolo \u00e8, di questi paesi, forse l\u2019impasto dialettale, la\nfonda espressivit\u00e0 che \u00e8 propria alle aree linguistiche ristrette, le lunghe e\nfolte e intricate radici di uno sparuto rameggiare. Perch\u00e9 Consolo \u00e8 scrittore\nche s\u2019appartiene alla linea di Gadda (sempre tenendo presente che un Verga e un\nBrancati non sono lontani): ma naturalmente, non per quel volontaristico arteficiato\ngaddismo \u2013 che peraltro ambisce a riconoscersi pi\u00f9 in Joyce che in Gadda \u2013 che\nha prodotto in Italia (e forse, senza Gadda, anche altrove) libri senza lettori\ne testi, proprio dal punto linguistico, di assoluta gratuit\u00e0 e improbabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Altro elemento\nda tenere in conto, \u00e8 quella specie di esitante sodalizio che Consolo ha\nintrattenuto per anni con Lucio Piccolo. E qui bisognerebbe parlare di questo\nstraordinario e poco conosciuto poeta siciliano: ma rimandiamo il lettore ad\naltro nostro scritto, pubblicato nel volume <em>La corda pazza<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto, in come \u00e8 Consolo e in com\u2019era Piccolo, li destinava a respingersi reciprocamente l\u2019et\u00e0, l\u2019estrazione sociale, la rabbia civile dell\u2019uno e la suprema indifferenza dell\u2019altro; eppure si era stabilita tra loro una inconfessata simpatia, una solidariet\u00e0 apparentemente svagata ma in effetti attenta e premurosa, una bizzarra e bizzosa affezione. Il fatto \u00e8 che tra loro c\u2019era una segreta, sottile affinit\u00e0: la sconfinata facolt\u00e0 visionaria di entrambi, la capacit\u00e0 di fare esplodere, attraverso lo strumento linguistico, ogni dato della realt\u00e0 in fantasia. Che poi lo strumento avesse la peculiarit\u00e0 della classe cui ciascuno apparteneva \u2013 di <a>\u00abdegnificazione\u00bb <\/a>per Piccolo, di \u00abindegnificazione\u00bb per Consolo \u2013 non toglie che si trovassero, ai due estremi del barocco, vicini. (Il termine \u00abdegnificazione\u00bb lo si usa qui nel senso di Pedro Salinas quando parla di Jorge Guill\u00e9n: e quindi anche il suo opposto, \u00abindegnificazione\u00bb).<br> Il primo libro di Consolo, <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>, pubblicato nel 1963 e ora ristampato da Einaudi, non ricordo abbia suscitato allora attenzione n\u00e9 ho seguito quel che ora, dopo <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>, ne hanno detto i critici: probabilmente, chi allora l\u2019ha letto ha avuto qualche perplessit\u00e0 a classificarlo tra i neorealisti in via d\u2019estinzione; e chi l\u2019ha letto ora, difficilmente riuscir\u00e0 a trattarlo come un libro scritto <em>prima<\/em>. Il che \u00e8 ingiusto, ma tutto sommato meglio che l\u2019intrupparlo tra i neorealisti.<br> Tra il primo e il secondo son corsi bel tredici anni (e speriamo non ci faccia aspettare tanto per il terzo): ma c\u2019\u00e8 tra l\u2019uno e l\u2019altro un preciso, continuo, coerente rapporto; un processo di sviluppo e di arricchimento che \u00e8 arrivato alla piena, consapevolmente piene, padronanza del mezzo espressivo (e dunque del mondo da esprimere).<br> Anni, dunque, passati non invano, ma intensamente e fervidamente: a pensare questo libro, a scriverlo, a costruirlo; in margine, si capisce, ad altro lavoro, anche giornalistico (di cui restano memorabili cose: non ultimi gli scritti sul <em>Gattopardo<\/em> e su Lucio Piccolo).<br> A costruire questo libro, si \u00e8 detto. E lo ribadisco polemicamente, per aver sentito qualcuno dire, negativamente, che \u00e8 un libro <em>costruito<\/em>. Certo che lo \u00e8: ed \u00e8 impensabile i buoni libri non lo siano (senza dire dei grandi), come \u00e8 impensabile non lo sia una casa. L\u2019<em>abitabilit\u00e0<\/em> di un libro dipende da questo semplice e indispensabile fatto: che sia costruito e \u2013 appunto \u2013 a regola di <em>abitabilit\u00e0<\/em>. I libri <em>inabitabili<\/em>, cio\u00e8 i libri senza lettori, sono quelli non costruiti; e oggi sono proprio tanti.<br> Un libro ben costruito, dunque, questo di Consolo: con dei fatti dentro che sono per il protagonista <a>\u00abcose viste\u00bb<\/a>, e \u00abcose viste\u00bb che quasi naturalmente assumono qualit\u00e0, taglio e luce di pittura ma che non si fermano l\u00ec, alla pittura: provocano un interno sommovimento, in colui che <em>vede<\/em>, una inquietudine, un travaglio; sicch\u00e9 infine Enrico Pirajno, barone di Mandralisca, descrittore e classificatore di molluschi terrestri e fluviali, si ritrova dalla parte dei contadini che hanno massacrato i baroni come lui. E facilmente viene da pensare \u2013 almeno a me che so del rapporto che legava Consolo al barone Lucio Piccolo di Calanovella, che ho letto tutto ci\u00f2 che Consolo ha scritto di questo difficile e affascinante rapporto \u2013 che nel personaggio del barone di Mandralisca lo scrittore abbia messo quel che mancava all\u2019altro barone da lui conosciuto e frequentato, a quell\u2019uomo che aveva \u00abletto tutti i libri\u00bb e soltanto due, esilissimi e preziosi, ne ha scritti di versi: la coscienza della realt\u00e0 siciliana. Il dolore e la rabbia di una condizione umana tra le pi\u00f9 immobili che si conoscano.<br> &nbsp;\u00abTel qu\u2019en Lui-m\u00eame enfin l\u2019\u00e9ternit\u00e9 le change\u00bb.<br> <br><strong><em> Leonardo Sciascia<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p> <em>brano tratto da &#8220;Cruciverba&#8221; einaudiana collana \u201cGli struzzi\u201d 1983<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"589\" class=\"wp-image-2161\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Sciascia-e-Consolo-3-e1613478794372.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Sciascia-e-Consolo-3-e1613478794372.jpg 700w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Sciascia-e-Consolo-3-e1613478794372-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1315\" class=\"wp-image-2508\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/69b5f85da08d181d48515c6d41e3e0a5_XL-1.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/69b5f85da08d181d48515c6d41e3e0a5_XL-1.jpg 600w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/69b5f85da08d181d48515c6d41e3e0a5_XL-1-183x300.jpg 183w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non c\u2019\u00e8 turista che viaggiando per la Sicilia \u2013 minimo che sia il suo interesse alle cose dell\u2019arte \u2013 tra Palermo e Messina non si senta obbligato o desideroso di fermarsi a Cefal\u00f9: e dopo averne ammirato il Duomo e sostato nella piazza luminosa che lo inquadra, non imbocchi la stradetta di fronte e a &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2502\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">L&#8217;ignoto marinaio<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[144],"tags":[86,336,84,318,246,77,24,58,423,17,202,200,35,32,180,73,99,57,37,85,30,20,38,1109,459,29,18,342],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2502"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2502"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2502\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2510,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2502\/revisions\/2510"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2502"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2502"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2502"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}