{"id":2488,"date":"2011-06-12T17:44:00","date_gmt":"2011-06-12T17:44:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2488"},"modified":"2022-01-23T18:00:59","modified_gmt":"2022-01-23T18:00:59","slug":"amor-sacrocronaca-di-un-romanzo-mai-nato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2488","title":{"rendered":"&#8220;AMOR SACRO&#8221;CRONACA DI UN ROMANZO MAI NATO"},"content":{"rendered":"\n<p> di <em>Sergio Buonadonna<\/em><br>Dopo dieci anni di silenzio Vincenzo Consolo torna al romanzo. Considerato l\u2019erede di Vittorini e Sciascia, ma dai pi\u00f9 accostato a Gadda per la sua scrittura espressiva, il grande narratore siciliano (78 anni, pi\u00f9 di quaranta vissuti a Milano, \u201cil luogo dell\u2019emigrazione come fu per Verga\u201d) si ripropone con una metafora storico-sociale e una scrittura palinsestica (cio\u00e8 scrittura su altre scritture) come nella sua famosa trilogia: \u201cIl sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u201d tema il Risorgimento, \u201cNottetempo casa per casa\u201d (il fascismo), \u201cLo Spasimo di Palermo\u201d (la contemporaneit\u00e0 fino alle stragi Falcone e Borsellino). Al grande ritorno sta accudendo da anni, ne \u00e8 segno la fitta libreria d\u2019epoca accumulata accanto al suo tavolo da lavoro che domina l\u2019ampio studio carico di volumi, quadri  e disegni tra cui quelli a lui carissimi di Guttuso e Pasolini. Racconta Consolo: \u201cIl titolo di questo romanzo storico, lo dico con molto pudore, \u00e8 Amor Sacro, \u00e8 un processo d\u2019Inquisizione di cui ho trovato i documenti all\u2019Archivio di Madrid: una storia che si svolge in Sicilia. La vicenda riguarda un monaco e quindi Amor sacro direi che \u00e8 appropriato. Ma non voglio aggiungere altro ch\u00e9 sarebbe impudico. Il secolo \u00e8 la fine del Seicento, tempo, luogo e stagione di furori e misteri. Tuttavia non dico come Arbasino: sapesse signora mia la mia vita \u00e8 un romanzo. I miei libri sono sempre storico-metaforici. Spero\u201d. Si parla del passato per dire del presente? \u201cSans doute, come dicono i francesi. Senza dubbio\u201d. Sicch\u00e9 \u2013 pubblicato questo libro tra la fine del 2011 e l\u2019inizio del 2012 \u2013 dovremmo vedere finalmente il Meridiano che raccoglier\u00e0 la tua opera?\u201c Tutta l\u2019opera completa, questo \u00e8 l\u2019accordo con Mondadori anche se devo chiarire che ho atteso a lungo perch\u00e9 il mio contratto iniziale era con Arnoldo Mondadori. Berlusconi \u00e8 arrivato dopo e come si sa io non ho molto piacere di lavorare per il cavaliere. Ma rispetter\u00f2 i patti. Nel Meridiano ci saranno anche i miei scritti giovanili. Giorni fa \u00e8 venuto a trovarmi un professore dell\u2019Universit\u00e0 di Gerona, bravissimo, che sta curando tutti i miei racconti. Il primo risale al 1952\u201d.\u00c8 giusto definire un tuo libro romanzo o narrazione? Ne \u201cLo Spasimo di Palermo\u201d appare infatti il tuo manifesto letterario quando avverti: \u2018il romanzo \u00e8 un genere scaduto, corrotto, impraticabile\u2026\u2019\u201cQuando negli anni Sessanta ho cominciato a scrivere il mio primo libro, ho visto cos\u2019era accaduto nel nostro Paese soprattutto dal punto di vista linguistico, ma anche in campo letterario, politico, civile. C\u2019era stata una forte mutazione, l\u2019esodo dei contadini del sud, la ricerca di una lingua altra che non fosse quell\u2019italiano che \u2013 come dice Leopardi \u2013 aveva l\u2019infinito in s\u00e9. La lingua italiana l\u2019aveva perso, s\u2019era orizzontalizzata perci\u00f2 il mio scrupolo \u00e8 stato reperire dei preziosi giacimenti linguistici che ci sono in Sicilia, dove sono passate tante civilizzazioni, recuperare vocaboli immettendoli nel codice italiano. In Sicilia questi giacimenti linguistici significano greco, latino, spagnolo, arabo, tante parole che riportavo in superficie. Un giorno un dialettologo dell\u2019Universit\u00e0 di Catania mi chiese dove hai preso la parola \u201ccalas\u00eda\u201d perch\u00e9 nei vocabolari siciliani non c\u2019\u00e8? Gli risposi: viene dal greco kal\u00f3s che vuol dire bello. Nella mia zona tra le province di Messina e Palermo, che \u00e8 greco-bizantina si dice che calas\u00eda, che bellezza\u201d. Insisto. Che cosa distingue il romanzo dalla narrazione? \u201c\u00c8 la distinzione che fa Walter Benjamin. Nella tragedia greca c\u2019era l\u2019anghelos, il messaggero che arrivava in scena, si rivolgeva al pubblico della cavea e narrava quello che era successo altrove in un altro momento. Oggi io dico che la cavea \u00e8 vuota, non ci sono pi\u00f9 i lettori. Quindi non sai a chi rivolgerti e perci\u00f2 l\u2019anghelos non appare in scena. Sono i lettori che scelgono l\u2019autore\u201d. Tu in Sicilia avevi scelto Lucio Piccolo e Sciascia. Come si collocano nella tua formazione? \u201cPer me Piccolo e Sciascia erano due riferimenti fondamentali. Quando ho pubblicato \u201cLa ferita dell\u2019aprile\u201d l\u2019ho mandato con una missiva a Leonardo Sciascia e lui mi ha risposto con una bellissima lettera invitandomi ad andarlo a trovare a Caltanissetta. \u00c8 nato un rapporto di amicizia, quando ci incontravamo le nostre conversazioni sulla Sicilia erano davvero intense e avvincenti. Dall\u2019altra parte c\u2019era Lucio Piccolo, che era di Capo d\u2019Orlando, stava nella villa in campagna con il fratello Casimiro, un esoterico, e la sorella Giovanna una botanica, Lucio poeta era cugino di Tomasi di Lampedusa col quale aveva un antagonismo incredibile. Quando andavo da Piccolo lui mi diceva salutami il caro Sciascia e quando andavo da Sciascia, Leonardo mi diceva salutami Piccolo. Poi ho fatto in modo di farli incontrare. Piccolo, che stava quasi sempre chiuso nella sua magione, quando arrivavano ospiti dava il meglio di s\u00e9. Era di una cultura infinita. Anni dopo Sciascia dichiar\u00f2 che i due personaggi che pi\u00f9 l\u2019avevano colpito nella sua vita erano stati Borges e Lucio Piccolo. Poi \u00e8 esploso il fenomeno del Gattopardo. In un\u2019altra circostanza ho saputo che in un alberghetto di campagna vicino al mio paese c\u2019era Salvatore Quasimodo con un\u2019amica che presentava come figlia, sono andato a scovarlo e ho fatto in modo di accompagnarlo per fargli conoscere Lucio Piccolo, ma siccome questi era stato scoperto da Montale, acerrimo nemico di Quasimodo, allora il Nobel, uscendo dalla villa, mi fa: questo piccolo poeta\u201d. Al nord stringi invece intensi rapporti con Pasolini e Calvino. Che cosa succede nella cultura italiana perch\u00e9 oggi sia cos\u00ec difficile trovare dei riferimenti che segnano veramente il tempo e la cultura? \u201cNon voglio essere profeta di sventure ma credo che la letteratura italiana ormai sia al grado zero. Mi arrivano parecchi libri di esordienti. Leggo le prime pagine e rimango allibito dalla banalit\u00e0 della scrittura, delle storie, tutti che guardano il proprio ombelico, la propria infanzia, il papino, la mammina, le vicende personali, familiari, sessuali, non c\u2019\u00e8 uno sguardo nella storia nostra. La societ\u00e0 \u00e8 assente e ci si chiede ma \u2018sta letteratura dov\u2019\u00e8 andata a finire? Negli anni Sessanta, dopo un\u2019infelice esperienza alla Rai, che mi aveva cacciato perch\u00e9 mi ero rifiutato di mandare in onda un\u2019autointervista su Cavour dell\u2019allora direttore generale Italo De Feo (suocero di Emilio Fede), grazie a Calvino sono stato per pi\u00f9 di dieci anni consulente della casa editrice Einaudi. Quando arrivavano i dattiloscritti, io dovevo essere il primo a leggerli, fare la relazione scritta e leggerla alla riunione del famoso mercoled\u00ec. Se io approvavo il libro, passava a Calvino. Quindi se lui l\u2019approvava passava a Natalia Ginzburg per il giudizio conclusivo. Oggi basta andare alla televisione a sculettare o a fare il cantante, si scrive il romanzo e subito diventa best-seller. Questa \u00e8 la letteratura italiana attuale\u201d. La letteratura pu\u00f2 far paura perch\u00e9 non \u00e8 dominabile? \u201cSenz\u2019altro. La letteratura vera non \u00e8 dominabile, se poi invece aspetti l\u2019applauso e il successo sei dominabilissimo. Fai la volont\u00e0 del padrone\u201d. La Sicilia \u00e8 sempre il cuore delle tue storie anche quando  racconti  il male di vivere, in certo modo l\u2019inutilit\u00e0 di stare in Sicilia. \u201cDiceva Verga che non ci si pu\u00f2 mai allontanare dai luoghi della propria memoria. Lui l\u2019ha fatto per parecchio tempo, i cosiddetti romanzi mondani quand\u2019era a Milano, poi c\u2019\u00e8 stata la famosa conversione quando comincia il ciclo del verismo, ma anche Pirandello ha scritto che noi siamo i primi anni della nostra vita, cio\u00e8 che quei segni sono incancellabili\u201d. La distanza ti ha consentito una messa a fuoco migliore della realt\u00e0 siciliana?\u201c Anche questo diceva Verga, e Capuana scriveva che la lontananza serviva a vedere pi\u00f9 obiettivamente il luogo in cui si era nati e vissuti, il luogo della memoria\u201d. E l\u2019infinito presente del nostro tempo che cosa ci sta rubando? \u201cSia la memoria del passato che la visione di quel che pu\u00f2 essere l\u2019immediato futuro. Viviamo in questo infinito presente\u201d. <br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1132\" class=\"wp-image-2489\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/272310362_781256719934707_5062486385157816710_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/272310362_781256719934707_5062486385157816710_n.jpg 1240w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/272310362_781256719934707_5062486385157816710_n-212x300.jpg 212w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/272310362_781256719934707_5062486385157816710_n-724x1024.jpg 724w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/272310362_781256719934707_5062486385157816710_n-768x1086.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/272310362_781256719934707_5062486385157816710_n-1086x1536.jpg 1086w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Sergio BuonadonnaDopo dieci anni di silenzio Vincenzo Consolo torna al romanzo. 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