{"id":2472,"date":"2022-01-15T20:14:58","date_gmt":"2022-01-15T20:14:58","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2472"},"modified":"2022-01-19T20:15:42","modified_gmt":"2022-01-19T20:15:42","slug":"giuseppe-leone-io-e-vincenzo-da-casa-sciascia-ai-viaggi-nellisola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2472","title":{"rendered":"Giuseppe Leone &#8220;Io e Vincenzo da casa Sciascia ai viaggi nell&#8217;Isola&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>\u00abIl volto di un uomo misteriosamente invecchiato di\ncolpo. Questo \u00e8 l\u2019ultimo ricordo di Consolo che conservo nella memoria\u00bb. Il\nfotografo Giuseppe Leone, 85 anni, sta ultimando i preparativi per la mostra che\nha dedicato al celebre scrittore di Sant\u2019Agata di Militello. In occasione del\ndecennale della scomparsa dell\u2019autore di <em>Retablo<\/em>,\nl\u2019universit\u00e0 di Catania rende omaggio alla memoria di Vincenzo Consolo con una\nserie di eventi. La mostra di Giuseppe Leone si inaugurer\u00e0 il 24 gennaio, alle\nore 17.00, nei locali del Centro universitario teatrale di palazzo Sangiuliano\na Catania. Il fotografo ragusano presenter\u00e0 settanta ritratti, molti dei quali\ninediti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quando\nha conosciuto Vincenzo Consolo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abNel 1980, ovviamente in contrada Noce, a casa di\nLeonardo Sciascia a Racalmuto. Dico ovviamente, perch\u00e9 quel luogo raccolto,\nmodesto, lontano da ogni dove, \u00e8 stato per anni l\u2019ambasciata della cultura\nsiciliana. Tutti gli artisti che operavano in Sicilia finivano per incrociare\nil loro cammino con la contrada Noce. Una mattina, mentre conversavo\nplacidamente con Sciascia, giunse un\u2019autovettura con a bordo una signora e un\nuomo. Vidi scendere e avanzare un uomo piccolo di statura. La prima impressione\nfu quella di avere di fronte un funzionario di una qualche casa editrice.\nLeonardo ci present\u00f2 e, nel corso del pranzo, ho avuto il piacere di scoprire\nl\u2019eleganza dell\u2019eloquio di Consolo e la sua grande cultura. Rimanemmo tutti\nincantati dalla sua personalit\u00e0 magnetica\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Come\nsi \u00e8 evoluto il vostro rapporto di collaborazione?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIl primo lavoro nacque da un\u2019intuizione proprio di\nLeonardo Sciascia. Il <em>Sole 24 ore<\/em> gli\naveva conferito l\u2019incarico di curare cinque pubblicazioni dedicate alla\nSicilia. Affid\u00f2 a me e a Vincenzo Consolo il volume sul barocco siciliano. Consolo\nvenne a trovarmi e ci inoltrammo in una lunga perlustrazione tra le citt\u00e0 di\nRagusa, Noto e Palazzolo Acreide. Si instaur\u00f2 subito una grande intesa che\npresto matur\u00f2 in una grande e lunga amicizia. Era un uomo che amava e apprezzava\nla bellezza della vita in ogni sua forma. A dispetto dell\u2019immagine stereotipata\nche si ha di lui, non era affatto un uomo ombroso. Certo, aveva le sue asperit\u00e0\ne quando necessario attaccava a testa bassa, anche ferocemente. Ma era un\nartista autentico. Trovammo subito un\u2019intesa. Lui scrisse <em>\u201cAnarchia equilibrata\u201d<\/em> uno dei testi pi\u00f9 intensi che abbiamo mai\naccompagnato una mia pubblicazione. Nel corso degli anni, il rapporto di\ncollaborazione si intensific\u00f2. Pubblicammo subito dopo un libro dedicato a Cefal\u00f9,\nla citt\u00e0 che fa da naturale fondale a tre dei suoi pi\u00f9 bei romanzi. Devo a lui\nla scoperta di angoli misteriosi di quella citt\u00e0. La stessa cosa avvenne quando\ndecidemmo di pubblicare un libro fotografico dedicato ai Nebrodi, i luoghi dove\nera nato. Anche in quel caso, gli devo la scoperta di feste religiose, spazi\nsacrali, paesini affascinanti. Segu\u00ec poi un libro dedicato a Ortigia e\nSiracusa, citt\u00e0 che lui amava e dove aveva comprato casa. Con lui ho firmato\ndue dei libri pi\u00f9 belli della mia produzione. Il primo, edito da Bompiani,\nancora una volta dedicato al barocco siciliano, grazie al coinvolgimento del\ndirettore editoriale Mario Andreose. Il secondo, decisamente un autentico\ncapolavoro fu \u201cSicilia teatro del mondo\u201d, commissionato dalle edizioni Eri, con\nun suo testo magistrale. Libro che \u00e8 stato ripubblicato dalla casa editrice \u201c<em>Mimesis\u201d<\/em> proprio in occasione del\ndecennale della sua scomparsa. Ma in verit\u00e0, il nostro ultimo lavoro insieme \u00e8\nstata la copertina del suo ultimo libro, pubblicato postumo. La moglie,\nCaterina Pilenga, mi chiam\u00f2 dopo la sua scomparsa per scegliere l\u2019immagine che\ncampeggia in copertina di \u201c<em>Al di qua del\nfaro\u201d<\/em> pubblicato da Mondadori\u00bb.&nbsp; <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ci\nracconta cosa c\u2019\u00e8 di vero della contrapposizione tra Consolo e Bufalino?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abIo li ho fotografati sorridenti e gioviali nella mia\nfoto pi\u00f9 celebre, quella che li ritrae in compagnia di Leonardo Sciascia. Ma\ndiciamo la verit\u00e0, senza infingimenti, tra i due non correva buon sangue. Erano\ndue uomini totalmente diversi, con due modi opposti di intendere il ruolo dello\nscrittore. Senza partigianerie, bisogna riconoscere che Consolo ha incarnato,\ncoraggiosamente e per tutta la vita, la figura dell\u2019intellettuale contro, non \u00e8\nstato mai cortigiano. Una singolarit\u00e0 che ha duramente pagato, anche con la\ncontinua esclusione. Se posso azzardare un confronto, onestamente, bisogna\nriconoscere che il vero erede della scrittura civile e di impegno di Leonardo\nSciascia \u00e8 stato proprio Vincenzo Consolo. Una figura di artista e\nintellettuale contro che in Sicilia non abbiamo pi\u00f9. In questi anni \u00e8 emersa\nuna schiera di narratori che sembra vogliano accontentarsi di intrattenere il\npubblico. Licenziano storie ben confezionate, pronte per essere consegnate alla\nsuccessiva riduzione televisiva. Producono libri gradevoli, materni, avvolgenti.\nMai per\u00f2 un impeto di denuncia civile come osava fare frequentemente Consolo\ndalle pagine dei giornali. Ecco siamo passati da Consolo ai consolatori\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il\nsuo ultimo ricordo?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abPochi mesi prima della sua scomparsa a Ragusa Ibla. Era\nstato invitato dagli studenti della facolt\u00e0 di Lingue. Fu un incontro\nmisterioso. Appariva stanco. Ricordo l\u2019ultimo scatto, guardava fisso l\u2019obiettivo\ncon un\u2019espressione di totale disillusione. Era il volto di un uomo che,\nmisteriosamente, era invecchiato di colpo\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Concetto Prestifilippo<br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1367\" class=\"wp-image-2473\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/271867724_10226142752265517_3751982337124346333_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/271867724_10226142752265517_3751982337124346333_n.jpg 562w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/271867724_10226142752265517_3751982337124346333_n-176x300.jpg 176w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p>La repubblica Sabato, 15 gennaio 2022 ediz. Palermo<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abIl volto di un uomo misteriosamente invecchiato di colpo. Questo \u00e8 l\u2019ultimo ricordo di Consolo che conservo nella memoria\u00bb. Il fotografo Giuseppe Leone, 85 anni, sta ultimando i preparativi per la mostra che ha dedicato al celebre scrittore di Sant\u2019Agata di Militello. 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