{"id":2460,"date":"2022-01-16T11:36:00","date_gmt":"2022-01-16T11:36:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2460"},"modified":"2022-01-18T12:03:17","modified_gmt":"2022-01-18T12:03:17","slug":"lignoto-antigattopardo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2460","title":{"rendered":"L\u2019IGNOTO ANTIGATTOPARDO"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cMese Consolo\u201d, una serie di eventi per celebrare i dieci <br>anni dalla scomparsa dello scrittore Vincenzo Consolo<\/p>\n\n\n\n<p>Sbeffeggiando chi lo accusava di essere anacronistico, con un\nsorriso sardonico, rispondeva che era anche anacreatico. Sono trascorsi dieci\nanni dalla scomparsa di Vincenzo Consolo, uno dei pi\u00f9 grandi scrittori del\nNovecento italiano. Era un gelido pomeriggio milanese del 21 gennaio 2012. L\u2019anniversario\nsar\u00e0 ricordato nel corso di un intenso \u201cMese Consolo\u201d, una serie di eventi curati\nda Ludovica Tortora de Falco, regista nel 2008 del film \u201c<em>L\u2019isola in me, in viaggio con Vincenzo Consolo<\/em>\u201d. Manifestazioni che\nsi snoderanno dalla Sicilia a Milano in collaborazione con la \u201c<em>Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori\u201d. <\/em>Vincenzo\nConsolo, per tutta la vita, ha difeso, custodito, una lingua feriale che non\nesisteva pi\u00f9, conferendo incessantemente asilo alle parole espunte\ndall\u2019imperante linguaggio televisivo plastificato.Ma ad un certo punto della sua carriera \u00e8 come se l\u2019autore di \u201c<em>Retablo<\/em>\u201d avesse avvertito la fatale\nstanchezza della parola. <\/p>\n\n\n\n<p><em>\u201cAborriva il romanzo, questo genere scaduto, corrotto, impraticabile. Se mai ne aveva scritti, erano i suoi in una lingua diversa, dissonante, in una furia verbale ch\u2019era finita in urlo, s\u2019era dissolta nel silenzio\u201d.<\/em> Cos\u00ec scriveva Vincenzo Consolo ne \u201c<em>Lo Spasimo di Palermo<\/em>\u201d (1998). La riflessione maturata tra le pagine del romanzo era affidata al protagonista, Gioacchino Martinez, scrittore di libri difficili, fratti, complessi. Il protagonista, invecchiando, si sentiva uno sconfitto, un vinto verghiano. Si interrogava sul significato, sull\u2019efficacia del suo lavoro, sulla funzione della letteratura. Vincenzo Consolo raccontava spesso del triste finale di partita scelto da Giovanni Verga, l\u2019afasia, il suicidio del narratore. Il grande scrittore catanese, abbandonata Milano, fece ritorno in Sicilia e decise di non scrivere pi\u00f9. Il rimando all\u2019autore de <em>\u201cI Malavoglia<\/em>\u201d, alla sua scelta estrema, Consolo lo aveva affidato al suo duale letterario Martinez. Il silenzio, come gi\u00e0 per l\u2019Empedocle di un altro suo testo, <em>\u201cCatarsi<\/em>\u201d. <br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"1045\" class=\"wp-image-2461\" style=\"width: 700px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/consolo.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Scrittore\neccentrico e irregolare.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Consolo aveva dunque deciso per la progressiva ritrazione. Disubbidienza\ne continua sottrazione che lo avevano sempre caratterizzato. Non aveva mai ceduto\nalle lusinghe dell\u2019esposizione televisiva. Non aveva mai accettato di affollare\n<em>talk-show<\/em>, librerie e classifiche. Le\nscansioni temporali che separano le uscite dei suoi libri non attengono ai continui\nsingulti nevrotici dell\u2019industria letteraria. Consolo era un irregolare, non\nera irreggimentabile, era un eccentrico. Non gli hanno perdonato la sistematica\ndiserzione delle adunate, delle parate. Un conto che ha pagato caro a Milano e\nanche in Sicilia. <em>\u201c\u00c8 siciliano, non\nscrive in italiano. \u00c8 barocco. \u00c8 oscuro. \u00c8 pesante come una cassata. Le sue\nnarrazioni non sono filanti: ma chi si crede di essere, ma come si permette?<\/em>\u201d.&nbsp; Era questo il paradigma declinato dai suoi\ndetrattori. Erano tanti i suoi nemici: cardinali della letteratura italiana, maggiordomi\nuntuosi di consorterie politiche, raccontatori a cottimo delle gazzette di\npalazzo, maestri di inenarrabili gilde e di buie consorterie. Avevano ragione a\ndetestarlo, perch\u00e9 a ognuno di loro aveva dedicato parole di disprezzo\nineguagliabili. Vincenzo Consolo era un impertinente, irriguardoso, sprezzante,\nfiero, severo e inflessibile. \u201c<em>Credo che\nuno scrittore debba essere comunque contro, scomodo. Se un intellettuale non \u00e8\ncritico, diventa cortigiano. \u00c8 stato cos\u00ec per Vittorini, per Pasolini e per\nSciascia, intellettuali contro che il sistema non \u00e8 riuscito a fagocitare,\nassoldare, arruolare, ostentare\u201d.<\/em> Un intellettuale contro, questo \u00e8 stato\nil suo paradigma esistenziale. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Milano\napprodo di ragione. <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Come l\u2019amato Verga, Consolo era approdato a Milano. La citt\u00e0 lombarda era stata per una fitta schiera di scrittori siciliani luogo di speranza, approdo di ragione. &nbsp;La stessa citt\u00e0 che, presto, si trasformer\u00e0 per lui in illusione infranta, amara realt\u00e0. La citt\u00e0 lombarda dell\u2019approdo e la Sicilia disperante sono state il suo cruccio, una Tauride duale. Come lo zio Agrippa di vittoriniana memoria, Consolo continuava a fare la spola tra la Sicilia e Milano. &nbsp;Operava un continuo dettato esplicito di denuncia all\u2019indirizzo di una Sicilia irredimibile e disperante. Non perdevano occasione per rinfacciarglielo i sicilianuzzi dileggiati. Facevano garrire sul pennone pi\u00f9 alto lo stendardo abusato della Trinacria rinfacciandogli la fuga, l\u2019abbandono. Un proclama di palazzo aveva messo al bando i libri di Consolo. Libri bollati come inadeguati, colpevoli di un insopportabile rimando a una Sicilia cupa, operando cos\u00ec l\u2019isolamento e la sconfessione, consolidate pratiche criptomafiose. Il continuo dileggio operato da certa intellettualit\u00e0 isolana \u00e8 stato un vero tormento per Consolo. Non amava le piccole patrie lo scrittore di Sant\u2019Agata di Militello, non firmava manifestini autonomisti, non rivendicava insulse predominanze culturali. <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"515\" class=\"wp-image-2161\" style=\"width: 700px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Sciascia-e-Consolo-3-e1613478794372.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Sciascia-e-Consolo-3-e1613478794372.jpg 700w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/02\/Sciascia-e-Consolo-3-e1613478794372-300x221.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Ignoto\nantigattopardo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La sua \u00e8 stata una letteratura alta, di respiro internazionale. Lo testimoniano i numerosi riconoscimenti, come il \u201c<em>Premio dell\u2019Unione Latina<\/em>\u201d, una sorta di Nobel per gli scrittori di lingua latina. Lauree honoris causa gli sono state conferite dagli atenei pi\u00f9 autorevoli. Riconoscimenti accademici tributati a Parigi, Madrid, Salamanca, Dublino, Amsterdam. Mirabile l\u2019attacco del suo romanzo <em>Retablo <\/em>: &nbsp;\u201c<em>Rosalia. Rosa e lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha r\u00f2so, il mio cervello s\u2019\u00e8 mangiato (\u2026)<\/em>\u201d. Libro che gli varr\u00e0 il \u201c<em>Premio Grinzane Cavour<\/em>\u201d nel 1988. La figura centrale \u00e8 il pittore lombardo, Fabrizio Clerici giunto a Palermo in un vago Settecento. Il libro fu pubblicato dalla casa editrice \u201c<em>Sellerio\u201d<\/em> con una nota introduttiva di Leonardo Sciascia. Scrittura icastica quella consoliana, connaturata da un\u2019intensa immaginazione pittorica. La pittura era la sua seconda grande passione. &nbsp;Esemplari le sue prefazioni di mostre. Inserti, racconti, prove d\u2019autore che lo scrittore traslava, successivamente, nei capitoli dei suoi libri. Raffinata la pittura delle sue ricercatissime copertine, opere di grandi artisti: Antonello da Messina, George de la Tour, Fabrizio Clerici, Ruggero Savinio, Caravaggio, Raffaello. Giungevano sempre dal mare i protagonisti dei romanzi di Consolo. Dal mare giunge il protagonista del suo primo grande successo, \u201c<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u201d<\/em> (1976). Cesare Segre fu il primo a intuire la specificit\u00e0 dell\u2019invenzione linguistica consoliana. Lo studio di Segre era incentrato sull\u2019eccentricit\u00e0 di quel giovane scrittore siciliano che non forniva al lettore nessuna indicazione didascalica. Il lettore attento di Consolo, aveva dunque fatto l\u2019abitudine all\u2019improvviso cambiamento di registro, all\u2019enciclopedismo ipnotico della sua scrittura, alle scansioni ritmiche in battere e levare, ai capovolgimenti di fronte. Era una compitazione musicale da cuntista, quella dello scrittore di Sant\u2019Agata di Militello. Parole antiche che tracciavano l\u2019ordito complesso delle sue pagine. Come accade per i grandi, per i classici, ogni successiva rilettura dei libri di Consolo disvelava una trama invisibile, <em>texture<\/em> impercettibili, un\u2019architettura accennata, una raffinatezza impareggiabile, il recupero di una lingua extraletteraria, financo del dialetto. Il rinvenimento di memorie antiche, forme dialettali \u00e8 stata la sua cifra stilistica controcorrente: \u201c<em>Fin dal mio primo libro ho cominciato a non scrivere in italiano. Ho voluto creare una lingua che esprimesse una ribellione totale alla storia e ai suoi esiti. Ma non \u00e8 dialetto. \u00c8 l\u2019immissione nel codice linguistico nazionale di un materiale che non era registrato, \u00e8 l\u2019innesto di vocaboli che sono stati espulsi e dimenticati<\/em>\u201d. Come ha scritto il critico Massimo Onofri, rileggere i libri di Consolo \u00e8 come entrare a occhi chiusi in una miniera e uscirne, ogni volta, con un\u2019insospettata nuova pietra preziosa. \u201c<em>Il Sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u201d<\/em> \u00e8 stato il libro risolutore, non solo nel senso della rivelazione dell\u2019autore. Un libro che, a distanza di anni, appare quanto mai attuale e urgente. Il protagonista \u00e8 Enrico Pirajno, barone di Mandralisca, un aristocratico siciliano ottocentesco. Vive un\u2019esistenza di ordinaria <em>beaut\u00e9 aristocratique<\/em>, sconvolta dall\u2019incontro con il rivoluzionario Giovanni Interdonato e dalle rivolte dei contadini. Accadimenti che gli imporranno di mettere cultura e ricchezze al servizio della causa risorgimentale. Nell\u2019edizione parziale del romanzo (1975), Corrado Stajano salutava l\u2019opera come: <em>\u201cUn nuovo Gattopardo, ma pi\u00f9 sottile, pi\u00f9 intenso<\/em>\u201d. Il critico Antonio Debenedetti scrisse un articolo dal titolo \u201c<em>L\u2019ignoto Antigattopardo<\/em>\u201d. <br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"476\" class=\"wp-image-2465\" style=\"width: 700px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-11_15-52-51.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-11_15-52-51.jpg 1280w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-11_15-52-51-300x204.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-11_15-52-51-1024x697.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/photo_2022-01-11_15-52-51-768x523.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><br><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2462\" style=\"width: NaNpx;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2022\/01\/Img507.tif\" alt=\"\"><\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il\nsorriso di Consolo il marinaio<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il falso ritratto che di lui si tratteggiava, quello di uno\nscrittore scorbutico e irriverente, non corrispondeva all\u2019immagine privata,\nquella vera. Un uomo che appariva invece solare, ironico, dal sorriso ineffabile,\nquello di un Vincenzo Consolo privato, insospettato, autoironico. Scherzava\nspesso prendendo in giro la radice stessa del suo cognome: <em>\u201cDa quel cognome suo forse di rinnegato, di marrano di Spagna o di Sicilia,\nche significava eredit\u00e0 di ansime, malinconie, rimorsi dentro nelle vene. O\ndall\u2019incrocio, di questo di Giudea o Samaria, con semierranti per venti\nd\u2019invasioni terremoti carestie, d\u2019Arabia, Bisanzio Andalusia\u201d<\/em>. Come accade\nper le grandi invenzioni della letteratura, Vincenzo Consolo, ha anticipato con\ni suoi libri gli avvenimenti della storia di questa nazione infetta. Cos\u00ec come\n\u00e8 accaduto con il romanzo \u201c<em>Nottetempo, casa\nper casa\u201d<\/em> (1992). Il libro, ambientato nei primi anni Venti del Novecento, racconta\ndell\u2019avvento del fascismo. I luoghi del romanzo sono quelli che vanno da Cefal\u00f9\na Palermo. Si narra delle vicende della famiglia Marano. In realt\u00e0 tratteggia l\u2019Italia\ndella fine degli anni Novanta, con l\u2019avvento della destra violenta, l\u2019insorgere\ndi nuove metafisiche, misticismi e sette misteriche. Milano, Cefal\u00f9 e Palermo,\nnella sua personale geografia letteraria compongono l\u2019invisibile triangolo\ndella complessa scenografia linguistica di Consolo. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Odiosamata\nPalermo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Palermo era, dopo Milano, l\u2019altra citt\u00e0-tormento dello\nscrittore siciliano. Come si fa con i grandi amori e le passioni insopprimibili,\nall\u2019odiosamata Palermo, Consolo ha riservato pagine di esaltazione e invettive\nfuribonde. &nbsp;Il suo snodo centrale era\nl\u2019Isola, la Sicilia il tema dominante di tutti i suoi libri: &nbsp;<em>\u201cIo non\nso che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e\ngirare, di percorrere ogni lato, ogni capo della costa, inoltrarmi all\u2019interno,\nsostare in citt\u00e0 e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie\npersone, conoscerne nuove. Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo\nin un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta di addio, un<\/em> <em>volerla vedere e toccare prima che uno dei due\nsparisca\u201d.<\/em> Consolo operava un distinguo ineludibile tra scrittore e\nnarratore. La sua scrittura sconfinava con rapide incursioni nella poesia, come\nnella favola teatrale \u201c<em>Lunaria\u201d<\/em>. Il protagonista\n\u00e8 un vicer\u00e9 malinconico e misantropo, costretto a vivere in una citt\u00e0 solare e\nviolenta di cui \u00e8 l\u2019unico a vedere la reale decadenza. Sogna la caduta della\nluna. E la luna cade davvero, in una contrada del vicereame, gettando\nscompiglio tra i contadini ma ancor pi\u00f9 tra gli accademici chiamati a spiegare il\nprodigio con la loro povera scienza. La poesia \u00e8 legata anche a un grande\npersonaggio che compare tra le pagine del suo libro \u201c<em>Le pietre di Pantalica\u201d<\/em>, il barone magico Lucio Piccolo. Consolo\nricordava spesso l\u2019immenso poeta aristocratico di Capo d\u2019Orlando e i suoi versi\nlunari: <em>\u201cSpento il rigore dei versetti a\npoco a poco \/ il buio \u00e8 pi\u00f9 denso \/ sembra riposo ma \u00e8 febbre: \/ l\u2019ombra pende\nal segreto \/ battere di un immenso \/ Cuore \/ di \/ fuoco\u201d.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tragico\nfinale di partita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In una gelida Milano, Vincenzo Consolo lascia tutti orfani\ndella bellezza delle sue parole. Consolo il marinaio lascia libri straordinari,\nun romanzo inedito al quale lavorava da anni che non sar\u00e0 mai pubblicato, l\u2019amata\nmoglie Caterina, l\u2019inseparabile compagna: \u201c<em>A\nCaterina devo tutto. Mi ha conferito coraggio, fiducia, serenit\u00e0\u201d<\/em>. Un addio\ncrudele dunque. Ogni finale di partita \u00e8 sempre tragico, solenne. Come accade all\u2019Empedocle\nconsoliano tra le righe del testo teatrale <em>Catarsi:<\/em>\n<\/p>\n\n\n\n<p>\u201c<em>\u00c1nthropoi ther\u00e9s te\nkai ichth\u00faes\u201d.<\/em> <\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Concetto Prestifilippo<br><br>Centro di studi e iniziative culturali Pio la Torre<br>Rivista: ASud&#8217;europa direttore Angelo Meli<br>16 gennaio 2022<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cMese Consolo\u201d, una serie di eventi per celebrare i dieci anni dalla scomparsa dello scrittore Vincenzo Consolo Sbeffeggiando chi lo accusava di essere anacronistico, con un sorriso sardonico, rispondeva che era anche anacreatico. Sono trascorsi dieci anni dalla scomparsa di Vincenzo Consolo, uno dei pi\u00f9 grandi scrittori del Novecento italiano. Era un gelido pomeriggio milanese &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2460\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">L\u2019IGNOTO ANTIGATTOPARDO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,1,2,9],"tags":[1060,1051,336,490,162,318,74,77,61,58,423,117,640,1061,142,70,600,202,143,101,200,19,32,36,545,185,278,1048,57,20,38,1062,154,505,459,196,18,62],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2460"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2460"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2460\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2469,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2460\/revisions\/2469"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2460"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2460"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2460"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}