{"id":2383,"date":"2021-11-22T09:45:00","date_gmt":"2021-11-22T09:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2383"},"modified":"2021-11-22T10:00:27","modified_gmt":"2021-11-22T10:00:27","slug":"rosalba-galvagno-ada-bellanova-un-eccezionale-baedeker-la-rappresentazione-degli-spazi-nellopera-di-vincenzo-consolo-milano-udine-mimesis-2021","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2383","title":{"rendered":"Rosalba Galvagno Ada Bellanova Un eccezionale Baedeker.   La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo Milano-Udine Mimesis 2021"},"content":{"rendered":"\n<p> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"700\" height=\"1057\" class=\"wp-image-2227\" style=\"width: 700px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210608_0003.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210608_0003.jpg 1501w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210608_0003-199x300.jpg 199w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210608_0003-678x1024.jpg 678w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210608_0003-768x1160.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210608_0003-1017x1536.jpg 1017w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210608_0003-1356x2048.jpg 1356w\" sizes=\"(max-width: 700px) 100vw, 700px\" \/><br> <br> La giovane studiosa Ada Bellanova ha recentemente pubblicato una poderosa monografia su Vincenzo Consolo per i tipi della casa editrice Mimesis nella collana diretta da Gianni Turchetta: Punti di vista. Testi e studi di letteratura italiana contemporanea. (Un eccezionale Baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo, Mimesis\/Punti di vista, Milano-Udine 2021). Il volume comprende, oltre all\u2019Introduzione (Un eccezionale Baedeker. Cartografare lo spazio), quattro parti (I. Strumenti per percorrere i luoghi; II. Un percorso tra luoghi simbolo; III Ecologie consoliane; IV Mediterraneo) ciascuna suddivisa a sua volta in un numero diverso di capitoli, nei quali l\u2019autrice distribuisce con grande perizia e intelligenza i testi consoliani presi in esame, da quelli giornalistici (molti non ancora raccolti in volume) e saggistici, a quelli di finzione. Ora, la prospettiva dalla quale la studiosa legge e organizza la testualit\u00e0 consoliana \u00e8 quella gi\u00e0 enunciata nel sottotitolo del suo lavoro: La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo. Alla prospettiva \u2018spaziale\u2019 \u00e8 dedicata infatti la prima parte del libro, che si pu\u00f2 considerare a tutti gli effetti una introduzione teorica e comparata alla sua \u00abperlustrazione\u00bb dei luoghi consoliani, che fa il punto sullo spatial turn e il geographical turn, sugli approcci teorici cio\u00e8 (Braudel, Turchi, Piatti, Westphal, Scaffai, Iacoli, Iovino, Montandon ecc., la lista sarebbe lunga) utili a indagare gli spazi geografici, paesaggistici, territoriali, umani, insieme alle topografie di suoni e di luci presenti nei testi di Consolo. Naturalmente l\u2019autrice mette in guardia il lettore dalla corrispondenza esatta tra realt\u00e0 e ambientazione letteraria, et pour cause, la geografia reale \u00e8 sempre determinata dallo sguardo di chi la scopre o la osserva, a maggior ragione dallo sguardo di uno scrittore o di un artista. Rivolto a questa delicata questione e ai numerosi contributi teorici sul rapporto tra \u2018geografia e letteratura\u2019 (geocritica, geopoetica, geotematica ed ecocritica), \u00e8 il capitolo intitolato Come percorrere i luoghi di Consolo: \u00abI luoghi che l\u2019universo letterario di Consolo ci invita a scoprire sono gi\u00e0 molto \u2018detti\u2019, possiedono cio\u00e8 una propria intrinseca ricchezza in termini di rappresentazione letteraria e artistica, oppure sono stati e sono ancora al centro del dibattito storico e filosofico: hanno gi\u00e0 una propria identit\u00e0 frutto dell\u2019interazione tra immaginario e reale\u00bb (34). Fermo restando comunque che per Consolo la geografia letteraria si intreccia alle istanze di una geografia intima, sicch\u00e9 spesse volte l\u2019autrice fa riferimento ad una \u00absoggettivit\u00e0 autoriale\u00bb, e anche a una \u00absoggettivit\u00e0 pensosa\u00bb (p. 136). Un altro maestro di luoghi per Consolo \u00e8 stato senza dubbio l\u2019autore del Cristo si \u00e8 fermato a Eboli: \u00abCon Levi Consolo vede davvero i luoghi\u00bb (p. 51) E cos\u00ec come viene sottolineato questo particolare legame \u2018spaziale\u2019 con Carlo Levi, altrettanto accade per Verga del quale Consolo accoglie non solo, come \u00e8 noto, la rivoluzione linguistica e stilistica, ma anche l\u2019attenzione al mondo degli umili efficacemente rilevata dalla studiosa. Ora, l\u2019approccio \u2018geografico\u2019 fa emergere strati della scrittura dell\u2019agatese finora solo sfiorati dalla critica e che Bellanova approfondisce o porta alla luce per la prima volta. Mi riferisco in particolare a certa stratificazione \u2018classica\u2019 della geografia consoliana (come ad esempio la geografia euripidea e omerica), meravigliosamente \u2018scoperta\u2019 e analizzata dall\u2019autrice: \u00abRilevanti mi sono parsi inoltre i riferimenti ad alcuni storici greci o a Virgilio. Per lo pi\u00f9 si tratta di rimandi che riscostruiscono, tra oblio 42|43 XI (2021) ISSN 2039-7917 268 storia e mito, il passato lontano della Sicilia e del Mediterraneo, testimonianza dunque, utile a comprendere toponomastica o reperti archeologici. Ma a volte non si tratta solo di questo. Quando Consolo allude all\u2019Arcadia \u2013 luogo letterario teocriteo, oltre che virgiliano, e segnato dalla rilettura del classicismo settecentesco \u2013, richiamando l\u2019immagine dello spazio consacrato al contatto armonico tra esseri umani e natura, muove in realt\u00e0 una critica nei confronti del mondo contemporaneo che invece deve fare i conti con una relazione distorta tra uomo e ambiente. Se gli Iblei si rivestono ai suoi occhi di caratteri arcadici, se Pantalica \u00e8 il luogo della rinascita possibile, ci\u00f2 non avviene soltanto perch\u00e9 anche in questo caso \u00e8 in gioco una tradizione, ma perch\u00e9 l\u2019autore, attraverso l\u2019associazione con l\u2019immagine classica, definisce le caratteristiche di uno spazio e lo salva dalla generale resa alla contemporaneit\u00e0, trasformandolo in un modello di permanenza della biodiversit\u00e0 non tanto o non solo naturalistica ma soprattutto culturale\u00bb (p. 312). I rimandi classici, cos\u00ec essenziali e profondi nell\u2019opera di Consolo, acquistano dunque nello studio di Bellanova una precisa collocazione spaziale e temporale in una necessaria e logica relazione col presente, relazione che non \u00e8 solo di nostalgia o di sterile indignazione, ma di critica e di reazione nei confronti dei disastri della modernit\u00e0. Questo ci \u00e8 sembrato, tra gli altri, il contributo inedito di questo \u2018eccezionale baedeker\u2019 che, a partire dai luoghi reali, immaginari e simbolici della geografia consoliana, ne mette in luce non soltanto la tragica antitesi (bellezza\/orrore, antico\/moderno, armonia\/violenza, potere\/umilt\u00e0 ecc.), che dalla Sicilia di Consolo si pu\u00f2 estendere oggi all\u2019intero pianeta, ma anche una via possibile di resistenza al disastro. La passione per l\u2019antico di Consolo serve questa causa di sopravvivenza. Come esempio emblematico di questo singolare procedimento per forti e quasi fatidici contrasti, sempre legato alla geografia dei luoghi e dei tempi storici, si legga, fra gli altri, il notevole capitolo Palermo bellissima e disfatta (pp. 155-176). L\u2019approccio geocritico del saggio mette in luce, ne Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio ad esempio, un\u2019altra dimensione spaziale e storica estremamente interessante, e cio\u00e8 il particolare sguardo dello scrittore sul cosiddetto Risorgimento siciliano, narrato non a partire dalla grande Storia ma dalla piccola storia, quella, all\u2019occorrenza, di un paesino come Alcara Li Fusi: \u00abIn pi\u00f9 Consolo \u00e8 affascinato dal fatto che la vicenda di Alcara si sia svolta proprio sui Nebrodi, a poca distanza dal suo paese: da questo dettaglio, dalla valorizzazione di un luogo e di un evento trascurati, parte per un suo processo di rilettura del Risorgimento\u00bb (p. 21, corsivi miei). O ancora, pi\u00f9 avanti: \u00abMa la scelta di un episodio trascurato dalla storiografia, avvenuto in un territorio marginale, assente dalle mappe ufficiali, dalle geografie di sbarchi e battaglie celebri, \u00e8 il risultato di una sorta di pratica \u201carcheologica\u201d che porta alla superficie del testo le rovine nascoste del tempo. [\u2026]. Dal rifiuto della storia come scrittura dei privilegiati Consolo giunge alla scelta di narrare una storia al margine e dal margine, ovvero quella di chi ha potuto solo lasciare tracce di carbone sulle pareti a spirale del carcere\u00bb (p. 116, corsivi miei). Altrettanto per la valorizzazione di alcuni luoghi poco o affatto frequentati dai viaggiatori nell\u2019isola: \u00abUn vero e proprio criterio cartografico \u00e8 ravvisabile nell\u2019organizzazione di Retablo, del 1987. \u00c8 in particolare la sezione centrale ad offrire spunti di riflessione in merito. [\u2026]. L\u2019opera offre un ritratto della Sicilia occidentale, da Palermo a Trapani, passando attraverso luoghi di grande fascino, come Segesta, Selinunte, Mozia, e svela angoli altrimenti poco noti, come le terme segestane\u00bb (p. 21). Il lavoro di Ada Bellanova \u00e8 talmente denso e ricco di percorsi che non posso che rinviare alla lettura integrale del suo istruttivo baedeker nato, come ella stessa ricorda all\u2019inizio e alla fine del suo saggio, proprio da un viaggio in Sicilia: \u00abQuando, alcuni anni fa, sono andata nella Sicilia occidentale per la prima volta, Retablo \u00e8 stato il mio eccezionale baedeker. [\u2026]. L\u2019intero mio percorso ha beneficiato della suggestione incantata di Retablo. La visita alle rovine di Segesta e Selinunte, l\u2019incontro con l\u2019enigmatico efebo di Mozia mi hanno molto emozionato. Mi si dir\u00e0 che \u00e8 naturale, che si tratta di luoghi estremamente affascinanti, senza tempo e insieme testimonianza di un altro tempo, opera della mano dell\u2019uomo, ma anche spazio della natura. Eppure io credo che le pagine di Consolo abbiano avuto un ruolo determinate nel farmeli apprezzare\u00bb (p. 11). Condivido oblio 42|43 XI (2021) ISSN 2039-7917 269 pienamente quest\u2019ultima affermazione dell\u2019autrice, permettendomi solo una semplice chiosa a conferma: la scrittura di Consolo ha il pregio non solo di mappare i luoghi della sua isola (e anche della sua Milano!), ma soprattutto di evocarne l\u2019aura, bella o orrida che sia. E per questo i suoi testi possono costituire un prezioso baedeker per quei lettori-viaggiatori che non si sottraggono al fascinum della scoperta.<br><br> Da Oblio 42|43 XI (2021)<br> ISSN 2039-7917  <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La giovane studiosa Ada Bellanova ha recentemente pubblicato una poderosa monografia su Vincenzo Consolo per i tipi della casa editrice Mimesis nella collana diretta da Gianni Turchetta: Punti di vista. Testi e studi di letteratura italiana contemporanea. (Un eccezionale Baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo, Mimesis\/Punti di vista, Milano-Udine 2021). Il volume &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2383\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Rosalba Galvagno Ada Bellanova Un eccezionale Baedeker.   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