{"id":2354,"date":"2021-06-01T07:47:00","date_gmt":"2021-06-01T07:47:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2354"},"modified":"2021-10-11T08:19:39","modified_gmt":"2021-10-11T08:19:39","slug":"la-sicilia-passeggiata-vincenzo-consolo-fotografie-di-giuseppe-leone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2354","title":{"rendered":"La Sicilia passeggiata Vincenzo Consolo fotografie di Giuseppe Leone"},"content":{"rendered":"\n<p><a><em>Prefazione<\/em><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>di Gianni Turchetta <\/p>\n\n\n\n<p>Da molti anni speravo di\nripubblicare <em>La Sicilia passeggiata<\/em>.\nE mi piace ricordare subito come anche Caterina, la compagna di una vita di\nVincenzo Consolo, lo desiderasse molto. Bench\u00e9 rimasto appartato, e conosciuto\nquasi solo dagli specialisti, questo testo, come potrete presto constatare,\nesercita sul lettore una seduzione intensa, fatta di leggerezza e profondit\u00e0, dinamismo\ne erudizione. Queste qualit\u00e0 sono rilanciate e riecheggiate a ogni pagina dalla\nforza vibrante e dalla fulminea capacit\u00e0 di condensazione visiva e simbolica delle\nfoto di Giuseppe Leone. <\/p>\n\n\n\n<p>In <em>La Sicilia passeggiata<\/em> narrazione, poeticit\u00e0 e saggismo si fondono\nfelicemente, integrandosi nell\u2019evidenza dinamica degli spostamenti, marcata a\nogni passo dai verbi di moto. Si veda l\u2019attacco, tra avventuroso e onirico:\n\u201cSospinti dal vento, immaginiamo d\u2019approdare\u201d (p. 17). \u00c8 una trama lieve e\ndecisa, che quasi sospinge il lettore: \u201cNon sostiamo. Procediamo\u201d (<em>ibidem<\/em>), \u201cSiamo giunti\u201d (p. 18), \u201c\u00e8 da\nqui che vogliamo partire\u201d (<em>ibidem<\/em>); o\nancora: \u201cAbbandoniamo\u201d (p. 46), \u201cDalla piazza di Scicli voliamo\u201d (p. 48),\n\u201cAndiamo avanti, avanti\u201d (p. 76), \u201cSalpiamo da Porto Empedocle\u201d (p. 96) e cos\u00ec\nvia. In prima approssimazione, il viaggio attraverso cui Consolo ci guida va da\nOriente a Occidente. Si parte dalla necropoli di Pant\u00e0lica, per poi raggiungere\ni Monti Iblei, il Val di Noto, Scicli, e poi C\u00f2miso, Vittoria, Ragusa Ibla, Modica,\nSiracusa, e ancora Enna, i paesi dello &nbsp;zolfo e quelli del latifondo, fino a immettersi\n\u201cnell\u2019antica strada che congiungeva Arigento a Catania\u201d (p. 90), arrivare a\nGela, Agrigento e la Valle dei Templi, Porto Empedocle, proseguendo per Sciacca,\nCaltabellotta, Selinunte, Salemi e Calatafimi, e poi Segesta, Trapani, e da qui\nancora \u00c8rice e Mozia, le \u00c9gadi, fino a Palermo, gi\u00e0 punto d\u2019arrivo del viaggio\nsiciliano di Goethe. Ma il movimento fisico \u00e8 solo l\u2019asse portante di una fitta\nsequenza di scorribande attraverso il tempo e lo spazio, in un andirivieni\nsenza soste, modulato da continue transizioni tematiche. L\u2019inarrestabile\nfluidit\u00e0 del discorso \u00e8 del resto dichiarata apertamente, e coincide con il\ndesiderio di una conoscenza efficace proprio perch\u00e9 pronta a riconoscere un\u2019irriducibile\npluralit\u00e0: \u201cvogliamo partire\u201d, infatti, \u201cper un nostro viaggio, per una nostra\nricognizione della Sicilia, per inventarci, liberi come siamo da confini di\ngeografia, da limiti d\u2019epoca storica o da barriere tematiche, un modo, tra\ninfiniti altri, per conoscere quest\u2019isola al centro del Mediterraneo, questo\nluogo d\u2019incrocio d\u2019ogni vento e assalto, d\u2019ogni dominio e d\u2019ogni\ncivilizzazione.\u201d (p. 18)<\/p>\n\n\n\n<p>Si\nviaggia, insomma, sotto il segno della molteplicit\u00e0, caratteristica\ndell\u2019identit\u00e0 della Sicilia, ma anche del Mediterraneo tutto, come Consolo ha\nribadito per una vita intera. N\u00e9 possiamo dimenticare quanto la pluralit\u00e0 (di\nlingue, di stili, di generi) sia il cuore della sua ricerca artistica. Il\nmovimento che sospinge <em>La Sicilia\npasseggiata <\/em>\u00e8 incardinato, originalmente, su una prima persona plurale:\ndove il \u201cnoi\u201d \u00e8 <em>pluralis majestatis<\/em>, ma\npiuttosto sobria allusione a una possibile piccola compagnia di viaggiatori. Proprio\nper questo il \u201cnoi\u201d assume una movenza esortativa, come d\u2019invito al lettore a\nviaggiare insieme all\u2019autore: stabilendo cos\u00ec una sorta di intimit\u00e0, di\nvicinanza affettiva oltre che culturale. Non dimentichiamo che questa \u00e8 una \u201cSicilia\npasseggiata\u201d, dove il riferimento alla \u201cpasseggiata\u201d non \u00e8 disimpegno, ma possibilit\u00e0\ndi conquistare un peculiare regime di leggerezza e libert\u00e0, che si fa garanzia di\nconoscenza, perch\u00e9 capace di accogliere le ragioni della storia insieme a quelle\ndel mito e del sogno, e dunque della poesia. D\u2019altro canto, <em>La Sicilia passeggiata<\/em>, come \u00e8 tipico dell\u2019odeporica,\ndella letteratura di viaggio, \u00e8 s\u00ec racconto, ma sempre sorretto da informazioni\ne spunti <em>lato sensu <\/em>saggistici: come\ndel resto tutto quello che scrive Consolo. La scelta del titolo \u00e8 tuttavia segno\ndi differenze profonde rispetto ad altri testi ch\u2019egli scrive in quegli anni. Proviamo\na metterle a fuoco. <\/p>\n\n\n\n<p>Quello\nche poi diventer\u00e0 <em>La Sicilia passeggiata<\/em>\nesce per la prima volta col titolo <em>Kore\nrisorgente. La Sicilia\ntra mito e storia<\/em>, in un lussuoso volume <em>hard cover <\/em>(cm. 29&#215;25), <em>Sicilia\nteatro del mondo<\/em>, pubblicato da Nuova ERI \/ Edizioni RAI nel settembre 1990.\nDi questo volume costituisce la \u201cmet\u00e0\u201d letteraria, affiancata, oltre che dalle\nfotografie di Giuseppe Leone, che gi\u00e0 dialogano con il testo consoliano, da un bel\nsaggio di Cesare De Seta, <em>Teatro\ngeografico antico e moderno del Regno di Sicilia<\/em>, che racconta la storia\nsiciliana a partire dall\u2019omonimo volume uscito a Madrid nel 1686, del cui sontuoso\napparato iconografico si riproducono circa cento stampe, su cartoncino. Entrambi\ni testi sono tradotti in francese (da Nicole Dumoulin) e in inglese (da Richard\nKamm). Pochi mesi dopo, nel febbraio 1991, il testo di Consolo e le fotografie\ndi Giuseppe Leone diventano per\u00f2 un volume autonomo, stavolta in un agile\nformato <em>paperback <\/em>(cm. 24&#215;14), edito\nancora da ERI, con il titolo che qui riproponiamo. <\/p>\n\n\n\n<p>Rispetto\nalla storia della scrittura di Consolo, <em>La\nSicilia passeggiata<\/em> si colloca fra due opere diversissime, ma che sono entrambe,\na loro volta, il racconto di un viaggio in Sicilia. La prima \u00e8 il romanzo <em>Retablo<\/em> (1987), ambientato nel\n1760-1761, in un Settecento volutamente remoto e irreale, mezzo storico e mezzo\nfantastico, in opposizione alla deludente realt\u00e0 storica. La seconda \u00e8 <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em> (1994), viaggio stavolta\nautobiografico, ancora pi\u00f9 apertamente polemico contro il degrado del presente,\nincardinato sullo schema omerico del <em>n\u00f2stos<\/em>\n(evocato fin dal titolo, ch\u2019\u00e8 citazione dall\u2019<em>Odissea<\/em>). Numerosi spunti odeporici compaiono anche in <em>Le pietre di Pantalica<\/em> (1988): a prima\nvista un libro di racconti, ma in realt\u00e0 frutto della fusione di un originario\nimpianto romanzesco con un pacchetto di narrazioni autobiografiche. Pi\u00f9 esili\nsono invece i rapporti con il romanzo storico <em>Nottetempo casa per casa<\/em> (1992, Premio Strega)<a href=\"#_ftn1\">[1]<\/a>.\nProprio il confronto con gli altri due viaggi in Sicilia aiuta a delineare con\nnettezza, <em>per differentiam<\/em>, i\ncontorni di <em>La Sicilia passeggiata<\/em>.\nPer dirla in pochi cenni, \u00e8 vistosa anzitutto la distanza rispetto alla <em>fiction<\/em> di <em>Retablo<\/em>, con cui pure ci sono non pochi fascinosi elementi di\ncontatto (come i rimandi alla visita goethiana alla grotta di Santa Rosalia,\nche in <em>Retablo<\/em> per\u00f2 compare\nall\u2019inizio, mentre qui \u00e8 in chiusura). Ma non meno evidente \u00e8 lo scarto\nrispetto all\u2019impianto poematico, stilisticamente \u201calto\u201d, tragico, di <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>, che intreccia il\nviaggio in Sicilia con la rievocazione delle vicende di personaggi storici rilevanti\nnella storia dell\u2019isola (Empedocle, Verga, Caravaggio, Maupassant, Saverio\nLandolina, August von Platen, il giudice Ciaccio Montalto, ucciso dalla mafia,\ne altri ancora). La copia postillata dall\u2019autore di <em>La Sicilia passeggiata <\/em>mostra, significativamente, ipotesi di\ninterventi che avrebbero non solo ampliato materialmente il testo, ma anche\ncontribuito a spostarne l\u2019intonazione verso l\u2019alto e i contenuti verso la <em>deprecatio temporis<\/em>, sospingendolo verso\nquello che sar\u00e0 poi <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>.\nMa i due libri vanno in realt\u00e0 in direzioni molto diverse, quasi opposte. Se <em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em> \u00e8 infatti tutto\nteso a sottolineare \u201ci processi di imbarbarimento, di perdita, di orrori\u201d, come\ndichiarato in un\u2019intervista, <em>La Sicilia\npasseggiata<\/em> intende invece valorizzare la ricchezza storica, artistica e\nnaturale dell\u2019Isola, per coglierne l\u2019irriducibile complessit\u00e0. Come osserva\nopportunamente Ada Bellanova, \u201cl&#8217;attenzione\nper gli esseri umani e gli intrecci di identit\u00e0 diverse diventa in <em>La\nSicilia passeggiata <\/em>il nodo centrale dello sforzo di dire\u201d<a href=\"#_ftn2\">[2]<\/a>. Senza contare l\u2019importanza del\nrapporto, assai stretto e in qualche misura fondativo, fra il percorso e l\u2019apparato\nfotografico che lo accompagna, collocandolo in una piccola tradizione di libri\ndove il testo di Consolo sta accanto a foto dedicate a \u201cluoghi geografici,\nspecialmente siciliani\u201d<a href=\"#_ftn3\">[3]<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Certo\nanche <em>La Sicilia passeggiata<\/em>\nconferma, con la densit\u00e0 dei suoi riferimenti alla classicit\u00e0 greco-latina, l\u2019appartenenza\na una stagione di riavvicinamento all\u2019antico, che si fa misura del degrado e della\ncorruzione del presente. Ricordiamo anche la tragedia <em>Catarsi<\/em> (1989), dedicata alla morte di Empedocle. Consolo si mostra\nben consapevole delle differenze tematiche e tonali proprio nel momento in cui,\ninvece che integrare e ampliare <em>La\nSicilia passeggiata<\/em>, decide di scrivere un altro libro, molto pi\u00f9 cupo,\n\u201calto\u201d e polemico, come <em>L\u2019olivo e\nl\u2019olivastro<\/em>. <em>La Sicilia passeggiata<\/em>\nva letta, anzitutto, nella chiave della complessit\u00e0 e dell\u2019ambivalenza, che\nConsolo ritrovava gi\u00e0 in Goethe: \u201cIsola dell\u2019esistenza pura e contrastante.\nIsola dell\u2019infanzia, dei miti e delle favole. Isola della storia. Di storia dei\nprimordi, degli evi di scoperte e di conquiste. Storia di classici equilibri,\ndi decadenze, di crolli, di barbarie. Crogiuolo di civilt\u00e0, babele delle razze\ne delle lingue. Enigma mai risolto \u00e8 la Sicilia, \u00e8 archetipo, <em>aleph<\/em>,\ngeroglifico consunto, alfabeto monco\u201d (p. 18). Dove la contraddizione\noriginaria \u00e8 anzitutto quella pi\u00f9 assoluta e irriducibile: il contrasto fra\nVita e Morte, evocato gi\u00e0 dal primo titolo, <em>Kore\nrisorgente<\/em>, che allude alla storia di Persefone, sposa di Ade e regina\ndell\u2019Oltretomba, che ogni sei mesi torna all\u2019aperto dalla madre Demetra e fa\nrifiorire la Terra. Non a caso, del resto, questo viaggio siciliano comincia\ndalla necropoli protostorica di Pant\u00e0lica: \u201cvogliamo partire da questo luogo\nestremo e abissale, da questa soglia per cui si passa dalla scansione della\nstoria all\u2019oscurit\u00e0 del tempo, all\u2019eterno circolare e immoto [\u2026]. Poich\u00e9\nPant\u00e0lica \u00e8 s\u00ec un luogo di morte, ma \u00e8 insieme luogo di resurrezione, di\ncominciamento: \u00e8 luogo-simbolo di questa complessa e contrastante terra di\nSicilia, della sua storia di ricorrente distruzione e di rinascita\u201d (p. 20). In\nuna direzione analoga vanno molte altre storie evocate: come quella del\ncatastrofico terremoto in Val di Noto del 1693, da cui poi nacquero alcune\ndelle pi\u00f9 straordinarie realizzazioni artistiche del barocco siciliano. Ma\npersino lo spaventoso groviglio di contraddizioni che \u00e8 Palermo la Rossa, su\ncui si chiude il libro, riconferma una dinamica analoga. Santa Rosalia, infatti,\nla \u201cSanta estatica\u201d patrona di Palermo, coincide con \u201ctutte la Sante vergini di\nSicilia, Agata Lucia Venera Ninfa, ed \u00e8 insieme Kore e Persefone\u201d, e si colloca\ndunque di nuovo sotto il segno della vita che rinasce, di Demetra che torna\nalla superficie e alla luce: \u201cCome fa l\u2019ape nella primavera, come fa la\nprimavera della storia\u201d (p. 138). Con\nquesta certezza anche noi, dopo tanto buio, ricominciamo il nostro viaggio. <\/p>\n\n\n\n<p>RINGRAZIAMENTI.\nUn grazie specialmente sentito va a Giuseppe Leone, che per la presente edizione\nha rivisto e arricchito lo splendido apparato fotografico: cos\u00ec questo libro \u00e8\nun ritorno, ma anche un libro nuovo. Grazie, di cuore, a Claudio Masetta\nMilone, che mi ha rivelato le postille di Consolo al volume, e a Francesca\nAdamo, che ha creduto in questo libro e ne ha curato con competenza impaginazione\ne redazione.<br><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref1\">[1]<\/a> Per una ricostruzione dettagliata della storia delle opere a cavallo fra fine\nanni Ottanta a primi anni Novanta mi permetto di rimandare a G. Turchetta, <em>Note e notizie sui testi<\/em>, in V.\nConsolo, <em>L\u2019opera completa<\/em>, a cura e\ncon un saggio introduttivo di G. Turchetta, e con uno scritto di C.\nSegre, Mondadori, Milano 2015, pp. 1351-1425. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref2\">[2]<\/a> A.\nBellanova, <em>Un eccezionale <\/em>Baedeker<em>. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera\ndi Vincenzo Consolo<\/em>, Mimesis, Sesto San Giovanni (MI) 2021, p. 28. <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"#_ftnref3\">[3]<\/a> Ivi, p. 25n. <br><br><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-2355\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/10\/IMG_20211011_0001.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prefazione di Gianni Turchetta Da molti anni speravo di ripubblicare La Sicilia passeggiata. E mi piace ricordare subito come anche Caterina, la compagna di una vita di Vincenzo Consolo, lo desiderasse molto. 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