{"id":2334,"date":"2006-02-26T08:23:20","date_gmt":"2006-02-26T08:23:20","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2334"},"modified":"2021-09-28T09:20:44","modified_gmt":"2021-09-28T09:20:44","slug":"2334","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2334","title":{"rendered":"UOMO DEL NOSTRO TEMPO"},"content":{"rendered":"\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome d\u2019arbor cadendo un picciol pomo\u201d distrugge un formicaio, cos\u00ec un vulcano, eruttando, con la colata sua di lava incandescente, copre citt\u00e0 e villaggi, cos\u00ec lo \u201csterminator Vesevo\u201d distrusse Pompei ed Ercolano. Il vulcano \u00e8 per il Leopardi de <em>La Ginestra <\/em>metafora della natura matrigna,<br>violenta, che desertifica, annichilisce il mondo, questo granello di sabbia<br>rotante nell\u2019infinito spazio. E in cui, consolazione per gli uomini,<br> \u00e8 l\u2019\u201codorata ginestra\u201d, \u00e8 il sentimento, la ragione, unica salvezza la \u201csocial catena\u201d, \u00e8 \u201cl\u2019onesto e il retto \/ conversar cittadino, \/ e giustizia e pietate\u201d.<br>\u00c8 da qui dunque, dalla citt\u00e0, dall\u2019urbs, dalla polis che bisogna partire per<br>percorrere e \u201cleggere\u201d questa mostra di Augusto Sciacca.<br> Perch\u00e9 l\u2019artista \u00e8 dall\u2019idea di citt\u00e0 che parte, dall\u2019ideale di una civilt\u00e0 perfezionata, come quella che ritrova Ulisse, dopo le offese e le perdite subite dalla natura, nel regno dei Feaci. \u201cPer te (\u2026) l\u2019idea e il tema della citt\u00e0 sono l\u2019idea e il tema stesso dell\u2019arte; lo si vede (\u2026) specialmente nella tela in cui, con simbolismo evidente, evochi Giotto\u201d scrive al pittore Giulio Carlo Argan.<br>L\u2019alta citt\u00e0 da cui Francesco d\u2019Assisi ha scacciato i diavoli dell\u2019irrazionalit\u00e0, del disordine, della violenza, abita il pittore e l\u00e0 pu\u00f2 riflettere sullo spazio e sul tempo, sull\u2019universo, questo leibniziano incessante cataclisma armonico, quest\u2019immensa anarchia equilibrata, e stende le sue magnifiche mappe del vortice degli elementi, delle espansioni materiche, mappe evocative dei luoghi della memoria. Ma in quella turrita, ideale citt\u00e0 giottesca giunge il tremendo fragore della storia, e le mura merlate, i soavi colori delle facciate sono investiti e offesi dall\u2019onda di ceneri e detriti d\u2019una storia umana di storture e atrocit\u00e0.<br>\u201cAdunque l\u2019arte \u00e8 filosofia\u201d, questa frase di Leonardo mette Sciacca in<br>esergo a un suo scritto. \u00c8 filosofia, s\u00ec, afferma il pittore, e anche <br>responsabilit\u00e0 etica, oltre ad essere continua ricerca linguistica o stilistica,<br>ad essere infine metafora.<br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"1037\" class=\"wp-image-2338\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/243095941_888544211772951_6175674692616601292_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/243095941_888544211772951_6175674692616601292_n.jpg 800w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/243095941_888544211772951_6175674692616601292_n-231x300.jpg 231w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/243095941_888544211772951_6175674692616601292_n-790x1024.jpg 790w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/243095941_888544211772951_6175674692616601292_n-768x996.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br><\/p>\n\n\n\n<p>E dunque per ragioni etiche l\u2019artista svolge il nuovo ciclo pittorico per rendere \u201cevidente\u201d \u2013 \u00e8 la parola giusta \u2013 la stoltezza umana, la ricorrente<br>caduta storica nella barbarie, nella violenza che ciecamente e impietosamente oltraggia ogni innocenza.<br>E ci racconta, Sciacca, dell\u2019inizio, della violenza di un fratello contro<br>l\u2019altro, di Caino contro Abele, mostrandoci la \u201cpietra\u201d intrisa di sangue,<br>incrostata di capelli. E dalla pietra della Genesi posiamo lo sguardo sulla<br>pietra dell\u2019<em>\u201cUomo del mio tempo\u201d <\/em>di Quasimodo, il moderno uomo, ma<br>eternamente primordiale nella violenza, l\u2019uomo della \u201cscienza esatta<br>persuasa allo sterminio\u201d, l\u2019uomo della bomba atomica. Guerra, violenza e<br>morte che gi\u00e0 il poeta primo, Omero, ci raccont\u00f2 nel poema e ci <br>rappresent\u00f2 nello scudo per Achille foggiato da Efesto. \u201cLotta e tumulto <br>era fra loro e la Chera di morte (&#8230;) veste vestiva sopra le spalle, rossa di<br>sangue umano\u201d. <br><br>Una scia rossa attraversa la storia umana, da ieri fino ad oggi. Oggi in cui <br>ancora l\u2019uomo, immemore della violenza gi\u00e0 compiuta, ripete la stessa <br>violenza, la stessa ignominia. E l\u2019artista, come altri nel passato, come <br>Callot, Goya o Picasso, offeso nella sua coscienza etica, commosso, <br>rappresenta e denunzia. Sciacca sceglie le icone pi\u00f9 emblematiche nel <br>mare tenebroso delle immagini di questo nostro tempo, di questo antinferno di ombre evanescenti, di questa oscena civilt\u00e0 dello spettacolo, <br>delle immagini che si annullano tra loro, che subito precipitano nel nero dell\u2019oblio. Le immagini che trascorrono sotto i nostri occhi, come fossero <br>normali e quotidiane, a mille a mille di scene di guerra e di disastri, di <br>morti e di massacri, d\u2019intimit\u00e0 violate, di dolori esposti all\u2019indifferenza e al <br>ludibrio. L\u2019abitudine, si sa, cancro che divora e che trasforma, ottunde, <br>spegne la ragione, e l\u2019idiozia \u00e8 madre della degradazione e della crudelt\u00e0.<br>Sciacca salva e illumina l\u2019immagine emblema. Con tavole come <em>Pugnale<\/em>,<br><em>Innocenza-corona<\/em>, <em>Orme<\/em>, <em>Tagliola<\/em>, ci dice d\u2019una violenza, d\u2019una tragedia<br>ricorrente. <em>L&#8217;innocenza \u2013 un angolo di muro non bast\u00f2 <\/em>\u00e8 la ricreazione di<br>una recente icona, quella del bambino palestinese, stretto al padre, ucciso<br>da una raffica di mitra; e ancora della bambina vietnamita colpita dal <br>napalm che corre per la strada, e del giovane armato degli <em>Anni di<\/em> <br><em>piombo<\/em>, e del terrorista islamico, e del <em>Muro (&#8230;ancora muri)<\/em>, alzato dagli <br>israeliani; e l\u2019immagine della teoria di corpi inanimati dentro sacchi neri di<br>plastica, e dell\u2019<em>Elettrodi, <\/em>l\u2019atroce immagine dell\u2019incappucciato e torturato<br>nel carcere di Abu Ghraib; e delle torri gemelle di New York ridotte in <br>macerie, e ancora dei fili spinati, e della memoria di Auschwitz, fino<br>alla desolazione di <em>Neve e cenere<\/em>. Campeggia quindi la bianca colomba<br>insanguinata contro il nero della notte, la notte della storia.<br>Immagini infernali, da inferno dantesco, l\u2019inferno delle brutte Arpie e delle<br>nere cagne, le feroci bestie aizzate contro prigionieri inermi. \u201cIn quel che<br>s\u2019appiatt\u00f2 miser li denti, \/ e quel dilaceraro a brano a brano; \/ poi sen<br>portar quelle membra dolenti\u201d.<br>Ma gli artisti, pittori, poeti o musicisti, scuotono la nostra coscienza, ci <br>strappano dagli occhi il velo della nostra distrazione, della nostra<br>alienazione, ci rappresentano l\u2019orrore, la <em>Guernica <\/em>della nostra barbarie,<br>per ricordare l\u2019essenza nostra umana, che mai dovrebbe essere ridotta<br>allo stato di natura, all\u2019animalizzazione, alla ferinit\u00e0 primordiale.<br>Sciacca, come gli antichi amanuensi, ha scritto i libri delle nostre perdite,<br>gli annali delle nostre sconfitte, la plumbea pagina nostra <em>Della crudelt\u00e0<\/em>.<br>Ma, in contrappunto, anche il <em>Libro d\u2019oro <\/em>del sublime umano, la Nike di<br>Samotracia e la lira del poeta, il tempio d\u2019armonia e il poverello d\u2019Assisi<br>che parla agli uccelli\u2026<br>Sui grandi schermi delle tele, sul video della vita ha fissato i fotogrammi<br>dell\u2019innocenza violata, della violenza e dell\u2019empiet\u00e0.<br>Noi rappresenta Augusto Sciacca con grande arte in questa sua mostra. <\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Consolo <br><br>Milano, 23.2.2006<br><br><em>nella foto: Vincenzo Consolo, Caterina Pilenga Consolo, Augusto Sciacca, Angela di Carluccio<\/em><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"800\" height=\"437\" class=\"wp-image-2335\" style=\"width: 800px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/IMG_20210927_0001.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/IMG_20210927_0001.jpg 2463w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/IMG_20210927_0001-300x164.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/IMG_20210927_0001-1024x559.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/IMG_20210927_0001-768x419.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/IMG_20210927_0001-1536x839.jpg 1536w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/09\/IMG_20210927_0001-2048x1118.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><br> <br> Testo scritto da Vincenzo Consolo in occasione della mostra di Augusto Sciacca intitolata &#8220;Innocenza e pietas&#8221; al Museo della Permanente di Milano nel 2006.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cCome d\u2019arbor cadendo un picciol pomo\u201d distrugge un formicaio, cos\u00ec un vulcano, eruttando, con la colata sua di lava incandescente, copre citt\u00e0 e villaggi, cos\u00ec lo \u201csterminator Vesevo\u201d distrusse Pompei ed Ercolano. 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