{"id":2268,"date":"2016-12-12T11:24:22","date_gmt":"2016-12-12T11:24:22","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2268"},"modified":"2021-07-26T09:16:24","modified_gmt":"2021-07-26T09:16:24","slug":"vincenzo-consolo-e-la-sua-itaca-della-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2268","title":{"rendered":"Vincenzo Consolo e la sua Itaca della memoria"},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\">12 Dicembre 2016&nbsp;&nbsp;<\/h1>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i1.wp.com\/www.dilibriealtro.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/001-manfoto-vincenzo-consol.jpg?resize=960%2C580\" alt=\"\" class=\"wp-image-1033\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Questo volume, concepito e voluto da Vincenzo Consolo ma pubblicato postumo,raccoglie cinquantadue brevi scritti narrativi che copronoun arco di pi\u00f9 di mezzo secolo e ripercorrono il suo itinerario di scrittore toccando i temi a lui pi\u00f9 cari. In un\u2019intensa galleria sfilano quadri dell\u2019infanzia in Sicilia e della giovinezza a Milano, ritratti ironici o feroci della societ\u00e0 e del mondo culturale italiano; viaggi nella storia, nel paesaggio, nell\u2019arte di una Sicilia amata con dolorosa consapevolezza; interventi che testimoniano un appassionato impegno civile.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>(\u2026) \u201cUna notte di giugno caddi come una lucciola sotto un gran pino solitario in una campagna d\u2019olivi saraceni \u2026 \u201d dice di s\u00e9 Pirandello. \u00a0S\u00ec, si pu\u00f2 cadere su questo mondo per caso, ma non si nasce in un luogo impunemente. Non si nasce, intendo, in un luogo senza essere subito segnati, nella carne, nell\u2019anima da questo stesso luogo. Il quale, con gli anni, con l\u2019inesorabile, crudele procedere del tempo, si fa per noi sempre pi\u00f9 sacro. Sacro per i fili degli affetti che man mano si moltiplicano e ci sostengono; per i fili dei ricordi, l\u2019accumulo di memoria che il luogo, come prezioso reliquiario, in s\u00e9 racchiude; memoria dolce di quelli che non sono pi\u00f9 con noi; assiduo, presente ricordo di quelli che assieme a noi procedono; simpatia profonda per quelli che ci seguono. Fin dal primo sguardo sul mondo, fin dai primi bagliori dei ricordi \u2013 e sono scene isolate, fotogrammi luminosi incorniciati dal nero dell\u2019immemorabile \u2013 si \u00e8 impresso, Sant\u2019Agata, dentro di me per sempre.<\/p><p><em>Hieme et aestate et prope et procul<\/em>, com\u2019era scolpito nella stele fogazzariana, io porto in me questo punto unico del mondo, questo paese: nello spazio in cui esso s\u2019adagia, in questa campagna bella alle sue spalle, piena di contrade, d\u2019abitanti, nell\u2019anfiteatro dei colli che vanno dalla punta dello Scurzi a San Fratello, dalla valle del Rosmarino o quella dell\u2019Inganno; nel suo mare, spesso minaccioso, impraticabile, ch\u2019era pericolo costante e fatica immane per i nostri pescatori: mi porto dentro fatalmente il reticolo delle sue vie, delle sue case, una folla di volti, un\u2019infinita sequenza di gesti, e un concerto di voci, parole, frasi; mi porto dentro i suoi giorni e le sue notti, la sua luce e il suo buio. Avrei potuto, o potrei, giunto alla mia et\u00e0, riempire pagine e pagine di ricordi, di memorie, ricostruire, al di l\u00e0 d\u2019ogni validit\u00e0 letteraria, un tempo perduto, stendere una mia, un\u2019umile, piccola recherche. Ma non \u00e8 questo il moto e lo scopo del mio scrivere. E allora: perch\u00e9 scrivo? Ma perch\u00e9 scrivo in prosa? E perch\u00e9 scrivo romanzi o racconti di contenuto storico e sociale? Scrivo dunque di temi relativi, contingenti perch\u00e9 non sono poeta, perch\u00e9 non sono fanciullo, perch\u00e9 non sono re (non faccio parte, voglio dire, non sono detentore del potere). Solo i poeti infatti, i fanciulli e i re possono affrontare gli assoluti, immergersi, naufragare nell\u2019infinito mare dell\u2019esistenza. Esistenza che \u00e8 irreparabile, crudele nella sua indifferenza. Riscattabile \u00e8 al contrario il contingente, il vivere nel temporaneo patto sociale (s\u00ec, solo al poeta \u00e8 lecito beffarsi delle magnifiche sorti e progressive: \u201cQui mira e qui ti specchia, \/ secol superbo e sciocco\u201d: si specchi nelle ceneri infeconde, nell\u2019 impietrata lava; si specchi nella terra desolata, nell\u2019 osso di seppia, nella bufera \u2026 ).<\/p><p>(\u2026)lo sono d\u2019una terra, la Sicilia (ma quante altre terre nel mondo somigliarono, somigliano o somiglieranno alla Sicilia!) dove, oltre l\u2019esistenza, anche la storia \u00e8 stata da sempre devastata da tremende eruzioni di vulcani, immani terremoti, dove il figlio dell\u2019uomo e il figlio della storia non hanno conosciuto altro che macerie di pietra, squallidi, desolanti ammassi di detriti attorno a zolfare morte. \u201cIn una manciata di polvere vi mostrer\u00f2 la paura\u201d dice Eliot. E allora, di fronte alle macerie, alla polvere dell\u2019esistenza e della storia, privi come siamo di speranze e conforti di ordine metafisico, non resterebbe che lo sconforto, il pianto. Ma solamente i poeti, ancora, posseggono l\u2019oscuro segreto delle parole per dire, con la pi\u00f9 alta dignit\u00e0 e pi\u00f9 alta bellezza, della grande avventura dell\u2019esistere, della vita; dei suoi dolori, delle malattie, della morte; dire delle sue consolazioni, delle sue illusioni; dell\u2019amore, dell\u2019arte, di un fiore (sia pure una ginestra), del sorgere del sole, del tramonto della luna, della grazia di una donna.<\/p><p>(\u2026)Ora, questo paese che mi ha dato i natali ha la ventura, il destino di trovarsi ai confini, alla confluenza di due regni, dove si perdono, sfumano, si ritraggono in una sommessa risacca le onde lunghe della natura e della storia. Lasciando, su questa remota spiaggia dell\u2019incontro, segni indistinguibili e confusi. Remota spiaggia<em>, limen, finisterre, ma anche luogo sgombro,\u00a0<\/em>vergine, terra da cui rinascere, ricominciare, porto da cui salpare per inediti viaggi. Nato da qui ho preso coscienza, a poco a poco, d\u2019aver avuto il privilegio di trovarmi legato all\u2019ago di una bilancia i cui piatti possono restare in statico equilibrio o prendere, da una parte o dall\u2019altra, a secondo se sopravanza il peso della natura o della cultura. \u00a0E non \u00e8 questo poi l\u2019essenza della narrazione? Non \u00e8 il narrare, come dicevo, quell\u2019incontro miracoloso, di ragione e \u00a0passione, di logica e di magico, di prosa e poesia?<\/p><p>Non \u00e8 quest\u2019ibrido sublime, questa chimera affascinante?<\/p><p>Mi sono ispirato, narrando, a questo mio paese, mi sono allontanato da lui per narrare altre storie, di altri paesi, di altre forme. Per\u00f2 sempre, in quel poco che ho scritto, ho fatalmente portato con me i segni incancellabili di questo luogo. E mi sono allontanato da lui anche per andare a vivere altrove. In questi giorni si concludono venti anni da che ho lasciato la Sicilia per andare a lavorare e vivere a Milano, la Milano di Manzoni, ma anche di Verga, di Quasimodo, di Vittorini. Ma in quella citt\u00e0, nella progredita, ricca e allettante, ma anche dura, ma anche pretenziosa citt\u00e0, non credo di essermi consegnato, docile e spoglio di identit\u00e0, a una cultura che non mi apparteneva, pur curioso, pur attento osservatore di quest\u2019altra cultura. Credo, infine, di non aver mai smesso di essere uomo di quest\u2019isola, figlio di questo paese. A cui sono grato di tutto quanto mi ha dato, con i suoi segni, con la sua luce, con i suoi accenti.<br><br>di Emanuela Gioia<br>dal blog dilibriealtro<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<h6 class=\"wp-block-heading\"><\/h6>\n\n\n\n<p>Titolo :&nbsp;<strong>La mia isola \u00e8 Las Vegas<br><\/strong>Autore:<strong>&nbsp;Vincenzo Consolo<br><\/strong>Casa editrice:&nbsp;<strong>Mondadori<br><\/strong>Anno di pubblicazione:&nbsp;<strong>2012<\/strong><br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"225\" class=\"wp-image-1685\" style=\"width: 150px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/images-1.jpg\" alt=\"\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>12 Dicembre 2016&nbsp;&nbsp; Questo volume, concepito e voluto da Vincenzo Consolo ma pubblicato postumo,raccoglie cinquantadue brevi scritti narrativi che copronoun arco di pi\u00f9 di mezzo secolo e ripercorrono il suo itinerario di scrittore toccando i temi a lui pi\u00f9 cari. 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