{"id":2250,"date":"2021-06-29T08:53:10","date_gmt":"2021-06-29T08:53:10","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2250"},"modified":"2021-06-29T09:13:21","modified_gmt":"2021-06-29T09:13:21","slug":"conversazione-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2250","title":{"rendered":"CONVERSAZIONE DI VINCENZO CONSOLO"},"content":{"rendered":"\n<p>Questa \u00e8 una serata nobile. Nobile perch\u00e9 \u00e8 assolutamente gratuita, fatta non tanto in omaggio a me, quanto in omaggio della memoria. Lo scrittore infatti \u00e8 un custode di memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Molte volte, ad esempio, ci si \u00e8 chiesti che cosa\nsignifichi la parola Omero. La parola &#8220;omeros&#8221;, nel greco antico, si\ntraduce in italiano con la parola &#8220;ostaggio&#8221;. <br>\nE ci si \u00e8 chiesti il perch\u00e9 di questo significato. <br>\nOstaggio di chi?<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene il poeta, quello che noi chiamiamo Omero,\nnaturalmente \u00e8 ostaggio della memoria, della tradizione.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LO SCRITTORE E&#8217; PORTATORE DI\nMEMORIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Tutti gli scrittori dovrebbero essere ostaggi della memoria;\ni veri scrittori cio\u00e8 sono coloro che assolvono al compito di tramandare una\nmemoria, che \u00e8 poi memoria collettiva e realt\u00e0 storica; coloro che esprimono,\nsecondo la propria sensibilit\u00e0 e le proprie idee, una testimonianza della\nmemoria, per tramandarla ai loro contemporanei e, se possibile, anche ai posteri.<\/p>\n\n\n\n<p>Un custode di memoria ha l&#8217;obbligo di conservarla e di\nservirla.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"731\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n-731x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2041\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n-731x1024.jpg 731w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n-214x300.jpg 214w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n-768x1075.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n-1097x1536.jpg 1097w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n.jpg 1122w\" sizes=\"(max-width: 731px) 100vw, 731px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Coloro che scrivono senza&nbsp;&nbsp; essere&nbsp;&nbsp;\nportatori&nbsp;&nbsp; di&nbsp;&nbsp; memoria appartengono a un&#8217;altra area, quella\ndel1a comunicazione.<\/p>\n\n\n\n<p>I sapientissimi Greci dissero che Mnemosyne era la madre\ndelle Muse, e da lei derivano le altre arti: la Poesia e anche la Musica. Quindi\ndopo aver ascoltato questa bellissima musica, posso solo dire delle parole\nraccontare, narrare, secondo la mia inclinazione e il mio mestiere.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PAESTUM E NAPOLI:<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA BELLEZZA DEL PAESAGGIO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Vorrei partire da Goethe, e raccontare un aneddoto: Egli\nsi trova a Napoli durante il suo viaggio in Italia e vuole andare a visitare\nPaestum. Ci va insieme a un suo amico pittore, che lo accompagna durante il viaggio\nche, vero fotografo dell&#8217;epoca, ha il compito di prendere degli appunti, da\ntrasformare poi in incisioni e quindi in illustrazioni a corredo del libro sul\nviaggio in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Arrivano a Paestum con un barroccio, che portava a\ncassetta il barrocciaio con un suo nipote, un ragazzotto. Durante il ritorno,\nalla vista di Napoli il fanciullo comincia a gridare in modo sconsiderato. I\ndue viaggiatori se ne preoccupano e gli chiedono: &#8211; <em>Cosa hai da urlare? <\/em>&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Il ragazzotto risponde nel modo pi\u00f9 candido e pi\u00f9\nallegro: &#8211; <em>E&#8217; il mio Paese. Non vedete\nSignur\u00ec? Quello \u00e8 il mio Paese. Guardate quant\u2019\u00e8 bello! <\/em>&#8211;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo \u00e8 un episodio straordinario, perch\u00e9 il ragazzino,\ncresciuto tra tanta bellezza com&#8217;era allora il golfo di Napoli, avendo visitato\ncon quegli illustri personaggi la citt\u00e0 di Paestum, si accorge che anche il suo\nPaese \u00e8 bello. E quindi gioisce e lo vuole mostrare ai viaggiatori: non c&#8217;\u00e8\nsolo Paestum, m a c&#8217;\u00e8 anche Napoli.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; un episodio significativo anche nel senso che i viaggiatori\nstranieri sono quelli che ci hanno fatto vedere l &#8216; &#8220;invisibile&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>ITALIA TERRA PRIVILEGIATA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Noi Italiani, da sempre siamo fortunati, perch\u00e9 siamo\nnati in una terra estremamente ricca e bella, dal punto di vista storico e da\nquello naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2, vivendo tra tanta bellezza, abbiamo finito per non\nvederla pi\u00f9, e sono stati quei viaggiatori, a partire da Montaigne nel &#8216;500,\nper arrivare sino agli ultimi viaggiatori dell&#8217; &#8216;800 (i nomi sono tantissimi),\nche ci hanno fatto scoprire il nostro Paese. Ci hanno fatto vedere quale\npreziosa eredit\u00e0 noi avevamo ricevuto dai nostri antenati.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono pagine di viaggiatori stranieri straordinarie, notazioni\ninteressanti su questa bellissima Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; stato Moravia, grande conoscitore di Paesi ad avere\ntracciato una sorta di classifica dei Paesi pi\u00f9 belli del mondo. Lui diceva che\ni Paesi sono belli quando alla natura uniscono anche la cultura. Allora al primo\nposto, naturalmente, metteva l &#8216;Italia, al secondo, se non vado errato, il\nMessico, al terzo la Spagna, al quarto la Grecia, e cos\u00ec via.<\/p>\n\n\n\n<p>Quindi il nostro Paese era straordinariamente\n&#8220;donato&#8221;, &#8220;munificato&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA SICILIA TERRA DI BELLEZZA E DI\nCIVILT\u00c0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E la Sicilia, gi\u00e0 in epoca preistorica, era di\neccezionale bellezza. Poi \u00e8 stata arricchita da tutte le civilt\u00e0, che qui sono\npassate per conquistare l &#8216;isola, m a anche per lasciare i segni della loro\ncultura.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono stati si grandi predatori, come i Romani, ma\nanche loro hanno lasciato qualcosa. I Bizantini, oppure, andando indietro, i\nFenici, i Greci. Poi la civilt\u00e0 musulmana.<\/p>\n\n\n\n<p>Sciascia dice che il modo di essere dei Siciliani, l\n&#8216;identit\u00e0 della Sicilia, incomincia proprio con la civilizzazione araba. Quindi\nda quel momento, possiamo dirci Siciliani, dopo cio\u00e8 le ruberie dei Romani e il\ndepauperamento bizantino.<\/p>\n\n\n\n<p>Con gli Arabi&nbsp;&nbsp;\nl&#8217;isola&nbsp;&nbsp; impoverita&nbsp;&nbsp; ha conosciuto un grande<\/p>\n\n\n\n<p>rinascimento, durante il quale si \u00e8 avuto il miracolo dei\nsincretismi di religione, di cultura, di lingua.<\/p>\n\n\n\n<p>Palermo, nel primo periodo normanno di Guglielmo il\nBuono, era diventata una delle terre emblematiche, dove le varie civilt\u00e0, le\nvarie religioni, le varie lingue convivevano in una splendida armonia, in uno\nscambio di cultura e di dono reciproco. Perci\u00f2 Palermo era diventata forse la\ncitt\u00e0 pi\u00f9 bella, competeva con Cordova in Spagna, ed era una citt\u00e0 di grandi\ncommerci, di grandi industrie, anche di grandi traffici. Essa era la tappa\nobbligata per tutti i Musulmani andalusi, che dovevano fare il pellegrinaggio\nalla Mecca.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;erano a Palermo trecento moschee, c&#8217;erano altrettante\ngiudecche, perch\u00e9 vi era anche l &#8216;elemento ebraico, accanto alle popolazioni\npi\u00f9 varie. C&#8217;erano barbari, spagnoli, africani, tutti con le loro usanze. Ma\ntutto questo si era amalgamato e aveva formato una grande civilt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>In pi\u00f9 c&#8217;era lo sfondo di quella meravigliosa valle in cui\nera stata costruita Palermo, che i Fenici chiamarono &#8220;Ziz&#8221; (fiore).<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA CONCA D&#8217;ORO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; un luogo a ridosso di una catena di montagne che lo\npreserva dai venti africani, e che si stende sul mare in un clima di\neccezionale mitezza, che ha permesso il formarsi di quella famosa plaga che si\nchiama la &#8220;Conca d&#8217;Oro&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui furono costruiti quei meravigliosi gioielli che furono le ville, prima dei Mussulmani e poi dei Normanni. Le Ville di &#8220;delizie&#8221; come la grande Cuba, la piccola Cuba, la Zisa, la Favara, che erano tutti luoghi di villeggiatura.<\/p>\n\n\n\n<p>Palermo era il simbolo di quello che \u00e8 stata la Sicilia\nfino a non molti anni fa. Era una delle terre pi\u00f9 belle della terra pi\u00f9 bella\ndel mondo, che era l &#8216;Italia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LE CAUSE DELL&#8217; ODIERNO DEGRADO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa terra hanno finito per distruggerla. Bench\u00e9 noi\nabbiamo imparato dai viaggiatori stranieri a vedere l &#8216;invisibile e ad\napprezzare questo luogo, questa dimora vitale, tuttavia ci siamo comportati\nanche come altri stranieri, che non erano pi\u00f9 intellettuali, ma conquistatori\nche depredavano e portavano via. Si pensi alle depredazioni che hanno fatto i\nTedeschi, gli Inglesi, i Francesi in Egitto o in Grecia. Tutto quello che hanno\nportato nelle loro nazioni, depauperando queste terre di testimonianze della\nloro civilt\u00e0 e di grandi monumenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco, noi ci siamo trasformati nella nostra terra in\npredatori.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricchezza che avevamo abbiamo finito per rapinarla, a\nvolte anche per trasferirla altrove, come certi quadri, o certe colonne, e a\nvolte perfino semplicemente per distruggerla sconsideratamente.<\/p>\n\n\n\n<p>Hanno distrutto l&#8217;ambiente, hanno distrutto i monumenti. <\/p>\n\n\n\n<p>Tutto questo \u00e8 avvenuto durante la guerra, con i bombardamenti,\ned \u00e8 continuato nel dopoguerra, ma io credo che la distruzione principale \u00e8\navvenuta negli anni &#8217;50 &#8211; &#8217;60, con il cosiddetto miracolo economico, quando si\ncominci\u00f2 a ricostruire e si costru\u00ec nel modo pi\u00f9 anarchico e pi\u00f9 insensato,\nsenza alcun rispetto per l&#8217;ambiente in cui le nuove costruzioni nascevano.<\/p>\n\n\n\n<p>Giustissima la ricostruzione, per\u00f2 \u00e8 stata fatta nel modo\npi\u00f9 avvilente e di conseguenza \u00e8 stato distrutto quello che costituiva la\n&#8220;bellezza&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA BELLEZZA COME CATEGORIA ETICA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La bellezza non \u00e8 una categoria estetica, bens\u00ec morale. Non\n\u00e8<\/p>\n\n\n\n<p>bello cio\u00e8 quello che appaga soltanto il nostro senso estetico,\nma \u00e8 bello quello che soprattutto appaga anche la nostra anima.<\/p>\n\n\n\n<p>Pirandello diceva che noi siamo quello che vediamo nei\nprimi anni della nostra vita. Se abbiamo avuto la fortuna di vedere luoghi\nbelli, io credo che la nostra crescita, il nostro sviluppo morale ed\nintellettuale sar\u00e0 diverso da quello di un bambino che nasce in un luogo con un\norizzonte devastato, orrendo e brutto.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi segni esterni fatalmente si proiettano nel nostro\ninterno e uccidono la nostra memoria.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono tantissimi scrittori che hanno parlato appunto\ndella bellezza come moralit\u00e0, ma c&#8217;\u00e8 soprattutto uno scrittore che voglio\nricordare particolarmente, che \u00e8 Vittorini.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>L&#8217;UTOPIA D I VITTORINI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"455\" height=\"600\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/elio-vittorini.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-970\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/elio-vittorini.jpg 455w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/elio-vittorini-228x300.jpg 228w\" sizes=\"(max-width: 455px) 100vw, 455px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Vittorini, nel libro\npostumo che si intitola &#8220;Le citt\u00e0 del mondo&#8221;, fa equivalere la\nbellezza all&#8217;armonia sociale, intesa come base della democrazia, dove ognuno ha\nrispetto dell&#8217;altro. Ne libro parla del viaggio che fanno alcune coppie di una\nSicilia in movimento, quando sembrava che l &#8216;isola dovesse togliersi di dosso\nquella condanna del fato, di memoria verghiana. Vittorini, che era un\n&#8220;antiverghiano&#8221; e che pensava che la Sicilia dovesse scuotersi da\nquesta condanna del destino e che dovesse prendere un atteggiamento attivo nei\nconfronti della storia, scrive questo libro alla fine degli anni &#8217;50 (senza\nriuscire a finirlo), dove c&#8217;\u00e8 una Sicilia che parte per diversi itinerari di\nvita. C&#8217;\u00e8 ad esempio una ragazza che scappa da Milazzo, dei ragazzini che\nscappano dalle Madonie, e partono senza una meta precisa, comunque\nrappresentando una Sicilia che non sta pili seduta all&#8217;ombra a sonnecchiare, ma\n\u00e8 una Sicilia in attesa di un evento straordinario.<\/p>\n\n\n\n<p>In quegli anni era stato scoperto il petrolio e s&#8217;erano\naccese tante speranze. Vittorini aveva visto da vicino l&#8217;esperienza olivettiana,\ndi quel grande industriale e insieme sociologo, Adriano Olivetti, imprenditore\nilluminato, che aveva creato un&#8217;industria a misura d &#8216;uomo. Vittorini s&#8217;era\nentusiasmato di questa idea, che sembrava realizzare un sogno straordinario e\nquindi aveva pensato che in Sicilia potesse avvenire qualcosa di simile. Che\ncio\u00e8 si sarebbe potuto lasciare alle spalle il vecchio mondo contadino, di\nrassegnazione, di pena, d&#8217;ignoranza, di malattie, e finalmente con la\nindustrializzazione si potesse fare diventare il Siciliano protagonista della\nstoria.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"386\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/carusiminierezolfo5176.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1800\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/carusiminierezolfo5176.jpg 600w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/carusiminierezolfo5176-300x193.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Ma senza l\n&#8216;avvilimento, senza quella schiavit\u00f9 che di solito l&#8217;industria comporta nei\nconfronti dei lavoratori. Lo sfruttamento, l&#8217;alienazione, quello che aveva\nanalizzato un signore, che Tomasi di Lampedusa chiama: <em>&#8220;un ebreuccio di cui non ricordo il nome&#8221;<\/em>, e che noi\ninvece ricordiamo benissimo e si chiama Carlo Marx.<\/p>\n\n\n\n<p>Vittorini pensava nella sua utopia che ci potesse essere,\nal di l\u00e0 del conflitto tra capitale e lavoro, un tipo di industria illuminata, dove\nl &#8216;operaio, il bracciante, il lavoratore non venisse oppresso e non venisse\nsfruttato. Utopia che si \u00e8 infranta contro gli scogli della storia.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL SICILIANO PROTAGONISTA DELLA\nSTORIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Questa immagine vittoriniana di una Sicilia che rinasce,\ndi quella che Lui chiam\u00f2 la Lombardia siciliana, lo port\u00f2 a disegnare una sua\ngeografia lombarda in terra di Sicilia, rifacendosi appunto agli eredi degli\nantichi insediamenti lombardi qui in Sicilia. <br>\nParlava dei paesi di lingua lombarda, come San Fratello, Nicosia, Aidone,\ncomunit\u00e0 che si formarono con la conquista dei Normanni dopo la dominazione\naraba.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli diceva che le citt\u00e0 belle, come Caltagirone, come\nNoto, creano armonia sociale, creano fantasia e mettono l&#8217;uomo in un\natteggiamento attivo e non pi\u00f9 passivo nei confronti della storia. L&#8217;uomo deve\ndiventare protagonista.<\/p>\n\n\n\n<p>Ora l &#8216;utopia economicista o politica di Vittorini io credo\nche si sia infranta completamente, visti i risultati delle esperienze del\npetrolio a Gela o ad Augusta. Resiste invece la sua idea dei luoghi belli che formano\nl&#8217;uomo, lo migliorano e lo arricchiscono, mentre i luoghi brutti mortificano l\n&#8216;uomo, lo portano verso la malinconia, la depressione e a volte anche verso una\nribellione sconsiderata ed irrazionale, che degenera nella violenza.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>LA DENUNZIA DELLE DISTRUZ IONI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La storia siciliana degli ultimi cinquant&#8217;anni di distruzione\ndissennata ha avuto inizio con l &#8216;abbandono delle campagne e la trasformazione\ndei nostri paesini e delle nostre citt\u00e0. Allora vi sono stati uomini che hanno\ncominciato a denunciare queste perdite, non tanto come distruzioni materiali,\nquanto per i riflessi morali e sociali che determinavano sulle persone e sulle\npopolazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio ricordare Antonio Cederna, un urbanista che per\nanni cd anni \u00e8 stato un a voce clamante nel deserto, inascoltata, che ha\nparlato e ha scritto prima sulle pagine de &#8220;Il Mondo&#8221;, poi su quelle\ndi &#8220;Repubblica&#8221;, delle devastazioni, dei gravi stupri (mi si perdoni\nla parola forte), che avvenivano sul territorio del nostro Paese.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio ricordare un poeta come Pasolini, che con le sue\nbellissime metafore, come &#8220;La scomparsa delle lucciole&#8221;, voleva\nsimbolicamente segnalare questo mutamento nella Societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Voglio ricordare un poeta come Andrea Zanzotto, che\nlamentava l\u2019&#8221;avvelenamento&#8221; dell&#8217;Eden veneto dove lui abitava, quando\ni contadini hanno iniziato a mischiare veleni chimici alle sementi introducendo\nuna terribile alterazione ecologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi anche uno scrittore come Guido Ceronetti, che ha\nscritto due libri che sono un po&#8217; la continuazione del libro di Guido Piovene\n&#8220;Viaggio in Italia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\u00f2 al tempo di Piovene, come al tempo del viaggio di un\naltro scrittore, Riccardo Bacchelli (narrato in &#8220;Lo sa il tonno&#8221;),\nancora le perdite e le distruzioni non erano avvenute, e quindi loro scoprivano\nsoltanto le bellezze dei luoghi che vedevano per la prima volta.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo ai luoghi pi\u00f9 belli e pi\u00f9 simbolici del cuore d &#8216;Italia,\nquelli che pochi giorni fa hanno subito nell&#8217;Umbria e nelle Marche un terremoto\ncatastrofico. Pensiamo ai luoghi che abbiamo perso, alle ferite arrecate a\nmonumenti come la Basilica di S. Francesco, che sono delle ferite emblematiche\nche in un certo senso ci dicono del nostro continuo scadimento.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo caso \u00e8 stata la natura a determinare la distruzione,\nma in altri casi sono gli uomini ad apportare queste ferite.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo a Ceronetti che, con il precedente di Piovene,\nha scritto due libri, uno intitolato &#8220;Un viaggio in Italia&#8221; e l\n&#8216;altro &#8220;Albergo Italia&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>QUANDO LA DENUNZIA E\u2019 REAZIONARIA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ceronetti \u00e8 un uomo singolare, di vastissima cultura, che\nconosce l&#8217;ebraico, ma \u00e8 un uomo che pensa che la soluzione per questo mondo di\noggi non sia altro che l&#8217;apocalisse, che finalmente potr\u00e0 cancellare tutto per\nricominciare daccapo.<\/p>\n\n\n\n<p>Egli compie il suo viaggio in Italia partendo dal veneto,\nTorino, Milano, Roma, arrivando anche nei paesi pi\u00f9 sperduti, sino in Sicilia,\ndove visita Siracusa, Acitrezza, Noto, Palermo. In termini molto violenti, da\ninvettiva, registra le brutture che incontra, ma il suo discorso, proprio per\nle sue concezioni cos\u00ec radicali ed apocalittiche, cos\u00ec tese ad aspirazione\nmetafisica, a volte diventa reazionario.<\/p>\n\n\n\n<p>Io credo che quando si denunziano i mali della Societ\u00e0,\npur nell&#8217;invettiva, occorre sempre affermare che tutto si pu\u00f2 rimediare, perch\u00e9\nla storia la fanno gli uomini e non c&#8217;\u00e8 bisogno di aspettare l&#8217;azzeramento\ntotale, che postula pure l &#8216;offesa della vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Ceronetti arriva anche a declinare temi razzistici. C&#8217;\u00e8\nuna descrizione nel suo viaggio dell&#8217;incontro che ha in treno con un gruppo di\nemigrati arabi. Li guarda, devo dire, con molto disprezzo. Arriva a usare\nespressioni razzistiche quando afferma che dove loro passano infettano tutto,\nrovinano e degradano tutto, dando la colpa a questo estraneo che viene nel\nnostro contesto e sembra essere la causa prima del nostro degrado.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>IL MIRACOLO ECONOMICO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>E L&#8217;ORIGINE DELLO SVILUPPO\nDISTORTO<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In Ceronetti c&#8217;\u00e8 un punto di vista discutibile. Lo\nscrittore infatti viene da Torino e scrive sulla &#8220;Stampa&#8221;, che \u00e8 di\npropriet\u00e0 del Sig. Agnelli. Nei suoi libri non mette mai in discussione queste\nmatrici prime dei mali italiani. Insomma, questo Paese \u00e8 stato disegnato su\nmisura per le automobili e tutto il resto \u00e8 avvenuto di conseguenza. Una certa\nindustrializzazione ha portato lavoro, \u00e8 vero, ma non si \u00e8 mai studiato se\npotevano esserci delle altre dimensioni e direzioni dello sviluppo.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"728\" height=\"1024\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/CCI_000052-728x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1848\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/CCI_000052-728x1024.jpg 728w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/CCI_000052-213x300.jpg 213w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/CCI_000052-768x1081.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 728px) 100vw, 728px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Con il miracolo\neconomico italiano si \u00e8 distrutto quella che era la cultura contadina e si \u00e8\npuntato solo sulla industrializzazione. Questo intendo quando affermo che il Paese\n\u00e8 stato disegnato su misura per l &#8216;industria FIAT, con tutto il processo di\nemigrazione interna e di spostamento, che hanno chiamato &#8220;esodo&#8221;, di\nmasse di braccianti meridionali verso il nord. Ne \u00e8 scaturito un processo massiccio\ndi inurbamento con costruzioni caotiche, veloci, repentine, per dare alloggi\nnelle periferie delle citt\u00e0 industriali. Anonime, atroci, definite dormitori, che\nsono luoghi senza anima.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DEGRADO AMBIENTALE E DECADIMENTO\nMORALE<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; inutile meravigliarsi se in simili luoghi i giovani\npossono avere problemi di ordine psichico, se possono scegliere di uccidersi\ncon una iniezione procurata dai trafficanti di droga, o di compiere atti\nirrazionali e violenti.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;ambiente degradato porta alla distruzione dell&#8217;uomo,\nporta al degrado morale.<\/p>\n\n\n\n<p>Per finire questa mia conversazione un po&#8217; vagante di qua\ne di l\u00e0,<\/p>\n\n\n\n<p>voglio leggere un pensiero di un famoso etologo, Konrad\nLorenz, contenuto negli &#8220;Otto peccati capitali della nostra civilt\u00e0<em>&#8220;:.. Il senso estetico e quello morale\nsono evidentemente strettamente&nbsp; collegati,\ne gli uomini che sono costretti a vivere nelle condizioni sopra descritte vanno\nchiaramente incontro all&#8217;atrofia di entrambi. Sia la bellezza della natura sia\nquella dell&#8217;ambiente culturale, creato dall&#8217;uomo, sono manifestamente\nnecessarie per mantenere l&#8217;uomo psichicamente e spiritualmente sano. La totale\ncecit\u00e0 psichica di fronte alla bellezza in tutte le sue forme, che oggi dilaga ovunque\ncos\u00ec rapidamente, costituisce una malattia mentale che non va sottovalutata, se\nnon altro, perch\u00e9 va di pari passo verso tutto ci\u00f2 che \u00e8 moralmente\ncondannabile. &#8220;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Se noi perdiamo la nostra sensibilit\u00e0 verso la bellezza\nperdiamo anche la sensibilit\u00e0 verso tutto quanto \u00e8 orrore e azione ingiusta\ndell&#8217;uomo, la violenza, l&#8217;ingiustizia, perdiamo la capacit\u00e0 di reagire contro\nle offese arrecate alla civilt\u00e0 stessa.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PER LA DIFESA DELLA BELLEZZA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Volevo ricordare un &#8216;iniziativa che, a un certo momento,\nho deciso di prendere insieme ad altri tre intellettuali, come il sen. dei\nVerdi Luigi Manconi, la poetessa Viviane Lamarque e il giornalista Vittorio\nEmiliani.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci siamo fatti promotori della difesa della bellezza, o\ndi quello che rimane della bellezza in questo Paese, invitando altri\nintellettuali ad aderire. Subito hanno aderito cento altri intellettuali\nitaliani, per cercare di salvare la bellezza residua della nostra terra.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho cercato di spiegare il valore della bellezza, che non\n\u00e8 un fatto estetico, ma un fatto etico ed \u00e8 anche un debito di eredit\u00e0 verso le\ngenerazioni che verranno. Si \u00e8 incominciato a fare qualcosa, ci siamo riuniti\nla prima volta a Roma, si sta scrivendo un programma, si dovranno scegliere tre\nmonumenti emblematici dell&#8217;Italia settentrionale, dell&#8217;Italia centrale e\ndell&#8217;Italia meridionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ognuno di noi dovr\u00e0 perorare la causa di un monumento\nstorico.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto mi riguarda ho scelto Noto, che \u00e8 un paese che\nsta crollando. Non \u00e8 crollata solo la cupola della cattedrale, ma sta crollando\nl&#8217;intero paese, pur essendo sotto la protezione dell&#8217;UNESCO. Finora non si \u00e8\nfatto niente, sono stati messi soltanto tubi Innocenti a puntellare i monumenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Se Noto crollasse sparirebbe uno dei segni, non solo\nartistici, ma anche storici di quella che era stata la progettazione ex novo di\nquella insigne citt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>PER IL RECUPERO DEI LUOGHI BELLI<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"684\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210209_0001-1024x684.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2251\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210209_0001-1024x684.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210209_0001-300x200.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210209_0001-768x513.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210209_0001-1536x1026.jpg 1536w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210209_0001-2048x1368.jpg 2048w\" sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>I primi segni di ripresa\ndi un percorso valido si sono avuti da parte del Governo italiano e da parte\ndelle Amministrazioni comunali, con la demolizione di due mostri che erano\nstati costruiti: uno al la periferia di Napoli che chiamano &#8220;Le Vele&#8221;\ne poi un albergo abusivo sulla costa amalfitana.<\/p>\n\n\n\n<p>Dunque ci sono gi\u00e0 i segni del ripristino. Siamo stati\ndepauperati del paesaggio. Adesso \u00e8 ora che si distruggano quei mostri, draghi\nche bisogna abbattere.<\/p>\n\n\n\n<p>Spero che si possa andare avanti in questo progetto di\neliminazione di orrori, per rendere pi\u00f9 vivibile questo nostro paesaggio,\nquesto nostro ambiente.<\/p>\n\n\n\n<p>Cercare di far rinascere la Conca d &#8216;Oro, cercare di far\nrinascere la Piana di Milazzo, per quanto compatibilmente oggi si possa fare,\ncercare di recuperare dei beni che c&#8217;erano e che abbiamo perduto.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che questo sia compito di noi oggi riuniti in\nquesto scorcio del secondo millennio, e faccio questo augurio a mc stesso, di\npoter vedere il paesaggio in qualche modo ricompensato, e a noi stessi di\nessere in qualche modo ricompensati delle terribili perdite che abbiamo\nsofferto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>SIAMO FIGLI DELLA CULTURA<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La Legambiente \u00e8 nata con questo scopo per la salvaguardia\ndel mondo, della natura e anche dei monumenti. I suoi aderenti sono un poco\ncome dei soldati che si impegnano contro i tentativi di perpetuare le offese.<\/p>\n\n\n\n<p>Considero questa bella serata come omaggio a Omero, poeta\ndella memoria. Ho avuto la sorte di vivere a cavallo tra la civilt\u00e0 contadina e\nla civilt\u00e0 industriale, che ho visto nascere, e poi tra due luoghi estremi come\nla Sicilia e Milano, sono stato testimone di una grande trasformazione e quindi\nho cercato di conservare la mia memoria e di trasferirla agli altri che mi\nleggono o mi leggeranno.<\/p>\n\n\n\n<p>Reputo questo omaggio a me, come un omaggio alla memoria e\nai suoi custodi, siano essi scrittori, musicisti, o chiunque non abbia il vuoto\ndietro le spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Noi non siamo figli di nessuno. Noi siamo figli della\nCultura e ci portiamo dentro dei segni. Cerchiamo dunque di non farci&nbsp;&nbsp; cancellare questi segni dai barbari, dagli\nimbecilli o dai violenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Milazzo, 29 dicembre 1997 <br><strong>Vincenzo Consolo<\/strong><br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"854\" class=\"wp-image-2252\" style=\"width: 600px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210628_0001-rotated.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210628_0001-rotated.jpg 1728w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210628_0001-211x300.jpg 211w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210628_0001-719x1024.jpg 719w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210628_0001-768x1093.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210628_0001-1079x1536.jpg 1079w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2021\/06\/IMG_20210628_0001-1439x2048.jpg 1439w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa \u00e8 una serata nobile. Nobile perch\u00e9 \u00e8 assolutamente gratuita, fatta non tanto in omaggio a me, quanto in omaggio della memoria. Lo scrittore infatti \u00e8 un custode di memoria. Molte volte, ad esempio, ci si \u00e8 chiesti che cosa significhi la parola Omero. La parola &#8220;omeros&#8221;, nel greco antico, si traduce in italiano con &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2250\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">CONVERSAZIONE DI VINCENZO CONSOLO<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,876,9],"tags":[852,921,924,660,425,926,336,925,238,922,318,77,919,58,751,17,202,356,186,915,927,928,930,914,742,918,750,920,917,252,30,923,187,916,83,340,929,745,459,29,209,18,933,932],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2250"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2250"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2250\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2254,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2250\/revisions\/2254"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}