{"id":2119,"date":"2020-12-11T12:36:20","date_gmt":"2020-12-11T12:36:20","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2119"},"modified":"2021-01-21T15:37:58","modified_gmt":"2021-01-21T15:37:58","slug":"lidea-della-sicilia-di-vincenzo-consolo-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2119","title":{"rendered":"L&#8217;idea della Sicilia &#8211; di Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"\n<p>L&#8217;idea della\nSicilia &#8211; di Vincenzo Consolo<br>\n<br>\n<\/p>\n\n\n\n<p>E&#8217; ancora possibile il viaggio, oggi che sola ci \u00e8 concessa la via unica, obbligata del risaputo e prevedibile per questo gran villaggio uguale in ogni punto che \u00e8 diventato il mondo? <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Oggi che siamo spinti verso la stasi &#8211; anticipo di quella definitiva -, in cui il mondo in sequenza ininterrotta di immagini ci scorre avanti agli occhi? Oggi che l&#8217;altrove, il lontano e ignorato \u00e8 fuori dalla terra? Solo che dentro o fuori, qui o altrove forse poco \u00e8 diverso. <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Non \u00e8 figura del tedio nostro, del sonno senza sogni il nero, infinito vuoto siderale; figura della nostra mente, dell&#8217;anima ogni squallido mar della Tranquillit\u00e0 o Serenit\u00e0? (Tutto comincia, o finisce, quel 21 luglio del 1969, quando l&#8217;astronauta viol\u00f2 la superficie del satellite. <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Si frantum\u00f2 allora. cadde sulla terra a pioggia, oltre la poesia. ogni desiderio o Illusione di viaggio. Anche, crediamo, la fantasia, la gioia della ricerca nello spazio d\u2019 ogni vero scienziato \u2013 \u201c\u2026 appena la Luna compare, nel linguaggio di Galileo si sente una specie di rarefazione di levitazione: ci s&#8217;innalza in un&#8217;incantata sospensione\u201d dice Calvino &#8211; non \u00e8 tutto ormai sotto il dominio della fredda tecnologia?). <br><br> Impossibile oggi il viaggio. Ma mai come oggi si \u00e8 viaggiato, mai tante compagnie, tanti grantours, planetours, international travels hanno mosso masse nei luoghi pi\u00f9 &#8220;esotici&#8221; remoti del pianeta. Ma, privo d&#8217;ignoto, di scoperta, ridotto al livello dei consumi pi\u00f9 accessibili e pi\u00f9 rapidi, mai come oggi il viaggio ci \u00e8 apparso pi\u00f9 incosciente e insieme pi\u00f9 innocente.<br> <br><\/p>\n\n\n\n<p>Viaggio in cui finalmente non si rischia pi\u00f9 l&#8217;errore, I&#8217; omissione, l&#8217;incomprensione, come al contrario si rischiava nel passato, dall&#8217;antichit\u00e0 e fino a ieri.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos&#8217;era nel passato il viaggiare? Cos&#8217;era per un uomo lasciare la propria casa, il proprio paese e mettersi sulla via, cominciare il viaggio? Era, sappiamo, il bisogno di conoscere e di conoscersi. Ma era anche interrompere una vita e viverne contemporaneamente un&#8217;altra, era un moltiplicarla; era un lasciare l&#8217;inverno e cercare la primavera, un morire e rinascere, un rigenerarsi.<br> <\/p>\n\n\n\n<p>La chari est triste, helas! et j&#8217;ai lu tous les livres. Fuir! l\u00e0-bas fuir!&#8230;  <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Ma non tutti avevano letto tous les livres, non tutti hanno avuto &nbsp;l&#8217;ansia radicale di Mallarm\u00e9, non tutti sono stati dei Rimbaud o dei Mattia Pascal, questi viaggiatori assoluti nella metafora della vita come viaggio? Quasi sempre i viaggiatori si son portati appresso scorie dell&#8217;altra vita, memorie, sentimenti, idee, preconcetti, certezze che fossero puntelli, difesa allo smarrimento, al panico del nuovo e dell&#8217;ignoto. <br> <\/p>\n\n\n\n<p>I viaggiatori, per esempio, che dal nord dell&#8217;Europa tra il Sette e I&#8217; Ottocento venivano in Italia. E, ancor di pi\u00f9, quelli che venivano in Sicilia. In quest&#8217;isola remota, antica (ecco due condizioni che generano poesia, dice Leopardi), carica di miti, di storia; in questa terra del caos e della minaccia, dei terremoti, dei vulcani, delle caligini, delle aride rocce, dei gessi e degli zolfo (&#8220;E la bella Trinacria che caliga \/ tra Pachino e Peloro, sopra il golfo \/ che riceve da Euro maggior briga \/ non per Tifeo ma per nascere solfo&#8221;: cos\u00ec Dante la dipinge nel Paradiso); in questa terra della quiete, dell&#8217;abbandono, della natura pi\u00f9 bella e generosa, della luce chiara, delle acque, dei boschi, dei giardini e delle zagare.  <br> <\/p>\n\n\n\n<p>In questa terra dei contrasti, in quest&#8217;isola ipotecata dalla letteratura, dal mito, dalla leggenda. <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 nel Medioevo e fino al Cinquecento, al Seicento e oltre &#8211; ci informa Atanasio Mozzillo nel suo saggio &#8211; la Sicilia appariva, infuocata e folgorata di lave e di sole, come un terrestre inferno, abitata da gente pi\u00f9 simile a diavoli che ad uomini: era (per Montesquieu, per l&#8217;Encyclop\u00e9die, ad esempio) una deserta landa, una infinita distesa di ruderi, di macerie, con citt\u00e0 come Palermo o Siracusa distrutte dai terremoti. scomparse nell&#8217;oblio.  <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Realistici,\nattendibili altrove, messo piede in Sicilia, quasi sempre i viaggiatori si avvolgono\nla testa nelle spesse bende del mito, dell&#8217;affabulazione. E l\u2019esempio pi\u00f9 evidente\ndice Mozzillo, \u00e8 il domenicano Leandro Alberti.<br>\n<br>\n<\/p>\n\n\n\n<p>Ma anche successivamente, il padre Labat, il barone vC, l&#8217;abate Saint-Non, e tanti e tanti altri non sfuggono a questa legge. S\u00ec che ci viene da immaginare che le lettres, le relazioni di viaggi in Sicilia pi\u00f9 veritiere &#8211; vere nell&#8217;ordine del vagheggiamento, della fantasia &#8211; potrebbero forse apparirci quelle di famosi personaggi che il viaggio in Sicilia avrebbero voluto compiere e non compirono, o, anche se I&#8217; hanno compiuto, di esso han lasciato nessuna o labile traccia.<br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>O assolutamente &#8220;inventata&#8221;, com&#8217;\u00e8 nel caso limite di Stendhal. dice ne &#8220;La duchesse de Palliano: . . . il mio scopo principale, viaggiando per la Sicilia, non \u00e8 stato quello di osservare i fenomeni dell&#8217;Etna, n\u00e9 di chiarire, per me e per gli antichi altri, quel che gli antichi autori greci hanno detto della Sicilia. Ho cercato soprattutto il piacere degli occhi, che in questo singolare paese \u00e8 grande. Si dice che assomigli all&#8217;Africa: ma quel che per me \u00e8 certo, \u00e8 che non all&#8217;Italia se non per passioni divoranti&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco con quali occhiali, o con quali deliziose bende, se si vuole, l&#8217;autore della Chartreuse avrebbe fatto il suo viaggio in Sicilia. Ma, pi\u00f9 indietro nel tempo,<\/p>\n\n\n\n<p>pensiamo ad un pittore come Pietere Bruegel, che nel 1552, dopo Napoli e Reggio Calabria, sembra che approdi nella bella, popolosa, ricca, per il suo porto. di traffici, di commerci. Messina.<br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Et enfin il peut-\u00e8tre vu le d\u00e9troit de Messine, ou il place un Combat naval dans une gravure&#8230;&#8221; scrive Marcel Fryns. Ma per noi \u00e8 pi\u00f9 suggestiva l&#8217;idea che Bruegel, a Palermo, abbia visto il famoso &#8220;Trionfo della morte di palazzo Sclafani&#8221; e che, nel suo Trionfo abbia ripreso quel cavallo e quel cavaliere scheletriti.<br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Topos pittorico che scivoler\u00e0 poi fino a Guernica di Picasso. E pensiamo al viaggio, tra Siracusa e Messina e Palermo, sicuramente avventuroso e maudit, del Caravaggio. <br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>A tanti altri pittori o disegnatori, pensiamo, che hanno o no lasciato appunti. Come quel Vivan Denon, versione francese del napoletano Liborio Pirro, quel segretario d&#8217;ambasciata a Napoli per il re di Francia e poi Direttore delle Belle Arti per Napoleone. che del suo viaggio in Sicilia oltre che con disegni, con un diario ci lascia traccia.<br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Ma penso soprattutto al viaggio desiderato ma non compiuto in Sicilia di Leopardi. Penso con rammarico a una mancata Ginestra dell&#8217;Etna, o a un tramonto della luna, o a un Infinito siciliani. Dicevamo sopra dei concetti o preconcetti, del bagaglio rassicurante che ogni viaggiatore in Sicilia si portava appresso.  <\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec il pi\u00f9 grande di questa schiera di viaggiatori, il Viaggiatore: Goethe.<\/p>\n\n\n\n<p>Quante omissioni, quante censure. quante imprecisioni gli hanno rimproverato. soprattutto nella parte siciliana, insigni lettori dell&#8217;Italienische reise. certo. il poeta di Weimar, partendo da Kralsbad il 3 settembre del 1786, cerca di spogliarsi di tutto \u2013 si spoglia anche del nome, ormai famoso, che cambia con un pi\u00f9 anonimo Philipp Moller -, cerca di &#8220;morire e di rinascere&#8221;, ma non pu\u00f2 fare a meno del suo bagaglio.<br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>In cui vi sono. a fargli da metro, da certezza, in quel mare periglioso e infinito di natura e cultura che \u00e8 la Sicilia, oltre ai classici, ad Omero, Diodoro, a Virgilio, a Ovidio, (gli aff\u00ecora a Roma, davanti al colosseo), vi sono Winkckelmann, Spinoza, Michelangelo, Poussin. Lorrain, Ratfaello, Palladio. . . <br> <\/p>\n\n\n\n<p>E, come pratico baedeker, vi \u00e8 il viaggio del predecessore e compatriota von Riedesel. Cos&#8217;\u00e8 il viaggio di Goethe in Sicilia? E&#8217; la conclusione necessaria per progressus alle origini, \u00e8 il viaggio al termine della storia, della civilt\u00e0 e del tempo; il viaggio anche al cuore della natura. La Sicilia, il prodigioso e antichissimo grembo di questa terra contiene, per chi sa trovarlo, l&#8217;Aleph: il luogo dove si trovano, senza confondersi, tutti i luoghi, la storia che contiene tutte le storie&#8230; &#8220;La Sicilia per me \u00e8 un preannuncio dell&#8217;Asia e dell&#8217;Africa, e il trovarsi in persona al centro del prodigioso cui convergono tanti raggi della storia del mondo non \u00e8 cosa da poco&#8221; dir\u00e0 alla vigilia della sua partenza per l&#8217;Isola.<br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>In cui, una volta giuntovi, come in una iniziazione misterica o una discesa agli Inferi, gli saranno rivelati, fuori di s\u00e8 e dentro di s\u00e8, veramente dei prodigi. Come il prodigio del tempio di Segesta o quello, rovesciato e contrario, di Villa Palagonia, o quello &#8220;naturale&#8221; del&#8217; Etna, o, infine, il prodigio di vedersi, in Sicilia, al di l\u00e0 d&#8217;ogni particolare contingenza, cadere dagli occhi ogni benda, di sopportare la realt\u00e0 nella misura pi\u00f9 alta in cui erano arrivati a sopportarla i Greci.<br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Dir\u00e0, dopo il viaggio: &#8220;per quanto riguarda Omero, \u00e8 come se mi fosse caduta una benda dagli occhi&#8230; Ora l&#8217;Odissea \u00e8 davvero per me una parola viva&#8221;; e ancora: &#8216;L&#8217;aver aderito in stretto contatto al reale; mi ha dato un&#8217;incredibile scioltezza nell&#8217;esprimersi, per cos\u00ec dire, a prima vista su ogni cosa, e mi sento veramente felice che nel mio animo sia rimasta un&#8217;idea tanto chiara, completa e pura della grande, bella, impareggiabile Sicilia&#8221;. Goethe riassume e rappresenta tutti gli altri viaggiatori stranieri in Sicilia, quelli che, pur non vedendo o stravedendo tanti aspetti della realt\u00e0 siciliana, hanno tuttavia, ciascuno a suo modo, dato la visibilit\u00e0 di quell&#8217;evidenza che per Sciascia ai Siciliani prima era invisibile.<br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>Li rappresenta anche nel senso del &#8220;rischio&#8221; oggettivo che \u00e8 ciascun viaggio, rischio di errore ed omissione, e nella consapevolezza di questo rischio. &#8220;Eppure spesso mi appare evidente come siano lacunose le mie osservazioni; e se il viaggio compiuto sembra trascorrere come un fiume davanti agli occhi del viaggiatore, e la fantasia ne serba un&#8217;immagine di continuit\u00e0 ininterrotta, ci\u00f2 malgrado non ci si pu\u00f2 sottrarre alla sensazione che questa immagine sia, in fondo, incomunicabile&#8221; scrive.<br> <br> <\/p>\n\n\n\n<p>E conclude, sulla impossibilit\u00e0 per il viaggiatore di \u201crendere&#8221; compiutamente un luogo: \u201cDavvero ci vorrebbe tutta una vita umana, anzi la vita di parecchi uomini, che man mano ci trasmettessero le loro conoscenze&#8221;. Ma sa, Goethe, che il viaggio, ogni viaggio, \u00e8 s\u00ec nella realt\u00e0, ma \u00e8 soprattutto nella &#8220;idealit\u00e0&#8221;. Quello di Goethe, come d&#8217;ogni viaggiatore nell&#8217;Isola di ieri e di oggi, \u00e8 la ricerca, come dice la Tuzet, d&#8217;una &#8220;idea&#8221; platonica della Sicilia.<br><br><em>Appunti sparsi<\/em><br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"397\" class=\"wp-image-1387\" style=\"width: 600px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/14962536_10210989563765275_9007156802779309565_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/14962536_10210989563765275_9007156802779309565_n.jpg 960w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/14962536_10210989563765275_9007156802779309565_n-300x198.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/12\/14962536_10210989563765275_9007156802779309565_n-768x508.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;idea della Sicilia &#8211; di Vincenzo Consolo E&#8217; ancora possibile il viaggio, oggi che sola ci \u00e8 concessa la via unica, obbligata del risaputo e prevedibile per questo gran villaggio uguale in ogni punto che \u00e8 diventato il mondo? 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