{"id":2115,"date":"2012-09-02T15:22:00","date_gmt":"2012-09-02T15:22:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2115"},"modified":"2020-12-03T15:36:23","modified_gmt":"2020-12-03T15:36:23","slug":"tra-storia-e-mistificazione-la-polemica-contro-il-mito-garibaldino-nel-romanzo-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2115","title":{"rendered":"Tra storia e mistificazione La polemica contro il mito garibaldino nel romanzo di Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"\n<p>Aneta Chmiel <br> <br> Universit\u00e0 della Slesia <br> <br> Tra storia e mistificazione La polemica contro il mito garibaldino nel romanzo di Vincenzo Consolo Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio alla luce di recenti studi<br> <br> \u00a0Non a caso il romanzo di Vincenzo Consolo intitolato Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio \u00e8 considerato uno dei maggiori contributi alla letteratura siciliana (Barbagallo, G., 2009: 15\/6). L\u2019opera narra della rivolta contadina avvenuta nel villaggio siciliano di Alc\u00e0ra Li Fusi, all\u2019indomani dello sbarco dei mille. Con una suggestivit\u00e0 inconfondibile Consolo dipinge il quadro quasi fatato del paesaggio siciliano: Le montagne erano nette nella massa di cupo cilestro contro il cielo mondo, viola di parasceve. Vi si distinguevano ancora le costole sanguigne delle rocche, le vene discendenti dei torrenti, strette, slarganti in basso verso le fiumare; ai piedi, ai fianchi, le chiome mobili, grigio argento degli ulivi, e qua e l\u00e0, nel piano, i fuochi intensi della sulla, dei papaveri, il giallo del frumento, l\u2019azzurro tremulo del lino. Consolo, V., 2006: 7 Questa condizione d\u2019eccezionale benessere nasconde tuttavia un mondo dove stanno per scoppiare tensioni profonde, forti ed irresistibili, dove regna il plurilinguismo e multiculturalismo e dove alla maggioranza siciliana si contrappone una comunit\u00e0 araba e all\u2019elitaria aristocrazia si oppone il popolo e il proletariato. Le personificazioni espresse tramite le parole come: \u201cle costole sanguigne\u201d, \u201cle vene discendenti\u201d, \u201cai piedi\u201d, \u201cai fianchi\u201d, \u201cle chiome mobili\u201d denunciano un intento molto pi\u00f9 che ovvio di animizzare quella terra, di mostrare il dolore subito dal suo corpo mortificato. Paradossalmente, la bellezza dei luoghi non solo menzionati, ma addirittura ricorrenti e presenti nel corso delle azioni diventa testimone degli scenari pi\u00f9 sanguinari della storia. Il dramma del paese dei Nebrodi viene reso ancora pi\u00f9 commovente quando ci si rende conto della gravit\u00e0 delle convergenze subite dai contadini innocenti durante lo scontro con le forze risorgimentali. Con questo romanzo lo scrittore vuole stabilire la misura del contributo delle masse contadine del meridione italiano nel Risorgimento, il ruolo dell\u2019intellettuale negli importanti momenti storici e finalmente delineare il rapporto tra la letteratura e la storia, tra la memoria e il presente. Il protagonista del romanzo, il barone Enrico Pirajno di Mandralisca, appassionato malacologo, descrive gli episodi avvenuti che costituiscono un apporto importantissimo della vicenda risorgimentale, dato che rivelano il suo lato piuttosto oscuro. Presente in quasi tutti i capitoli, funge da coscienza del libro e anche da alter ego di Consolo (Segre, C., 2005: 130). Si pu\u00f2 costatare che c\u2019\u00e8 una specie di appello alle facolt\u00e0 empatiche del lettore davanti al quale il narratore cerca di svelare il mistero del prezzo che doveva pagare la Sicilia in nome degli ideali risorgimentali. Questa decisa presa di posizione incit\u00f2 i lettori alla riflessione su un periodo della storia non del tutto glorioso. Il bisogno di raccontare questa storia non \u00e8 scaturito solo dai ricordi personali dello scrittore, ma anche, o forse soprattutto, dalle riflessioni ispirate dal dibattito culturale svoltosi in quegli anni . Come prima approssimazione si potrebbe dire che, delineando le conseguenze dell\u2019impresa risorgimentale in Sicilia, Consolo abbia ripreso la polemica non solo con la storia stessa, ma anche con la storia letteraria, e in particolare con il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, intitolato Gattopardo. Non solo nel clima e nella rappresentazione dello stesso avvenimento vi si possono scorgere delle analogie. Soprattutto le figure dei protagonisti costituiscono un\u2019esemplificazione di una contrapposizione ben distinta. Don Fabrizio, anche se uomo potente, risulta impassibile mentre osserva gli avvenimenti che hanno contribuito alla storia, invece il barone di Mandralisca, al contrario, soffre questa drammatica realt\u00e0 che sta accadendo. Gaetano Barbagallo caratterizza il romanzo con l\u2019aggettivo \u201caudace\u201d e si deve acconsentirlo, soprattutto se si prende in considerazione la quasi mitica presenza dell\u2019impresa garibaldiana nella coscienza degli italiani (Barbagallo, G., 2009: 15\/06). Consolo entra nella polemica non solo con la rappresentazione dell\u2019impresa unitaria, ma anche con il passato stesso, perch\u00e9 la sua narrazione \u00e8 stata pensata come una lettura del presente. Come scrive Sandra Mereu, \u201cil romanzo fu pensato in un momento storico in cui la generazione che nel sessantotto aveva sognato il rinnovamento politico e sociale si trovava davanti le tragedie e i disastri dello stragismo e del terrorismo\u201d (Mereu, S., 2011: 11\/08). Nel romanzo si ha un significativo ritorno al passato inteso come metafora del presente. Particolarmente attento al versante ideologico della narrativa italiana, Consolo tenta un\u2019analisi condotta su tempi e luoghi. Lo scrittore svolge un complesso gioco di corrispondenze che simbolizzano soprattutto la crisi di valori. Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio diventa il simbolo di un atteggiamento di distacco dalle dolorose esperienze passate. Analogamente, la scelta della struttura narrativa risulta altrettanto simbolica. Consolo rompe la tradizione della stesura del romanzo storico, sperimentando una narrazione disarticolata, dove nel testo vengono inseriti documenti autentici o inventati o verosimili. Adamo, analizzando le strategie narrative impiegate da Consolo (Adamo, G., 2006: 72), definisce questo testo \u201cantiromanzo storico\u201d invece Cesare Segre suggerisce piuttosto la seguente perifrasi: \u201cnegazione del romanzo storico\u201d (Segre, C., 1991: 77). Consolo tenta di rendere il testo verosimile mediante un ampio arazzo narrativo degli inserti documentari. Una simile operazione non meraviglia se la si considera come la volont\u00e0 di intensificare il messaggio storicizzante e, al tempo stesso, l\u2019espressione dell\u2019impossibilit\u00e0 di accettare la realt\u00e0 contemporanea. Anche per la chiarezza morale e la volont\u00e0 d\u2019impegno civile Consolo rinuncia al narratore onnisciente per dare la voce ai diversi soggetti che rappresentano punti di vista diversi. Il caso cos\u00ec anomalo della narrativa che induce il lettore a rivelare i segreti servendosi pi\u00f9 dell\u2019intenzione che della logica, risveglia l\u2019interesse della critica e della ricerca. L\u2019originalit\u00e0 della scrittura si manifesta, tra l\u2019altro, nella sua poetica. Le didascalie delle acqueforti di Goya, indicate nel testo dal corsivo servono a descrivere gli effetti devastanti invece del racconto vero e proprio della stessa strage dei contadini. Non \u00e8 tanto difficile rievocare, seguendo anche le suggestioni di Sandra Mereu, l\u2019evidente associazione all\u2019episodio manzoniano del Lazzaretto, quando si legge Carrettate per il cimitero e il nesso tra i monatti in divisa rosa e i garibaldini (Mereu, S., 2011: 11\/08). Non solo in questo confronto delle immagini rievocate \u00e8 leggibile la polemica di Consolo. Un fattore altrettanto suggestivo \u00e8 la scelta del linguaggio poetico. Consolo decisamente rifiuta la lingua nazionale, identificandola con la lingua del potere, e ricorre all\u2019impiego della lingua parlata da una variante minoritaria per dare omaggio e, soprattutto, per salvare dall\u2019oblio la sorte dei pi\u00f9 umili, \u201ctraditi da Garibaldi\u201d. La contrapposizione: lingua nazionale \u2014 una parlata minoritaria oltre che il valore simbolico della metafora del presente assume il valore della polemica sull\u2019integrazione nord \u2014 sud. Sandra Mereu si pone la domanda sull\u2019universalit\u00e0 di questa strategia: \u201c[\u2026] se Consolo avesse scritto oggi quello stesso romanzo storico come metafora del presente, avrebbe utilizzato ancora la contrapposizione lingua nazionale \u2014 dialetti come simbolo di resistenza alla politica del Potere attuale?\u201d (Mereu, S., 2011: 11\/08). Dal punto di vista del lettore sembra rischioso introdurre un personaggio come Pirajno di Mandralisca, concentrato sui realia, intellettuale nell\u2019ambito dove predomina la forza ingenua e incontrollata. Come spiega Vincenzo Consolo in una delle interviste, l\u2019intellettuale dovrebbe caratterizzarsi per una certa responsabilit\u00e0 che consiste nell\u2019esigenza e prontezza di esprimere un giudizio sulla storia e intervenire. Il barone Mandralisca, il protagonista, a causa dei fatti tragici avvenuti nella campagna siciliana nel 1860, lascia la malacologia per rivolgersi alla realt\u00e0 drammatica. In questo significato il Mandralisca entra in polemica con il Gattopardo e Consolo si oppone a Lampedusa, il quale vedeva nei cambiamenti storici una sorta di determinismo (Bonina, G., IV: 92). Il clima de Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, in realt\u00e0, non \u00e8 lontano dai fervori della contemporaneit\u00e0. L\u2019autore stesso ribadisce la contingenza dei tempi evocati nel romanzo e gli anni settanta. \u00c8 troppo forte il legame con la Sicilia e nello stesso tempo con la sua cultura per cercare di trascurare i fatti della storia, anche quelli scomodi. Consolo riconosce il primato della letteratura e il ruolo dell\u2019intellettuale, il ruolo principale dunque \u00e8 quello di rivendicare una propria identit\u00e0. Il romanzo, effetto di un processo di maturazione e di ricerca anche dal punto di vista linguistico e stilistico, diventa soprattutto un riflesso cosciente del contesto storico, sociale e stilistico. In questa sua scelta Consolo si ispira piuttosto a Sciascia che a Vittorini, perch\u00e8 i temi presi in considerazione dallo scrittore appartengono al campo storico-sociale. In una sola cosa per\u00f2 Consolo si \u00e8 distaccato da Sciascia e cio\u00e8 nella scelta dello stile. Non vedendo una societ\u00e0 armonica con la quale comunicare, ha adottato il registro espressivo e sperimentale. La scelta illuministica e razionale sciasciana ammetteva il senso della speranza, invece, la generazione successiva quella del Consolo non la nutriva pi\u00f9. (Sciascia su Risorgimento in Sicilia \u2014 Le parrocchie di Regalpetra). In risposta, Sciascia ha nominato Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio un parricidio sottintendendo, sicuramente, la frase di Skolvskij, secondo quale, la letteratura \u00e8 una storia di parricidi e adozioni di zii (Bonina, G., IV: 92). La mimesi del romanzo, espressa tra l\u2019altro, nella figura dell\u2019erudito settecentesco, ha avvicinato il capolavoro di Consolo piuttosto a Verga, Gadda o Pasolini. L\u2019evidente, non attenuata violenza del linguaggio non risente solo la restituzione di una realt\u00e0 immediata, ma anche la dichiarata volont\u00e0 consoliana di prendere una posizione nei confronti della storia. Tutto il rapporto che lega Consolo agli scrittori siciliani \u00e8 posto su un duplice segno. Da una parte l\u2019autore ammette di aver attinto ai suoi predecessori, e non nasconde il debito nei confronti della narrativa isolana, dall\u2019altra invece, indica la scelta della propria, originale strada, la nomina nello stesso tempo parricida definendo cos\u00ec la propria vocazione. Per esempio, da Vittorini, che come saggista \u00e8 stato ignorato, \u00e8 stata presa un\u2019altra caratteristica: la precisione della descrizione topografica quasi uguale a quella de Le citt\u00e0 del mondo, la troviamo proprio ne Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio. Consolo chiama questo atteggiamento \u201cpi\u00f9 siciliano possibile [\u2026] pi\u00f9 acribitico\u201d (Bonina, G., IV: 92). Per dare un quadro trasparente della sua concezione della letteratura Consolo rievoca il parere di Moravia, secondo il quale \u201cscrivere significa cambiare il mondo e narrare soltanto rappresentarlo\u201d (Bonina, G., IV: 92). Importante che il movimento sia dal libro verso il lettore e che la scrittura abbia pi\u00f9 peso e pi\u00f9 influsso. Consolo sceglie invece l\u2019aspetto espressivo della prosa, quasi orale, ritmica, basata sulla memoria. Il narratore sembra infatti, l\u2019unico ad aver scelto questa strada della prosa artistica. Basilio Reale, per esempio, anche lui messinese ed esule a Milano nello stesso tempo si dedica per\u00f2 alla poesia. Anche se quasi in ogni libro \u00e8 possibile rintracciare una trasposizione autobiografica, ne Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio del Consolo ce n\u2019\u00e8 poco. La Milano contemporanea costituisce per Consolo uno strumento per capire meglio la Sicilia. Grazie al soggiorno e alla vita milanese lo scrittore ammette di essere in grado di scoprire un\u2019altra Sicilia pi\u00f9 vera e infelice, toccata dall\u2019ingiustizia e perdita di identit\u00e0. In questo senso Consolo segue Pasolini, che parlava dello \u201cscandalo della storia\u201d, cio\u00e8 la necessit\u00e0 della consapevolezza storica per fondare la consapevolezza del presente, della propria identit\u00e0, della propria dignit\u00e0 (Puglisi, S., 2008: 116). Consolo fa un passo avanti rispetto ai suoi maestri siciliani: tramite i suoi libri varca la soglia della ragione segnata, tra l\u2019altro, da Sciascia, verso l\u2019ingiustizia e lo smarrimento. In una certa misura Consolo consolida l\u2019atteggiamento di Vittorini che voleva che la Sicilia uscisse dalla condizione di inferiorit\u00e0 e di soggezione rivolgendosi verso un mondo di progresso. Solo che Vittorini credeva in un\u2019utopia, Consolo invece, rappresenta un comportamento pieno di amarezza per un mondo che scende verso i valori pi\u00f9 bassi. Il romanzo intitolato Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, pubblicato nel 1976 viene definito \u201cil rovescio progressista del Gattopardo\u201d e perci\u00f2 entra in polemica con l\u2019immobilismo di Tomasi di Lampedusa. L\u2019intento dell\u2019autore, legato indissolubilmente alla storia della propria terra natia, \u00e8 quello di raccontare l\u2019Italia degli anni Settanta attraverso un romanzo ambientato nel 1860, e pi\u00f9 dettagliatamente, ai tempi dello sbarco di Garibaldi in Sicilia. parla addirittura della \u201cconvulsa realt\u00e0 di quegli agiatissimi anni [\u2026]. Gli anni delle stragi nere e rosse, dell\u2019esperienza folle delle Brigate Rosse, degli omicidi politici, con il sequestro e l\u2019uccisione di Aldo Moro\u201d Consolo ammette pi\u00f9 volte di ricorrere volontariamente al genere del romanzo storico e in particolare risorgimentale. Secondo lui, \u00e8 l\u2019unica forma narrativa possibile per rappresentare in modo metaforico il presente e le sue istanze, la cultura, la scrittura e la letteratura incluse. Consolo stesso scrisse il suo romanzo Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, in omaggio a Sciascia, e in particolare al suo romanzo Morte dell\u2019inquisitore. Per\u00f2 non va dimenticato che alla base della stesura del romanzo vi si trovano almeno tre elementi principali: un\u2019inchiesta sui cavatori di pomice svolta da Consolo per un settimanale, il fascino del quadro di Antonello da Messina, Ritratto d\u2019ignoto e infine la rivolta di Alc\u00e0ra Li Fusi avvenuta nel 1860. Quest\u2019ultimo fattore \u00e8 accompagnato da un dibattito sul Risorgimento cos\u00ec detto \u201ctradito\u201d chiamato altrimenti la Resistenza. Questa plurivocit\u00e0 del romanzo viene sottolineata per di pi\u00f9 dalla presenza di documenti variamente manipolati. Un procedimento che rende una narrazione verosimile dal punto di vista della sua storicizzazione, ma che, nello stesso tempo, la nega perch\u00e8 si prefigge di spiegare i fatti (Traina, G., 2001: 58). I due protagonisti del romanzo devono affrontare, ognuno dalla propria prospettiva, la resistenza del mondo contadino siciliano. Il barone Enrico Pirajno di Mandralisca, malacologo e collezionista d\u2019arte, cercher\u00e0 di comprendere le esigenze popolari, invece l\u2019avvocato Giovanni Interdonato, il deuteragonista, rivoluzionario giacobino, svolger\u00e0 la funzione di staffetta tra i vari esuli e i patrioti dell\u2019isola. I due protagonisti si incontreranno a causa della rivolta di Alc\u00e0ra Li Fusi e del successivo processo e occuperanno due parti opposte: il barone difender\u00e0 i contadini insorti e chieder\u00e0 di aver clemenza all\u2019Interdonato che avr\u00e0 assunto l\u2019incarico di giudice. Il barone Pirajno di Mandralisca \u00e8 un aristocratico intellettuale che per certi aspetti pu\u00f2 assomigliare alla figura del principe Salina che giudica tutto con un certo distacco, ma qui le analogie si esauriscono. I protagonisti del Lampedusa si instaurano su un forte contrasto, tra l\u2019altro generazionale, invece nel romanzo consoliano la relazione tra i protagonisti \u00e8 piuttosto di carattere polemico. Con il ritorno al tema del mito risorgimentale Consolo vuole intraprendere una polemica contro chi intende il Risorgimento come movimento omogeneo ed ispirato da una sola frazione. Il Consolo volge l\u2019attenzione del lettore verso le sollevazioni contadine che lottavano contro i balzelli e l\u2019usura. I risvolti vengono imprigionati nel castello di sant\u2019Agata di Militello il quale nel romanzo viene rappresentato come \u201cimmensa chiocciola con la bocca in alto e l\u2019apice in fondo, nel buio e putridume\u201d (Consolo, V., 2006: 136). Secondo Segre, la metafora della chiocciola attraversa tutto il romanzo rappresentando l\u2019ingiustizia e i privilegi della cultura. Non a caso, il protagonista principale del romanzo di Mandralisca nelle sue ricerche si occupa di lumache. Per non ripetere quello che \u00e8 gi\u00e0 stato raccontato, Consolo rifiuta una narrazione classica e ricorre ai documenti e ai ricordi inventati dei personaggi realmente esistiti con lo scopo di concentrarsi sugli episodi. Grazie a questo procedimento il romanzo storico sfugge alla sua definizione tradizionale per acquisire delle sfumature e dei significati modificati. Negli anni Sessanta \u00e8 stato ripreso il dibattito sui rapporti tra classi sociali e sulle possibilit\u00e0 di esprimersi da parte di esse. Siccome \u00e8 stato costatato che le classi oppresse non erano in grado di farsi notare, Vincenzo Consolo, con questo romanzo, tenta di restituire loro, agli esclusi della storia, la propria voce. Secondo Consolo la Storia, l\u2019hanno scritta i potenti e non gli umili, i vincitori e non i vinti. Per rendere ancora pi\u00f9 trasparente questa divisione delle stesse classi Consolo fornisce praticamente ogni personaggio di un idioma: un brigante recluso parla il sanfratellano, il poco noto idioma gallo &#8211; romanzo, le guardie parlano il napoletano, Mandralisca usa un siciliano regolarizzato sul latino. L\u2019italiano viene qui mescolato al dialetto siciliano il che vuole riflettere non solo l\u2019impasto linguistico ma anche quello sociale, culturale, antropologico. In un\u2019intervista Consolo ha affermato: \u201cHo voluto creare una lingua che esprimesse una ribellione totale alla storia e ai suoi miti. Ma non \u00e8 il dialetto. \u00c8 l\u2019immissione nel codice linguistico nazionale di un materiale che non era registrato, \u00e8 l\u2019innesto di vocaboli che sono stati espulsi e dimenticati\u201d il suo quindi \u00e8 \u201cun lavoro da archeologo\u201d, che riporta alla luce ci\u00f2 che \u00e8 sepolto nella profondit\u00e0 linguistiche dell\u2019italiano, non \u00e8 una corruzione dell\u2019italiano (Falco, A., 2009\/02). Beniamino Mirisola nomina addirittura l\u2019opera consoliana il Bildungsroman, indicando nello stesso tempo come il protagonista principale Enrico Pirajno barone di Mandralisca e proponendo la sua prospettiva interpretativa (Mirisola, B., 2012). Pirajno viene rappresentato come un aristocratico, intellettuale, che vive dedicandosi alla sua ricerca da erudito, finch\u00e9 le violente circostanze non lo costringono al confronto con la cruda realt\u00e0. Il barone dovr\u00e0 sacrificare in nome della giustizia e della ragione il proprio patrimonio culturale e spirituale. Il Consolo non si astiene dalla parabola che rende privilegiata la tendenza di interpretare le vicende del protagonista in quanto riflesso delle sue letture ed idee politiche. Il percorso formativo del protagonista, a differenza dei personaggi tradizionali del genere, non \u00e8 stato rappresentato come il nucleo del romanzo, ma piuttosto lasciato in disparte, in favore della gi\u00e0 menzionata dimensione intertestuale ed ideologica. Il suo cambiamento \u00e8 graduale, avviene a passi lenti. Del suo divenire possono testimoniare i momenti narrativi come quello dell\u2019iniziazione, per esempio: il protagonista si trova su una nave, in viaggio, dunque in movimento, il che riflette la sua condizione: in discesa o ascesa perpetua, come nella scena seguente: \u201cuna strada dura, tutta il salita, piena di giravolte e di tornanti\u201d (Consolo, V., 2006: 87). Privo di questo schema dell\u2019evoluzione interiore, sembra che il protagonista, sfugga alla classifica intenzionale che viene subito in mente. E invece, anche se non del tutto fedeli al canone e alle esigenze del genere, il romanzo e i suoi protagonisti risultano assai trasparenti. Il barone Mandralisca si associa al principe Salina. Ne troviamo prove in una serie di interventi di vario tipo che hanno azzardato un\u2019interpretazione sul messaggio contenuto nel romanzo. I teorici, fra cui Corrado Stajano, Antonio Debenedetti, Paolo Milano e Geno Pampaloni non vogliono solo leggere Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, ma gli attribuiscono le peculiarit\u00e0 seguenti: \u201cantigattopardo\u201d oppure \u201cGattopardo di sinistra\u201d. Tutti per\u00f2 sono d\u2019accordo che, ambedue gli autori: Consolo e Lampedusa, anche se hanno in comune certi aspetti, non coincidono per quanto riguarda la storia e il suo divenire (Mirisola, B., 2012). Lo definisce bene Cesare Segre, sempre in riferimento alla questione delle analogie tra le due opere: Consolo riprende dal Gattopardo solo lo spunto di un romanzo sulla Sicilia ai tempi dello sbarco di Garibaldi, con al centro un aristocratico che, essendo pure un intellettuale, \u00e8 particolarmente portato a riflettere sui cambiamenti e a giudicare con qualche distacco, senza venire meno allo stile e alla sprezzatura della sua casta. Consolo, V., 1987: IX\u2014X Il Consolo stesso rimane scettico per quanto riguarda le comparazioni tra i contenuti dei romanzi menzionati e ribadisce la loro futilit\u00e0 nel campo dell\u2019analisi vera e propria del profilo del protagonista. Secondo lo scrittore sarebbe anche troppo rischioso identificarlo con il protagonista. Ammette invece, che le loro voci si accostano, ma solo nella seconda parte del romanzo. Un rapporto che pare ancora pi\u00f9 stravagante se riusciremo a rievocare le origini letterarie del protagonista. Va sottolineato che lo scrittore si \u00e8 ispirato a un personaggio realmente esistito di un nobile cefalutano e in questo modo ha garantito al suo protagonista uno statuto quasi autonomo. L\u2019evoluzione del protagonista rappresentata in modo poco schematico, simbolico e significativo potrebbe essere un\u2019altra caratteristica distintiva che avrebbe contribuito all\u2019atteggiamento polemico verso la tradizione e la rappresentazione fino a quel momento adottata. Il barone di Mandralisca non ha paura di assumere le responsabilit\u00e0 dell\u2019intellettuale in determinati momenti storici. Probabilmente si tratta di una sfida oppure di un invito a un\u2019ulteriore presa di distanza dai suoi privilegi, dalla sua formazione e persino dalla sua cultura. Bibliografia Adamo, Giuliana, 2006: La parola scritta e pronunciata. Nuovi saggi sulla narrativa di Vincenzo Consolo. San Cesario di Lecce, Manni. Barbagallo, Gaetano, 2009: \u201cIl sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u201d: i Nebrodi nel risorgimento siciliano, Persone, http:\/\/nebrodinetwork.it\/wp\/?p=125 [l\u2019ultimo accesso: il 12 novembre 2011]. 224 \u00c9tudes Bonina, Gianni, Anno IV, n\u00ba 92: Vincenzo Consolo. Padri e parricidi. Vincenzo Consolo: la sua scrittura, le sue opere e il suo rapporto con il lavoro di Sciascia e Vittorini. Tra debiti e superamenti dei modelli letterari. L\u2019intervista, http:\/\/www.railibro.rai.it\/interviste.asp?id=187 [l\u2019ultimo accesso: il 14 dicembre 2011]. : Vincenzo Consolo.  Consolo, Vincenzo, 1987: Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio. Milano, Mondadori. Consolo, Vincenzo, 2006: Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio. Milano, Mondadori. Falco, Annunziata, 2009: I riflessi letterari dell\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia nella narrativa siciliana, http:\/\/ dugi-doc.udg.edu\/bitstream\/handle\/10256\/1503\/Falco_Annunziata.pdf [l\u2019ultimo accesso: il 15 ottobre 2011]. Mereu, Sandra, 2011: \u201cIl sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u201d di Vincenzo Consolo. Libri, recensioni, http:\/\/94.32.64.110\/www.equilibrielmas.it\/website\/Menu.php?menu=5244 [l\u2019ultimo accesso: il 14 gennaio 2012]. Mirisola, Beniamino: Ragione e identit\u00e0 nel \u201cSorriso dell\u2019ignoto marinaio\u201d di Vincenzo Consolo. Gli Scrittori d\u2019Italia \u2014 XI Congresso Nazionale dell\u2019ADI, http:\/\/www.italianisti.it\/ FileServices\/133%20Mirisola%20Beniamino.pdf [l\u2019ultimo accesso: il 14 gennaio 2012]. Puglisi, Sandro, 2008: Soli andavamo per la rovina. Saggio sulla scrittura di Vincenzo Consolo. Acireale \u2014 Roma, Bonanno Editore. Segre, Cesare, 1991: Intrecci e voci. La polifonia nella letteratura del Novecento. Torino, Einaudi. Segre, Cesare, 2005: Tempo di bilanci. La fine del Novecento. Torino, Einaudi. Traina, Giuseppe, 2001: Vincenzo Consolo. Fiesole, Cadmo. Nota bio-bibliografica Aneta Chmiel \u00e8 docente di Glottodidattica presso il Dipartimento di Italianistica dell\u2019Univers\u00ect\u00e0 della Slesia a Sosnowiec. Ha conseguito la laurea in lettere nel 1998 e nel 2002 ha ottenuto il dottorato. \u00c8 autrice di vari articoli sulla letteratura italiana rinascimentale e contemporanea. Ultimamente le sue ricerche si concentrano sulla narrativa di Vincenzo Consolo<br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"100\" class=\"wp-image-1726\" style=\"width: 150px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/808-spasm-justice-vincenzoconsolo-s-1933-2012-il-sorriso-dell-ignoto-marinaio-2.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/808-spasm-justice-vincenzoconsolo-s-1933-2012-il-sorriso-dell-ignoto-marinaio-2.jpg 630w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/808-spasm-justice-vincenzoconsolo-s-1933-2012-il-sorriso-dell-ignoto-marinaio-2-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aneta Chmiel Universit\u00e0 della Slesia Tra storia e mistificazione La polemica contro il mito garibaldino nel romanzo di Vincenzo Consolo Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio alla luce di recenti studi \u00a0Non a caso il romanzo di Vincenzo Consolo intitolato Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio \u00e8 considerato uno dei maggiori contributi alla letteratura siciliana (Barbagallo, G., 2009: 15\/6). &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2115\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Tra storia e mistificazione La polemica contro il mito garibaldino nel romanzo di Vincenzo Consolo<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[52,827,822,336,818,826,318,23,77,44,58,423,824,816,820,202,817,356,493,200,32,823,707,99,57,30,20,821,825,296,459,29,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2115"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2115"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2115\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2117,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2115\/revisions\/2117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}