{"id":2108,"date":"1999-09-02T08:09:00","date_gmt":"1999-09-02T08:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2108"},"modified":"2020-12-02T08:34:58","modified_gmt":"2020-12-02T08:34:58","slug":"il-lunario-ritrovato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2108","title":{"rendered":"Il Lunario ritrovato"},"content":{"rendered":"\n<p>IL LUNARIO RITROVATO<br> <br> \u00a0di Vincenzo Consolo<br> <br> \u00a0Vi fu un&#8217;epoca &#8211; iniziata in antico e durata fino a ieri &#8211; in cui non esisteva ancora l&#8217;industria culturale, non esistevano i best sellers, tirature immediate in migliaia e migliaia di copie di un libro, messaggi pubblicitari e imposizioni mediatiche; vi fu un tempo in cui le voci pi\u00f9 nuove e autentiche della letteratura trovavano registrazione e identificazione nelle riviste letterarie: palestre, queste, laboratori di ricerca e anche cattedre di maestri conclamati. Erano numerose e autorevoli, queste riviste, di cui alcune sono chiamate oggi &#8220;storiche&#8221;, riviste vale a dire che hanno segnato una stagione, hanno aperto nuovi e progressivi sentieri letterari. Lunario siciliano \u00e8 tra queste. Nato, il mensile letterario, nel dicembre del 1927, finiva la sua pubblicazione nel 1931. Nasceva ad Enna, il periodico, era stampato presso la tipografia di Florindo Arengi ed era diretto da Francesco Lanza: una citt\u00e0 e uno scrittore che danno subito il segno e il senso della rivista. Enna, intanto, il luogo pi\u00f9 estremo del Paese, il cuore della Sicilia, la citt\u00e0 che, al di qua o al di l\u00e0 del grande e primigenio mito della terra, al di qua della sua antica storia, aveva ancora una sua attuale storia politica, sociale, culturale. Ad Enna e intorno ad Enna erano ancora vive le presenze magistrali di intellettuali che si chiamavano Napoleone Colajanni e Giuseppe Lombardo Radice; erano i giovani Nino Savarese, Aurelio Navarria, Arcangelo Blandini, Alfredo Mezio, Telesio Interlandi, Corrado Sofia, Francesco Lanza &#8230; In quell&#8217;epoca di fascismo appena consolidatosi nel Paese, in cui imperioso era il comando di conformare all&#8217;astratta idea nazionalistica alla italianit\u00e0, ogni diversit\u00e0 storica, culturale, linguistica, di cancellare ogni loro segno (con la scomparsa di Giuseppe Pitr\u00e8, di Gioacchino Di Marzo e di Salvatore Salomone-Marino, Giovanni Gentile proclamava il tramonto della cultura Siciliana), questi giovani \u201cfrondisti\u201d col loro Lunario siciliano, edito ad Enna, rivendicavano una forte identit\u00e0 siciliana, periferica e rurale, una tradizione letteraria, popolare e colta, con cui non si potevano recidere i legami. Rivendicazione che non significava chiusura e compiacimento nella e della diversit\u00e0 (il che avrebbe portato a un pi\u00f9 angusto e nefasto nazionalismo, come quello in cui si impelag\u00f2 il provenzale Federico Mistral), ma imprescindibile punto di partenza, inizio dalla cultura locale per aprirsi alla pi\u00f9 vasta cultura nazionale e internazionale, al pi\u00f9 attuale dibattito letterario. A questo foglio stampato in un luogo remoto collaboravano infatti autori fra i pi\u00f9 autorevoli dell&#8217;epoca, vociani e rondisti, da Cardarelli a Ungaretti, a Cecchi, a Bacchelli, e a Falchi, Bartolini, Biondolillo, De Mattei, Centorbi, fino al giovane Vittorini. Enna dicevamo, e quindi Francesco Lanza. Si laurea a Catania il giovane di Valguarnera, con una tesi su Proudhon, il filosofo socialista romantico. Di questo socialismo Lanza rimane convinto e crede che il fascismo dei primordi lo riproponga nel nostro Paese. Si trasferisce a Roma e in questa citt\u00e0 collabora alle pi\u00f9 prestigiose riviste e a vari giornali, pubblica le sue prime prove letterarie: Almanacco per il popolo siciliano, Corpus Domini, Fiordispina, Storie di Nino Scardino, che s&#8217;intitoler\u00e0 poi, su suggerimento di Ardengo Soffici, Mimi siciliani: il pi\u00f9 straordinario, singolare, originale libro del Novecento italiano (&#8220;L&#8217;oscenit\u00e0 narrativa rimanda alla festa carnevalesca, al mito del paese della cuccagna, al capovolgimento dei e delle gerarchie e dei linguaggi, al sogno della realizzazione dei desideri, all&#8217;utopia&#8221; scrive dei Mimi Italo Calvino). Tornato in Sicilia nel &#8217;27, dirige, come sappiamo, il Lunario siciliano. Accanto a lui, nei ruoli di redattori, sono due altri &#8220;ennesi&#8221;: Nino Savarese e Telesio Interlandi. Cattolico, rondista, ma di &#8220;assoluta fedelt\u00e0 a se stesso&#8221;, come ha scritto Falqui, Savarese aveva gi\u00e0 esordito nel &#8217;13 con Novelle dell&#8217;oro e quindi pubblicato ancora Altipiano, Pensieri e allegorie, Ploto, l&#8217;uomo sincero, Gatter\u00eca&#8230; Il suo umanesimo e il suo cristianesimo l&#8217;avevano tenuto critico e distante dal fascismo aggressivo, impietoso e ignorante che in quegli anni sempre pi\u00f9 mostrava il suo vero volto e s&#8217;imponeva. Il contrasto, la frattura avvenne a causa di una sceneggiatura, commissionata allo scrittore dal regime, sul mondo contadino siciliano, sceneggiatura cinematografica da cui il fotografo-regista Vittorio Pozzi Bellini avrebbe dovuto trarre un documentario. Savarese (e insieme Pozzi Bellini nei suoi appunti fotografici) diede, del mondo contadino siciliano, la pi\u00f9 vera e cruda realt\u00e0: di abbandono e di miseria, di sfruttamento e umiliazione. La Commissione romana, presieduta da Cecchi, bocci\u00f2 naturalmente il progetto. Questa vicenda, questa lezione di coerenza e di dignit\u00e0, \u00e8 narrata da uno storico del cinema, dall&#8217;ennese Liborio Termine (Un eretico innocente). L\u2019altro redattore di Lunario, il chiaramontano Telesio Interlandi, gi\u00e0 da tempo trasferitosi a Roma dove dirigeva II Tevere, era, dei tre, pi\u00f9 convinto e acceso fascista, convinzione e accensione che lo porteranno pi\u00f9 tardi a dirigere l&#8217;infame giornale La difesa della razza. Nell&#8217;aprile del &#8217;28 Lunario siciliano interrompe la pubblicazione. Riprende quindi a Roma ed \u00e8 diretto da Telesio Interlandi. Le ragioni del suo trasferimento da Enna nella capitale, della sua stampa nella tipografia de Il Tevere e della avocazione a s\u00e9 della direzione da parte di Interlandi, crediamo siano dipese da una caduta di assenso, da parte di Lanza e Savarese, a quelle che erano le richieste del regime, e insieme dalla volont\u00e0 di un maggior controllo sul periodico da parte di Interlandi. Ritorna poi, Lunario, ad essere ripubblicato in Sicilia, a Messina, ed \u00e8 diretto da Stefano Bottari. Scrive fiduciosamente, il direttore nel suo primo editoriale: &#8220;Il Lunario Siciliano&#8221; torna ad essere pubblicato nella sua terra, dopo una peregrinazione nella citt\u00e0 capitale dal centro dell&#8217;isola dove nacque attento al lavoro dei campi, alle memorie degli antichi miti e ai racconti di cavalleria ancora cos\u00ec vivi nel popolo. Esso non muta i propositi di tre anni fa, al suo primo apparire (&#8230;). La vecchia anima del popolo siciliano, cos\u00ec ricca di canti non \u00e8 vinta ancora da ci\u00f2 che di soffocante \u00e8 nella civilt\u00e0 moderna&#8230;&#8221;. Pubblicher\u00e0 solo tre numeri il Lunario messinese di Bottari e quindi si estinguer\u00e0: al lavoro dei campi, agli antichi miti, alla cultura contadina, alla tradizione letteraria popolare e no, ai Pitr\u00e8, Verga, De Roberto, Capuana, altri miti nefasti, altra cultura o incultura si erano sostituiti. La verit\u00e0 era stata coperta dall&#8217;impostura. La ripubblicazione di questo Lunario ritrovato ha un valore di un prezioso documento storico e letterario, significativo di quel che pu\u00f2 accadere in un Paese quando viene oppresso dalla dittatura, quando la civilt\u00e0 viene sopraffatta dalla barbarie.<br> <br> \u00a0S.Agata Militello, settembre 1999 <br> <br> (Prefazione alla ristampa anastatica del \u201cLunario siciliano\u201d, Enna, 1999)<br>Originale dattiloscritto indirizzato all&#8217;editore Giuseppe Accascina<br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"210\" class=\"wp-image-2110\" style=\"width: 150px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0001-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0001-scaled.jpg 1830w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0001-214x300.jpg 214w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0001-732x1024.jpg 732w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0001-768x1074.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0001-1098x1536.jpg 1098w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0001-1464x2048.jpg 1464w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"212\" class=\"wp-image-2111\" style=\"width: 150px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0002-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0002-scaled.jpg 1812w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0002-212x300.jpg 212w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0002-725x1024.jpg 725w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0002-768x1085.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0002-1087x1536.jpg 1087w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0002-1450x2048.jpg 1450w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"197\" class=\"wp-image-2112\" style=\"width: 150px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0003-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0003-scaled.jpg 1949w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0003-228x300.jpg 228w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0003-779x1024.jpg 779w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0003-768x1009.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0003-1169x1536.jpg 1169w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0003-1559x2048.jpg 1559w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"197\" class=\"wp-image-2113\" style=\"width: 150px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0004-scaled.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0004-scaled.jpg 1951w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0004-229x300.jpg 229w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0004-780x1024.jpg 780w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0004-768x1008.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0004-1171x1536.jpg 1171w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/IMG_20201202_0004-1561x2048.jpg 1561w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL LUNARIO RITROVATO \u00a0di Vincenzo Consolo \u00a0Vi fu un&#8217;epoca &#8211; 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