{"id":2036,"date":"2020-09-04T13:35:50","date_gmt":"2020-09-04T13:35:50","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2036"},"modified":"2020-09-22T09:45:34","modified_gmt":"2020-09-22T09:45:34","slug":"vincenzo-consolo-memorie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2036","title":{"rendered":"Vincenzo Consolo, Memorie"},"content":{"rendered":"\n<p><\/p>\n\n\n\n<p><em>In memoria di Caterina<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Dopo <em>La grande vacanza\norientale-occidentale <\/em>(2001) e <em>Il prodigio <\/em>(2014), le Edizioni\nLibreria Dante &amp; Descartes di Napoli, nel piccolo formato che le\ncontraddistingue,&nbsp;consegnano, in questo luglio del 2020, un testo di\nVincenzo Consolo intitolato <em>Memorie<\/em>, gi\u00e0 pubblicato nella raccolta di\nsaggi&nbsp;<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas <\/em>(Milano, Arnoldo Mondadori,\n2012).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Questo prezioso libricino gode della prefazione di Claudio Masetta Milone, uno dei soci fondatori dell&#8217;associazione \u00abAmici di Vincenzo Consolo\u00bb,  collaboratore anche con il Centro Studi iniziative culturali Pio La Torre, di Palermo. Claudio Masetta Milone \u00e8 anche uno dei fondatori della \u00abCasa della Letteratura di Vincenzo Consolo\u00bb a Sant&#8217;Agata Di Militello, paese natio dello scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p>A scanso di equivoci e senza\nnessun compiacimento verso le proprie motivazioni, Vincenzo Consolo chiarisce\nci\u00f2 che intende con il vocabolo \u00abMemorie\u00bb:<\/p>\n\n\n\n<p>Avrei potuto, o potrei, giunto\nalla mia et\u00e0, riempire pagine e pagine di ricordi, di memorie, ricostruire, al\ndi l\u00e0 d&#8217;ogni validit\u00e0 letteraria, un tempo perduto, stendere una mia, un&#8217;umile,\npiccola <em>recherche<\/em>. Ma non \u00e8 questo il moto e lo scopo del mio scrivere\n(p. 5).<\/p>\n\n\n\n<p>Rievocando il rapporto\nesistenziale che lega lo scrittore al suo paese di origine, Claudio Masetta\nintroduce dialetticamente la tematica memoriale, quasi creasse un dialogo tra\ns\u00e9, il lettore e lo scrittore: \u00abFare memoria significa essenzialmente narrare\u00bb\n(p.12). Ma come nasce la narrazione? Nasce innanzitutto dal bisogno insaziabile\ndi Consolo di ascoltare di nuovo i minimi particolari della sua zona, che siano\ngeografici, umani, sociali o linguistici. Precisa Claudio Masetta: \u00abL\u2019ascolto\ndei fatti santagatesi era lo scoglio da cui, ogni volta, la narrazione spiccava\nil volo, nello spazio e nel tempo\u00bb (p.12-13).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Ricorrentemente desideroso di\ndefinire la propria identit\u00e0 di uomo e di scrittore (ci\u00f2 che fece in molti\nscritti), Vincenzo Consolo evoca la posizione geografica di Sant\u2019Agata Di\nMilitello. Comune sito a mezza strada tra Messina e Cefal\u00f9, la zona divide la\nSicilia orientale, la Sicilia greca, terra di miti, la cui espressione si\nsvolge prevalentemente \u00abin forme poetiche, in toni lirici, in scansioni\nmusicali (p. 25), dalla Sicilia occidentale, influenzata dagli Arabi, un\u2019area\nsegnata dalla storia, dai molteplici colonizzatori, dai conflitti sociali, e \u00abche\nsi esprime in forme prosaiche, in toni discorsivi, in scansioni logiche\u00bb (p.\n26).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Su questa \u00abimmaginaria linea\u00bb\n(p. 27), data la posizione di Sant\u2019Agata di Militello, su questo crinale, nasce\nla poetica consoliana.<\/p>\n\n\n\n<p>I ricordi, le memorie legati\na Sant\u2019Agata, pur cari che siano, pur essendo il crogiolo di alcuni suoi\nracconti, non bastano a soddisfare la sua creativit\u00e0 che si estende \u00aballa\nSicilia tutta, all\u2019Italia, al Mediterraneo e oltre, (\u2026). Ma [si dispiega] anche\ndal presente al passato \u2013 o sarebbe meglio dire \u2013 <em>ai passati<\/em> dell\u2019isola\u00bb\n(Claudio Masetta, \u00abPrefazione\u00bb, p. 13).&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>+<\/p>\n\n\n\n<p>Il tono si fa man mano pi\u00f9\ngrave e le domande incalzanti. Quasi con trepidazione, Vincenzo Consolo chiede\na se stesso: \u00abE allora: perch\u00e9 scrivo? Ma perch\u00e9 scrivo in prosa? E perch\u00e8\nscrivo romanzi o racconti di contenuto storico o sociale\u00bb (p. 36). Permeato\ndalla superiorit\u00e0 della poesia, si riferisce a componimenti di poeti maggiori\n(cita qualche verso della \u00abGinestra\u00bb di Leopardi, allude al poemetto di T. S.\nEliot, \u00abLa terra desolata\u00bb, alla raccolta di Eugenio Montale, <em>Ossi di seppia<\/em>,\nnonch\u00e9 al suo componimento \u00abLa bufera\u00bb). Consolo si arrende alla constatazione\nnon priva di rammarico, che non \u00e8 stato eletto a questo registro:<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivo dunque di temi relativi, contingenti, perch\u00e9\nnon sono poeta, perch\u00e9 non sono un fanciullo, perch\u00e9 non sono re (non faccio\nparte, voglio dire, non sono detentore del potere). Solo i poeti infatti, i\nfanciulli e i re possono affrontare gli assoluti, immergersi naufragare\nnell\u2019infinito mare dell\u2019esistenza (p. 37).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Fra queste linee, traspare la\nfigura del vicer\u00e9 Casimiro, personaggio centrale della favola teatrale <em>Lunaria<\/em>\n(1985), opera in cui Vincenzo Consolo si avvicina maggiormente al mito e alla\npoesia. Casimiro, essere malinconico e lunare, a met\u00e0 strada tra re-fanciullo e\npoeta, in grado di capire, fino ad un certo punto, la lingua poetica, edenica\ndi San Fratello (vicino a Sant\u2019Agata), vero baluardo utopico contro il\ndisfacimento della corte palermitana, su cui regna Casimiro da troppo\ntempo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Come non pensare agli\neccentrici Casimiro e Lucio Piccolo, poeta quest&#8217;ultimo che affascinava Consolo?<\/p>\n\n\n\n<p>Sul dritto filo di queste\nparole, in un altro breve scritto, \u00abConsiderazione sulla forma racconto\u00bb, in <em>Prodigio\n<\/em>(Edizioni Dante &amp; Descartes, 2014), ricorda la sua scelta narrativa:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2026l\u2019unico racconto praticabile mi sembra quello\nstorico-metaforico (\u2026)&nbsp;; che un modo per praticare ancora una letteratura\nnon ipotecata dal potere \u00e8 quello di risacralizzare il linguaggio, di\nrestituirgli memoria, tono e modulazione di poesia&nbsp;: riaccostarlo, per\nirriducibile, al linguaggio liturgico dei poemi (p. 25).<\/p>\n\n\n\n<p>Consapevole di essere\ncresciuto e vissuto per anni in bilico tra Oriente ed Occidente, tra mito e\nstoria, tra natura e cultura, Vincenzo Consolo approda al nucleo della sua\nricerca letteraria:<\/p>\n\n\n\n<p>E non \u00e8 questo poi l\u2019essenza della\nnarrazione&nbsp;? Non \u00e8 il narrare, come dicevo, quell\u2019incontro miracoloso, di\nragione e passione, di logica e di magico, di prosa e di poesia&nbsp;? Non \u00e8\nquesto ibrido sublime, questa chimera affascinante&nbsp;? (p. 50-51).<\/p>\n\n\n\n<p>Non si pu\u00f2 parlare\ndell\u2019identit\u00e0 letteraria di Vincenzo Consolo senza evocare il terzo polo\nd\u2019influenza della sua poetica: la citt\u00e0 di Milano, dove si trasferisce nel\n1969. Andirivieni incessanti tra la capitale lombarda e la sua isola ritmano\nd\u2019ora in poi la sua vita e la sua produzione. A questa citt\u00e0 \u00abprogredita, ricca\ne allettante, ma anche dura, ma anche pretenziosa\u00bb (p. 52-53), Consolo oppone\nun orgoglioso riserbo, pur essendo aperto ai fermenti e alla cultura della\nmetropoli europea. Ma ha continuamente l\u2019attenzione rivolta ai fatti siciliani.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019attualit\u00e0 di questo ultimo\nventennio \u00e8 prevalentemente segnata dal fenomeno migratorio. \u00c8 da tempo giunto\nil momento per l\u2019Europa di aiutare popoli che soffrono per le guerre, per le\nmalattie e la povert\u00e0. Le ricchezze si devono oramai condividere con i paesi\npi\u00f9 poveri e l\u2019ordine mondiale viene totalmente travolto da questa urgente\nnecessit\u00e0. La Grecia e la Sicilia sono le porte di ingresso verso questo nuovo <em>eldorado.\n<\/em>Ventuno anni fa, nel 1999, Vincenzo Consolo era uno tra i pochissimi\nintellettuali ad affrontare questa questione&nbsp;nella sua raccolta di saggi <em>Di\nqua dal faro<\/em> (Milano, Arnaldo Mondadori Editore)<em>, <\/em>nel capitolo \u00abUomini\nsotto il sole\u00bb (p. 227). Scrive:<\/p>\n\n\n\n<p>Di questi esodi massicci e incessanti le cronache\ndi ogni giorno ci consegnano tragici episodi: di clandestini soffocati dentro\nstive di navi; d\u2019altri, scoperti, gettati in pasto ai pescicani; di bambini\nassiderati nei passaggi notturni per valichi montani; di carghi colati a picco\ncon dentro il loro carico umano; di criminali che trasportano su gommoni e\nabbandonano sulle spiagge masse di disperati.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio Masetta ricorda i\nmomenti trascorsi a parlare con Consolo, in conversazioni in cui la questione,\nspecie&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>dacch\u00e9 la Libia \u00e8 in guerra,\ndei profughi riaffiora. Parlano di cultura greca, ma non solo, e di un presente\nostile che provoca l\u2019ira dello scrittore contro il ricordo del tempo\ndell\u2019ospitalit\u00e0 siciliana che fu:<\/p>\n\n\n\n<p>E della cultura mediterranea che, (\u2026), si \u00e8 sempre\nsviluppata sotto il segno dell\u2019accoglienza. I fatti di cronaca odierna,\nl\u2019innalzamento di barriere laddove un tempo c\u2019erano spiagge d\u2019approdo di\ninnumerevoli naufraghi che, una volta a terra, nella sua Sicilia, potevano\ndirsi sicuri di trovare accoglienza, lo avrebbero fatto urlare di sdegno e\nvergogna.<\/p>\n\n\n\n<p>Amava cercare i segni di questa antichissima\ntradizione di ospitalit\u00e0 siciliana. Si entusiasmava alle prove dell\u2019avvenuta\nintegrazione, sul suolo siciliano, di culture e tradizioni diverse (p. 15-16). &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio Masetta riporta, in\nconfidenza, sempre con valore didattico per il lettore, un aneddoto\ninteressante su questo argomento: quello del santuario della Madonna Nera di\nTindari che \u00e8 sito nel grandioso golfo di Patti, in provincia di Messina.\nTindari \u00e8 stata costruita nel 396 A. C. da Dionisio I\u00b0, tiranno di Siracusa, al\nfine di fronteggiare gli attacchi dei Cartaginesi. Il suo nome originario era <em>Tyndaris<\/em>.\nA picco sul mare, il santuario raccoglie quella singolare Vergine bizantina\nnera con il bambino, alto simbolo di accoglienza dei naufraghi, la quale imped\u00ec\nalla nave che la trasportava di ripartire sul mare, cos\u00ec evitando l\u2019inesorabile\nnaufragio dovuto alla tempesta.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>E Claudio Masetta,\nrestituendoci lo scrittore Consolo nella sua intera dimensione umana e\numanistica: \u00abAveva una collezione di santi neri, Vincenzo. Amava quella\ncollezione come simbolo di felice integrazione\u00bb (p. 18).<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Con particolare\nacuit\u00e0, Claudio Masetta insiste per ultimo sul bisogno di trasmettere alle nuove\ngenerazioni le chiavi del linguaggio cos\u00ec particolare&nbsp;di Vincenzo Consolo:\nal tempo stesso popolare ed erudito. Non si entra facilmente nella prosa\nconsoliana e lui lo intuiva, lo sapeva. Tanti incontri fece con giovani di\nliceo o freschi universitari, molto spesso confrontati al suo linguaggio\nstratificato, complesso, a volte criptato. Ma non era mai semplice esercizio di\nchiarimento di tale passo, pur studiato nei particolari. Il pubblico liceale o\nuniversitario era da lui prediletto perch\u00e9 vergine da alcun a priori sul\nlinguaggio letterario. Si dilettava di questi incontri con il giovane pubblico,\nquasi dovesse concretizzare la propria vocazione di pedagogo.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 per\u00f2, si trattava\nsempre di infondere ai giovani una certa conoscenza della letteratura\nsiciliana. Consolo amava tramandare la memoria, e cos\u00ec scrive Claudio Masetta:\n\u00abla memoria attraverso la narrazione era per lui fatto da condividere. In modo\nparticolare con i giovani, a cui si rivolgeva, verso i quali amava riversare il\nracconto della Sicilia, della storia, ma soprattutto della letteratura\u00bb (p.\n19-20).&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Per concludere, il libretto <em>Memorie<\/em>,\nracchiude molto del pensiero di Vincenzo Consolo, un pensiero mai uniforme,\ncos\u00ec come sono molteplici e variegate le forme della sua espressione letteraria\ne della sua poetica.<\/p>\n\n\n\n<p>Claudio Masetta Milone, nel\nriproporre la lettura di questo testo, nel sollecito ascolto delle parole\ndell\u2019amico&nbsp;scrittore, nel trascriverle, ha il merito (tra tanti altri), di\ncontribuire in modo originale, ad una pi\u00f9 ampia conoscenza del pensiero\nuniversale di Vincenzo Consolo, e a ravvivarne le idee umanistiche con luce\nodierna.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Maryvonne Briand<br><br><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"150\" height=\"210\" class=\"wp-image-2041\" style=\"width: 150px;\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n.jpg 1122w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n-214x300.jpg 214w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n-731x1024.jpg 731w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n-768x1075.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/09\/119566530_1710662235750547_2542270309627525015_n-1097x1536.jpg 1097w\" sizes=\"(max-width: 150px) 100vw, 150px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In memoria di Caterina Dopo La grande vacanza orientale-occidentale (2001) e Il prodigio (2014), le Edizioni Libreria Dante &amp; Descartes di Napoli, nel piccolo formato che le contraddistingue,&nbsp;consegnano, in questo luglio del 2020, un testo di Vincenzo Consolo intitolato Memorie, gi\u00e0 pubblicato nella raccolta di saggi&nbsp;La mia isola \u00e8 Las Vegas (Milano, Arnoldo Mondadori, 2012).&nbsp; &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2036\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Vincenzo Consolo, Memorie<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[144,9],"tags":[743,336,339,318,246,74,77,364,215,746,119,742,73,748,306,99,57,37,252,747,340,745,459,29,579,214,18,62],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2036"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2036"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2036\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2045,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2036\/revisions\/2045"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}