{"id":2033,"date":"1984-02-15T10:25:00","date_gmt":"1984-02-15T10:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2033"},"modified":"2020-09-15T10:35:21","modified_gmt":"2020-09-15T10:35:21","slug":"dentro-il-paesaggio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2033","title":{"rendered":"&#8220;Dentro il paesaggio&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p> Per Rino Scognamiglio<br><br>Sul lago di giallo cadmio, d\u2019ocra dorata, di limone, naviga un paesaggio<br>vivido, verde terra, rosso cinabro, un campo in cloisonnage che si<br>stacca per\u00a0urgenza, affresco per fioritura di salnitro, isola vagante al soffio<br>dei venti. E il lago e il campo hanno tagli vibranti, argentei, lunari, ferite<br>per febbri di crescenza, pulsioni d\u2019umori incubati, frenetiche ansie, primaverili insorgenze<\/p>\n\n\n\n<p>Verde che spiega al flabello, si modula a scala, in crescendo, terra oliva<br>cobalto smeraldo veronese, a bande si piega in volute, a chiocciola,<br>a spirale. La cui ansa, seno, golfo, madreperla muschiosa, \u00e8 lambita da onde, da ritmi azzurri, marini, vibrazioni orizzontali, trasparenze abissali.<br>E su terra mare cielo, fiammate, incandescenze, immobile luce, pietrificata,<br>d\u2019estivi meriggi.<\/p>\n\n\n\n<p>Rossi piani che si incontrano, s\u2019intersecano a angolo \u2013 il verticale \u00e8<br>pi\u00f9 ardente, di sangue cristallino, vermiglio, pi\u00f9 cupo l\u2019altro, indiano<br>o porporino. Sul quale, in parallelo, in geometrica cadenza, occhieggiano,<br>in processione vanno lumache smeraldine, cespi, chiome, avvolgimenti,<br>viti d\u2019una vigna in fiamme un tramonto senza fine, autunnale.<\/p>\n\n\n\n<p>Grava sulla distesa bianca un bianco aggrumato d\u2019argento o di zinco, e vene d\u2019azzurro<br>serpeggiano, riflessi di ghiacci o metalli. Memorie vaghe riemergono, affiorano pallide, incerte, a linee, a macchie, sogni di blu e di rossi, nostalgia di forza e calore, da lontani, sepolti paesaggi, nel freddo e nell\u2019aton\u00eca del sonno che non promette risvegli.<\/p>\n\n\n\n<p>Paesaggi, nelle cadenze del perenne giro del tempo. D\u2019una natura riemersa in variazioni di luce, un gioco infinito di toni. In pigmentazioni, in grumi materici. E se una commozione, un sentimento vibra per le linee<br>e i colori, lo stesso senti che non siano nella natura, ma nella nostalgia della natura. Che uno strazio grava sopra quelle tele, che il dolore d\u2019una lontananza, d\u2019una perdita le impregna. Dolore per il tempo che inesorabilmente ci stacca, ci trascina verso gli abissi del buio e dell\u2019oblio; per una natura lontana,<br>inaccessibile dietro spesse lastre di cristallo.<\/p>\n\n\n\n<p>Qui dove affonda un morto<br>viluppo di memorie,<br>orto non era, ma reliquario\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Il Montaliano reliquiario \u00e8 qui la tela che \u00e8 lo strappo d\u2019un affresco, il<br>recupero estremo d\u2019un paesaggio che vetust\u00e0, erosioni, opera devastante della storia sono sul punto<br>di cancellare, disperdere nel nulla.<br>In passato, nelle tele di Scogliamiglio c\u2019era come l\u2019impressione di reperti paleontologici , di paesaggi, forme<br>violate da tagli verticali, come certe erbe, certi pesci nel cuore delle pietre.<br>Oggi c\u2019\u00e8 come un ribaltamento di piani, come una disposizione di quei reperti nella loro primitiva posizione orizzontale, una riesposizione al sole. E conseguente rimetterli nel ciclo del tempo, nella vicenda della luce e del colore.<br>Per una pi\u00f9 pressante forza della memoria, per un pi\u00f9 acuto bisogno di poesia.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Consolo<br><br>Milano, febbraio 1984 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per Rino Scognamiglio Sul lago di giallo cadmio, d\u2019ocra dorata, di limone, naviga un paesaggiovivido, verde terra, rosso cinabro, un campo in cloisonnage che sistacca per\u00a0urgenza, affresco per fioritura di salnitro, isola vagante al soffiodei venti. 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