{"id":1953,"date":"2020-02-10T14:36:21","date_gmt":"2020-02-10T14:36:21","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1953"},"modified":"2020-02-10T14:36:21","modified_gmt":"2020-02-10T14:36:21","slug":"laura-gonzenbach-fiabe-siciliane-rilette-da-vincenzo-consolo-a-cura-di-luisa-rubini-traduzione-di-vincenzo-consolo-e-luisa-rubini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1953","title":{"rendered":"Laura Gonzenbach Fiabe siciliane Rilette da Vincenzo Consolo. A cura di Luisa Rubini. Traduzione di Vincenzo Consolo e Luisa Rubini"},"content":{"rendered":"\n<p>Presentazione<\/p>\n\n\n\n<p>di\nVincenzo Consolo<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Racconta Maxime du Camp che Alexandre Dumas\nsegu\u00ec l\u2019impresa di Garibaldi, da Marsala a Napoli, inviando corrispondenze a\nParigi, con lo scopo di ottenere, ad Unit\u00e0 avvenuta, la direzione degli scavi\ndi Pompei.&nbsp; L\u2019aspirazione di Dumas\nscaturiva certo da quel fervore per il mondo antico che i diari dei\nviaggiatori, a partire dal Settecento, avevano suscitato. E nella Francia\ndell\u2019Ottocento particolarmente, dove Rivoluzione e Impero napoleonico avevano\npreso a modello l\u2019antichit\u00e0 classica.&nbsp; I\nviaggiatori stranieri avevano anche fatto aprire o riaprire gli occhi ai\nmeridionali sulla ricchezza archeologica della loro regione: avevano fatto\nvedere quello che per troppa vicinanza era diventato invisibile.&nbsp; Ma oltre i templi e i teatri, le citt\u00e0\ntornate \u201cal celeste raggio \/ dopo l\u2019antica oblivion\u201d, quei viaggiatori non\npotevano far vedere un altro grande patrimonio, pi\u00f9 antico dei ruderi greci o\nromani, remoto, secondo Propp, che \u00e8 la cultura popolare in genere e la\ntradizione della fiaba in particolare.&nbsp;\nPer conoscere questo patrimonio, bisognava sostare, imparare la lingua\ndei parlanti, raccogliere dalla viva voce dei popolani canti, proverbi, motti,\ne soprattutto il racconto favoloso o leggendario, fissarli nella\nscrittura.&nbsp; C\u2019erano stati s\u00ec in passato\nillustri \u201cfavolisti\u201d italiani: da Giambattista Basile, il cui <em>Lo cunto de li cunti&nbsp;&nbsp; <\/em>s\u2019era diffuso per l\u2019Europa, era stato\nforse letto da Perrault, imitato da Quevedo e Gianfranco Straparola, a Carlo\nGozzi, a Pompeo Sarnelli. Ma questi autori avevano \u201cricreato\u201d il racconto\npopolare, avevano scritto delle \u201cloro\u201d fiabe.&nbsp;\nQuelli che gettarono le basi della nuova scienza folklorica, di questa diversa\narcheologia, furono gli straordinari fratelli Grimm.&nbsp; Le loro <em>Fiabe\ndel focolare<\/em> erano in qualche modo la fedele restituzione scritta del\ndettato popolare.&nbsp; Gli studi di folklore\no di demopsicologia, dopo quel primo impulso germanico, si svilupparono in vari\npaesi d\u2019Europa. Ma in Italia sembrava regnare il silenzio. &nbsp;&nbsp;Cos\u00ec lamentava Giuseppe Pitr\u00e8 nella\nprefazione alla sua raccolta in quattro volumi di fiabe siciliane: &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;Il movimento intellettuale iniziato dai\nGrimm fu indi a non guari seguito in Germania e fuori: e molte furono le\nnovelle e le tradizioni d\u2019ogni sorta messe in luce dopo il 1812 [\u2026].A tanto\nfervore di studi l\u2019Italia non ha preso parte veramente attiva. Beh ha dato\nmolte e ricche raccolte di canti popolari, ma una raccolta di novelle con\ngl\u2019intendimenti scientifici che guidarono gli studiosi delle altre nazioni,\nfino a pochi anni addietro essa non l\u2019aveva ancora [\u2026] Prima che noi sono stati\ngli stranieri a darci l\u2019esempio del come s\u2019abbia a fare dove non s\u2019\u00e8 voluto o\npotuto fare.&nbsp;&nbsp; Li fa i nomi, il Pitr\u00e8,\ndegli studiosi stranieri che in varie parti d\u2019Italia \u2013 a Venezia, a Livorno,\nnel Tirolo, a Roma \u2013 hanno raccolto fiabe, le hanno tradotte e diffuse nei loro\nrispettivi paesi. \u201cNovantadue ne raccoglie nelle provincie di Messina e Catania\nla signora Laura Gonzenbach\u201d scrive.&nbsp; \u00c8\ndunque la prima, la Gonzenbach, ad arare in quel campo della novellistica\nsiciliana, di una popolazione in cui il retaggio di pi\u00f9 culture aveva reso\nquanto mai ricchi, variegati canti, usi, costumi, racconti orali.&nbsp; Su questo patrimonio il Pitr\u00e8 lavorer\u00e0,\nstender\u00e0 quella sua vasta <em>Biblioteca\ndelle tradizioni popolari siciliane. <\/em>Insieme a lui, o dopo di lui, tanti\naltri, da Lionardo Vigo a Salvatore Salomone-Marino, a Serafino Amabile\nGuastella, fino a Giuseppe Cocchiara e oltre. A questo patrimonio popolare\nattingeranno gli scrittori veristi siciliani.&nbsp;\n\u201cPotresti indicarmi una raccolta di Proverbi e Modi di dire siciliani?\u201d\nchiedeva da Milano Verga a Capuana nell\u2019accingersi a scrivere <em>I Malavoglia<\/em>.&nbsp;&nbsp; Chi era la pioniera della favolistica\nsiciliana, chi era quella Laura Gonzenbach che nel 1870, cinque anni prima\ndelle <em>Fiabe, novelle e racconti<\/em> del\nPitr\u00e8, pubblicava a Lipsia <em>Sicilianische\nM\u00e4rchen<\/em>?&nbsp; Poco si sapeva di lei: il\nterremoto di Messina del 1908 ne aveva cancellato la memoria, disperso i testi\nsiciliani delle fiabe da lei raccolte.&nbsp;&nbsp;\n\u00c8 stata la studiosa Luisa Rubini, curatrice di questo volume, a far\nriscoprire da noi Laura Gonzenbach con il suo saggio dal titolo <em>Fiabe e mercanti in Sicilia \u2013 La raccolta di\nLaura Gonzenbach <\/em>\u2013 <em>La comunit\u00e0 di\nlingua tedesca a Messina nell\u2019Ottocento<\/em> (Olschki, Firenze 1998), le cui\nlinee essenziali vengono riprese nell\u2019Introduzione che segue.&nbsp; Uno studio, quello della Rubini, ampio,\naccurato, con vasto apparato di note, di riferimenti bibliografici. Apprendiamo\ncos\u00ec dalle notizie sulla vita di Laura Gonzenbach, e su quella della sorella,\nla pedagogista Magdalena, che questa giovane intellettuale, nata a Messina\nnella comunit\u00e0 svizzera di lingua tedesca, collegata con studiosi come Hartwig\ne K\u00f6hler, era andata, nella sua ricerca etnologica, nel senso opposto a quello\nin cui sarebbe andato il Pitr\u00e8, come conferma la lettura di queste fiabe.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp;&nbsp; Il Pitr\u00e8 e i suoi epigoni avevano per molti\nversi mitizzato il mondo popolare siciliano, creduto il primitivismo sede del\ncandore e della bont\u00e0.Scrive Calvino:Nei folkloristi del secolo passato [\u2026] la\nscienza si colora delle suggestioni culturali che presiedettero alla sua\nnascita: da una parte il mito rousseauiano d\u2019una vita secondo natura a cui il\npopolo sarebbe rimasto vicino [\u2026]; dall\u2019altra l\u2019esaltazione romantica delle\nradici profonde dello spirito nazionale, di cui il volgo sarebbe stato custode\nnelle sue tradizioni. Mito e nazionalismo: due brutti scogli insomma. Contro i\nquali andarono a sbattere il Pitr\u00e8 ed altri intellettuali siciliani al momento\ndella pubblicazione <em>dell\u2019Inchiesta in\nSicilia<\/em> di Leopoldo Franchetti e Sidney Sonnino (1876), in cui appariva la\nparola mafia. Hartwig, che aveva elogiato quell\u2019inchiesta, fu bandito dalla\nbibliografia dell\u2019opera di Pitr\u00e8. Capuana arriv\u00f2 a scrivere un <a><em>pamphlet <\/em><\/a>contro quell\u2019inchiesta, in\ndifesa del buon nome della Sicilia. La direzione opposta \u2013 direzione\nilluministica \u2013 per cui va la Gonzenbach, la si vede soprattutto in due fiabe\nqui pubblicate: vi si parla di uno stupro e di un prete che vuole sedurre una\nfanciulla. In Pitr\u00e8 i due argomenti sono velati, le due fiabe nella sua\nraccolta censurate.<\/p>\n\n\n\n<p>&nbsp; Milano, 12 marzo 1999<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"582\" height=\"831\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/9788868439460_0_0_831_75.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1954\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/9788868439460_0_0_831_75.jpg 582w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/9788868439460_0_0_831_75-210x300.jpg 210w\" sizes=\"(max-width: 582px) 100vw, 582px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"600\" height=\"912\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/20137685652e09a1a35b71575336bc21_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1955\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/20137685652e09a1a35b71575336bc21_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy.jpg 600w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/20137685652e09a1a35b71575336bc21_w600_h_mw_mh_cs_cx_cy-197x300.jpg 197w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/www.donzelli.it\/catalogo\/autore\/343\">Laura Gonzenbach<\/a><\/h3>\n\n\n\n<p>Laura Gonzenbach nacque nel 1842 a Messina in seno alla locale comunit\u00e0 di lingua tedesca, dove trascorse gran parte della sua vita (mor\u00ec a Napoli nel 1878). Raccoglitrice di racconti storici, fiabe e leggende delle classi popolari della Sicilia ottocentesca, proveniva da una famiglia di colti mercanti originari della Svizzera. Seguiva, insieme alla sorella Magdalena, il dibattito europeo sull\u2019emancipazione femminile. Il suo lavoro di raccolta delle tradizioni orali dell\u2019isola rappresenta una delle rare opere folkloriche ottocentesche realizzate da una donna.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Presentazione di Vincenzo Consolo &nbsp; Racconta Maxime du Camp che Alexandre Dumas segu\u00ec l\u2019impresa di Garibaldi, da Marsala a Napoli, inviando corrispondenze a Parigi, con lo scopo di ottenere, ad Unit\u00e0 avvenuta, la direzione degli scavi di Pompei.&nbsp; L\u2019aspirazione di Dumas scaturiva certo da quel fervore per il mondo antico che i diari dei viaggiatori, &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1953\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Laura Gonzenbach Fiabe siciliane Rilette da Vincenzo Consolo. A cura di Luisa Rubini. 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