{"id":1861,"date":"2019-07-09T16:04:31","date_gmt":"2019-07-09T16:04:31","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1861"},"modified":"2019-07-10T09:21:16","modified_gmt":"2019-07-10T09:21:16","slug":"la-rappresentazione-degli-spazi-nell-opera-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1861","title":{"rendered":"La rappresentazione degli spazi nell\u2019 opera di Vincenzo  Consolo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Frontespizio-.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1862\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Frontespizio--216x300.jpg\" alt=\"\" width=\"216\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Frontespizio--216x300.jpg 216w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/Frontespizio-.jpg 420w\" sizes=\"(max-width: 216px) 100vw, 216px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Bellanova A.,<\/p>\n<p>Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera<br \/>\ndi Vincenzo Consolo, Universit\u00e9 de Lausanne, 2019.<\/p>\n<p>Il volume propone un\u2019analisi geocentrata della produzione di Vincenzo Consolo, valutando un corpus di testi ampio e vario, che va dalle opere maggiori a articoli e testi sparsi. Osservando come,gi\u00e0 a una lettura superficiale, gli spazi rappresentati si annuncino quali straordinari portatori di senso, ha dunque l\u2019obiettivo, mediante uno studio delle modalit\u00e0 di costruzione dell\u2019immagine<\/p>\n<p>letteraria, di accendere l\u2019attenzione non solo sugli spazi di cui l\u2019autore parla direttamente, ma anche sulla nostra relazione con lo spazio. L&#8217;introduzione, oltre a portare esempi della \u2018geograficit\u00e0\u2019 dell&#8217;opera di Consolo \u2013 indicazioni<\/p>\n<p>spaziali, dettagli localizzativi e descrittivi, toponimi \u2013, fa il punto sugli indirizzi di critica geocentrati, ovvero geocritica, geopoetica, geotematica e ecocritica.<\/p>\n<p>La prima parte invece, partendo dalla scelta di un approccio che contamina pi\u00f9 linee di indagine,dichiara anche la necessit\u00e0 degli strumenti della critica letteraria tradizionale, soprattutto in relazione alla pagina \u2018palinsesto\u2019 e alla polifonia che caratterizzano l\u2019opera di Consolo. Individua dunque e passa in rassegna i modi pi\u00f9 ricorrenti nella rappresentazione consoliana: il contributo della letteratura e dell\u2019arte nella definizione degli spazi, il ruolo della Storia, i rimandi alle percezioni sensoriali, il legame tra spazio e lavoro dell\u2019uomo. In particolare l\u2019esplorazione della \u2018palincestuosit\u00e0\u2019 in relazione all\u2019immagine dei luoghi sortisce la valorizzazione di un\u2019ampia serie di rimandi e aspetti, distinguendo tra interventi della letteratura suscitati dall\u2019identit\u00e0 stessa dei realia oggetto di appresentazione (ad esempio il rimando a Scilla e Cariddi e all\u2019Odissea per parlare dello Stretto di Messina, i numerosi riferimenti ai resoconti del Grand Tour, soprattutto in Retablo per la caratterizzazione dell\u2019isola) e accostamenti con luoghi distanti, a loro volta oggetto di rappresentazione letteraria (come i luoghi manzoniani ne Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio). Importante l\u2019attenzione riservata al ruolo dei classici greci e latini: non solo l\u2019Odissea, referente d\u2019eccezione ne L\u2019olivo e l\u2019olivastro o ne Lo Spasimo, ma anche l\u2019Eneide in particolare nel finale di Nottetempo, casa per casa, la poesia arcadica, gli storici antichi ecc.Come i modi individuati si intreccino nella produzione dell&#8217;immagine dei luoghi pi\u00f9 significativi \u00e8 argomento della seconda parte che, muovendo da Sant&#8217;Agata di Militello, si allarga all\u2019analisi<\/p>\n<p>puntuale della rappresentazione di Cefal\u00f9, Palermo, Siracusa, grandi siti archeologici della Sicilia occidentale, Milano. Una terza parte invece, sulla base delle suggestioni e degli strumenti forniti dall&#8217;ecocritica, riflette sul tema ecologico nell&#8217;opera di Consolo, soffermandosi soprattutto sulla rappresentazione degli<\/p>\n<p>spazi siciliani e mediterranei e sull\u2019impegno etico che vi si accompagna. In particolare questa sezione si concentra sull\u2019immagine letteraria degli effetti prodotti dal \u201cmiracolo indecente\u201d (i casi dei poli industriali di Milazzo, area siracusana, Gela o la violenza della speculazione edilizia) a cui l\u2019autore contrappone alcune isole di sopravvivenza, ovvero i Nebrodi e gli Iblei. &#8216;osservazione<\/p>\n<p>dello spazio di carta e quindi la considerazione dei meccanismi rappresentativi impegnati \u2012 ricca intertestualit\u00e0, straniamento, notazioni percettive \u2012 accompagnate dalla documentazione a proposito dei referenti geografici reali, consentono di comprendere la critica feroce all&#8217;industrializzazione e alla modernit\u00e0, in quanto fautrici di una grave perdita in termini di biodiversit\u00e0 culturale: soffermandosi sulle rappresentazioni dei luoghi del passato e denunciando l&#8217;invadenza delle immagini distorte di quelli del presente, l\u2019autore avvisa della necessit\u00e0 di ricordare, del bisogno di documentare un&#8217;identit\u00e0 a rischio. A questo aspetto si aggiunge inoltre l\u2019analisi della descrizione dei danni causati da una natura violenta (eruzioni, terremoti) e, ancora pi\u00f9 importante, della rappresentazione dei meccanismi di ricostruzione (lodevoli nel caso della Noto barocca, stranianti nel caso della Nuova Gibellina). Infine una quarta parte, incentrata sulla questione Mediterraneo. Mentre evidenzia la caratterizzazione del mare come spazio di molteplicit\u00e0 e migrazioni (significativo il motivo insistente della morte per acqua, con chiaro riferimento al personaggio eliotiano di Phlebas il Fenicio), lo studio rivela un\u2019importante riflessione autoriale sulle emergenze della contemporaneit\u00e0.<\/p>\n<p>Dalle Conclusioni, pp. 366-367: \u00abIl lettore [di Consolo] potr\u00e0, facendosi strada in uno spazio letterario labirintico, compilare mappe di senso e comprendere i luoghi dell&#8217;autore e il nesso esistente tra geografie di carta e geografie<\/p>\n<p>reali? Se s\u00ec, forse sar\u00e0 incoraggiato a scoprire la Sicilia, il Mediterraneo, chiss\u00e0 anche Milano. Ma, fatta salva la specificit\u00e0 dei luoghi chiamati in causa, si trover\u00e0 inevitabilmente di fronte a una serie di riflessioni di pi\u00f9 ampia portata, ci\u00f2 che accade di fronte alla vera letteratura. Comprender\u00e0 che i luoghi non sono uno sfondo, non solo quelli della pagina scritta, ancor meno i loro referenti della<\/p>\n<p>realt\u00e0: nessun luogo reale, infatti, \u00e8 un semplice contenitore, uno scenario su cui sfilare. Mediter\u00e0 allora sul proprio modo di percepire lo spazio, sulla relazione tra rappresentazione e realt\u00e0, sulla memoria e sul cortocircuito che si produce quando, nello scorrere del tempo, Itaca smette di essere Itaca mentre i ricordi restano fedeli al passato. Sar\u00e0 costretto a pensare a quello che sta succedendo<\/p>\n<p>al paesaggio, a tratti esteticamente splendido, a tratti deturpato, privato della sua identit\u00e0. Ecco, si interrogher\u00e0 sull&#8217;identit\u00e0: se i luoghi non sono uno sfondo e smettono di essere quello che sono \u2013 fagocitati dall&#8217;omologazione, da interessi economici, dalla costruzione di barriere \u2013, inevitabili e funeste sono le conseguenze anche sugli esseri umani. Cos\u00ec strettamente interrelate sono l&#8217;identit\u00e0 degli uomini e quella degli spazi. Ecco allora l&#8217;eccezionalit\u00e0 di baedeker dell&#8217;opera di Consolo: vi si pu\u00f2 cogliere l&#8217;invito a scoprire alcuni angoli geografici, mediante il rilievo a proposito delle emergenze architettoniche o naturalistiche che attendono il lettore che voglia avventurarsi alla scoperta dello spazio reale, ma vi si trover\u00e0 anche la presentazione dei deprecabili interventi che deturpano il paesaggio e la vita umana. Gi\u00e0 questo basterebbe ad attestarne la particolarit\u00e0, perch\u00e9 le guide di viaggio, anche quelle letterarie, si soffermano piuttosto sugli aspetti seducenti, evitando invece ci\u00f2 che produrrebbe un&#8217;esperienza quanto meno sgradevole per il lettore-viaggiatore. Mentre, alternando la lente dello stupore e dell&#8217;idealizzazione a quella dell&#8217;indignazione, attrae e scoraggia,<\/p>\n<p>il testo svela la complessit\u00e0 della nostra relazione con lo spazio, costringendo ad un&#8217;esperienza non sempre gratificante, e guida a una maggiore attenzione nei confronti dei luoghi, di tutti i luoghi, in quanto portatori di identit\u00e0. Alla domanda che la contemporaneit\u00e0 continua a porsi \u201cCome andare avanti adesso che la modernit\u00e0 \u00e8 sfinita?\u201d (F. Arminio, Geografia commossa dell\u2019Italia interna,<\/p>\n<p>Mondadori, Milano 2013), l&#8217;opera risponde affermando il valore di ci\u00f2 che \u00e8 rimasto, traccia di passato nel presente: solo nella conservazione, nella cura possiamo sperare di non perdere noi stessi,ma questo non pu\u00f2 accadere senza consapevolezza. Consolo dichiara insomma che i luoghi non sono uno sfondo, ma ci appartengono profondamente e rileva l&#8217;intimo scambio che esiste sempre tra ambiente e essere umano.Mi piace pensare allora che nei versi di Accordi, con l&#8217;ignoto tu, l&#8217;autore alluda proprio a questo, ad un&#8217;identit\u00e0 sua e di tutti i figli del Mediterraneo, un&#8217;identit\u00e0 nata da una relazione vecchia di secoli con la terra, le piante, i muri a secco, con i paesaggi: tolto tutto ci\u00f2, cosa saremmo?<\/p>\n<p>Sei nato dal carrubo<\/p>\n<p>e dalla pietra<\/p>\n<p>da madre ebrea<\/p>\n<p>e da padre saraceno.<\/p>\n<p>S&#8217;\u00e8 indurita la tua carne<\/p>\n<p>alle sabbie tempestose<\/p>\n<p>del deserto,<\/p>\n<p>affilate si sono le tue ossa<\/p>\n<p>sui muri a secco<\/p>\n<p>della masseria.<\/p>\n<p>Brillano granatini<\/p>\n<p>sul tuo palmo<\/p>\n<p>per le punture<\/p>\n<p>delle spinesante\u00bb.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/65796189_10218844604576386_3888175434268934144_o.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1863\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/65796189_10218844604576386_3888175434268934144_o-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"169\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/65796189_10218844604576386_3888175434268934144_o-300x169.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/65796189_10218844604576386_3888175434268934144_o-768x433.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/07\/65796189_10218844604576386_3888175434268934144_o.jpg 968w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bellanova A., Un eccezionale baedeker. 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