{"id":1819,"date":"2019-03-04T07:00:42","date_gmt":"2019-03-04T07:00:42","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1819"},"modified":"2022-02-20T11:45:15","modified_gmt":"2022-02-20T11:45:15","slug":"i-fili-ininterrotti-di-vincenzo-consolo-memoria-memoria-tanta-memoria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1819","title":{"rendered":"I fili ininterrotti di Vincenzo Consolo  Memoria, memoria, tanta memoria."},"content":{"rendered":"<p>*<br \/>Paolo Di Stefano<\/p>\n<p>Se c\u2019\u00e8 uno scrittore che ha passato tutta la sua vita a combattere sul fronte dell\u2019impegno etico-civile e su quello della sperimentazione linguistica, questo \u00e8 Vincenzo Consolo. \u00abIl maggiore scrittore italiano della sua generazione\u00bb l\u2019ha definito Cesare Segre, tenendo presente che la sua generazione \u00e8 quella che viene dopo Sciascia, Pasolini, Volponi e Calvino, e cio\u00e8 quella degli anni Trenta (Consolo \u00e8 nato a Sant\u2019Agata di Militello nel 1933 ed \u00e8 morto a Milano nel 2012) che ha attraversato le turbolenze della neoavanguardia con totale simpatia o con totale disgusto. Consolo non si \u00e8 allineato n\u00e9 con gli uni n\u00e9 con gli altri: grazie a un suo speciale e inesausto sperimentalismo, sempre in lotta contro la lingua del suo tempo e contro la lingua vittoriosa della storia; insofferente e pessimista rispetto alle magnifiche sorti agognate dalle ideologie progressiste. Arrivato a Milano negli anni 50 per studiare, attratto dalle sirene vittoriniane, Consolo abita fino alla fine nella metropoli lombarda (con crescente irritazione che culmina negli anni 90) ma non smette di tormentarsi sul destino della sua Sicilia. E anzi la sua narrativa rappresenta quasi programmaticamente (e ostinatamente) le varie fasi della storia sicula, dall\u2019antichit\u00e0 greca (<em>Le pietre di Pantalica<\/em>) alla dominazione spagnola (<em>Lunaria<\/em>), al Settecento illuminista (<em>Retablo<\/em>), alla pessima realizzazione unitaria (<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>), all\u2019irrazionalismo prefascista (<em>Nottetempo, casa per casa<\/em>), al secondo dopoguerra, fino alla contemporaneit\u00e0 della cronaca mafiosa (<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>), comprese le \u00abmemorie degli innocenti sopraffatti dai delinquenti\u00bb (<em>Lo spasimo di Palermo<\/em>).<\/p>\n<p>La scrittura di Consolo vive di molteplici paradossi, come non cessa di sottolineare Gianni Turchetta, curatore dello splendido Meridiano, coordinatore del convegno milanese e autore del saggio introduttivo delle \u00abCarte raccontate\u00bb, il fascicolo appena pubblicato dalla Fondazione Mondadori: \u00abPer Consolo la \u201cletteratura\u201d \u00e8 il luogo dove il linguaggio viene sospinto fino alle sue estreme possibilit\u00e0, sottoposto a una pressione senza compromessi, con una tensione che \u00e8 al tempo stesso formale e morale (\u2026). D\u2019altro canto, Consolo non smette di ricordare quanto le parole siano mancanti rispetto alla realt\u00e0\u00bb. In questa contraddizione irresoluta \u00e8 il tragico della narrativa di Consolo, che si rispecchia nel rigore tormentoso del lavoro materiale sul testo, dove ogni parola e ogni giro sintattico sono il risultato di scavi filologici e, si direbbe, archeologici, sprofondamenti negli strati della memoria storica, con le sue cicatrici, e della memoria linguistica. In un burrascoso incontro al Teatro Studio di Milano (un entusiasmante tutti contro tutti), organizzato nel marzo 2002 dalla Fondazione del Corriere, con Emilio Tadini, Tiziano Scarpa e Laura Pariani, Consolo disse: \u00abSe stabiliamo che la letteratura \u00e8 memoria \u2013 e la letteratura \u00e8 memoria altrimenti sarebbe soltanto comunicazione cronistica, giornalismo \u2013 allora diventa anche memoria linguistica. Io credo che l\u2019impegno di chi scrive sia quello di far emergere continuamente la memoria\u00bb. Memoria \u00e8 anche memoria linguistica: il che significa affidare alla letteratura il compito di resistere al linguaggio \u00abfascistissimo\u00bb dell\u2019omologazione. Una visione pasoliniana. Anche per questo \u00e8 affascinante (e non di rado perturbante) seguire da vicino lo scrittore lungo le vie accidentate che conducono alla pubblicazione delle sue opere: attraverso cui si intuisce come \u00abdato fondativo\u00bb della scrittura di Consolo quella che lo stesso Turchetta definisce \u00abla ridiscussione e perfino l\u2019aperta negazione della forma romanzo, in quanto portatrice di un\u2019illusoria continuit\u00e0 narrativa, che mistifica la complessit\u00e0 del reale\u00bb. E gi\u00e0 a partire da <em>La ferita dell\u2019aprile<\/em> (1963) &#8211; il sorprendente libro d\u2019esordio che restituisce le lotte politiche del secondo dopoguerra narrate in prima persona dall\u2019allievo di un istituto religioso di paese &#8211; si intravede uno sviluppo che porta dalle soluzioni pi\u00f9 piane delle prime redazioni verso una crescente deformazione espressionistica e un arricchimento stilistico. Un processo che trover\u00e0 una vera maturazione ne <em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>, ambientato ai tempi della spedizione dei Mille e articolato su pi\u00f9 livelli: il capolavoro del 1976 il cui titolo si deve a un misterioso ritratto d\u2019uomo di Antonello da Messina (che per una felice coincidenza \u00e8 in mostra in questi giorni nella rassegna di Palazzo Reale), un dipinto ricevuto in dono a Lipari dal protagonista, il barone di Mandralisca. Una gestazione sofferta (e fondata su una lunga preparazione documentaria) che procede per faticose fasi di scrittura e riscrittura, ripensamenti e blocchi che in quegli anni vennero superati grazie al sostegno della moglie Caterina Pilenga e alle sollecitazioni di amici fedeli come Corrado Stajano. E nel segno dell\u2019amicizia \u00e8 anche il lungo rapporto \u2013 di totale ammirazione \u2013 con il \u00abmaestro\u00bb Sciascia: ora testimoniato dalla corrispondenza (1963-1988), edita da Archinto a cura di Rosalba Galvagno. La preziosa biblioteca consoliana e l\u2019archivio &#8211; con le varie redazioni dei romanzi e i rispettivi materiali di ricerca &#8211; sono stati affidati alla Fondazione Mondadori che negli ultimi due anni ha completato la catalogazione e la descrizione. Con un rigore e una passione che Consolo, principe di rigore e di passione, avrebbe certamente approvato.<\/p>\n<p>Paolo Di Stefano<br \/>4 marzo 2019 (Corriere della Sera)<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/DSC_0172-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1820 size-full\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/DSC_0172-2.jpg\" alt=\"\" width=\"871\" height=\"768\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/DSC_0172-2.jpg 871w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/DSC_0172-2-300x265.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/DSC_0172-2-768x677.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 871px) 100vw, 871px\" \/><\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/cid_49D2113F-02F3-49C4-ACBF-6CC175FD2A03@fastwebnet.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1811 size-full\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/cid_49D2113F-02F3-49C4-ACBF-6CC175FD2A03@fastwebnet.jpg\" alt=\"\" width=\"905\" height=\"1280\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/cid_49D2113F-02F3-49C4-ACBF-6CC175FD2A03@fastwebnet.jpg 905w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/cid_49D2113F-02F3-49C4-ACBF-6CC175FD2A03@fastwebnet-212x300.jpg 212w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/cid_49D2113F-02F3-49C4-ACBF-6CC175FD2A03@fastwebnet-768x1086.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/cid_49D2113F-02F3-49C4-ACBF-6CC175FD2A03@fastwebnet-724x1024.jpg 724w\" sizes=\"(max-width: 905px) 100vw, 905px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Un volume della Fondazione Mondadori curato da Gianni Turchetta e un epistolario<br \/>edito da Archinto. E a Milano il 6 e 7 marzo un convegno sullo scrittore<\/p>\n<p>Il volume \u00abE questa storia che m\u2019intestardo a scrivere. Vincenzo Consolo e il dovere della scrittura\u00bb, a cura di Gianni Turchetta, nella collana \u00abCarte raccontate\u00bb (Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori, pp. 52, euro 12, disponibile dal 6 marzo)<a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Volume_Consolo_Copertina_def-1-U43060584597655eB-U31001728970779Om-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1821\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/Volume_Consolo_Copertina_def-1-U43060584597655eB-U31001728970779Om-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"\" width=\"200\" height=\"257\" \/><\/a><br \/><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/consolo-sciascia1-U43060584597655eB-U31001728970779VTG-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-1822 size-full\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2019\/03\/consolo-sciascia1-U43060584597655eB-U31001728970779VTG-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg\" alt=\"\" width=\"116\" height=\"178\" \/><\/a><br \/><br \/>Il volume \u00abEssere o no scrittore. Lettere 1963-1988\u00bb, di Vincenzo Consolo e Leonardo Sciascia (Archinto, pp. 84, euro 14)<\/p>\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>*Paolo Di Stefano Se c\u2019\u00e8 uno scrittore che ha passato tutta la sua vita a combattere sul fronte dell\u2019impegno etico-civile e su quello della sperimentazione linguistica, questo \u00e8 Vincenzo Consolo. \u00abIl maggiore scrittore italiano della sua generazione\u00bb l\u2019ha definito Cesare Segre, tenendo presente che la sua generazione \u00e8 quella che viene dopo Sciascia, Pasolini, Volponi &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1819\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">I fili ininterrotti di Vincenzo Consolo  Memoria, memoria, tanta memoria.<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,1,2],"tags":[86,336,318,246,23,77,44,41,640,17,25,200,139,35,19,32,36,20,105,83,154,110,40,29,641,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1819"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1819"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1819\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2605,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1819\/revisions\/2605"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1819"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1819"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1819"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}