{"id":1739,"date":"2018-09-19T06:19:53","date_gmt":"2018-09-19T06:19:53","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1739"},"modified":"2018-09-19T06:19:53","modified_gmt":"2018-09-19T06:19:53","slug":"paludi-e-naufragi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1739","title":{"rendered":"Paludi e naufragi"},"content":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo scrive questo testo ispirandosi<br \/>\nall\u2019 opera dell\u2019 artista Franco Mulas.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/La-montagna-dacqua-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1741\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/La-montagna-dacqua-1-300x264.jpg\" alt=\"La-montagna-dacqua\" width=\"300\" height=\"264\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/La-montagna-dacqua-1-300x264.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/La-montagna-dacqua-1.jpg 388w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PALUDI E NAUFRAGI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora avanziamo per pianure acquitrinose, fra balzi, rigagnoli, pozzanghere, ristagni, fra muschi e filamenti, sterpaglie macere, gromme, viscidumi: scivola, schizza la grassa mota sotto il piede o si gonfia e cresce, avvolge, preclude il movimento. Forse siamo fermi, forse sprofondiamo. E dietro \u00e8 la notte senza scampo, il fitto obl\u00eco: nulla sappiamo ormai dei luoghi consistenti, dei solidi sentieri, del cammino che ci port\u00f2 nelle maremme. Avanti \u00e8 la luce. Una frigida luce di riverbero, d\u2019un alba immota, d\u2019una stagione ignota. E avanti s\u2019erge la barriera, il velario d\u2019acque, la perenne cascata ch\u2019erode e che cancella: in quali lontananze, in quale tempo cominci\u00f2 questo diluvio?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una montagna s\u2019erge, un cumulo di frantumi o d\u2019ossa, una massa informe, spugnosa, che si schiude e diffonde ancora acque. Dentro il suo cuore m\u00f9cido, di melma, \u00e8 sepolto e si sfalda l\u2019ultimo segno: furono mai, e dove, fuochi, cieli chiari che non fossero questi, febbrili e violacei, sabbie, rocce, lastre, orme, forme, cifre sicure e decifrabili? Nella palude pallida, nel verminoso verde annega la memoria: vana sembra la ricerca, la prova d\u2019un racconto. Labili, sfuggenti immagini riaffiorano dalle liquide arche, parole tronche, \u00e0tone, echi di vaste, deserte scalinate, di balaustre, di monche statue, precipiti, d\u2019inseguimenti e fughe e guizzi di metalli: quale mai tragedia s\u2019\u00e8 consumata sopra quegli spalti? E ancora e altrove brani di praterie solarizzate, sfocature, riflessi, traiettorie, immobili sequenze: notturno \u00e8 il mondo o d\u2019una luce traslucida che abbacina e consuma. Ma se appena ci volgiamo, castigo di sale, siamo spinti ancora, per lo scarto d\u2019un riquadro, pi\u00f9 dentro alla cascata, pi\u00f9 presso alla montagna: e troveremo un varco, un passaggio, e cosa ci attende dietro quel sipario?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mutata \u00e8 la scena, ma uguale resta lo spettacolo, uguale il sogno, la pena. Ecco che da riviere di conter\u00eca di vetro s\u2019aprono le distese dei mari che naviganti improvvidi solcarono e notti illuni e cieli gravi, brume e calmer\u00ece sinistre in cui si sciolse ogni punto o freccia delle mappe, l\u2019oscillazione degli aghi, il giro delle sfere, la fune del richiamo, il breve cerchio del fanale, ogni ricordo d\u2019ancore e di porti: l\u2019enigma \u00e8 nell\u2019occhio stupefatto, nel respiro fermo, sul labbro sibillino di tutte le polene. \u00c8 certo tuttavia che velieri salpati alla speranza di isole felici cozzarono ai passaggi di infide simplegadi, s\u2019incagliarono in ambigui fondali, sfasciarono su scogli invisibili e fatali, si persero nei gorghi. E pietre e scogli d\u2019oro \u2013 riflesso e ironia di tesori dispersi o ricercati \u2013, in simbiosi o mutazione, divennero le chiglie, i fasciami, gli alberi, le coffe, le sartie, le vele gonfie d\u2019un vento ch\u2019\u00e8 calato, e i naviganti, naufraghi immortali \u2013 oh in tempi ancora umani la piet\u00e0 per il fenicio a cui sappiamo le correnti sottomarine in dolci sussurri spolparono le ossa \u2013, madr\u00e9pore, cemento di conchiglie, cavi manichini d\u2019un metallo senza suono.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma animo, antichi e ricorrenti sono i naufragi, sono d\u2019ogni epoca, d\u2019ogni avventura, sogno, d\u2019ogni frontiera elusa, noi, naufraghi d\u2019una storia infranta, simboli d\u2019un epilogo, involontarie comparse, attoniti spettatori di questa metafisica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Di cui non conosciamo i confini, dimenticammo l\u2019inizio, ignoriamo la fine, ma riferiamo, incauti, il vario apparire nelle luci e nei tempi irriferibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da trasparenze di fondali, dal placarsi di onde sopra onde basse, da risacche lievi, dal riemergere di ciotoli, legni, ferri levigati, dalla breve scogliera s\u2019erge inclinata la nave, fantasmatica nell\u2019incendio dell\u2019estremo raggio; e sulla nave, sul tamburo della plancia, batte gli zoccoli in galoppo, vivida fiamma la criniera, un cavallino rosso: \u00e8 l\u2019ultimo innocente sogno, la nostalgia struggente di un Billy Budd prima d\u2019annegare o di pendere nel vuoto del pennone?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Su un altro scoglio, sui rottami d\u2019un veliero, contro la murata, gli anfratti e le volute di cuoio d\u2019una vela, sta assorto un marinaio, cavo come il barile a cui s\u2019appoggia, nell\u2019attesa di trasmettere o ricevere un impossibile messaggio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma il messaggio viene, ambiguo e illusorio, al dileguarsi della notte, all\u2019esplosione della luce, viva e irreale, col battello che scivola sicuro sopra l\u2019acque e il simbolo crudele d\u2019una donna dalla veste di vento e madreperla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E quindi \u00e8 la volta di isole stregate, di lagune e di montagne, di luoghi in cui si compiono sortilegi, incontri imprevedibili, sarcastiche apparizioni, amare citazioni d\u2019iconografie consunte e ignorate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma grande sembra il sonno, grave il tedio, sembra che non ci sia scampo alle paludi e ai naufragi, spenta l\u2019allegria e spento anche il desiderio d\u2019una fuga:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>La chair est triste, h\u00e9las! et j\u2019ai lu tous les livres.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Fuir! l\u00e0-bas fuir! Je sens que des oiseaux sont ivres.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>D\u2019\u00eatre parmi l\u2019\u00e9cume inconnue et les cieux!<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">*<\/a><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Non resta che la malinconia d\u2019una musica interrotta, una viola muta, una statua riversa dentro l\u2019acqua.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">*<\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Mallarm\u00e9, <em>Brise marine<\/em>.<\/p>\n<p>Brano tratto dal libro L\u2019 ora sospesa ed. Le Farfalle<br \/>\n*<br \/>\n<a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/mulas.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1742\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/mulas-300x86.png\" alt=\"mulas\" width=\"300\" height=\"86\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/mulas-300x86.png 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/mulas-768x221.png 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/mulas.png 1000w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo scrive questo testo ispirandosi all\u2019 opera dell\u2019 artista Franco Mulas. * PALUDI E NAUFRAGI Ora avanziamo per pianure acquitrinose, fra balzi, rigagnoli, pozzanghere, ristagni, fra muschi e filamenti, sterpaglie macere, gromme, viscidumi: scivola, schizza la grassa mota sotto il piede o si gonfia e cresce, avvolge, preclude il movimento. 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